Cronos: The New Dawn è un progetto particolarmente significativo per Bloober Team. Il team di sviluppo polacco, dopo essersi ritagliato uno spazio nel panorama internazionale grazie ad una spiccata predisposizione verso l’horror (tra cui Layers of Fear e The Medium), l’anno scorso aveva sinceramente impressionato con Silent Hill 2 Remake. Non un compito facile quello affidato al team di Cracovia, misurarsi con il capolavoro Konami. Ancor più alla luce di un palmares concettualmente perfetto, ma che all’atto pratico aveva sempre faticato a dar vita a titoli davvero memorabili. Una missione quasi impossibile portata tuttavia a compimento tra gli allori della critica e l’entusiasmo del pubblico, che ha innalzato le aspettative verso il futuro.
Proprio l’avvenire è al centro della nuova produzione Bloober Team, un domani a tinte fosche sul quale si è abbattuta una calamità indecifrabile. Nei panni di un altrettanto misterioroso Viaggiatore, Cronos: The New Dawn ci accompagnerà tra le pieghe del tempo per comprende le origini del disastro… e chissà, forse impedirlo se mai fosse davvero possibile. Ci troviamo di fronte alla definitiva consacrazione della software house dopo il raggelante ritorno di James Sunderland? Scopriamolo insieme.
Cronos: The New Dawn sarà disponibile dal 5 Settembre per PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch 2, macOS e PC (via Steam).
Versione testata: PlayStation 5
Il futuro è storia
Un virus sconosciuto. Un’epidemia implacabile. Un disastro oltre ogni immaginazione, in grado di spazzare via l’intera umanità. Un evento estitintivo che ha assunto il nome di Cambiamento, che ha popolato il mondo di creature da incubo, gli Orfani, con una continua lotta alla sopravvivenza per i pochissimi superstiti. In questo contesto di pura disperazione, una flebile speranza muove l’enigmatico Collettivo. Si tratta di un’organizzazione che intende sfruttare speciali tecnologie per tornare indietro nel tempo alla Polonia degli anni ’80, la sospetta origine dell cataclisma. Nei panni di una delle Viaggiatrici del Collettivo, la missione prevede di comprendere meglio la genesi del Cambiamento, recuperando le informazioni da individui che possono essere la chiave di volta per comprendere il mistero.
Anche da questa breve sinossi, Cronos: The New Dawn palesa la volontà di attingere a piene mani da un numero consistente di opere horror e di fantascienza. Se di primo acchitto i rimandi a Dead Space sono pacifici, basteranno poche ore per scorgere molti rimandi a celebrate opere di fantasia. Da The Evil Within a La cosa passando per L’esercito delle 12 scimmie, The New Dawn vuole dunque essere un appassionato omaggio ai classici del genere. E ci riesce, grazie ad una sceneggiatura efficace e che intriga da subito a colpi di ermetismo. A voler essere pignoli, forse inizia in maniera piuttosto mitigata (addirittura fumosa), ma la situazione migliora con il passare delle ore.

Artisticamente, il team di sviluppo ha realizzato ambientazioni particolarmente variegate, in cui è persistente il senso di desolazione per gli orrori di questo mondo. La familiarità degli ambienti fa da contrasto alle suggestioni retro futuristiche del Collettivo e della Viaggiatrice, intenti ad utilizzare strumenti ed apparecchiature che trascendono la comprensione sconfinando quasi nella metafisica. Il risultato finale è affascinante, seppur potrebbe essere contestata un pò di assenza di originalità nel design artistico della protagonista e delle creature. Allo stesso modo le musiche, seppur ottime come anche l’effettistica (addirittura fantastico l’utilizzo dell’altoparlante del DualSense), tendono a ripetersi con un po’ di stanca.
Nel corso della nostra prova, qualche perplessità è emersa dal punto di vista tecnico. Affrontando The New Dawn, sia in modalità Prestazioni che dando priorità alla Qualità, siamo spesso incappati in episodi di frame drop, pop-in nel corso dei filmati e flickering in talune ambientazioni. Ad onor della cronaca, una patch uscita nelle scorse ore ci ha dato la sensazione di aver migliorato la pulizia generale del codice (risolvendo ad esempio qualche anomalia nell’autorilevazione dei settaggi di default dell’HDR). Nulla che possa pregiudicare il godimento del titolo, tuttavia speriamo che il team riesca a migliorare ulteriormente la stabilità generale. Ad ogni buon conto, la nostra preferenza è andata alle Prestazioni, complice anche un comparto grafico non così avveniristico al quale abbiamo preferito una fluidità superiore.

Ogni proiettile conta
Così come la narrativa omaggia i classici del genere, allo stesso modo Cronos: The New Dawn ripropone alcune delle migliori caratteristiche dei survival horror più amati. Con un marcato accento sulla precarietà delle risorse disponibili.
Nel corso della pericolosa odissea della Viaggiatrice, il giocatore si troverà ad esplorare ambientazioni, recuperi oggetti chiave e raccogliere informazioni. Insomma, esattamente quello che è stato codificato nel genere da trent’anni a questa parte. Le peculiarità del progetto di Bloober Team passano dalla particolarità del viaggio, che alterna fasi di ricerca attraverso innocui varchi temporali del passato al pericolo brulicante degli effetti più drammatici del Cambiamento. E sfortunatamente per la Viaggiatrice, le risorse saranno davvero poche.
Quello che caratterizza infatti il flow ludico di The New Dawn è la continua necessità di recuperare risorse consumabili per craftare oggetti di prima necessità. Bottiglie di alcol e rottami saranno indispensabili per creare fiale di recupero energetico e munizioni, costringendo tuttavia spesso il giocatore ad effettuare scelte rilevanti. Il limitato inventario della protagonista sarà la prima problematica di cui tener conto, alla quale si aggiungerà ben presto al dover affrontare nemici particolarmente ostinati.

Gli Orfani, sebbene possano ricordare le creature deviate di Dead Space, non vanno tuttavia affrontate a colpi di smembramento. Non sono così fragili, tutt’altro. Gli abomini di The New Dawn sono coriacei e picchiano duro, pertanto liberarsene non sarà mai una passeggiata. Ancor meno perché hanno la pessima abitudine di fondersi con i cadaveri delle loro fila, dando vita a mostruosità ancor più pericolose. Ogni scontro diventa così un letale gioco di scacchi in cui dover necessariamente massimizzare il proprio (limitato) arsenale con le possibilità offerte delle ambientazioni. Ricordando una regola aurea: il fuoco è vostro amico. Gli Orfani infatti ne sono particolarmente indeboliti e, una volta bruciato un corpo, non potranno fagocitarlo e trasformarsi.
Il risultato è un survival horror in cui la morte è sempre dietro l’angolo, al punto da rendere imperativa la scaltrezza nelle decisioni. Ed ancora più fondamentale è esplorare le ambientazioni per recuperare il maggior numero di risorse. La formula funziona ed appassiona, anche se il sistema di combattimento tende ad essere piuttosto legnoso. Non solo perché le abilità della Viaggiatrice con le armi migliorano col tempo (all’inizio avrete genuinamente difficoltà nel prendere la mira), ma anche perché le sono precluse azioni come la schivata e la parata. Questo, unito ad un level design che spesso si linearizza rendendo meno coesa e centrale l’esigenza esplorativa, fa trasparire qualche piccola incertezza di game design. Parliamo sempre di pelo nell’uovo, sia chiaro. Ma per un titolo in cui si sente così forte l’eco di tanti capolavori, alcune sbavature forse potevano esser limate.

Sei per me l’essenziale (cit.)
L’altra interessante caratteristica ludica di Cronos a doppio filo alla missione stessa della Viaggiatrice.
Lo scopo assegnatole dal Collettivo è infatti quello di individuare figure chiave del passato, decedute nel corso dell’apocalisse. Una volta trovate nel corso dell’avventura, la Viaggiatrice potrà estrarne l’Essenza per poterne collezionare le fondamentali conoscenze. C’è però un piccolo problema. Maggiori saranno il numero di Essenze estratte e trasportate, maggiori saranno le conseguenze sulla psiche della protagonista. Sebbene portarle garantirà benefici in battaglia, al tempo stesso si dovrà fare i conti con i ricordi della loro mente, comprese paure e psicopatie. Queste ultime si manifesteranno sotto forma di flash, sussurri, voci ed interferenze visive che renderanno il viaggio molto più teso ed ansiogeno. Una intelligente simbiosi tra narrativa e ludica, in grado di far coesistere meccaniche di gameplay ad esigenze narrative.

Da questo punto di vista, quasi dispiace vedere che The New Dawn spesso e volentieri riprone idee e concept presi da altri titoli. Bastano infatti poche ore per trovarsi di fronte a meccaniche già viste e riviste, per un risultato che ad alcuni potrebbe apparire eccessivamente derivativo. A conti fatti tuttavia il risultato finale ha abbastanza personalità e carattere per sapersi distinguere dalla massa grazie anche al sapiente equilibrio delle sue componenti. Insomma: gli ingredienti saranno pur sempre gli stessi, ma non è forse vero che variando dosi e tempi di cottura, basta qualche spezia ed un asso nella manica per dar vita ad ottimi manicaretti?
Cronos: The New Dawn è dunque un titolo che ci ha convinto senza riserve. Tolte alcune piccolezze già citate, Blooper Team ci ha regalato un survival horror di grande competenza e solidità. Consigliarlo a tutti i fan del genere è dunque un atto dovuto da parte nostra. Allo stesso modo occorre sottolineare i passi avanti fatti dal team polacco, sempre più un punto di riferimento contemporaneo per la scena horror in campo videoludico.

Commento finale
Cronos: The New Dawn è un survival horror competente ed estremamente solido che certifica, ancora una volta, come il brivido sia la vocazione di Bloober Team. A ben guardare, le fonti di ispirazione sono molteplici e a tal punto evidenti da poter lasciare fin troppo una sensazione di già visto sul palato degli amanti del genere. Al di là di questo, tuttavia, l’esperienza resta appagante grazie ad atmosfere desolanti, una sceneggiatura affascinante ed un gameplay in cui realmente ogni risorsa fa la differenza tra la vita e la morte. Il Collettivo attende.







