Recensione NINJA GAIDEN: Ragebound, furia letale in pixel art

Non si può non affermare che il 2025 sia l’anno di NINJA GAIDEN, e non solo per l’uscita di questo (ottimo) Ragebound.

Avevamo posto una riflessione al riguardo già qualche mese fa, quando lo stealth (izuna) drop di NINJA GAIDEN 2 Black aveva riportato sotto i riflettori una saga da tempo dimenticata o quasi. Già in quel frangente avevamo applaudito al ritorno di uno dei capitoli più apprezzati e chiacchierati della saga, definendolo “un glorioso ritorno per il franchise“. Al tempo stesso, eravamo ancor più bramosi di mettere le mani su ben due ulteriori progetti della serie, entrambi in arrivo miracolosamente sempre nel corrente anno. Mentre per NINJA GAIDEN 4 ci sarà da attendere l’autunno, l’estate è divenuto il palcoscenico per NINJA GAIDEN: Ragebound.

Attingendo a piene mani dal fascino della serie hack & slash originale in due dimensioni, gli sviluppatori spagnoli di The Game Kitchen hanno riversato nel titolo alcuni dei migliori concept moderni per creare un prodotto unico.

NINJA GAIDEN: Ragebound è disponibile dal 31 Luglio per PC (via Steam), Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5 e Nintendo Switch.


Versione testata: Xbox Series X


Cappa più cappa

La voglia di misurarsi col passato glorioso di una serie storica ha condotto il team di sviluppo a raccontare una storia che corre in parallelo con il primo NINJA GAIDEN del 1988.

Mentre Ryu Hayabusa è costretto ad un viaggio in America, il suo villaggio viene preso d’assalto da un tremendo esercito di creature ultraterrene. L’imponderabile rottura della barriera che separa il mondo degli uomini da quello dei demoni conduce Kenji Mozu, un giovane ninja del villaggio di Hayabusa, alla difesa della propria gente. Nonostante i rigidi addestramenti di Ryu, Kenji si ritrova ben presto in una situazione disperata che lo porterà a ricorrere ad un potere proibito. Costretto così ad una improbabile alleanza con con il Clan del Ragno Nero, il ninja combinerà la sua anima con la kunoichi rivale Kumori per avere una possibilità di sconfiggere il Signore dei Demoni.

Kenji viene introdotto con una fase di allenamento proprio con Ryu Hayabusa.

Come da tradizione, anche Ragebound fornisce una sceneggiatura perlopiù pretestuosa per giustificare scenari colmi di azione senza andare troppo per il sottile. Abbandonate le velleità di particolari sofismi, se non altro possiamo apprezzare la semplice trama a corredo della produzione per aver puntato sulla dicotomia di protagonisti in aperto contrasto ideologico tra loro.

Al di là di questo, dove invece l’ispirazione è di elevata qualità è nello stile grafico adottato. Ragebound è infatti una accorata lettera d’amore alle origini della saga. La pixel art è ricca di dettagli, curata in ogni animazione e splendidamente tratteggiata nel suo osservare i dettami classici (anche nell’uso di una palette cromatica piena ma non eccessivamente sgargiante). Il comparto audio è praticamente perfetto con il suo mix tra rock e sonorità vintage uscite direttamente dai cabinati a cavallo tra anni ’80 e ’90. Nulla da eccepire anche sull’ottimizzazione tecnica, con una fluidità davvero solida ed encomiabile.

Se proprio dobbiamo essere scrupolosi, forse la volontà di voler strizzare tanto l’occhio al passato rende l’impatto iniziale con Ragebound un pochino ruvido. L’utilizzo di alcune geometrie e di una pixel art piuttosto severa (benché modernizzata) potrebbe rendere l’approccio iniziale un po’ freddo per alcuni giocatori. Soprattutto per quelli non così inclini all’amarcord.

Il primo boss è molto accessibile.

Piu’ veloce, piu’ letale

Dal punto di vista ludico, Ragebound è semplicemente delizioso.

Strutturalmente, ricalca la medesima struttura della serie classica. Il giocatore deve così affrontare gli stage destreggiandosi tra piattaforme e nemici, per arrivare sano e salvo al traguardo. In questo senso, The Game Kitchen riesce a sublimare le lezioni di Blasphemous e Cuphead nel DNA stesso del nuovo NINJA GAIDEN. Il risultato è un action bidimensionale frenetico e veloce, in cui la rapidità di pensiero va di pari passo con l’abilità manuale. Tutto, dal posizionamento degli avversari alla distanza delle piattaforme, è chirurgicamente posizionato per permettere un’unica coreografica sequenza di morte grazie alle abilità del protagonista.

Calcolare la giusta sequenza di attacchi per completare rapidamente un livello è molto gratificante.

In Rageboung infatti i vostri attacchi sono essenzialmente letali per la gran parte dei nemici comuni, che periscono istantaneamente con un singolo colpo. Alcuni avversari invece richiedono attacchi caricati oppure sfruttare un potenziamento temporaneo rilasciato da taluni avversari sapientamente distribuiti lungo il percorso. Se si unisce la giusta sequenza di uccisioni, è possibile attraversare ogni livello con un’unica elegante danza letale, innalzando il contatore di combo ed aspirando ai punteggi più elevati. In tutto questo, persino il salto diventa un’arma difensiva, grazie ad un colpo “a ghigiolittina” che ricorda moltissimo il concept del parry volante del già citato capolavoro di Studio MDHR.

Al di là delle abilità di Kenji, ci sono anche quelle di Kumori a completare il parco di possibilità nelle mani del giocatore. Ecco dunque la possibilità di usare kunai da lancio ma soprattutto un potente attacco a tutto schermo, accessibile una volta messi a segno il numero sufficiente di attacchi caricati.

Le abilità di Kumori potrebbero salvarvi la pelle in molte circostanze.

Danza mortale

NINJA GAIDEN: Ragebound è un gioco molto onesto e diretto nelle sue intenzioni.

Tutti gli amanti degli action ci vedranno un degno prodotto in grado di testare le abilità individuali. Come da tradizione infatti la difficoltà non è esattamente accomodante soprattutto ai gradi più elevati. Soprattutto se si punta a completare i livelli raccogliendo tutti i collezionabili ottenendo altresì il massimo punteggio. Il ritmo è sempre serrato ed incalzante, per l’intera durata dell’avventura che oscilla tra le sei e le otto ore. Longevità che si incrementa proprio nell’inseguimento del 100%.

Un po’ di riciclo può rendere meno fresca l’esperienza a lungo andare.

Al tempo stesso, ci siamo resi conto che Ragebound è forse meno attraente per il grande pubblico rispetto a NINJA GAIDEN 2 Black o al prossimo NINJA GAIDEN 4. Non tanto per un discorso di bidimensionalità, ma per taluni aspetti che potrebbero risultare poco intriganti.

Anzitutto, la longevità è un aspetto potenzialmente problematico. La durata stimata ci è sembrata in linea con il tipo di produzione. Tuttavia un giocatore che non punta al completismo potrebbe raggiungere i titoli di coda in una manciata di ore. Anche perché la difficoltà, sebbene sostenuta per chi punta al massimo, si riduce drasticamente per tutti gli altri. Soprattutto grazie a numerosi accorgimenti per rendere meno frustrante il try again.

Se dunque è giocoforza che per qualcuno possa mancare il necessario mordente per restare a giocare dopo il the end, l’avventura stessa mostra il fianco a qualche flessione nella parte finale. Tendono infatti a scemare le sorprese e le novità, lasciando subentrare qualche riciclo di troppo in situazioni ed avversari. Un classico degli action tradizionali, ma che al pubblico odierno potrebbe causare qualche borbottio.

La difficoltà è elevata se si vuole completare tutto, mentre per raggiungere l’epilogo non è richiesta moltissima fatica.

Commento finale

NINJA GAIDEN: Ragebound è l’ennesimo successo per gli autori di Blasphemous. The Game Kitchen e l’etichetta Dotemu stringono un’allenza fatale dando vita ad uno spin-off della leggendaria saga action, attingendo dalla sua veste più classica ed arricchendola con spunti moderni, frenetici ed entusiasmanti. Un’esperienza orgogliosamente arcade che richiede, in ossequio alla tradizione, una certa abilità manuale per poterne godere di ogni sfumatura ludica. Una longevità non proprio esaltante ed alcune scelte di design potrebbero non incontrare i favori di tutta l’utenza, ma per gli amanti degli action non ci sono dubbi. Anche senza Ryu Hayabusa, questo ninja sa essere letale.

8.5

NINJA GAIDEN: Ragebound


NINJA GAIDEN: Ragebound è l'ennesimo successo per gli autori di Blasphemous. The Game Kitchen e l'etichetta Dotemu stringono un'allenza fatale dando vita ad uno spin-off della leggendaria saga action, attingendo dalla sua veste più classica ed arricchendola con spunti moderni, frenetici ed entusiasmanti. Un'esperienza orgogliosamente arcade che richiede, in ossequio alla tradizione, una certa abilità manuale per poterne godere di ogni sfumatura ludica. Una longevità non proprio esaltante ed alcune scelte di design potrebbero non incontrare i favori di tutta l'utenza, ma per gli amanti degli action non ci sono dubbi. Anche senza Ryu Hayabusa, questo ninja sa essere letale.

PRO

Ricrea fedelmente l'estetica e la presentazione dei classici titoli della saga | Ludicamente gratificante nella sua essenzialità | I perfezionisti troveranno pane per i loro denti |

CONTRO

Se non si resta per continuare a giocare dopo i titoli di cosa, non dura molto | Verso la fine tende a riciclare qualche situazione ed avversari | Di base è piuttosto permissivo |

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