Recensione EA Sports PGA Tour

Dopo i quindici anni di dominio indiscusso della saga legata a Tiger Woods e dopo il discutibile Rory McIlroy PGA Tour, EA Sports è tornata a calcare il green con PGA Tour, dando vita ad un interessante competizione con i ragazzi di 2K e HB Studios (qui la recensione). Non ci resta che scoprire se il team di Electronic Arts ha mantenuto il tocco che ha reso apprezzatissimi i suoi vecchi titoli o se devono aggiornare la loro sacca e passare del tempo a perfezionare swing e putt.


Versione testata: PlayStation 5


Gameplay

Gli “squali” di EA Tiburon (Tiburon in spagnolo significa proprio squalo), come fatto in maniera decisamente interessante dalla concorrenza, hanno deciso di puntare sulla fedeltà della simulazione.

Infatti, la passione e l’amore per questo sport che il team di sviluppo ha investito è visibile in maniera tangibile non appena prenderete il pad in mano. Ciò è possibile grazie alle tecnologie ufficiali offerte dal PGA Tour ed ai sistemi di elaborazione come TrackMan e Pure Strike, in grado di offrire al giocatore un gameplay decisamente realistico. A questo si aggiungono le varie modalità di gioco che vi porteranno ad affrontare sfide uniche in tutti i 30 campi che il gioco mette a disposizione.

Detto questo, è però necessario approfondire il tasso di realismo dell’esperienza di gioco, che vi porterà ad analizzare ogni minimo tiro, dal potente colpo con un driver ad inizio buca agli insidiosissimi putt. EA Sports PGA Tour vi metterà alla prova iniziando con una ricca presenza di indicatori a schermo, utili a misurare traiettoria, swing, punto dove colpire la pallina ed effetti di rotazione. Per controllare tutto questo però dovrete accontentarvi di un sistema di controllo unico, in cui lo swing viene demandato alla levetta sinistra (anche se potrete fare a cambio con la levetta destra), i tasti direzionali invece permetteranno al giocatore di correggere il colpo analizzando vento e conformazione del percorso.

Questo sistema, non accessibile a tutti (contrariamente a PGA Tour 2K23), richiederà al giocatore una discreta pratica, esercitando la propria tecnica attraverso i vari tutorial e gli appositi scenari pensati per l’occasione. D’altro canto è necessario ammettere che realizzare dei colpi puliti o delle straordinarie buche in uno, vi restituirà una grande soddisfazione. L’aspetto però che siamo sicuri vi colpirà maggiormente riguarda la fisica della pallina, grazie al lavoro della funzionalità Pure Strike, in grado di unire i dati utilizzati durante i veri match PGA alle impostazioni che darete a ciascun tiro, sia che atterri sofficemente verso il fairway sia che cada in acqua o in qualche insidiosissimo bunker.

Golfisti in erba crescono…

Una delle modalità più importanti in EA Sports PGA Tour è ovviamente la Carriera, che vi porterà ad affrontare una buca dopo l’altra alcuni dei migliori professionisti del mondo, battagliando all’interno dei più prestigiosi tornei del mondo, come gli U.S. Open ed il Masters di Augusta. Il tutto però inizia con la creazione del nostro alter ego, ed è qui che il titolo di perde un po’.

Infatti, l’editor dedicato alla creazione del nostro golfista non è particolarmente varia, ed è basata su dei modelli non modificabili come vorremmo, un esempio su tutti riguarda i volti, alcuni di essi infatti non vi permetteranno di cambiare i colori. Di base, non potrete fare modifiche ai lineamenti, dovrete accontentarvi di poter ritoccare le acconciature, la barba (o i baffi) ed il colore degli occhi.

Per quanto riguarda lo stile di gioco del vostro alter ego virtuale il titolo ha invece dedicato maggiore attenzione, permettendo al giocatore di personalizzare le animazioni dello swing e le abilità personali, il tutto al fine di offrire al giocatore una “comfort zone” durante ciascuna partita. Ovviamente, non poteva mancare lo shop. Infatti, EA Sports PGA Tour ospita un ricco negozio virtuale dove sarà possibile acquistare (con valuta virtuale o attraverso valuta reale) dai vestiti all’attrezzatura. A quanto abbiamo avuto modo di verificare, sono oggetti con valore prettamente estetico, non dovrebbero influenzare pesantemente il gioco.

Madden 23, una piacevole sorpresa…

No, non ci siamo dimenticati che stiamo parlando di golf, e non ci siamo ancora rincretiniti (o almeno ne siamo convinti). Allora perché un capitolo dedicato alla serie Madden all’interno della recensione di EA Sports PGA Tour? La risposta è piuttosto semplice, all’interno del codice recensione, era presente la versione Deluxe del noto titolo pensato per gli amanti del Rugby (o Football Americano).

Il titolo targato EA Sports (It’s in the Game) si presenta ai giocatori celebrando la memoria di John Madden, uno dei coach più amati della NFL (National Football League). Oltre al meritato ricordo a questa leggendaria figura dello sport statunitense, Madden NFL 23 arriva nelle case dei giocatori con una interessante serie di miglioramenti in ambito gameplay, accompagnate da alcune novità minori utili ad ampliare le modalità di gioco. Nonostante ciò, il gioco in questione (come molti dei titoli a cadenza annuale di EA Sports), si porta dietro qualche difetto, partendo da una IA non sempre eccelsa.

Fortunatamente, l’introduzione del FieldSENSE, il nuovo motore fisico pensato per offrire una simulazione più realistica, mantiene le promesse e nonostante alcune sbavature di natura tecnica, riesce a superare la debacle dello scorso capitolo offrendo agli amanti della palla ovale un titolo divertente e decisamente godibile.

Un gioco, infinite modalità!

Il nuovo titolo dedicato agli amanti del golf targato EA non si limita ad offrire al giocatore una sola esperienza di gioco, anzi, vuole che il giocatore continui a vivere le sue avventure sul green attraverso un’ampia schiera di modalità di gioco, partendo dalla sopracitata Carriera.

A quest’ultima si aggiungono le Partite Rapide (Quick Play), da personalizzare in base al tipo di match che vogliamo affrontare. Ovviamente, non può mancare il gioco online, dalla possibilità di affrontare partite non classificate con altri giocatori del nostro stesso livello. Se invece la competizione vi scorre nelle vene potrete dedicarvi a Tornei, Sfide o alla particolare modalità Competitive, che vi porterà ad affrontare in contemporanea ben 16 giocatori.

Infine, nel caso vogliate affinare il vostro swing la sezione Challenges è perfetta per voi. Scegliendo questa modalità sarà possibile mettere alla prova le proprie abilità ed ottenere ricompense interessanti per la vostra avventura.

Comparto Tecnico

Sin dai primi istanti sui campi leggendari proposti dal team di EA Tiburon, siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla grafica. Scendendo sul lato meramente tecnico invece abbiamo notato con dispiacere che il titolo gira a soli 30 fps (anche se con i prossimi aggiornamenti sarà possibile sbloccare i 60 frame).

Il titolo soffre di alcuni problemi di natura grafica anche con lo swing e con l’illuminazione, senza dimenticare i pop-up ed un pubblico visibilmente riciclato (che non reagisce alle palline che spedirete più e più volte contro di loro) ma nulla che non possa essere risolto con alcune patch correttive. Quindi, siamo piuttosto soddisfatti del prodotto finale, anche se avremmo gradito vedere qualcosa di più, viste le possibilità offerte dalle attuali console.

Discorso differente vale per l’audio, i rumori tipici del campo sono impeccabili, così come il commento tecnico (purtroppo solo in inglese, come tutti i menù di gioco). Quest’ultimo è stato affidato ai mitici Frank Nobilo e Rich Lerner, accompagnati da un tris di esperti unici, tra cui il leggendario golfista britannico Nick Faldo (vincitore di tre edizione del British Open e del Masters).

Commento Finale

EA Sports PGA Tour è un graditissimo ritorno per gli amanti della nobile arte golfistica videoludica, specialmente dopo la lunga assenza dovuta all’affaire Tiger Woods e al discutibile capitolo legato a McIlroy. Per questo ritorno, il team di “squali” di EA Sports Tiburon ha pensato di presentare un gioco ricco di licenze e decisamente curato nei dettagli, specialmente nei confronti dei vari campi, riprodotti alla perfezione grazie alla partnership con il PGA Tour. A questo si unisce la ricca presenza di modalità di gioco, pensate per portare i giocatori a passare ore e ore sul green tra swing e putt. Il titolo però, rispetto alla concorrenza targata 2K, si presenta un po’ acerbo e decisamente meno intuitivo. Oltre ad alcuni problemi di tipo tecnico (gestione della luce, telecamere, pop-up, ecc.), EA Sports PGA Tour paga lo scotto di un editor per la creazione del personaggio poco curato ed approssimativo. Bisogna però ammettere che questo gradito ritorno, lascia ben presagire per il futuro del golf videoludico.

7.5

EA Sports PGA Tour


EA Sports PGA Tour è un graditissimo ritorno per gli amanti della nobile arte golfistica videoludica, specialmente dopo la lunga assenza dovuta all'affaire Tiger Woods e al discutibile capitolo legato a McIlroy. Per questo ritorno, il team di "squali" di EA Sports Tiburon ha pensato di presentare un gioco ricco di licenze e decisamente curato nei dettagli, specialmente nei confronti dei vari campi, riprodotti alla perfezione grazie alla partnership con il PGA Tour. A questo si unisce la ricca presenza di modalità di gioco, pensate per portare i giocatori a passare ore e ore sul green tra swing e putt. Il titolo però, rispetto alla concorrenza targata 2K, si presenta un po' acerbo e decisamente meno intuitivo. Oltre ad alcuni problemi di tipo tecnico (gestione della luce, telecamere, pop-up, ecc.), EA Sports PGA Tour paga lo scotto di un editor per la creazione del personaggio poco curato ed approssimativo. Bisogna però ammettere che questo gradito ritorno, lascia ben presagire per il futuro del golf videoludico.

PRO

Ottima realizzazione dei vari campi da golf | Ricca presenza di licenze e modalità di gioco | Ampio roster di golfisti PGA/LPGA

CONTRO

Meccaniche di gioco poco intuitive | Comparto tecnico/grafico da migliorare | Editor del personaggio poco curato |
Andrea Bevilacqua
Andrea Bevilacqua
Nato nei magnifici anni '90 ed entrato in tenera età nel magico mondo dei videogiochi grazie ad un baffuto idraulico italiano ed un prode spadaccino in calzamaglia verde. Oggi, passata la soglia degli "enta", cerco nei moderni capolavori videoludici il titolo in grado di emozionarmi e di regalarmi un gameplay stimolante. Le mie altre passioni sono: musica (ex-chitarrista), calcio (irriducibile cuore rossonero) e cinema.

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