Recensione NBA 2K26, il miglior NBA 2K di sempre?

Alla fine ce l’hanno fatta! 2K e Visual Concepts hanno rinnovato quasi completamente l’esperienza di gioco della serie NBA 2K con la nuova iterazione cestistica NBA 2K26. Qualcuno ha sicuramente ancora qualcosa da ridire su ciò che andrebbe migliorato, ovvero le microtransazioni e la faticaccia di far salire di livello il mio GIOCATORE o di avere successo in MyTEAM. Ciò che è iniziato come un gradito cambiamento nel motore di gioco di NBA 2K25 tramite ProPLAY è ora onnipresente in ogni aspetto dell’esecuzione in campo. In 2K25, l’enfasi del sistema ProPLAY era focalizzata maggiormente sull’autenticità dei giocatori e sui movimenti dinamici (rappresentando – difatti – il più grande cambiamento recente dai tempi di 2K21). In 2K26, tuttavia, ProPLAY ha fatto quell’ulteriore salto di qualità che si attendeva. Le meccaniche e dinamiche di tiro, i movimenti, gli aggiustamenti offensivi/difensivi generati dall’IA, le animazioni, le modalità sono tutti elementi notevolmente migliorati rispetto al passato. Ma andiamo per gradi!

NBA 2K26 è attualmente disponibile per Microsoft Windows, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X/S.


Versione testata: PlayStation 5


Gameplay

Tutto in 2K26 – per la prima volta recente nella serie – sembra aver fatto un netto balzo in avanti. Le sgomitate per i rimbalzi, gli aiuti in difesa, il recupero di palle vaganti sono rappresentati in modo incredibile. Forse (ma togliamolo il forse) il più evidente è il gradito e radicale cambiamento relativo alle meccaniche di tiro (tiro ritmato). Premessa: ci siamo divertiti lo scorso anno con NBA 2K25, ma sappiamo di essere stati – seppur abbiamo analizzato approfonditamente l’iterazione – un po’ una voce “fuori dal coro”, fra i pochi ad aver apprezzato così ampiamente (e in quasi ogni aspetto) il capitolo 2025 di 2K e Visual Concepts. Uno dei motivi principali per cui la community si è trovata così divisa dal gioco è dovuto al fatto che 2K abbia cercato (ancora una volta) di rinnovare un aspetto fondamentale dell’esperienza, a cui – chi vi scrive e i fan veterani del brand – sono più che abituati: l’indicatore di tiro. Mentre in 2K25 i Profili Tempismo di tiro influenzavano la correlazione tra il tempismo di un tiro e il suo tasso di successo – in quella che potremmo definire un sistema di rischio-ricompensa – con probabilità piuttosto elevate di tirare un vero e proprio mattone e sbagliare il canestro, quest’anno la situazione è decisamente più tollerante.

Non è proprio un ritorno al passato, ma sembra che Visual Concepts abbia fatto un lavoro quasi eccelso per rielaborare l’atto del tiro a canestro e/o dell’ingresso verso lo stesso. Tenendo premuto il pulsante di tiro o la levetta destra (classico su e giù) durante i tiri, i punti verdi ottimali si adatteranno in termini di tempismo e di ritmo andando ad influenzare direttamente il movimento della parte superiore del corpo e modificando l’aspetto e la fluidità del tiro in base a come viene mossa la levetta. Sin da subito abbiamo notato la differenza tra un rilascio anticipato, in ritardo, lento o veloce. Se si spinge la levetta su in anticipo e si tenta di forzare il tiro, si otterrà un rilascio rapido. Se invece la si muove lentamente e con ritardo, è possibile notare un movimento più lento e un rilascio ritardato. Premendo invece il Grilletto Sinistro – prima di ricevere un passaggio da fermo – ci si potrà preparare al meglio per un tiro rapido (trovando subito il ritmo ideale) e finalizzando l’azione mentre i difensori tentano di contrastarlo in stile Klay Thompson o Ray Allen.

La meccanica di tiro è stata modificata anche per quanto riguarda i sottomano/Layup. Quest’ultimi – prima – erano un po’ limitati e standardizzai, ora è possibile eseguire Layup normali, Layup inversi, sottomano inversi, virate e altri. Se non si pone la giusta attenzione, farete ancora degli errori grossolani (con una permissività variabile in base alle modalità e difficoltà scelte), ma la sensazione di avere un maggiore controllo, è più evidente e rassicurante (soprattutto per chi è alle prime armi), mentre l’anno scorso le cose sembravano – se non si aveva la giusta dimestichezza del sistema – un po’ troppo casuali.

Visual Concepts ha rielaborato l’intelligenza artificiale – sia in termini offensivi e sia difensivi – rendendola decisamente più convincente rispetto agli anni precedenti. I giocatori ora gestiscono i blocchi in modo più logico (toccando leggermente la levetta sinistra verso sinistra o destra rispetto alla direzione in cui si sta bloccando, il giocatore ruoterà di 45 gradi. Toccando la levetta sinistra nella direzione opposta, il giocatore ruoterà di 180 gradi), prendendo decisioni oculate sia per superarli e sia per difenderli (aiutati altresì da una fisica dei contatti rifinita e dalla loro capacità di modificare le posizioni e le rotazioni quando un attaccante tenta di lanciarsi verso il canestro). La difesa in aiuto non consiste solo nei classici raddoppi; ora ci sono più opzioni dinamiche utilizzabili per contrastare anche i giocatori più talentuosi e temibili. Inoltre, i movimenti in post sono stati rivistati soprattutto in termini di animazioni – non più altalenanti e prive di senso – ma davvero realistiche e convincenti generate dai filmati ufficiali NBA. Tiri in sospensione, bank shot (reso celebre da Tim Duncan) e schiacciate non presentano più le animazioni limitate degli anni precedenti, favorendo fadeaway (quasi) impossibili lungo la linea di fondo. Animazioni che fanno un lavoro egregio – grazie a ProPLAY – nel far percepire come se i giocatori si stessero muovendo in modo più realistico, fluido e reattivo, migliorandone notevolmente l’attacco (tutti i giocatori danno la sensazione di essere in grado di segnare punti da qualsiasi posizione). Crossover più reattivi, una maggiore velocità di gioco con potenziamenti della velocità degli atleti basati sugli attributi personali e un concatenamento più fluido che consente ai giocatori di eseguire sequenze di palleggio spettacolari collegando più mosse insieme ai Layup personalizzati.

In termini difensivi, il sistema è stato rivisto in modo tale da risultare più fisico; specialmente la difesa interna – ed in particolare nelle contese aeree sotto canestro – con corpo a corpo più naturali. Il rimbalzo – altresì – introduce una meccanica di tempismo tramite un indicatore verde che lampeggia sotto i piedi del giocatore durante i tentativi ben sincronizzati. Abbinate alle capacità di rimbalzo, i salti ben riusciti vengono premiati. Un’altra aggiunta significativa è la “protezione veloce” che consente ai possessori/portatori della palla di proteggere istantaneamente la stessa dai tentativi di contrasto avversari. Basta premere il Grilletto sinistro per avviare movimenti di protezione veloce utili a proteggere la palla e a evitare di farsi rubare la palla. Non è esattamente arcade, ma è una simulazione più emozionante di quanto non lo sia stata negli ultimi anni.

Modalità

Partiamo dalla Città. Saremo onesti: non ci è mai piaciuta molto la Città. La modalità (di base) è sempre stata una buona idea ma più progettata per invogliare i giocatori a spendere VC per costruire il loro alter ego virtuale – acquistando vestiti e scarpe – che per giocare a basket. L’anno scorso è stata presa la saggia decisione di ridurne la presenza nel gioco e NBA 2K26 fa un ulteriore passo in avanti introducendo aree maggiormente interconnesse che rendono molto più semplice raggiungere il punto desiderato. E udite, udite, le prestazioni sono migliorate concretamente. La Città non è più piena di bug, lenta e contorta nel design e nell’esecuzione. Tutto è fluido, strutturato in modo più logico e trovare una partita è notevolmente più semplice. Proving Ground (Terreni di Prova) è il banco di prova pensato per i principianti, senza alcun indicatore di tiro da gestire e andando ad offrire un’esperienza di gioco più semplificata in partite 1v1, 2v2, 3v3, o 5v5 con regolatori di livello di competizione. I Terreni di Prova sono disponibili in cinque livelli – Bronzo, Argento, Oro, Platino e Diamante. Giocando bene sarà possibile avanzare di livello, ma una partita persa vi farà scendere di uno. I progressi dipendono dal livello di gioco e dalla forza degli avversari, e il matchmaking nei Terreni di Prova dà priorità all’abbinamento con altri giocatori con livello e formazioni di squadra similari, per garantire partite più equilibrate e competitive. Dominando in un campo specifico, otterrete la migliore REP della Città. E i Campi sono a dir poco splendidi e includono anche varianti stagionali.

I soliti obiettivi sono sparsi un po’ in giro per la Città: interagire con giocatori e influencer, vincere determinate tipologie di partite e accaparrarsi qualche succulenta ricompensa. La nuova modalità Street Kings è fantastica, un PvE con un sistema di tornei a livelli che va a sostituire il Basket da strada sui tre campi sparsi per La Città concentrando il tutto in un’unica sede piena di funzionalità. Come nei precedenti titoli 2K, è facile spostare un MyPLAYER tra diversi aspetti della Città, La mia NBA e La mia CARRIERA. Come sempre, l’esperienza guadagnata in qualsiasi modalità può essere utilizzata per migliorare le abilità generali del MyPLAYER. Ed è fantastico poter costruire la propria versione di MP (con un builder ancora più stratificato) in una modalità prima di portarla online e, anche se la storia è piuttosto prevedibile, rimane un modo divertente per costruire la leggenda del proprio giocatore dal liceo all’NBA. Le scene d’intermezzo sono più belle, anche se ovviamente impallidiscono in confronto all’azione in campo così come sono state aggiunte alcune funzionalità che migliorano la qualità della vita come quella Corporature che permette di avare una anteprima della Corporatura de Il mio GIOCATORE.

Per far salire ancora di più di livello il giocatore ci sono Distintivi, Impeti e Superamenti limite. Questi potenziamenti si possono sfruttare per attivare abilità specifiche in campo e migliorare la build nel corso della stagione, offrendo stili di gioco rinnovati.

C’è una serie completamente nuova di archetipi e badge giocatore tra cui scegliere, che rendono ancora più avvincente La Mia CARRIERA. Un’altra novità è la possibilità di iniziare La Mia CARRIERA come promessa da una piccola città del Vermont fino alla NBA (con la possibilità di partecipare al Draft per essere selezionato in base sia alle prestazioni e sia su come si possa abbinare alle esigenze tattiche di ogni squadra). Forse imparando dagli errori del passato, La Mia CARRIERA in 2K26 è meno appariscente e a tema “gangster”, optando per dialoghi più normali, PNG interessanti e un’evoluzione realistica. E se volete allenarvi prima di affrontare La Città, quest’anno è tornato anche il mio CAMPO. Questa combinazione di appartamento e campo di basket nel centro della Città è uno spazio privato dove è possibile allenarsi (fondamentali, skill, tiri liberi, nella ricezione degli alley oop e nel tempismo delle schiacciate in tap-in) e mettere in pratica nuove giocate, oltre a essere un luogo fondamentale della modalità La mia CARRIERA, in cui tutto ruota intorno al basket. Allenamenti che passano anche tramite la sezione Impara 2K e i chioschi informativi olografici situati davanti a ogni edificio e attività nelle varie modalità di gioco. Insomma, NBA 2K26 è assolutamente giocabile anche da chi non lo ha mai fatto prima!

La WNBA riceve ancora più attenzione, con una modalità “La mia CARRIERA” WNBA migliorata che enfatizza interazioni e interviste (con giornalisti e opinionisti reali presenti nel feed di gioco) ricche di nuovi contenuti. Ora le giocatrici hanno le loro carte “La mia SQUADRA” e un posto nella modalità “Il mio GM”. Ci sono nuovi obiettivi a lungo termine chiamati Scenari Offseason ne Il mio GM, fra questi, la possibilità di riscrivere la storia sfidando una delle dinastie più grandi di sempre, ovvero quella dei Warriors di Steph Curry, Kevin Durant, Klay Thompson e Draymond Green, il tutto nel nuovo splendido Edificio Il mio GM presente su New Gen.

Non sono il tipo di cose che vi cattureranno completamente, ma sono un’aggiunta interessante che completano l’offerta del pacchetto. Tuttavia, per un fan NBA di lunga data, il continuo supporto per le ere MyNBA rimane qualcosa che fa impallidire i rivali. Ora è possibile copiare un MyPLAYER in un’era classica dell’NBA, permettendovi di giocare fianco a fianco con Larry Bird o His Airness Michael Jordan.

MyTEAM è lì (come da tradizione). Quest’anno però segna il debutto della WNBA in questa modalità, un’iniziativa importante che si aspettava da tempo. EA Sports FC (ex FIFA) ha ottenuto un notevole successo aggiungendo le calciatrici nella sua modalità cardine “Ultimate Team”, e NBA 2K26 cerca di fare altrettanto riunendo giocatori NBA e giocatrici WNBA consentendo di creare abbinamenti e formazioni misti a dir poco unici. L’altra novità della modalità è l’aggiunta di nuove Carte Svolta. Queste carte offrono la possibilità di plasmare l’esperienza MyTEAM a proprio piacimento, con ancora più ricompense e la possibilità di potenziante le Carte Giocatore.

C’è anche un lato negativo, ed è rappresentato dalle VC. Guadagnerete la solita valuta giocando, ma come in ogni capitolo di NBA 2K, spendendo un sacco di soldi farete crescere rapidamente il vostro giocatore trasformandolo in uno degli archetipi inarrestabili del gioco.

Grafica e tecnica

L’autenticità è un punto fermo di 2K e i giocatori sono più realistici che mai nell’aspetto, nei movimenti specifici e nelle caratteristiche distintive. Le arene ora presentano un’illuminazione autentica (migliorata intensità della luce e della color correction), ci sono funzionalità specifiche per ogni squadra e i campi finalmente assomigliano alle controparti reali con tanto di sfavillanti luccichii e venature del parquet. Su PS5, abbiamo anche notato una maggiore varietà nella tonalità della pelle (grazie a nuovi shader), un miglior realismo del sudore e del tono muscolare e le divise sono più naturali così come i banner dinamici che vedrete sulle travi della copertura a suggello dei risultati memorabili ottenuti. Il frastuono del pubblico è stratificato in modo tale che la tensione a fine partita sia davvero palpabile. Gli spettacoli dell’intervallo e la teatralità in campo durante i timeout si spingono oltre, con numerosi numeri di ballo di cheerleader, mascotte che guidano monocicli e tifosi che tirano da metà campo per vincere premi in denaro. L’atmosfera del basket viene riprodotta in modo completo e raffinato ancora una volta.

Lo stesso si può dire del sempre eccezionale audio targato 2K, ora con una colonna sonora più diversificata (che vede la presenza di artisti come Kendrick Lamar, Ice Cube, Green Day, Cypress Hill), un commento notevolmente migliorato che riflette meglio le tendenze e le attività in campo, effetti sonori solidi e annunciatori in diretta. Sia la modalità W che quella NBA vantano contributi audio di nomi più noti, tra cui Shams Charania, Kevin Harlan, Greg Anthony e Stan Van Gundy. In aggiunta, il gioco vanta nuovi annunciatori, come corrispondenti internazionali e Tim Legler, il massimo esperto in materia. Tuttavia, le interviste in campo restano poco convincenti ma siamo sicuri che lo sviluppatore in futuro interverrà anche su questo aspetto.

NBA 2K26 offre altresì alcune funzionalità di accessibilità. È possibile regolare le finestre di tempo per i tiri e gli indizi visivi, oltre a impostare la difficoltà. Anche la vibrazione e i grilletti del DualSense (che dobbiamo dire è stato sfruttato decisamente bene) possono essere modificati.

Commento finale

NBA 2K26 è, senza ombra di dubbio, la migliore iterazione cestistica di 2K degli ultimi 10 anni. Il motore ProPLAY è stato enormemente migliorato rispetto a 2K25, dando vita a un gioco splendidamente realizzato – con tutta una serie di migliorie al gameplay e alla qualità della vita – e supportato da una presentazione eccezionale. Ci sono così tanti modi diversi per divertirsi con NBA 2K26 che sia i veterani che i neofiti della serie se ne innamoreranno all’istante. Alcune modalità privilegiano ancora le annose microtransazioni – come unica via per il successo – ma fortunatamente sono meno invasive rispetto al passato!

8.9

NBA 2K26


NBA 2K26 è, senza ombra di dubbio, la migliore iterazione cestistica di 2K degli ultimi 10 anni. Il motore ProPLAY è stato enormemente migliorato rispetto a 2K25, dando vita a un gioco splendidamente realizzato - con tutta una serie di migliorie al gameplay e alla qualità della vita - e supportato da una presentazione eccezionale. Ci sono così tanti modi diversi per divertirsi con NBA 2K26 che sia i veterani che i neofiti della serie se ne innamoreranno all'istante. Alcune modalità privilegiano ancora le annose microtransazioni - come unica via per il successo - ma fortunatamente sono meno invasive rispetto al passato!

PRO

Il sistema ProPLAY ha permesso di apportare miglioramenti evidenti sotto tutti i punti di vista in termini di gameplay I IA decisamente più convincente I Presentazione superlativa I Tutte le modalità hanno ricevuto dei miglioramenti fra queste anche la WNBA che continua a crescere I Graficamente superlativo I Miglioramenti ponderati alla qualità della vita

CONTRO

Le microtransazioni ci sono ancora (purtroppo)

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