Recensione Once Upon a KATAMARI, dove stiamo andando non c’è bisogno di strade

Con Once Upon a KATAMARI, ci siamo sentiti di aver riabbracciato un caro amico dopo tanti, tantissimi anni. Una persona candidamente fuori di testa, partita per un lungo viaggio quattordici anni fa. E da allora presente nelle nostre memorie con i vecchi ricordi dei bei tempi trascorsi.

Correva l’anno 2011 quando Touch My Katamari arrivava su PlayStation Vita, ultimo capitolo inedito di un franchise nato dalla visionarietà di Keita Takahashi. Proprio l’episodio per la sfortunata portatile Sony segnò l’inizio del declino della serie, a causa di un prodotto meno ispirato rispetto ai memorabili titoli iniziali (tra cui l’immortale We Love Katamari del 2005). Da quel momento, solo alcuni tentativi sporadici (talvolta affidati ad incerte iniziative mobile) avevano tentato di ridestare il Re del Cosmo dal proprio torpore.

In tempi più recenti, un esubero di rimasterizzazioni degli episodi più amati (tra cui il più recente ed apprezzato We Love Katamari Reroll+ Royal Reverie) avevano tenuta accesa in noi una flebile speranza. Quella di veder tornare finalmente la serie con un capitolo tutto nuovo. Un desiderio che è divenuto realtà. Il goffo sovrano onnipotente ne ha combinata un’altra delle sue e ancora una volta il Principe dovrà porre rimedio. Arrotolando tutto sul proprio cammino.

Once Upon a KATAMARI è disponibile dal 24 Ottobre per PC (via Steam), Nintendo Switch, Xbox Series e PlayStation 5.


Versione testata: PlayStation 5


Mamma, ho distrutto l’universo

Non esiste titolo della serie senza un preambolo folle e Once Upon a KATAMARI non è da meno.

Attraverso una narrazione che strizza l’occhio ai libri delle fiabe, apprendiamo che la reale famiglia proprio non sa stare lontana dai guai. Per la precisione, è ancora una volta l’onnipotente e sbadatissimo Re del Cosmo ad aver fatto un pasticcio. Stavolta, bisticciando con un’antica pergamena dai misteriosi poteri magici. Non sarebbe un grosso problema, se non fosse che il risultato abbia portato alla cancellazione istantanea di tutti i pianeti della galassia, compresa ovviamente la nostra cara Terra. Un danno al quale dovrà porre rimedio il solito industrioso Principe con il suo Katamari, stavolta tornando indietro nel tempo per ricreare tutti i corpi celesti del cosmo.

Il piccolo Principe è tornato con una nuova missione.

Si tratta di un impianto narrativo che, nel pieno rispetto dello spirito della serie, fornisce un carismatico e folle contesto alle peripezie del piccolo protagonista. Se avete già giocato ad un KATAMARI in passato, saprete cosa attendervi. Per tutti gli altri, la storia viene narrata attraverso sequenze di vignette di stampo umoristico, con un tono deliberatamente scanzonato che non vuole prendersi mai troppo sul serio. E che non ruba mai molto tempo al vero cuore del titolo: rotolare su tutto ciò che incontrerete.

E lo si fa negli immancabili scenari variopinti e stilizzati da direzione stilistica low poly iconica come sempre. Tra ironia di situazioni quotidiane a siparietti surreali, passeggiare (anzi, rotolare) tra le ambientazioni di Once Upon a KATAMARI riconferma il forte carattere artisticamente identitario della saga. Il beneficio principale rispetto ai vecchi capitoli, oltre ad una maggiore pulizia grafica, è assistere ad una superiore stabilità tecnica senza rallentamenti nelle situazioni più concitate.

Discorso a parte invece per il comparto audio, dove Bandai Namco ha dato davvero il massimo. Tra sound design sempre sul pezzo ed una selezione di brani che include il meglio dei precedenti capitoli ed inediti di artisti come Saya Asakura, Once Upon a KATAMARI riuscirà ad imprimersi nella vostra memoria musicale ancora una volta. D’altronde, l’attenzione della serie verso motivetti orecchiabili è passata alla storia. Da oltre vent’anni ancora fischettiamo Katamari on the Rocks… ci sarà un motivo.

Il Re del Cosmo sa sempre come lavarsi le mani da un impegno.

Rotola che ti passa

La domanda classica che ci si pone spesso nel settore è: come si aggiusta qualcosa che non è rotto? A volte c’è chi rischia e prende la tangente, portando a risultati inaspettati tanto in senso positivo quanto in negativo. Altre volte tuttavia, certe formule ludiche sono così perfette nella loro semplicità che non occorre “complicare il pane”, come cantava Samuele Bersani. Once Upon a KATAMARI fa esattamente questo.

Il core ludico continua ad essere quello di sempre. Il piccolo Principe si trova a spingere una palla, il Katamari, con una capacità sensazionale: quella di riuscirà ad attrarre ed assorbire tutto ciò che incontra. Unico limite: rotolare sempre prima sugli oggetti più piccoli o di pari dimensioni del Katamari. Solo incrementandone la dimensione, l’oggetto sferico riuscirà ad incollarsi ad oggetti (ma anche animali, persone, edifici, astronavi, pianeti e stelle) sempre più grandi. Sensibili sono i miglioramenti apportati nel nuovo capitolo, con una telecamera notevolmente perfezionata, opzioni di controllo che consentono di scegliere tra lo stile classico ed uno moderno, un pulsante per scattare ed alcune funzioni rapide per regolare la propria posizione. Once Upon a KATAMARI si gioca meglio di qualsiasi altro capitolo della serie.

Le differenti ere forniscono un’ottima varietà ai livelli.

La gimmick principale della produzione ruota attorno ai viaggi nel tempo, necessari per ripristinare quanto distrutto dallo svagato Re del Cosmo. Non sono tuttavia i viaggi in sé e per sé ad essere protagonisti, quanto piuttosto la possibilità, offerta agli sviluppatori, di dare fondo ad una varietà di ambientazioni. Anche prendendo qualche licenza rispetto all’innata orientalità dei capitoli precedenti. Troviamo così accanto all’Edo giapponese anche periodi preistorici, scorrerie piratesche ed il selvaggio West.

Ma Once Upon a KATAMARI non si limita ad una selezione inedita di livelli (che dopo 14 anni è finalmente una boccata d’aria), ma propone idee sempre diverse per rendere ogni “rotolata” unica a suo modo. Nella Grecia antica dovremo così collezionare quanti più filosofi classici possibile, mentre nell’era Giurassica l’obiettivo sarà raccogliere i simpatici lucertoloni presenti. Si passa dal rendere forzuti dei giovani combattenti per renderli capaci di indossare pesanti armature al farsi strada sfruttando la luce delle anime degli Yokai catturati. L’imprevedibilità la fa da padrona ed anche se il gameplay sostanzialmente resta sempre uguale a sé stesso, le variabili sono parecchie. Talvolta ci sono livelli poetici oppure veri e propri enigmi da risolvere, mentre a volte si rotola per il classico gusto di rendere il proprio Katamari impareggiabile.

Anche i pirati trovano spazio in Once Upon a KATAMARI.

Raccogliere tanto, raccogliere tutto

A rendere ancor più varia la formula ci pensa un’altra idea semplice ma efficace: gli oggetti. Si tratta di pratici utensili introdotti nei livelli, utili per rendere le proprie missioni più dinamiche. C’è ad esempio il magnete che raccoglie gli oggetti intorno, oppure il missile che fornisce un po’ di vivace propulsione extra. Assolutamente fondamentale è poi il cronometro, che non solo ferma il tempo ma immobilizza oggetti e creature. Una soluzione strategica indispensabile per alcuni obiettivi da completare, anche se forse vista la follia del titolo, ci si poteva aspettare un maggiore estro su questo versante. O magari rendere gli oggetti ancor più rilevanti implementando sfide appositamente studiate.

Once Upon a KATAMARI attua anche una variazione parziale rispetto al passato. Mentre prima l’avanzamento era legato esclusivamente al raggiungimento delle condizioni di vittoria (quasi sempre, raggiungere una dimensione specifica), adesso tutto passa attraverso la necessità di raccogliere dei collezionabili. Parliamo così delle corone del Re del Cosmo, sparse per i livelli spesso in posizioni assurde o con dimensioni ciclopiche che richiedono ragionamento e tattica per essere collezionati. Si tratta di una svolta che abbiamo apprezzato, capace di dare maggior mordente al titolo e rievocarci i collectathon che tanto amiamo. Ovviamente non ci sono solo le corone da raccogliere: troviamo infatti anche i regali e i cugini, una selezione di personalizzazioni estetiche gradevoli che hanno solleticato la nostra mania collezionista.

La calamità è un oggetto molto utile per incrementare velocemente le dimensioni del Katamari.

La produzione contiene anche una modalità multigiocatore, tanto competitiva quanto cooperativa, chiamata KatamariBall. Obiettivo dei giocatori è di acchiappare quanti più oggetti possibile depositandoli sulla propria nave che continuerà a cambiare di posto nel corso delle partite. Si tratta di una modalità frenetica e davvero divertente, che può dare il giusto brio se giocata con la giusta compagnia. Speriamo, in questo senso, che il suo potenziale possa essere espanso ed alimentato nel tempo e che, soprattutto, la risposta dell’utenza sia positiva. Fermo restando che KATAMARI è e resta un’esperienza da godere principalmente in single player.

Raccogliere le corone è fondamentale per proseguire.

Commento finale

Dopo anni di rimasterizzazioni, collection e spin-off mobile, Once Upon a KATAMARI segna il ritorno della folle serie Bandai Namco con un capitolo totalmente inedito. Di fronte all’ennesimo guaio dello sbadatissimo Re del Cosmo, toccherà ancora una volta al Principe trovare una soluzione stavolta viaggiando nel tempo. Un capitolo in cui la semplicità magnetica del franchise splende di idee sempre nuove e divertenti, pur senza proporre un’esperienza in grado di stravolgere la tradizione. Chi ha sempre amato il brand, non potrà non adorare questo atteso revival. Per chi invece non ha mai avuto occasione di provare un episodio della serie, non c’è occasione migliore per iniziare a rotolare!

8.5

Once Upon a KATAMARI


Dopo anni di rimasterizzazioni, collection e spin-off mobile, Once Upon a KATAMARI segna il ritorno della folle serie Bandai Namco con un capitolo totalmente inedito. Di fronte all'ennesimo guaio dello sbadatissimo Re del Cosmo, toccherà ancora una volta al Principe trovare una soluzione stavolta viaggiando nel tempo. Un capitolo in cui la semplicità magnetica del franchise splende di idee sempre nuove e divertenti, pur senza proporre un'esperienza in grado di stravolgere la tradizione. Chi ha sempre amato il brand, non potrà non adorare questo atteso revival. Per chi invece non ha mai avuto occasione di provare un episodio della serie, non c'è occasione migliore per iniziare a rotolare!

PRO

Il primo capitolo inedito dopo 14 anni | La formula ludica continua ad essere magnetica e le nuove idee sono ben implementate | Colonna sonora maestosa |

CONTRO

Chi si aspettava una rivoluzione, potrebbe restare deluso | Si poteva osare un po' di più con gli oggetti | KatamariBall è un'aggiunta divertente ma ci domandiamo se sarà ben supportata da sviluppatori e pubblico |

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

Ultimi Articoli

Articoli correlati