Recensione Leggende Pokémon: Z-A, dicotomia tascabile

La recensione di Leggende Pokémon: Z-A è una di quelle complesse. Oramai lo sapete. Ci sono titoli dei quali è facile parlare, per il loro mostrare senza filtri pregi e difetti che umilmente tentiamo di dipingervi in poche righe di testo. Altre produzioni son più articolate da analizzare, necessitano di riflettere su molteplici aspetti talvolta conflittuali, ma che rappresentano più una sfida intellettuale che un insidia concettuale. Poi però ci sono appuntamenti come quello con l’ultima fatica di Game Freak. E qui, sinceramente, sudiamo freddo.

Non perché sia un’analisi in sé e per sé più complessa di altre. Bensì in quanto Pokémon fa parte della nostra vita di videogiocatori. Rappresenta un brand iconico, uno dei franchise di maggior successo dell’intrattenimento globale, fenomeno pop che è diventato negli anni simbolo di intere generazioni. Persino la nostra, quella di giocatori oramai con qualche capello grigio in testa, che tuttavia ricorda sempre con affetto le diottrie perse con gli schermi dei primi GameBoy esultando con la memorabile squadra di Pokémon Giallo e sognando di catturare i cani leggendari di Argento ed Oro. Proprio per questi motivi è complesso approcciare, nella maniera più neutrale possibile, un titolo che fin dall’annuncio ha fatto parlare di sé. Spesso per motivi non proprio lusinghieri. Prendiamo un bel respiro, si comincia.

Leggende Pokémon: Z-A è disponibile dal 16 Ottobre per Nintendo Switch e Nintendo Switch 2.


Versione testata: Nintendo Switch


Ritorno a Luminopoli

Dodici anni fa, nel bene e nel male ci fu una svolta per il franchise. Su Nintendo 3DS arrivarono infatti i primi capitoli in 3D della serie, quel bionomio formato da Pokémon X e Pokémon Y. Gli apripista della nuova era per i mostriciattoli tascabili coincisero con un’accoglienza non sempre positiva per quello che molti considerano l’inizio del declino qualitativo della saga. Al di là di questo, erano titoli ai quali sembrava esser sempre mancata una chiusura, un fantomatico Pokémon Z in grado di sintetizzare gli elementi positivi della sesta generazione in un commiato ludico e narrativo. Dopo anni di speranze, i fan hanno questa opportunità proprio con Leggende Pokémon: Z-A.

Ambientazione unica ed esclusiva è proprio la Luminopoli di Kalos, stavolta al centro di un complesso programma di sviluppo urbano ad opera della Q-asar Inc.. Scopo dichiarato di questo ambizioso progetto è trasformare la città in un luogo in grado di far coesistere gli habitat di umani e Pokémon. Nei panni di un/a giovane ragazzo/a, il giocatore si ritroverà a far parte del Team MZ per competere nella lotta Royale Z-A. Tuttavia sullo sfondo inizierà ad imperversare una misteriosa minaccia per la città: alcuni Pokémon selvatici iniziano a subire gli effetti di una megaevoluzione spontanea, mettendo a repentaglio la sicurezza collettiva. Cosa ci sarà dietro il fenomeno delle megaevoluzioni ferox?

Non ci sbotteneremo ulteriormente sulla trama, ma possiamo dirvi che si tratta di una sceneggiatura efficace. Grazie anche ad un cast ispirato, tematiche importanti ed alcuni riferimenti che faranno la gioia dei fan, Z-A riesce nel proprio intento di raccontare un degno epilogo ai primi capitoli dell’era 3DS.

Luminopoli omaggia atmosfere e scorci di stampo parigino.

Tuttavia, non ci gireremo troppo intorno ed è meglio affrontare subito il boccone più amaro. Leggende Pokémon: Z-A è evidentemente ed inspiegabilmente arretrato dal punto di vista tecnico. Se già i precedenti capitoli (tanto Generazione 8 e 9, quanto Arceus) ci avevano portato a chiudere un occhio, adesso le problematiche son ancora più evidenti. Luminopoli è una città vuota ed asettica, costruita con una povertà poligonale che ricorda i primi sforzi tridimensionali di diverse generazione videoludiche fa. Altrettanto spoglie sono le texture e praticamente inesistenti sono alcuni costrutti urbani o architettonici.

L’esistenza della versione Nintendo Switch non indora la pillola né fornisce una motivazione plausibile sulla presentazione tecnica di Z-A. Proprio la versione per la precedente console di Kyoto, quella da noi testata, si è rivelata solida a livello di performance con i suoi 30 fps (contro i 60 di Switch 2) con una risoluzione tutto sommato accettabile (alterna dinamicamente tra 800 e 1080p) ed un dettaglio grafico non molto lontano dalla sorella maggiore. Tuttavia persino una console con qualche anno sulle spalle come la prima Switch ci ha abituato a produzioni tecnicamente ben più generose.

La cura nelle animazioni dei Pokémon (alcune davvero stupende) e nella caratterizzazione del cast sopperiscono parzialmente ad un pacchetto visivo che, in definitiva, lascia un po’ amareggiati. Soprattutto quando anche il comparto audio si presenta altrettanto contraddittorio. Tra musiche orchestrali particolarmente incisive da un lato e l’atavica assenza del doppiaggio dall’altro. A cosa serve allora la cura nel lip sync? Mistero.

Speriamo davvero di trovarci di fronte a prodotti Pokémon tecnicamente più elaborati nei prossimi anni.

Attacca, schiva, aspetta

Dicevamo, la Royale Z-A. Ma di cosa si tratta?

Nella nuova Luminopoli di Z-A, essa rappresenta una competizione notturna alla quale partecipano gli allenatori di Pokémon. Suddivisa per ranghi alfabetici (dalla Z alla A, per l’appunto), raggiungere i vertici della classifica garantisce non solo la gloria ma anche la possibilità di veder esaudito un desiderio personale. A metà tra stratagemma narrativo e riforma strutturale, la Royale Z-A attua una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire questo capitolo di Leggende Pokémon.

Laddove Arceus puntava in direzione dell’esplorazione di aree selvagge con un’attenzione rivolta principalmente alla fase di cattura ed allevamento dei Pokémon, Z-A guarda verso la più spregiudicata lotta competitiva sia nella storia sia nelle sfide multiplayer. Un cambio di prospettiva che si accompagna non solo ad un livello di difficoltà superiore rispetto al recente passato (sia chiaro: non è difficile, tuttavia qualche attenzione è richiesta) ma anche e soprattutto ad una delle scelte più coraggiose firmate da Game Freak da molto tempo a questa parte.

Il combattimento in tempo reale è una bella boccata d’aria.

Gli sviluppatori hanno infatti abbandonato il classico sistema di lotte a turni (emblema nella saga anche nelle sue forme più sperimentali viste in Arceus e Scarlatto/Violetto) in favore di battaglie in tempo reale. Dimenticatevi quindi la staticità dei menù a tendina e della turnistica più tradizionale. Adesso l’azione è fluida e responsiva, i Pokémon attaccano seguendo azioni connesse a tasti rapidi e soggetti a tempistiche di cooldown mentre l’alter ego del giocatore dovrà sfruttare la propria agilità per schivare colpi, trovare punti di vantaggio, gestire le conseguenze delle lotte a proprio vantaggio e molto altro. Si tratta di un risultato che porta alle estreme conseguenze le prime timide intuizioni dei titoli precedenti e li ibrida con un’infrastruttura ludica da action RPG che in qualche modo strizza l’occhio alla saga di Kingdom Hearts.

Con questa scelta audace, Game Freak ha dimostrato una delle possibilità che potrebbero aprirsi per il futuro della saga. Se non per la serie principale, almeno per i prossimi capitoli del brand Leggende. Da questo punto di vista infatti, non solo Z-A riesce ad essere divertente ma anche fresco e stimolante come non accadeva in un titolo del franchise da davvero tanto tempo. Grazie anche al ritorno di una feature apprezzata dai fan: le megaevoluzioni.

Le battaglie richiedono sempre attenzione e dinamismo.

Megaevoluzioni e dove trovarle

Introdotte originariamente proprio da Pokémon X ed Y, le megaevoluzioni rappresentavano una nuova categoria di forme alternative. Non stadi evolutivi definitivi, bensì potenziamenti temporanei in grado di alterare aspetto e potenza dei Pokémon interessati. Dopo la non troppo apprezzata teracristallizazione di Scarlatto/Violetto, Game Freak ha ben pensato di riportare in carreggiata un concept molto più gradito ai fan.

Le megaevoluzioni di Z-A non solo sono una feature apprezzatissima, ma sono state introdotte con più profondità. Certo, se dobbiamo essere pignoli (ma neanche troppo) alcuni design lasciano leggermente interdetti. Troviamo così alcune forme esteticamente ben realizzate ad altre che sanno di occasione persa (Feraligatr meritava di più). Al di là del risultato artistico, scegliere la giusta forma megaevoluta rappresenta non tanto un mero boost temporaneo alle statistiche del Pokémon interessato. Bensì spesso la chiave di volta di scontri complessi ed articolati nei quali la giusta esatta al momento giusto può fare tutta la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Non solo nello scontro contro gli allenatori ma anche contro le temibili megaevoluzioni ferox sparse nelle Zone Selvagge.

Attivare le megaevoluzioni è sempre un piacere.

Si, perché non c’è Pokémon senza la voglia di “acchiapparli tutti”. Nella Luminopoli di Z-A esistono aree espressamente riservate alla riproduzione di piccoli ecosistemi per permettere ai Pokémon di vivere in simbiosi con gli umani. Si tratta appunto delle Zone Selvagge, aree dedicate alla prosperità dei Pokémon allo stato brado. Nonché luoghi dove potrete reclutare i nuovi componenti delle vostre squadre. Torna così il sistema di cattura visto in Leggende Pokémon: Arceus con qualche modifica che lo ha reso più immediato e fluido. Sarebbe un bene se non fosse che le Zone Selvagge sono davvero troppo contenute e limitate rispetto agli spazi aperti del capitolo precedente. Il risultato è una banalizzazione troppo eccessiva del gusto della caccia ed annessa cattura, che invece erano stati un highlight di Arceus.

Sicuramente positiva invece la presenza di una lunga serie di migliorie alla quality of life. Al punto da rendere l’esperienza complessiva più godibile e che continua il lavoro intrapreso in Scarlatto/Violetto. Si passa dalla libertà nella gestione delle mosse senza limiti allo stanco meccanismo del ricordare/dimenticare alla ultima possibilità di catturare un Pokémon esausto in battaglia. Passando inoltre per i viaggi rapidi, la cura automatica dei Pokémon archiviati e l’introduzione del Raccattapalle (un NPC che recupererà le vostre pokéball sprecate).

Le megaevoluzioni classiche sono comunque esteticamente più caratteristiche di quelle introdotte da Z-A.

Commento finale

Ironicamente, Leggende Pokémon: Z-A vive di dualismi e contrapposizioni quasi antagonistiche. Da un lato abbiamo il titolo forse più innovativo della storia recente del franchise, con un gameplay sperimentalmente rinnovato in grado di offrire nuove sfide sempre entusiasmanti. Dall’altro lato c’è una produzione intrinsecamente arretrata, con un comparto tecnico apertamente deludente e difficilmente giustificabile. Abbiamo un titolo divertente capace di allietare per ore ed ore, ma al contempo un’ambientazione superficiale che si può ripercuotere su una comprensibile percezione di ripetitività. Il nuovo titolo di Game Freak diventa così un progetto al limite, tanto godibile e addirittura rinfrescante per i fan più affezionati quanto potenzialmente deludente per coloro i quali desiderebbero vedere qualcosa in più dall’universo videoludico di The Pokémon Company. Un crocevia che auspichiamo segni il decisivo cambio di passo nel futuro della saga.

7.8

Leggende Pokémon: Z-A


Ironicamente, Leggende Pokémon: Z-A vive di dualismi e contrapposizioni quasi antagonistiche. Da un lato abbiamo il titolo forse più innovativo della storia recente del franchise, con un gameplay sperimentalmente rinnovato in grado di offrire nuove sfide sempre entusiasmanti. Dall'altro lato c'è una produzione intrinsecamente arretrata, con un comparto tecnico apertamente deludente e difficilmente giustificabile. Abbiamo un titolo divertente capace di allietare per ore ed ore, ma al contempo un'ambientazione superficiale che si può ripercuotere su una comprensibile percezione di ripetitività. Il nuovo titolo di Game Freak diventa così un progetto al limite, tanto godibile e addirittura rinfrescante per i fan più affezionati quanto potenzialmente deludente per coloro i quali desiderebbero vedere qualcosa in più dall'universo videoludico di The Pokémon Company. Un crocevia che auspichiamo segni il decisivo cambio di passo nel futuro della saga.

PRO

Prosegue lo spirito sperimentale della serie Leggende | Un sistema di combattimento intrigante ed appassionante | "Acchiapparli tutti" è un concept che non invecchia mai |

CONTRO

Livello tecnico ingiustificatamente arretrato | Luminopoli viene a noia molto presto | Per il design di alcune megaevoluzioni si poteva fare qualcosa di più |

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