Recensione Ary and the Secret of Seasons

Versione testata: PlayStation 4

Oggi parliamo di Ary and the Secret of Seasons, un titolo nato da Exiin, un piccolo studio di sviluppo belga che per due anni si è occupato esclusivamente di titoli mobile e che nel 2017 ha deciso di fare il salto di categoria ed interfacciarsi con “i grandi“.

Dopo aver vinto alla Gamescom del 2017 il premio come “Miglior gioco Unity“, nel 2018 Modus annuncia che il titolo dalla chiara atmosfera zeldiana verrà pubblicato sotto la loro etichetta.

Scopriamo assieme se l’industria videoludica indipendente è riuscita a tirare fuori dal cilindro un altro piccolo ed inaspettato capolavoro.

Per un viaggio straordinario servono poteri straordinari

Ary and the Secret of Seasons ci porta nel fantastico mondo di Valdi, un luogo dove le stagioni convivono in perfetta armonia, purtroppo però l’oscurità è dietro l’angolo ed un potere oscuro stravolge questo delicato equilibrio.

La famiglia della protagonista appartiene alla nobile stirpe dei Guardiani, delle figure che attraverso il loro potere mantengono gli equilibri delle stagioni.

Negli ultimi tempi però, la famiglia è turbata dalla prematura scomparsa del primogenito, quindi la ribelle giovane, come una novella Mulan, si taglia i capelli, ruba la sfera dell’Inverno e si dirige verso la Cupola delle Stagioni.

Una volta raggiunta l’importante meta (ispirata alla Chiesa reale di Santa Maria di Bruxelles), la giovane ragazza scopre che gli altri Guardiani sono stati privati delle loro sfere da un losco figuro con la maschera antigas. Da questo momento, viene affidato ad Ary il compito di recuperare tutte le sfere e riportare il mondo alla normalità.

La trama, seppur semplice e adatta ad un pubblico decisamente giovane, sarà in grado di catturarvi grazie ad una serie di interessanti colpi di scena, tanto da augurarmi che il giovane team belga stia già lavorando ad un sequel.

Un gameplay ispirato ai grandi capolavori del passato

Chi come il sottoscritto è cresciuto a pane e videogiochi (specialmente Nintendo) si accorgerà sin da subito di come questo indie abbia tratto ispirazione da The Legend of Zelda, dai complicati puzzle nel mondo di gioco alla scelta dei dungeon all’interno dei Templi.

Detto questo, il mondo di Ary and the Secret of Seasons, si basa sulla possibilità di manipolare a piacimento le stagioni, grazie ai poteri che la nostra giovane eroina acquisirà avanzando nel gioco. Questa meccanica non cambierà l’intero mondo di gioco, infatti, solo delle porzioni (delimitate da una bolla) subiranno l’effetto dei vostri poteri.

L’aspetto apprezzabile di questa meccanica di gioco è che ti lascia libertà di sperimentare, un po’ come in Breath of the Wild, e se sarete in grado di pensare fuori dagli schemi potrete ottenere risultati non sempre scontati e prevedibili.

Tutta questa libertà però potrebbe portare i giocatori a perdersi, difatti, in diversi momenti non è stato chiaro come continuare l’avventura, dando l’impressione che alcune scelte fossero troppo forzate.

In ogni caso, Ary and the Secret of Seasons riesce nel compito di unire le storiche meccaniche zeldiane ad una serie di interessanti intuizioni, vi basti pensare che ogni stagione ha le sue peculiarità, dall’inverno che gela le acque alla primavera che grazie alla sua vitalità è in grado di offrirvi appigli per raggiungere luoghi apparentemente impossibili.

I vostri poteri potranno essere amplificati da una serie di oggetti in onice, alcuni di essi potranno essere trasportati ed utilizzati nella risoluzione dei più complicati puzzle ambientali.

Passiamo alla nota dolente: il combat-system. Purtroppo, il team di sviluppo non è riuscito a fornire profondità ad un aspetto così importante, il Z-targeting non funziona particolarmente bene ed il feedback dei colpi non è il massimo, il sistema di parrying invece è semplice e ben fatto.

Dove abbiamo già visto un mercante simile?

Comparto tecnico

Prima di parlare dell’aspetto tecnico è necessario dire che il team di sviluppo è composto da circa 10 persone, che hanno messo anima e corpo nello sviluppo a tempo pieno di questo titolo. Quindi, nonostante elencheremo onestamente i difetti tecnici del titolo, saremo buoni in fase di valutazione, premiando anche l’impegno.

Ary and the Secret of Seasons non è un gioco che brilla per l’aspetto tecnico, infatti, nonostante la grafica un po’ cartoon che piace a grandi e piccini e l’indirizzo artistico sia piacevole, nasconde al suo interno una serie di problemi, più o meno grandi.

Durante il nostro provato, abbiamo avuto modo di sperimentare una serie di bug e glitch abbastanza importanti, uniti alle problematiche relative alle animazioni, che troppo spesso sono affette da cali di frame rate, rendendo l’esperienza leggermente frustrante. Tra le altre cose, il tearing si manifesta in maniera evidente e fastidiosa, persino nei luoghi vuoti e conseguentemente più facili da gestire.

I modelli poligonali, sono semplici e abbastanza carini, purtroppo non esenti da difetti, basti pensare alla cicatrice della protagonista, che appare e scompare come fosse David Copperfield. Sorte similare tocca ai sottotitoli, infatti, i testi di tanto in tanto cambiano improvvisamente lingua, creando in alcuni casi dei mix linguistici d’autore.

Commento finale

Ary and the Secret of Seasons è un titolo che unisce le meccaniche Zelda-like ad una serie di idee interessanti. Sicuramente i nostalgici del passato (come il sottoscritto) avranno le lacrime agli occhi, che in breve tempo dovranno fare i conti con evidenti problematiche tecniche. Quest’ultimo aspetto potrebbe farvi abbandonare anzitempo il vostro peregrinare nel magico mondo di Valdi.

7.0

Buono, ma c'è ancora tanto da fare...


Ary and the Secret of Seasons è un titolo indipendente realizzato dai ragazzi di Exiin, un piccolo team belga che finora si è occupato di titoli mobile. Nonostante si tratti di un videogioco interessante che consiglio di provare a tutti coloro che vogliano cimentarsi in un videogioco Zelda-like, la serie di problematiche dovute al comparto tecnico sono un serio freno all'acquisto. Insomma, se avete il backlog libero e volete provare qualcosa dall'inconfondibile sapore retrò, è la scelta giusta per voi.

PRO

    - Meccanica delle stagioni decisamente interessante
    - Puzzle ambientali divertenti al punto giusto
    - Boss Battle ben strutturate.

CONTRO

    - Comparto tecnico da rivedere
    - Prezzo di lancio troppo alto
    - Combat system è poco profondo e stimolante
Andrea Bevilacqua
Nato nei magnifici anni '90 ed entrato in tenera età nel magico mondo dei videogiochi grazie ad un baffuto idraulico italiano ed un prode spadaccino in calzamaglia verde. Oggi, passata la soglia degli "enta", cerco nei moderni capolavori videoludici il titolo in grado di emozionarmi e di regalarmi un gameplay stimolante. Le mie altre passioni sono: musica (ex-chitarrista), calcio (irriducibile cuore rossonero) e cinema.

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