Recensione MotoGP 26, il capitolo che consolida la crescita del franchise! 

MotoGP 26 di Milestone sembra essere il capitolo più ambizioso della serie. Infatti, non è un seguito che si limita semplicemente ad aggiornare la stagione e a rifinire il pacchetto, ma interviene in modo più netto sulla struttura stessa dell’esperienza. Rispetto a MotoGP 25 (qui la nostra recensione completa), lo sviluppatore sembra aver scelto una strada più bramosa sul piano della simulazione, della carriera e della presentazione, cercando di trasformare il nuovo capitolo in un’evoluzione sostanziale. Quanto detto si è tramutato effettivamente in un salto in avanti rispetto al passato? Scopritelo nella nostra recensione completa!

MotoGP 26 è disponibile dal 29 aprile per PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, Nintendo Switch, ROG Xbox Ally, ROG Xbox Ally X e su PC via Steam ed Epic Games Store.


Versione testata. PlayStation 5 Pro


Roster piloti

Il roster copre l’intera stagione ufficiale 2026 con piloti, team, moto e tracciati aggiornati, includendo anche il nuovo GP del Brasile e i rookie Toprak Razgatlıoğlu e Diogo Moreira. Milestone introduce inoltre un sistema di valutazioni dinamiche dei piloti, basato sulle prestazioni reali e aggiornabile durante la stagione, con parametri legati a ritmo, giro secco, duelli e affidabilità. È una bella idea perché rende la griglia più viva e credibile, soprattutto nella carriera, dove la gerarchia dei piloti non resta statica. La presenza di piloti reali utilizzabili anche nella carriera aggiunge un ulteriore strato di fascino. Potersi mettere nei panni di nomi come Bagnaia, Quartararo o Jorge Martín e riscriverne il percorso offre una libertà maggiore rispetto al passato, e dà più senso alla componente manageriale e narrativa.

Gameplay

Il cambiamento più evidente riguarda il modello di guida. MotoGP 26 introduce la Rider-Based Handling, un sistema completamente rivisto – in termini di tute da pilota e delle animazioni di guida per riflettere visivamente i significativi cambiamenti apportati al sistema di gioco – che mette al centro la gestione del corpo del pilota e il trasferimento dei pesi, con effetti più marcati su frenata, inserimento in curva, percorrenza e correzione della traiettoria. In MotoGP 25 il comportamento della moto restava più legato alla stessa che al pilota; qui, invece, la relazione tra input, postura e risposta del veicolo viene resa più esplicita. La differenza, in termini pratici, è che MotoGP 26 punta a una guida più coerente e più fisica, dove il margine d’errore non dipende solo dalla velocità con cui si entra in curva, ma anche da come si carica l’avantreno, da come si imposta la piegatura e da quanto si riesce a mantenere stabile la moto. È una scelta che sposta il baricentro dell’esperienza verso un simulativo più tecnico ma altamente accessibile, e che sembra andare oltre il miglioramento incrementale visto con MotoGP 25.

Milestone non abbandona però la doppia impostazione Arcade e Pro, che resta la vera valvola di sfogo tra immediatezza e profondità. L’Arcade resta la porta d’ingresso più immediata per chi vuole correre al limite senza mai perdere (quasi) il controllo, mentre l’opzione Pro è pensata per chi vuole una gestione completa di ogni aspetto della moto, con un’impostazione più tecnica e severa. Rispetto a MotoGP 25, questa struttura appare più integrata nel nuovo impianto di guida, perché consente di assorbire la maggiore complessità senza trasformare il gioco in un prodotto riservato agli specialisti. L’Arcade aiuta a contenere l’impatto del nuovo handling (offrendo una sfida adeguata a ogni livello con IA dedicate progettate per competere con le relative impostazioni Arcade), mentre la Pro sfrutta meglio la fisica rivista e la precisione del controllo. Sia l’esperienza di gioco Arcade che quella Pro sono dotate di un proprio sottoinsieme di impostazioni personalizzabili, per offrire ai giocatori l’esperienza di gioco più adatta alle loro abilità. Questo è un punto importante nel confronto con il capitolo precedente, che aveva già compiuto passi avanti nella solidità generale ma non aveva ancora spezzato del tutto il legame con una gestione più convenzionale della moto. MotoGP 26 sembra invece più deciso nel voler far percepire il peso del pilota come elemento strutturale della guida, non come semplice dettaglio di contorno.

Difficoltà … adattiva is better!

La difficoltà adattiva è attiva fin dall’inizio ed è stata pensata per offrire ai giocatori un’esperienza senza intoppi: gara dopo gara, il sistema analizzerà il giocatore e si adatterà in modo fluido per garantire la migliore esperienza di gioco possibile. La difficoltà adattiva può essere disattivata in qualsiasi momento. Disattivare la difficoltà adattiva comporterà la perdita di tutti i dati registrati e, pertanto, riattivarla richiederà un paio di sessioni (che potrebbero essere prove libere, prove cronometrate, qualifiche, Tissot Sprint o gara) per essere nuovamente ottimizzata. Il sistema di aiuti neurali è stato perfezionato per funzionare correttamente sia con l’esperienza di gioco Pro che con quella Arcade.

Il mondo della MotoGP

MotoGP 26 nasce dal desiderio di avvicinare ancora di più i giocatori alla modalità Carriera: il mondo della MotoGP. Ciò è evidente fin dal menu principale, strutturato interamente attorno alle diverse aree del paddock. La carriera è quindi l’area in cui MotoGP 26 si allontana di più dal predecessore. Il nuovo paddock in 3D fa da hub centrale, mentre le conferenze stampa del giovedì influenzano reputazione, rivalità, obiettivi e rapporti con i team (soprattutto in chiave nuovi contratti), in più c’è un manager personale che interviene su trattative e sviluppo professionale, costruiscono una struttura più articolata e più viva rispetto a MotoGP 25. Nel capitolo precedente la carriera aveva già una buona ossatura, ma qui la progressione sembra più contestualizzata e più dinamica, con un approccio quasi da simulazione gestionale. È una direzione più viva e più credibile rispetto agli anni passati, perché non si limita a far correre il giocatore, ma gli costruisce attorno un contesto sportivo più articolato. A questo si aggiunge la possibilità di partire con un pilota reale (per la prima volta) e riscriverne il percorso, scelta che amplia il ventaglio narrativo e aumenta la rigiocabilità. Di poter decidere se iniziare nella classe Moto3, Moto2 o MotoGP, di vivere la presentazione alla squadra nella propria Hospitality, interamente ricreata in 3D;

Le conferenze fanno la differenza! Come anticipato, al giovedì è possibile rispondere alle domande dei giornalisti per scegliere quale obiettivo perseguire: Creare una rivalità per conquistare il paddock e plasmare le relazioni. Le rivalità possono essere plasmate tramite conferenze stampa e in pista, ed è possibile vedere i cambiamenti nelle relazioni durante la gara, sul nuovo HUD in sovrimpressione; correre per ottenere un contratto con una squadra migliore e lottare per conquistarlo, contro l’attuale pilota; correre per il prestigio e guadagnare reputazione! Sviluppare una moto per raggiungere i vertici della MotoGP e guidare un costruttore verso la gloria con il nuovo sistema di debriefing. Dopo alcune gare, gli incontri con il manager personale consentiranno ai giocatori di decidere se lasciare la propria squadra, restare o dove andare: i manager dei costruttori della MotoGP questi appuntamenti durante la stagione culmineranno in colloqui diretti con le squadre. Lo sviluppo della moto basato sui debriefing è stato riprogettato rendendoli più rari e significativi. In questo modo, il feedback dei giocatori dopo le gare sarà più marcato, accurato, approfondito e porterà a miglioramenti più efficaci subito dopo le sessioni di test. A seconda delle classifiche dei costruttori, della posizione in classifica dei piloti e delle scelte di carriera, i giocatori possono disporre di più o meno punti per sviluppare la propria moto a loro piacimento; ogni moto della MotoGP può raggiungere le massime prestazioni complessive. Ciò sta a significare che, con il giusto impegno, Ducati o Aprilia non saranno le moto migliori della MotoGP in termini di prestazioni pure.

Restano poi le attività Race Off, con Motard, Flat Track, Minibike e le nuove moto stradali da 1000 cc (come: CBR 1000RR-R Fireblade SP; Ducati Panigale V4 S; Yamaha YZF R1 GYTR; Aprilia RSV4 1100 and KTM 990 RC R), oltre a nuovi tracciati originali come Canterbury Park e a contenuti extra come gli editor estetici e le carte collezionabili. Nel capitolo precedente queste componenti erano più marginali; in MotoGP 26 diventano parte integrante della proposta. I pacchetti di figurine – ad esempio – saranno assegnati ai giocatori al termine delle gare e degli eventi online. Le figurine contenute nei pacchetti andranno ad arricchire la collezione di gioco, che potrà essere visualizzata nel menu “Collezione figurine”. Le figurine presenti nella collezione hanno diversi livelli di rarità. I giocatori possono anche scartare le coppie di carte per ottenere punti e ricevere nuovi mazzi di carte. Il giocatore può anche affrontare eventi veloci in Giocatore Singolo come: Grand Premio, Campionato e Prove a tempo oltre a poter contare su un approfondito tutorial.

Online

Il comparto online – che purtroppo non è stato possibile testare personalmente – appare ben strutturato, almeno sulla carta, grazie al cross-play completo (PC Steam, Epic Games Store, PlayStation 5, Xbox Series X/S) e a un matchmaking rivisto per creare lobby più equilibrate. L’ecosistema competitivo appare più unificato e meno frammentato, e la possibilità di correre con griglie fino a 22 piloti restituisce meglio la scala della MotoGP reale. Rimane anche lo split-screen offline, quindi Milestone non sacrifica del tutto il gioco in locale sull’altare della componente competitiva. C’è però una distinzione importante: sulle piattaforme Nintendo il cross-play non è presente e la griglia si ferma a soli 12 piloti. Su PS5, invece, il pacchetto online sembra più maturo e più coerente con l’idea di una community trasversale e stabile, anche se il giudizio definitivo dipenderà come sempre dalla tenuta dei server e dalla qualità del netcode nelle settimane successive al lancio.

Grafica e tecnica

Dal punto di vista tecnico, MotoGP 26 non sembra rivoluzionare l’engine, ma lavora su una presentazione più pulita e più credibile, su animazioni riviste, maggiore coerenza visiva e un impianto generale più vicino alla trasmissione televisiva reale. In confronto a MotoGP 25, il nuovo episodio appare più raffinato nei dettagli di contesto e nella resa complessiva della scena, anche se il vero salto sembra venire più dalla qualità dell’insieme che da un singolo elemento. Sul piano visivo MotoGP 26 punta su una direzione più televisiva e su una presentazione rinnovata, con animazioni aggiornate e una regia più immersiva. La qualità generale sembra dare più autenticità al weekend di gara, senza inseguire soltanto l’effetto spettacolare, ma cercando anche coerenza tra moto, pilota e contesto.

Su PlayStation 5, il gioco propone un buon equilibrio tra fluidità, dettaglio e tempi di risposta, con una resa molto convincente. Su PlayStation Pro, l’iterazione è pensata per spingere di più su definizione e impatto visivo, con la risoluzione in 4K accompagnata dal supporto HDR particolarmente adatto a valorizzare piste, tute, riflessi e illuminazione (davvero ben implementata e che rasenta il fotorealismo). In termini puramente tecnici, il gioco ci è sembrato privo di particolari incertezze, con un framerate convincente (anche durante le situazioni a schermo più concitate). Anche i caricamenti – nel complesso – sono convincenti, salvo quello relativo all’avvio di uno dei 22 GP disponibili, che raggiunge agevolmente il 74% di caricamento in pochissimi secondi, per poi prendersi una sorta di pausa, di una trentina di secondi prima di raggiungere il 100%. Nulla che vada ad inficiare sull’esperienza e che può agevolmente essere risolta tramite un aggiornamento correttivo che siamo sicuri non tarderà ad arrivare al D1.

Sonoro

Il comparto sonoro è uno degli aspetti su cui Milestone punta di più in questa edizione. Le nuove registrazioni audio mirano a migliorare la percezione di motore, ambiente e presenza meccanica, con un’attenzione particolare alla differenziazione tra le varie categorie e alle sensazioni restituite dal controller (con il DualSense implementato benissimo e che offre la possibilità di percepire, attraverso i grilletti adattivi, frenata, accelerazione e fuoripista). Rispetto a MotoGP 25, il lavoro sembra essere stato orientato a dare più corpo al feedback sonoro e a rafforzare l’immersione (sebbene la presentazione – soprattutto pre gara – riesca ad avvicinarsi ad altri titoli motoristici seppur a quattro ruote come F1 25, a nostro giudizio, necessita di una ulteriore rifinitura), soprattutto nelle fasi di accelerazione, staccata e uscita di curva.

È un miglioramento importante, perché in un racing di questo tipo il suono non è qualcosa di puramente decorativo ma funzionale: serve a leggere il comportamento del mezzo e a rafforzare la sensazione di velocità. Grazie a questo aggiornamento, MotoGP 26 risulta – grazie anche al commento audio, affidato al grandissimo Guido Meda – più coinvolgente e più credibile anche sul piano sensoriale rispetto al predecessore e permettendo al giocatore di essere davvero all’interno del paddock.

Commento finale

MotoGP 26 appare come un capitolo forte, consapevole e più ambizioso del solito. Il nuovo sistema Rider-Based Handling focalizzato sul pilota e non sulla moto (con il chiaro intento di far percepire il peso del pilota come elemento strutturale della guida), una maggiore integrazione della doppia impostazione Arcade e Pro, la carriera più articolata con una progressione che sembra più contestualizzata e più dinamica, con un approccio quasi da simulazione gestionale, le diverse attività Race Off, il roster aggiornato (con tanto di valutazioni dinamiche) con maggiore attenzione alla stagione 2026, un online più aperto e moderno e – last but not least – una grafica di alto livello e un comparto tecnico privo quasi di incertezze rilevanti indicano un progetto che non vuole solo correggere il tiro, ma ridefinire la direzione della serie. MotoGP 25 era già un capitolo convincente; MotoGP 26 sembra voler essere quello che consolida davvero la crescita del franchise.

8.6

MotoGP 26


MotoGP 26 appare come un capitolo forte, consapevole e più ambizioso del solito. Il nuovo sistema Rider-Based Handling focalizzato sul pilota e non sulla moto (con il chiaro intendo di far percepire il peso del pilota come elemento strutturale della guida), una maggiore integrazione della doppia impostazione Arcade e Pro, la carriera più articolata con una progressione che sembra più contestualizzata e più dinamica, con un approccio quasi da simulazione gestionale, le diverse attività Race Off, il roster aggiornato (con tanto di valutazioni dinamiche) con maggiore attenzione alla stagione 2026, un online più aperto e moderno e - last but not least - una grafica di alto livello e un comparto tecnico privo quasi di incertezze rilevanti indicano un progetto che non vuole solo correggere il tiro, ma ridefinire la direzione della serie. MotoGP 25 era già un capitolo convincente; MotoGP 26 sembra voler essere quello che consolida davvero la crescita del franchise.

PRO

Fisica e gestione del pilota sensibilmente più profonde I Carriera più dinamica e più credibile I Griglia 2026 completa e aggiornata con valutazioni dinamiche I Presentazione tecnica e audio più rifiniti

CONTRO

Il nuovo focus sul pilota potrebbe non convincere chi preferisce una guida più immediata I La maggiore complessità rischia di pesare sulla curva di apprendimento

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