Entrare nel castello fluttuante di Aincrad significa varcare una soglia dove il confine tra realtà e finzione si fa incredibilmente sottile. Questo mondo tanto meraviglioso quanto letale rappresenta il cuore pulsante di Echoes of Aincrad, il nuovissimo gioco dedicato a Sword Art Online. E sono sincero quando vi dico che mi sono approcciato a questo titolo con ben poche aspettative.
Nel corso degli ultimi 15 anni infatti di titoli dedicati alla meravigliosa opera scritta da Reki Kawahara ne sono stati pubblicati tanti, e la maggior parte di essi purtroppo non faceva altro che svolgere il “compitino”, vendendo più la licenza che il videogioco in sé. L’annuncio di Echoes of Aincrad mi aveva quindi intrigato e spaventato allo stesso tempo.
Il rischio intrapreso dagli sviluppatori era infatti molto alto, specialmente considerando il peso dell’eredità di SAO, un franchise che ha ridefinito l’immaginario collettivo sui mondi virtuali. Fortunatamente però, Echoes of Aincrad prova a fare più dei suoi predecessori e, per quanto non perfetto, riesce nel difficile compito di trasportare il giocatore all’interno dell’universo di SAO.
Versione testata: PlayStation 5
Alla conquista del castello
L’avventura di Echoes of Aincrad ha inizio in modo piuttosto brusco, proiettando il giocatore all’ingresso di un dungeon inesplorato. La sua squadra si è già addentrata nel labirinto e la corsa per raggiungerli si trasforma presto in momenti di paura tensione, dato che vengono improvvisamente attaccati. Poco male comunque, perché dopo aver superato il dungeon si scopre che i ragazzi erano all’interno della versione beta di un nuovissimo VRMMORPG: Sword Art Online.
Le prime ora dell’avventura si svolgono infatti proprio durante la beta del gioco che rappresenta a conti fatti il prologo del titolo. Questo funge così da tutorial per introdurre al giocatore le meccaniche base della produzione e il suo incipit narrativo. La storia prosegue poi seguendo i canoni della serie originale, con i protagonisti che rimangono intrappolati all’interno di SAO.
Il loro obiettivo è quindi completare la scalata ai 100 piani del castello per riuscire a tornare al mondo reale, una missione che appare fin da subito molto più complessa del previsto, dato che la morte è permanente. La storia risulta godibile nel suo complesso, anche se devo ammettere che il suo ritmo è forse fin troppo lento. Lo sviluppo narrativo avrebbe potuto essere sensibilmente più snello, con una durata complessiva che poteva forse addirittura essere dimezzata senza perdere nulla di essenziale.
Ad ognuno la sua build
Il cuore di Echoes of Aincrad risiede però nel suo sistema di combattimento in tempo reale, che rappresenta indubbiamente uno dei punti di forza dell’intera produzione. Non esistono infatti maghi o poteri arcani in questo mondo e la sopravvivenza dipende unicamente dalla maestria con cui si impugnano le armi bianche.
Il gioco offre sei diverse tipologie di equipaggiamento, ognuna con caratteristiche uniche che influenzano drasticamente l’approccio agli scontri. Possiamo scegliere tra la versatilità di spada e scudo, la potenza bruta dell’ascia a due mani, la rapidità del pugnale, l’eleganza dello spadino, la forza devastante della spada a due mani o l’efficacia della mazza.
Ognuna di queste opzioni permette inoltre di sbloccare con il suo continuo utilizzo delle tecniche speciali dette Abilità spada, che aumentano la profondità del sistema di combattimento man mano che si accumula esperienza con uno specifico strumento. Questa varietà nell’approccio garantisce un buon livello di personalizzazione della build, rendendo i combattimenti dinamici e mai ripetitivi. Queste abilità possono essere associate ad un tasto specifico ed essere eseguite in combattimento spendendo i Punti abilità, che possono essere ripristinati consumando le apposite pozioni o attaccando i nemici con colpi normali.
Un combat system dalle tinte souls
Ovviamente però le armi possono essere anche migliorate grazie alle possibilità offerte dalla fucina presente nelle città. È possibile infatti fonderle per farle salire di livello o combinarle tra loro per ottenere le MOD-EX, abilità speciali che donano benefici come danni aumentati o punti abilità aggiuntivi. Combinando le armi è possibile equipaggiare fino a quattro MOD-EX su un unico pezzo, creando configurazioni adatte al proprio stile di gioco.
I boss di fine area rappresentano sicuramente i momenti di maggiore sfida e richiedono una preparazione meticolosa. Una volta varcata la soglia del boss, la ritirata non infatti è più possibile, trasformando lo scontro in una lotta all’ultimo sangue. È indispensabile quindi studiare la portata e le abilità di queste creature, utilizzando parate e schivate con il giusto tempismo. Sì perché una delle peculiarità del sistema di combattimento di Echoes of Aincrad è una parata perfetta in stile soulslike che genera una finestra per permettere il contrattacco del compagno ed infliggere molti danni al mostro.
La gestione della resistenza e dei punti PA è fondamentale per non trovarsi inermi durante le fasi critiche del duello, dato che ogni utilizzo di una Abilità di spada ne consumerà una parte. La vittoria richiede spesso l’uso combinato di abilità, partner e oggetti di supporto, premiando il giocatore che ha saputo ottimizzare al meglio la propria configurazione. Ogni trionfo contro un boss garantisce la rimozione di barriere e l’accesso a nuove aree del labirinto, segnando un progresso concreto nella conquista del piano di gioco.

Statistiche e gioco di squadra
La crescita del personaggio è invece gestita attraverso un sistema di statistiche basato sui Punti crescita, ottenuti sconfiggendo mostri e salendo di livello. Il personaggio dispone delle classiche statistiche tipiche dei JRPG, come forza, destrezza e agilità, che possono essere potenziate assegnando manualmente i punti disponibili durante le soste alla locanda.
Un altro elemento cruciale della progressione di Echoes of Aincrad è il rango Cardinal, un indicatore che riflette l’efficacia generale del personaggio e determina così l’accesso a oggetti migliori e armi avanzate presso il fabbro. È fondamentale infatti spendere i punti e potenziare l’equipaggiamento regolarmente poiché i nemici stessi reagiscono al nostro rango Cardinal diventando via via più potenti.
Il nostro protagonista non viaggia ovviamente da solo e l’aspetto sociale dell’esperienza è altrettanto importante. Avventurarsi da soli in Aincrad è infatti sinonimo di morte certa e ogni missione ci vede accompagnati da uno o due partner, ognuno dotato di uno stile di combattimento unico. La collaborazione tra i due personaggi si manifesta principalmente attraverso le Abilità combinate, attacchi devastanti sferrati in tandem dopo aver inflitto abbastanza danni e riempito uno specifico indicatore.
È possibile impartire ordini ai partner tramite la Modalità scambio o la Modalità libera, modulando così il flusso della battaglia in base alle necessità. La Modalità scambio divide l’attenzione dello stesso nemico tra il giocatore ed il compagno e ripristina la Concentrazione del partner, mentre la Modalità libera è ideale per affrontare gruppi di avversari. Nonostante i partner si comportino in linea di massima piuttosto bene, soprattutto durante le mosse combinate, agiscono spesso come per volontà propria, rendendo un po’ meno efficace l’immedesimazione durante gli scontri.

Siamo davvero ad Aincrad!
Passando all’esplorazione, girovagare per il mondo si rivela una delle attività più affascinanti e coinvolgenti di tutto il pacchetto. Le mappe sono vaste, ricche di segreti e caratterizzate da paesaggi suggestivi. La struttura di ogni mappa si espande progressivamente, rivelando nuove zone dopo l’attivazione di speciali terminali di trasporto o zone sicure.
Come nella storia originale infatti, solo le città e le zone sicure non sono accessibili ai nemici, ed attivarle sarà quindi essenziale per poter riposare durante la traversate. Inoltre, le zone sicure rendono visibile l’area di mappa circostante, svelandone la conformazione, i sentieri e i tesori. Infine, fungono anche da luogo di teletrasporto, e sarà possibile teletrasportarsi immediatamente da una zona all’altra nel corso dell’avventura.
È possibile utilizzare indicatori sulla mappa per facilitare la navigazione, che risultano molto utili visto che le strutture diventano sempre più complesse proseguendo con la storia. Nonostante quindi l’esplorazione sia ben costruita, si nota una certa carenza in termini di quality of life, come l’assenza di una funzione per raccogliere materiali senza premere tasti o l’impossibilità di gestire tutto l’equipaggiamento nella stessa schermata.
Anche la gestione delle missioni secondarie vive in realtà di luci e ombre. Presenti fin dalle prime battute dell’avventura, le side quest offrono infatti ulteriori motivi per esplorare, ma il loro design risulta abbastanza basilare. Queste attività in linea di massima si prestano al contesto narrativo di SAO, ma non risultano determinanti.
Il vero limite però è rappresentato dalla gestione delle missioni stesse, che non possono essere completate in parallelo ma richiedono di essere selezionate al terminale prima di partire per la missione, rendendo troppo lento e noioso anche decidere di completarle. Nonostante questo piccolo neo però, il piacere della scoperta rimane in larga parte intatto, permettendo al giocatore di sentirsi davvero all’interno del mondo di Aincrad.

Arte e tecnica
A livello tecnico Echoes of Aincrad si difende in maniera dignitosa, senza però certamente far gridare al miracolo. I modelli dei personaggi e dei nemici risultano puliti e ben definiti, ma le animazioni appaiono purtroppo talvolta fin troppo basilari, e tradiscono un impianto che avrebbe potuto far fare alla saga quel salto di qualità in grado di elevarla anche a livello tecnico al semplice tie-in.
La resa visiva delle mappe è pregevole, con scenari ben realizzati capaci di restituire un senso di meraviglia costante anche durante le fasi più concitate. La cura per i dettagli si nota particolarmente nei riferimenti alla serie anime, come le animazioni specifiche dei personaggi per l’apertura dei menu o l’accettazione di una missione. Questi piccoli omaggi alla fonte originale sono il vero punto di forza che eleva l’immersione, rendendo l’esperienza autentica per chiunque abbia amato l’opera cartacea o televisiva.
Il limite più grande della produzione però è sicuramente nelle sua varietà. Dei 100 piani esplorabili del castello, se ne possono esplorare infatti solo 2, e questo porta da sé che anche la varietà dei nemici sia fortemente limitata. Inoltre, le missioni della storia sono abbastanza ancorate al classico approccio single player su binari, e non essendo presente una modalità online non si percepisce alcun riferimento ai veri aspetti degli MMMORPG.
Anche sul fronte delle prestazioni si sarebbe sicuramente potuto fare di più. Il titolo dispone infatti delle classiche modalità grafiche Qualità e Prestazioni, ma anche utilizzando quest’ultima non si ha mai tra le mani un gioco fluido e perfettamente reattivo come ci si sarebbe aspettati. Personalmente non ho inoltre riscontrato alcun bug pesante o limitante, con caricamenti sempre molto brevi.
Commento finale
Tirando le somme, nonostante le criticità sopracitate, Echoes of Aincrad riesce nell’impresa non indifferente di far sentire il giocatore davvero parte integrante del mondo di SAO. Lo si percepisce dalla cura meticolosa posta in ogni dettaglio del suo immaginario, dalla replica delle regole del mondo di gioco all’interazione tra i personaggi.
Il titolo non è esente da difetti, ma possiede un’anima definita che per me, da fan, compensa le incertezze tecniche e la lentezza di alcuni segmenti narrativi. La solidità del sistema di combattimento è sicuramente il pilastro portante dell’intera produzione, e riesce ad intrattenere e divertire per l’intera durata dell’avventura.
In ultima analisi quindi, ci troviamo di fronte al miglior gioco ambientato nell’universo di Sword Art Online attualmente disponibile sul mercato. Sebbene la perfezione sia ancora lontana, complice soprattutto la porzione limitata del castello esplorabile, l’impegno profuso dal team nel replicare le atmosfere e le meccaniche immaginate da Reki Kawahara è evidente e lodevole.
Echoes of Aincrad rappresenta quindi una tappa obbligata per ogni appassionato della saga, offrendo un’esperienza che riesce a trasportare il giocatore tra le mura di Aincrad con una credibilità sorprendente. Spero davvero che questo capitolo possa fungere come una solida base per costruire future produzioni ancora più rifinite e complete, perché la strada è quella giusta.
Vi ricordo infine che Echoes of Aincrad è disponibile dal 10 luglio 2026 su PC, PS5 e Xbox Series X|S, e che è disponibile anche una demo gratuita su tutte le piattaforme per poterlo provare prima di effettuare l’acquisto.








