Switch 2 ha rappresentato sicuramente un passo avanti significativo per quanto riguarda la costruzione e l’ergonomia della console di Nintendo. Tuttavia è proprio il design stesso della console e dei suoi JoyCon, esattamente come per il primo modello, a suscitare il maggior numero di discussioni e contestazioni: la forma piatta e sottile dei Joy-Con, comoda quando si gioca in portatili per brevi periodi di tempo, risulta estremamente scomoda quando si passa più di qualche ora a giocare. Un problema che non è risolto nemmeno con il supporto che unisce i due joycon a formarne uno di dimensioni più grandi. A questo si aggiunge un problema storico del brand, quello dello stick drift, mai risolto del tutto nemmeno con la nuova generazione di controller pro. È in questo spazio che si inserisce NYXI, produttore taiwanese specializzato in accessori per Nintendo già noto per la linea Wizard e Hyperion su Switch originale, con il suo Hyperion 3: un paio di Joycon sostitutivi pensati specificamente per Switch 2, che promettono di correggere quasi tutti i limiti ergonomici e tecnici degli originali, a un prezzo però tutt’altro che simbolico.
Design ed ergonomia: la vera ragione d’essere del prodotto
Il punto di partenza del progetto Hyperion 3 è dichiaratamente ergonomico. Al contrario dei Joy-Con ufficiali, piccoli e sottili, il pad NYXI adotta un’impugnatura scolpita, con superfici testurizzate che seguono la curvatura del palmo in modo simile ai controller tradizionali per console o a portatili come lo Steam Deck. Il corpo è realizzato in policarbonato e ABS (indicato dal produttore come “PC+ABS”), una scelta di materiali che privilegia leggerezza e costi contenuti rispetto a soluzioni più premium: la sensazione al tatto della plastica resta nella media del segmento, senza il feeling smaltato o gommato di alcuni concorrenti più costosi o degli stessi Joycon.




Il sistema è pensato per essere modulare, proprio come gli originali JoyCon: i due pad possono essere usati separati dalla console, oppure agganciati alla console tramite un’adesione magnetica e lo stesso meccanismo di sgancio dei controller originali. Non manca ovviamente anche il ponte centrale ricaricabile per ottenere una configurazione Pro Controller da impugnare con entrambe le mani, per un peso complessivo che si attesta attorno ai 225 grammi in quest’ultima configurazione, dunque comparabile a quello di un controller Pro tradizionale.
Qualunque sia lo stile preferito, comunque, l’ergonomia è fantastica, anni luce rispetto alla scomoda impugnatura dei Joy-Con originali, e i crampi tipici da controller piatto tendono a sparire quasi del tutto. Il feeling è molto simile, anche quando si utilizza in modalità handheld, a quelli di un controller tradizionale e in questo senso superiore anche a Steam Deck o altri handheld come MSI Claw 8 Ai.






Scheda tecnica NYXI Hyperion 3
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Compatibilità | Nintendo Switch 2 |
| Connettività | Connessione diretta, Bluetooth 5.0, USB-C cablata |
| Autonomia | 6-8 ore |
| Tempo di ricarica | Circa 2 ore |
| Materiali | PC+ABS |
| Peso | Circa 225 g (configurazione Pro Controller) |
| Stick analogici | Hall Effect (anti-drift) |
| Pulsanti/D-pad | Micro-switch, D-pad sostituibile (croce e sfaccettato) |
| Trigger | Lineari a doppio stadio con micro-switch |
| Sensori di movimento | Giroscopio a 9 assi |
| Extra | Pulsanti posteriori programmabili, turbo, vibrazione regolabile, tasti screenshot/wake/GameChat |
| Accessori inclusi | Ponte centrale ricaricabile, cavo USB-C 1 m, D-pad sostitutivo, manuale |
| Prezzo di listino | 169,99 $ (spesso in promozione attorno ai 119 $) |
Qualità costruttiva e primo impatto all’uso reale
Al netto delle specifiche dichiarate, l’impressione tattile della plastica resta il punto più discusso per un controller. Del resto è l’unico punto di contatto tra noi e la console stessa ed è fondamentale che sia di qualità. L’esperienza con Hyperion 3 è altalenante su questo aspetto. Se si arriva da altri pad split economici, qui c’è un netto miglioramento. La texture è piacevole, le plastiche sono di buona qualità e, seppure presenti, piccoli gioghi nella sede dei tasti sono del tutto normali, anche in linea con quelli dei controller originali. Se si viene da pad pro, come Elite Series, o anche solo da controller estremamente ben curati come il Controller pro 2 di Nintendo, si avverte una certa leggerezza delle plastiche e una sensazione di “vuoto” al tocco delle nocche picchiettate sul guscio. Anche qui, però, il giudizio resta fortemente legato al prezzo pagato: se lo si acquista alle cifre più basse delle promozioni periodiche (intorno ai 70 euro) può essere considerato un buon affare, chi paga il listino pieno (circa 110 euro) ovviamente troverà questi difetti inaccettabili.
Stick Hall Effect: la fine (teorica) dello stick drift
La caratteristica tecnica più rilevante di Hyperion 3 riguarda gli analogici. Al posto dei tradizionali potenziometri a contatto, che con l’usura perdono precisione e generano il fenomeno noto come stick drift, NYXI ha adottato stick a effetto Hall, basati su un sensore magnetico contactless che non si consuma nel tempo. È la stessa tecnologia già vista su altri controller anche della compagnia, e su diversi handheld PC (come l’appena citato MSI Claw 8 AI), e in questo caso restituisce una risposta come precisa fin da subito, con una texture della testina che ricorda più i pad Sony recenti che i Joy-Con Nintendo. Chi cerca proprio la fine dei problemi di drift dello stick trova qui una delle ragioni d’acquisto più solide del prodotto, considerando quanto lo stick drift sia stato un tallone d’Achille per Nintendo nelle ultime due generazioni di console. Gli stick sono inoltre più lunghi rispetto a quelli originali (quasi il doppio), un dettaglio che chi gioca a titoli competitivi o sparatutto apprezza per la maggiore precisione di mira.
Va segnalato un dettaglio emerso dall’uso quotidiano più che dalle prove a campione: alcune delle prime unità in circolazione presentavano una zona morta piuttosto ampia e un fastidioso input lag percepibile soprattutto nei giochi che richiedono precisione assoluta, come i platform fighter. Il problema, in questi casi, si è rivelato risolvibile aggiornando il firmware tramite l’app companion del produttore (che su queste unità gestisce anche la configurazione della zona morta), il che suggerisce un controllo qualità sul lotto iniziale non sempre impeccabile, poi in gran parte sistemato con gli aggiornamenti successivi e con le forniture più recenti.
Pulsanti, trigger e D-pad intercambiabile
Il resto della dotazione segue la filosofia dei controller “enthusiast”: i pulsanti principali A/B/X/Y e il D-pad utilizzano micro-switch che offrono una corsa breve e un feedback tattile netto, piacevole e non eccessivamente rumoroso rispetto a soluzioni simili:certo chi cerca un pad silenzioso da usare, ad esempio, sui mezzi pubblici potrebbe non trovarsi a proprio agio, ma onestamente abbiamo sentito di peggio. Il D-pad è sostituibile fisicamente, e nella confezione sono inclusi sia la classica croce direzionale sia una variante circolare sfaccettata pensata per i picchiaduro e i platform 2D che ricorda, anzi è praticamente ispirata a quella dei controller Xbox. Il feeling è preciso e piacevole favorito anche dalle generose dimensioni della versione circolare, anche se la costruzione in plastica restituisce un po’ una sensazione cheap, soprattutto se lo si paragona a quello stilosissimo di Xbox Elite Series 2. Per la cronaca, abbiamo provato a usare i due dpad di Elite Series 2 sul Hyperion 3 e sebbene le dimensioni combacino perfettamente, l’assenza del magnete sul controller Hyperion 3 li rende inutilizzabili. Siamo quasi sicuri tuttavia che una piccola modifica per utilizzare un dpad magnetico, come quella realizzata sulla Claw di MSI, sia assolutamente possibile viste le dimensioni compatibili.
I grilletti posteriori adottano un sistema lineare a doppio stadio con micro-switch, pensato per offrire sia la corsa progressiva richiesta dai giochi di guida sia lo scatto netto utile negli sparatutto, mentre sul retro trovano posto due pulsanti programmabili aggiuntivi, apprezzati da chi gioca a titoli competitivi e vuole rimappare azioni senza staccare i pollici dagli stick. La posizione di questi è raggiungibile solo con l’anulare, ma la corsa corta e l’attivazione semplice non dovrebbero rappresentare un grosso problema. Non mancano una funzione turbo e un motore di vibrazione regolabile su più livelli di intensità, oltre a tasti dedicati per screenshot, riattivazione della console e per la funzione GameChat introdotta con Switch 2.
Proprio sul fronte vibrazione emerge però la nota più critica: il motore rumble, anche ai livelli di intensità più bassi è rumoroso, “sferragliante” e poco raffinato rispetto agli standard a cui Nintendo ha abituato con l’HD Rumble. Se il rumore diventa insopportabile (su Bananza è davvero molto molto fastidioso) lo si può fortunatamente disattivare tramite l’app companion. È tuttavia una caratteristica che pesa, perché la vibrazione aptica di alta qualità è da anni uno dei tratti distintivi dell’ecosistema Switch: non a caso NYXI ha già annunciato una variante Pro dotata di un sistema di feedback aptico più evoluto, segno che anche in azienda si è consapevoli del limite.
Giroscopio a 9 assi, ma manca il sensore ottico
Hyperion 3 integra un giroscopio a 9 assi, la combinazione di accelerometro, giroscopio e magnetometro che consente il puntamento a movimento nei titoli che lo supportano, dai platform ai giochi di ruolo con funzioni di mira assistita. Qui però si apre la lacuna più pesante per un prodotto in questa fascia di prezzo: l’assenza di un sensore ottico nel pad destro, componente che su Joy-Con 2 originali abilita la modalità “mouse”, ovvero l’uso del controller come un vero mouse appoggiato su una superficie. Si tratta di una funzione già sfruttata da alcuni titoli di lancio della console, e la sua assenza esclude chi vorrebbe usare Hyperion 3 come sostituto integrale dei pad ufficiali in quei contesti specifici. A questo si aggiunge la mancanza di supporto NFC per gli amiibo e, appunto, dell’HD Rumble di seconda generazione: tre rinunce che vanno soppesate con attenzione da chi considera questo controller un rimpiazzo totale, e non solo un’alternativa per il gaming portatile puro.
Connettività, autonomia e ricarica
Sul fronte della connettività, Hyperion 3 supporta collegamento diretto alla console, Bluetooth 5.0 per l’uso con altri dispositivi e connessione cablata tramite USB-C, con cavo da un metro incluso in confezione. L’autonomia dichiarata dal produttore si attesta tra le 6 e le 8 ore di utilizzo continuativo, con un tempo di ricarica completa di circa due ore: valori nella norma per la categoria, aiutati dal ponte centrale ricaricabile che permette di alimentare i pad anche mentre restano agganciati o riposti. Va segnalato che nelle prime unità circolate si sono verificati piccoli ritardi di riconnessione Bluetooth al risveglio della console dalla sospensione, un comportamento che sembra essere stato in gran parte corretto con i successivi aggiornamenti firmware.








Prezzo e posizionamento
Ne abbiamo già parlato nei precedenti paragrafi: il vero nodo attorno a cui ruota il giudizio su Hyperion 3 è il prezzo. Il listino ufficiale si attesta a 169,99 dollari, cifra che il produttore propone quasi sempre scontata attorno ai 120 euro sul sito o su Amazon attraverso promozioni di lancio ricorrenti: un posizionamento comunque superiore rispetto a una coppia di Joy-Con 2 ufficiali, al controller Pro 2 e che colloca il prodotto nella fascia alta degli accessori di terze parti per Switch 2. Si tratta di una richiesta economica importante per un controller che, come visto, rinuncia a funzioni native della console come mouse mode, NFC e HD Rumble: una scelta che ha senso soprattutto per chi gioca prevalentemente in portatile e mette al primo posto ergonomia e assenza di drift, molto meno per chi cerca un sostituto a tutto tondo dei pad Nintendo.
Il tema del prezzo inoltre è determinante anche per quanto riguarda il giudizio: se acquistato a 60-70 euro, è sicuramente un acuisto interessantissimo, se invece lo si prende a prezzo pieno il giudizio non può che essere solo discreto. Non che la situazione per altri produttori sia tanto diversa. Hori, Mobapad e la stessa NYXI propongono prodotti simili nella stessa fascia di prezzo, ma alcuni rivali come Mobapad riescono ad offrire una qualità dei materiali percepita superiore. Hyperion 3 resta comunque tra le proposte più complete attualmente disponibili per chi cerca un’alternativa dichiaratamente orientata al comfort nelle sessioni portatili.
Commento finale
NYXI Hyperion 3 è un controller che centra l’obiettivo principale che si è posto: rendere le sessioni di gioco in portatile più comode, grazie a un’impugnatura pensata con cura, stick più lunghi e a stick Hall Effect che promettono di lasciarsi alle spalle, una volta per tutte, il problema dello stick drift. È un pad che convince chi gioca soprattutto fuori dal supporto Switch 2 e chi ha mani più grandi rispetto alla media, meno chi cerca un sostituto totale dei Joy-Con ufficiali, penalizzato dall’assenza di mouse mode, NFC e HD Rumble, da un motore di vibrazione rumoroso e poco preciso e da una plastica che, specie a prezzo pieno, appare sin troppo cheap. Il prezzo, pur mitigato dagli sconti di lancio ricorrenti, resta la variabile che più di ogni altra deciderà se questo accessorio troverà spazio stabile nella libreria hardware dei possessori di Switch 2, o se resterà una nicchia per appassionati di ergonomia disposti a rinunciare a qualche funzione nativa pur di guadagnare in comfort: chi riesce a intercettarlo scontato a 60-70 può acquistarlo con serenità, se invece dovete acquistarlo a prezzo pieno, beh allora guardatevi un po’ intorno o puntate alla versione Ultra, ancora un po’ più cara ma sicuramente più premium con rumble migliorato e stick TMR.

