Recensione Donkey Kong Bananza, spacca… in tutti i sensi!

Donkey Kong Bananza rappresenta il ritorno in grande stile del gorilla più amato dei videogiochi. È il primo titolo 3D della serie di Donkey Kong ad essere stato sviluppato dalla software house giapponese Nintendo EPD (con il supporto di 1-Up Studio e tri-Crescendo), e nello specifico dal team dell’acclamato Super Mario Odyssey del 2017. Inoltre, è il primo titolo originale della serie da Donkey Kong Country: Tropical Freeze, nonché il secondo titolo della serie realizzato in 3D, dai tempi di Donkey Kong 64 pubblicato nel lontano 1999 su Nintendo 64 (a proposito di Nintendo 64, vi lasciamo anche il nostro speciale: Back 2 The Past: oggi parliamo del Nintendo 64). Non è un nuovo Super Mario e non è il titolo che ci aspettavamo desse il via (insieme a Mario Kart World) all’era di Nintendo Switch 2 ma è assolutamente imperdibile – al netto di un comparto tecnico rivedibile – per tutti gli appassionati del genere e non solo!

Il gioco è disponibile dal 17 luglio 2025 in esclusiva per Nintendo Switch 2.


Versione testata: Nintendo Switch 2


La febbre dell’oro

Donkey Kong arriva a Lingottisola nel bel mezzo di una corsa all’oro per le Gemme di Banandium (diamanti dorati cristallizzati a forma di banana). Tuttavia, la compagnia mineraria Void Company ruba le “preziose” gemme e fa sprofondare l’intera isola sottoterra. Donkey Kong viene – suo malgrado – risucchiato nel sottosuolo e – nel tentativo di capire cosa sia successo – si imbatte in una strana roccia vivente che decide di seguirlo. Insieme, scoprono una vasta regione simile alla Terra Cava (una teoria secondo la quale la Terra sarebbe vuota all’interno o conterrebbe addirittura un mondo interno) chiamata Mondo sotterraneo, abitata da società animali (e non solo) e dai loro antichi Anziani. Un Venerabile Kong si offre di aiutare il duo, donando a Donkey Kong i poteri trasformativi di Bananza e restituendo alla roccia la sua vera natura: la ragazza adolescente di 13 anni, Pauline che ama cantare. Il Venerabile Kong consiglia loro di proseguire verso il nucleo del pianeta dove – secondo una leggenda – potranno esaudire i loro desideri.

Gameplay

La discendenza da Mario Odyssey è chiara, ma Bananza ha un suo tocco unico e distintivo, grazie alle capacità di DK. Il gioco è un platform-adventure 3D che enfatizza la totale distruttibilità degli ambienti e l’esplorazione del mondo aperto: DK può rotolare, colpire il terreno, raccogliere e lanciare oggetti e arrampicarsi sulla maggior parte delle superfici, sfondando muri, scavando tunnel, spaccando il pavimento, strappando pezzi dall’ambiente e usando i pezzi raccolti come armi o oggetti da lancio o come snowboard (muovendosi negli scenari) per scoprire ulteriori oggetti o per distruggere nemici. C’è ovviamente un livello di qualità di base in qualsiasi platform Nintendo originale, e lo vediamo anche in Bananza. È colorato e vivace, c’è molta creatività – grazie al sistema di deformazione voxel introdotto in Odyssey –  non solo nei diversi temi di ogni livello e nel suo mondo ricco e stratificato, ma anche nel modo in cui ogni livello viene spinto fino ai limiti del suo potenziale creativo man mano che i giocatori si immergono sempre più nel cuore del pianeta. Lascia una vera e propria sensazione di felicità mentre ci si fa strada tra rocce, ghiaccio o fragole giganti per avanzare nell’avventura. Più si spacca e più segreti sarà possibile portare alla luce all’interno di livelli simil sandbox in un mondo sotterraneo “inusuale”.

Il sistema di deformazione voxel permette di scavare materiali in tempo reale, mentre le texture stratificate simulano la struttura interna: Scavando una superficie si riveleranno terra compattata, sedimenti o altri materiali del substrato. C’è persino una visuale speciale dedicata allo scavo, che riempie gli spazi vuoti con una nebbia marrone e “disegna” soltanto i tunnel: un modo elegante per gestire potenziali problemi di ripresa. È possibile ripulire tutto fino alla roccia madre, lasciando intatto solo lo scheletro del livello, ma i propri sforzi di scavo non verranno salvati se si viaggia verso un altro mondo. C’è, tuttavia, un compromesso: Il sistema di distruzione non incorpora una simulazione fisica completa. Rimuovendo una colonna di supporto, il soffitto soprastante non crollerà, ma semplicemente galleggerà sul posto. Sebbene questo possa sembrare un limite, è una scelta consapevole che aiuta a mantenere le prestazioni stabili pur mantenendo elevata la libertà creativa. Una simulazione fisica completa, dopotutto, avrebbe comportato un enorme sovraccarico computazionale (e sappiamo che Switch 2 – sotto questo aspetto – non è propriamente al passo con i tempi).

La distruzione caotica degli ambienti consente attraversamenti di vario tipo; ad esempio, Donkey Kong può scavare sottoterra e creare un percorso verso un’altra area del mondo alzandosi e scavalcando gli ostacoli in modo rapido e fluido, anche se tiene in mano un grosso pezzo di roccia, a meno che non ci siano liane chiodate, lava o qualcosa di scivoloso che non riesce a superare e a cui non riesce ad aggrapparsi. La misura in cui il giocatore può distruggere l’ambiente è limitata da uno strato di roccia indistruttibile sul fondo di ogni ambiente. Grandi boss bloccano i percorsi che collegano ogni strato e il giocatore deve sconfiggerli per progredire con i nemici di base dotati per la stragrande maggioranza di un guscio esterno fatto di uno dei materiali del mondo che può essere distrutto lanciando pietre o persino materiali esplosivi. In un processo che – a tratti – potrebbe sembrare lievemente ripetitivo. Gli scontri con i boss – pur richiedendo mosse e approcci che DK ha acquisito all’interno di quel livello – sono decisamente più vari e non perdono mai la loro presentazione impattante. Alcuni sono delle vere e proprie punchathon (che potremmo tradurre come “maratona di pugni”) che possono durare pochi istanti mentre altre presentano una struttura più tradizionale suddivisa in tre parti, o possono essere affrontate al meglio assumendo una particolare forma Bananza.

A proposito di Bananza, DK non è armato soltanto dei suoi poderosi pugni e della sua forza bruta; infatti può accedere al sistema di trasformazioni Bananza – antichi poteri tramandati nel Mondo sotterraneo – ottenibili tramite la raccolta di “bananergia”, che permettono di attivare – mediante la pressione combinata di L+R – abilità speciali. Bananza Kong è una forma di Kong da potere incommensurabile (fondamentalmente una versione più grande e potente di DK), capace di aprirsi la strada spaccando i terreni e i materiali più duri (fra cui alcune tipologie di metallo); Bananza Struzzo – apre nuove interessanti possibilità – permettendo di lanciare dall’alto bombe uovo sui nemici; Bananza Zebra – invece – di galoppare ad alta velocità anche sull’acqua e sulle superfici cedevoli. Queste trasformazioni – sebbene si possano scambiare in qualsiasi momento – non durano per sempre quindi è necessario utilizzarle con giudizio e parsimonia e raccogliendo quanto più oro è possibile per mantenere sempre alta la propria bananergia. Bananza Kong è la forma/trasformazione di riferimento per gran parte del gioco e quasi universalmente appropriata sia per quanto riguarda il combattimento e sia per quanto riguarda l’esplorazione o quando si desidera essere un po’ più aggressivi. Le altre forme sono spesso più adatte ad aree e sfide progettate specificamente per loro, e raramente le abbiamo utilizzate in altre occasioni.

Detto questo, come avrete ormai ampiamente compreso, il gioco non è il classico DK lineare: Combina mondi semi-open con sezioni platform in 2D, mini-giochi, boss fight e aree segrete. La struttura incarna l’eredità di titoli come Super Mario Odyssey, The Legend of Zelda e Donkey Kong Country, con raccolta di Gemme di Banandium, fossili e oggetti da scambiare in game (evidenziabili tramite il sonar attivabile con il tasto R). Raccogliendo le pregiate Gemme di Banandium (che funzionano in modo simile alle lune di Odyssey e si ottengono progredendo nella storia o si trovano attraverso l’esplorazione) sarà possibile ottenere punti abilità con cui aumentare la salute massima di DK, potenziare i suoi pugni e apprendere nuove interessanti abilità che migliorano velocità, salto, rilevazione oggetti nascosti e altro ancora. Quindi è necessario distruggere (e affrontare le sfide – fra platform, enigmi, sconfiggendo i nemici entro un certo lasso di tempo e estraendo oro, lungo il percorso) il più possibile per accaparrarsele. Scambiando i fossili dissotterrati è possibile ottenere elementi cosmetici (come cappelli, eleganti cravatte e colorazioni per la pelliccia di Kong). Non si tratta di meri elementi estetici; infatti, personalizzando l’aspetto di Donkey Kong e di Pauline, i capi equipaggiati, possono dare alcuni vantaggi come subire meno danni dai nemici o nuotare più velocemente. Altri oggetti collezionabili includono l’oro, che serve come valuta e carburante per le trasformazioni; palloncini, che salvano Donkey Kong d eventuali cadute nel vuoto; fiche di Banandium, monete che il giocatore può scambiare per gemme di Banandium e forzieri (che contengono mappe, oro, succo di melone e altro).

Più si avanzerà e più si scoprirà un mondo sotterraneo assolutamente inaspettato (ognuno presenta i propri biomi, sfide e abitanti), caratterizzato da Floride lagune, tundra gelida e canyon sconfinati. Ogni livello è pieno di sorprese e ospita una varietà di abitanti che ha bisogno di aiuto per far fronte ai torti compiuti dalla Void Company. Alcune aree contengono sezioni a scorrimento laterale, che rendono omaggio ai giochi di Donkey Kong Country, e ai carrelli da miniera. Il risultato è un’esperienza ricchissima di circa 20–25 ore (che aumentano ulteriormente se volete trovare tutto quello che i livelli hanno da offrire) caratterizzata da un ritmo e da una varietà ottimi. Per le fasi più tradizionali, si inizia a un livello 100, si raggiunge un villaggio o si incontra un Anziano, e poi si affrontano obiettivi che possono portare a uno o due sottolivelli, cambiando il tono e aggiungendo più sfida e varietà (con il gioco che propone idee sempre più originali) man mano che si procede. Ma questo non vale per ogni livello, e ci sono alcuni grandi cambi di ritmo (in netto contrasto con Odyssey dove alcune porzioni del gioco ci sono sembrate un po’ troppo tranquille) e ambientazioni del tutto inattese, oltre alla varietà di mini-sfide che si trovano in ogni mondo (alcune nascoste benissimo nel sottosuolo) insieme a camei davvero simpatici.

In termini di difficoltà, si tratta del titolo di DK probabilmente più accessibile della serie. Il giocatore ha la possibilità di scegliere fra la modalità classica e la modalità assistita. Quest’ultima è pensata per chi vuole un’esperienza ancora più semplificata e guidata che aiuti a districarsi attraverso alcune delle insidie del gioco, indicando la direzione giusta su dove andare e dimezzando i danni subiti dal nostro scimmione. In qualsiasi momento è possibile passare dall’una all’altra modalità. Abbiamo trovato ostiche soltanto un paio di situazioni, ma non vi sveleremo altro a riguardo!

Grafica e tecnica

Ciò che abbiamo immediatamente apprezzato è il modo in cui le animazioni associate vengono utilizzate per dare ulteriore peso a ogni azione distruttiva. Spaccate una roccia erbosa e vedrete fili d’erba sparpagliarsi al vento mentre crepe si formano progressivamente nella roccia a ogni colpo successivo. Un’altra caratteristica interessante è il modo in cui gli oggetti guidati dalla fisica, come le palle chiodate, vengano talvolta utilizzati per ottenere effetti intelligenti: scolpite o meglio, distruggete il terreno fino a renderlo una groviera e potrete controllare il flusso/direzione di questi oggetti. Ci sono molte interazioni fisiche interessanti con i materiali come questa che combinano distruzione e fisica. Ciò che è davvero impressionante è come Nintendo sia riuscita a preservare il level design artigianale, offrendo al contempo ai giocatori gli strumenti per distruggerlo. Hanno creato un mondo in cui libertà e struttura possono coesistere.

Oltre a questo, la veste grafica ha ricevuto un importante miglioramento rispetto a Super Mario Odyssey (sebbene Nintendo abbia optato nell’utilizzo della tecnologia di upscaling spaziale che ci accompagna da anni, invece di sfruttare il nuovo supporto hardware per DLSS integrato in Switch 2). Materiali e dettagli delle texture sono un chiaro passo avanti, ad esempio nelle superfici metalliche che hanno ricevuto uno straordinario lavoro di shader, con riflessi convincenti e rugosità superficiale che catturano magnificamente la luce. Anche il rendering dei personaggi è di altissimo livello, con modelli nitidi e riccamente animati e un lavoro facciale espressivo che aggiunge personalità a ogni scena. DK (che somiglia decisamente più alla versione di Super Mario Bros. – Il film) e Pauline si distinguono in particolare: il loro lavoro di animazione e la loro gamma emotiva danno vita all’esperienza in un modo che pochi platform riescono a fare. Inoltre, il design generale dell’ambiente, che a dire il vero esplora molti temi tradizionali dei platform, riesce comunque a risultare innovativo con i suoi elementi sotterranei, e ogni ambientazione offre sorprese. In breve, Donkey Kong Bananza non si limita a offrire un gameplay avvincente, ma lo offre attraverso una tecnologia intelligente e un livello di rifinitura che dimostra ancora una volta che Nintendo è al top della sua categoria.

In termini prettamente tecnici, ci troviamo dinanzi al solito “compromesso Nintendo”. Non ci sono problemi rilevantissimi, ma quelli riscontrati, considerando che siamo nel 2025, sono quasi inaccettabili. I rallentamenti – per quanto riguarda il framerate – sono notevoli (insieme a qualche fenomeno di pop-in piuttosto evidente quando si avanza verso scenari distanti e al rendering delle ombre da rivedere), soprattutto in modalità fissa (un po’ acuito in modalità handheld in quanto il display di Switch 2 supporta il refresh variabile) anche se il modo in cui si manifestano è piuttosto insolito. Il più delle volte, i cali di frame rate non sono prolungati, ma si palesano durante animazioni molto specifiche, come la raccolta di una banana, o nell’interazione con determinati elementi o in alcune inquadrature della telecamera (piuttosto ballerina nelle sezioni più anguste ma la minimappa aiuta). È sicuramente fastidioso in quanto il rallentamento si vede chiaramente ad occhio nudo, ma non ostacola in alcun modo l’esperienza di gioco. Tuttavia, si sono verificati cali di frame rate anche durante i combattimenti contro i boss, a volte per periodi prolungati, e a causa del v-sync a doppio buffer utilizzato dal gioco, questo si traduce in un calo molto evidente da 60 fps a 30 fps fino al ripristino del frame rate (anche in modalità portatile. In ogni caso, nel complesso, Donkey Kong Bananza gira benino in modalità docked (con upscaling 4K) e un po’ meglio in modalità portatile (e sarebbe meglio giocarlo in quest’ultimo modo con risoluzione tra 1080p e 1200p con ridimensionamento dinamico della risoluzione), sebbene possa essere migliorato (si spera in tempi rapidi) con qualche aggiornamento.

La colonna sonora – invece – è di primissimo livello; miscela temi orchestrali e ritmi tribali, con remix dei classici composti da veterani come David Wise e Grant Kirkhope (anche se nessuno dei due è stato coinvolto come compositore) dai giochi Donkey Kong sviluppati da Rare, integrati in nuove tracce modernizzate. Tra questi: Donkey Kong Country, Donkey Kong Country 2 (1995), e Donkey Kong 64. L’atmosfera è decisamente immersiva. Il gioco supporta anche un audio surround 5.1, una rarità su Switch originale (e infatti ce lo siamo goduti con il nostro sistema home theatre a 5 canali).

Modalità coop

Oltre alla modalità single-player, è presente una cooperativa locale e una modalità “GameShare”, quest’ultima permette di giocare in co-op con una sola copia del gioco. Tornando alla cooperativa locale, condividendo il Joy-Con 2 con un amico/a, potrà giocare nei panni di Pauline che – sfruttando i comandi in stile mouse – potrà emetterei onde sonore distruttive.

Contenuti extra

In termini di contenuti extra troviamo: DK Artist è una sorta di suite creativa che permette di dare sfoggio delle proprie abilità scolpendo e dipingendo. Utilizzando l’amiibo Donkey Kong & Pauline – venduto separatamente – sbloccherete l’abito da diva di Pauline. L’abito può essere sbloccando anche proseguendo nell’avventura.

Commento finale

Donkey Kong Bananza è un vero e proprio colpo da maestro, un platform 3D che riprende le migliori tradizioni Nintendo (con una chiara discendenza da Super Mario Odyssey) e aggiunge un tocco di innovazione grazie alla elevata distruzione ambientale e alle mirabolanti trasformazioni Bananza. Pur con qualche evidente imperfezione tecnica (in particolar modo in termini di frame rate, piuttosto instabile in svariate occasioni, di stabilità della telecamera, piuttosto ballerina nelle sezioni più anguste e di pop-in quando si avanza verso scenari distanti), offre un’esperienza unica, ricca, coinvolgente e adatta – sebbene la difficoltà sia un pochino troppo tarata verso il basso – a un ampio target di giocatori. Un must-play per chiunque sia possessore di Nintendo Switch 2: un’esclusiva destinata a restare – senza alcuna ombra di dubbio – nella storia dell’attuale ammiraglia di Nintendo.

9.0

Donkey Kong Bananza


Donkey Kong Bananza è un vero e proprio colpo da maestro, un platform 3D che riprende le migliori tradizioni Nintendo (con una chiara discendenza da Super Mario Odyssey) e aggiunge un tocco di innovazione grazie alla elevata distruzione ambientale e alle mirabolanti trasformazioni Bananza. Pur con qualche evidente imperfezione tecnica (in particolar modo in termini di frame rate, piuttosto instabile in svariate occasioni, di stabilità della telecamera, piuttosto ballerina nelle sezioni più anguste e di pop-in quando si avanza verso scenari distanti), offre un’esperienza unica, ricca, coinvolgente e adatta - sebbene la difficoltà sia un pochino troppo tarata verso il basso - a un ampio target di giocatori. Un must-play per chiunque sia possessore di Nintendo Switch 2: un’esclusiva destinata a restare - senza alcuna ombra di dubbio - nella storia dell'attuale ammiraglia di Nintendo.

PRO

Sistema innovativo di distruzione ambientale caratterizzato da ampia libertà creativa e esplorativa come mai vistosi prima in un gioco di Donkey Kong | Trasformazioni “Bananza” diversificate e profondamente integrate nel gameplay | Colonna sonora memorabile | Modalità cooperative e contenuti extra |

CONTRO

Frame rate - in più di una occasione - instabile soprattutto in modalità docked | Telecamera ballerina nelle sezioni più strette e evidenti fenomeni di pop-in | Può risultare troppo semplice per i puristi del genere platform |

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

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