Recensione Blue Prince (Nintendo Switch 2), la vostra esplorazione vi porterà alla Stanza 46 di cui parlano tutti?

Blue Prince – il roguelike puzzle sviluppato da Dogubomb e pubblicato da Raw Fury – sbarca su Nintendo Switch 2 in quello che potremmo definire un porting riuscito, soprattutto per chi apprezza esperienze investigative (con elementi di strategia, puzzle e roguelike) e riflessive da gustare anche in mobilità. Resta un gioco affascinante e intelligente, con qualche limite tecnico che non rovina l’esperienza ma la rende meno elegante rispetto ad altre piattaforme. Il gioco è stato pubblicato il 10 aprile 2025 per i PlayStation 5, Xbox Series X/S e Windows mentre la versione per Nintendo Switch 2 è stata pubblicata il 3 marzo 2026.


Versione testata: Nintendo Switch 2


Storia e atmosfera

La premessa resta una delle più intriganti degli ultimi anni: Herbert Sinclair, il barone della tenuta di Mount Holly di Reddington, è morto. Nel suo testamento, lascia la tenuta, i terreni e il titolo al suo pronipote Simon. C’è una condizione: per dimostrarsi degno del dono, deve trovare la misteriosa 46ª stanza nella dimora composta da 45 stanze (e in continua trasformazione), la cui ubicazione non è mai stata rivelata. La struttura narrativa non punta su colpi di scena facili, ma su un senso costante di mistero, indagine e scoperta progressiva, che spinge a raccogliere indizi e a ricomporre il quadro un passo alla volta. Quello che colpisce è il modo in cui la storia non si limita a fare da sfondo ai puzzle, ma si intreccia con il design stesso dell’avventura. Ogni run aggiunge tasselli, suggerisce connessioni e alimenta la curiosità, creando quella sensazione tipica dei migliori indie puzzle: non state soltanto avanzando, state capendo come funziona il mondo che vi circonda. Questo è davvero uno di quei giochi di cui meno si sa, meglio è. Faremo del nostro meglio per ridurre al minimo i dettagli, ma state certi che Blue Prince è uno dei puzzle game indie più riusciti degli ultimi anni. Vi si insinuerà nella testa e non vi lascerà andare fino a molto tempo dopo aver visto i titoli di coda …

Gameplay e meccaniche

Il gameplay è il vero e proprio cuore pulsante dell’esperienza: ogni giorno la villa cambia la disposizione delle stanze (salvo pochissime eccezioni, ognuna di esse verrà rimescolata alla fine della giornata, e spetterà a voi disporle nell’ordine che ritenete più opportuno, scegliendole dalla lista di tre opzioni che appare all’apertura di ogni porta), e il giocatore dovrà scegliere con attenzione le stanze da costruire, pianificare il percorso e gestire risorse e opportunità. Per raggiungere l’obiettivo, dovrete esplorare le stanze della villa, scoprendo quale area si nasconde dietro ogni porta grazie alle vostre fidate planimetrie. Come per la maggior parte degli aspetti in questo gioco, c’è qualcosa di nascosto sotto la superficie che scoprirete gradualmente man mano che ne comprenderete i meccanismi. Ogni giorno avrete a disposizione un numero prestabilito di passi (un “passo” corrispondente a ciascuna stanza, di solito), e una volta raggiunto il numero di passi, potrete andare a letto prima che il processo ricominci il giorno successivo. È un loop che mescola strategia, logica e memoria, con una forte componente roguelite che rende ogni tentativo diverso dal precedente. Stiamo comunque parlando di un roguelike, quindi ovviamente ci sono alcuni potenziamenti permanenti che sarà possibile sbloccare lungo il percorso (stanze extra, scale, denaro per acquistare oggetti, ecc.), ma per la maggior parte del tempo, l’unica cosa che vi porterete dietro ogni giorno è la conoscenza di come funziona la tenuta.

È vero, il ciclo di gioco non piacerà a tutti. C’è un leggero senso di frustrazione nel non riuscire ma – quando finalmente avrete trovato la soluzione e avrete collegato i puntini – sarete estremamente soddisfatti. Vedete, potete giocare a Blue Prince solo per scoprire la Stanza 46 nascosta e far scorrere i titoli di coda, ma questa è solo la punta dell’iceberg. Se vi sembra che ci sia molto da tenere d’occhio, è perché effettivamente è così. Una stanza comune in cui probabilmente vi imbatterete nelle vostre prime partite vi suggerirà specificatamente di tenere a portata di mano penna e taccuino, perché avrete bisogno di annotare delle cose. Per esperienza, è utile avere diverse penne e diversi taccuini nelle vicinanze, perché anche se inizialmente non tutte le stanze che incontrerete potrebbero sembrare un passaggio essenziale per raggiungere l’agognata Stanza 46, vi garantiamo che troverete qualcosa al loro interno che dovrete successivamente ricordare. Questo gioco è pieno di momenti che vi faranno sentire di essere un genio, e ancor di più in cui vi sentirete stupidi per non aver notato qualcosa in precedenza.

Mescolando le stanze a ogni partita, bloccando possibilità e aprendone di nuove, il gioco vi costringe a esplorare più percorsi di quello che potrebbe sembrare immediatamente ovvio. Potreste iniziare con l’obiettivo semplice di risolvere il mistero centrale, ma se prestate davvero attenzione, scoprirete che c’è molto di più (e intendiamo davvero molto di più) sotto la superficie. Trovare l’impossibile 46esima stanza è una cosa – e imparare le sue regole è un’attività che garantisce una buona rigiocabilità – ma questo ciclo di gioco vi incoraggia attivamente ad apprezzare anche tutto il resto.

Comparto grafico

Sul piano visivo, Blue Prince mantiene uno stile sobrio ma denso di personalità, basato più sull’atmosfera che sull’impatto spettacolare. Le stanze della villa hanno un’identità chiara e leggibile, e questo è fondamentale perché il gioco chiede continuamente di osservare, confrontare e memorizzare. Su Switch 2 l’immagine resta piacevole sia in modalità portatile sia in docked, caratterizzata da una resa più prudente e funzionale che mira alla stabilità piuttosto che alla nitidezza assoluta.

Comparto tecnico

Tecnicamente il gioco punta ai 30 fps (abbiamo riscontrato qualche calo momentaneo quando i corridoi della mia villa si riempivano di stanze complesse, ognuna con i propri elementi interattivi), una scelta coerente con il tipo di esperienza proposta sull’ibrida di casa Nintendo. In handheld l’esperienza è generalmente la più convincente, perché la natura portatile del titolo si presta bene a sessioni brevi o medie. In modalità docked il comportamento resta buono, ma il vantaggio rispetto all’handheld non è così marcato come ci si potrebbe aspettare. I tempi di caricamento sono il principale compromesso da tenere in considerazione, più lunghi di quanto si vorrebbe, ma non al punto da compromettere l’esperienza complessiva.

Audio e sonoro

L’audio accompagna bene la componente enigmistica e investigativa, sostenendo il senso di inquietudine e scoperta senza diventare invadente. La colonna sonora – sottilmente jazz – è a dir poco incredibile riuscendo a dare peso ai momenti importanti e a non distrarre durante l’esplorazione: non cerca di imporsi, ma di rafforzare il tono contemplativo del gioco. È una scelta coerente con il resto dell’opera, perché Blue Prince non vuole stupire con effetti sbalorditivi, ma tenere alta la tensione mentale del giocatore.

Controlli su Nintendo Switch 2

Su Nintendo Switch 2 è possibile sfruttare i controlli con la modalità mouse dei Joy-Con 2, un’aggiunta intelligente e ben implementata, anche se il titolo non sfrutta – purtroppo – il touchscreen, che si sarebbe sposato benissimo con un gioco di questo tipo. Nel complesso, il porting conserva intatta la natura del gioco e ne valorizza molto la fruizione in portatile.

Commento finale

Blue Prince su Nintendo Switch 2 è un buon porting che ben si adatta e accompagna al meglio la natura del gioco, fatta di osservazione, pazienza e continui colpi di intuizione. La console ibrida di Nintendo valorizza soprattutto la dimensione portatile dell’esperienza e rende ancora più naturale perdersi tra i corridoi mutevoli di Mt. Holly, anche accettando qualche compromesso tecnico qua e là. Più che puntare alla spettacolarità, questa versione punta alla coerenza, e ci riesce bene: il risultato è un puzzle game affascinante, intelligente e perfettamente a suo agio su Switch 2. Per chi cerca un titolo originale, capace di premiare curiosità e deduzione, è una proposta da non sottovalutare.

9.0

Blue Prince


Blue Prince su Nintendo Switch 2 è un buon porting che ben si adatta e accompagna al meglio la natura del gioco, fatta di osservazione, pazienza e continui colpi di intuizione. La console ibrida di Nintendo valorizza soprattutto la dimensione portatile dell’esperienza e rende ancora più naturale perdersi tra i corridoi mutevoli di Mt. Holly, anche accettando qualche compromesso tecnico qua e là. Più che puntare alla spettacolarità, questa versione punta alla coerenza, e ci riesce bene: il risultato è un puzzle game affascinante, intelligente e perfettamente a suo agio su Switch 2. Per chi cerca un titolo originale, capace di premiare curiosità e deduzione, è una proposta da non sottovalutare.

PRO

Un rompicapo sublime e di una profondità infinita I Puzzle intelligenti e progressione molto soddisfacente I Colonna sonora incredibile I Ottima resa in handheld e buon adattamento alla filosofia di Nintendo Switch 2 I Modalità mouse dei Joy-Con 2 ben integrata

CONTRO

Caricamenti piuttosto lunghi I Il touchscreen non è stato sfruttato I Potrebbe essere frustrante

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