Recensione Possessor(s), la dolce trappola della comfort zone

Voglio cominciare questa recensione in maniera atipica, personale, dichiarandovi un mio debole: quello per i metroidvania. È quel genere che, da anni, riesce a catturarmi come pochi altri. E negli ultimi tempi, soprattutto grazie alla scena indie, abbiamo assisto ad un’ondata di prodotti di questo sottogenere. Ognuno capace di alzare l’asticella un po’ più in alto. Non solo quelli più famosi, ma anche perle meno altisonanti come Nine Sols, per dire il primo che mi viene in mente.

Ma questo amore porta con sé una conseguenza ben precisa: più il genere cresce, più riconosco subito quando un videogioco sceglie la via comoda. Una sorta di trappola della comfort zone, dove tutto è piacevole, tutto è giusto, tutto è curato ma… scontato.

Ed è proprio qui che si inserisce Possessor(s): un titolo che si lascia giocare, che intrattiene, che funziona bene in molte cose, ma che spesso si rifugia in quella comfort zone apparentemente rassicurante. Un metroidvania solido e godibile, certo, ma anche prudente, sempre un passo indietro rispetto alle opere più intraprendenti che oggi popolano il sottogenere. Partiamo da questo: dal mio amore e dalla consapevolezza che proprio questo amore rende immediatamente evidente quando un titolo decide di non rischiare.

Possessor(s), sviluppato da Heart Machine, è disponibile dallo scorso 11 novembre 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Un patto nel mezzo del disastro

In Possessor(s) vestiremo i panni di Luca, una ragazza sopravvissuta ad un evento catastrofico che devasta la sua città. Durante il caos perde l’uso delle gambe, e proprio quando tutto sembra perduto le viene offerta una via di fuga: un demone, Rhem, entra nel suo corpo per restituirle mobilità. Un patto di necessità che diventa il motore dell’intera avventura.

La relazione tra Luca e Rhem è pragmatica, con dialoghi brevi ma ben costruiti. Non c’è moralismo, non c’è retorica, solo un equilibrio instabile tra due entità costrette alla coesistenza. È una dinamica che funziona perché non cerca mai di trasformarsi in qualcosa di artificioso: Luca resta concreta, Rhem resta enigmatico quanto basta.

La città, devastata e distorta, rafforza questa narrativa senza mai prendersi la scena del tutto. Ogni zona racconta frammenti di ciò che è andato storto, mostrando ambienti decadenti, laboratori corrotti, uffici industriali abbandonati. È un mondo che si vive volentieri e che mantiene coerenza e identità. Manca però quel quid. La storia fila bene dall’inizio alla fine, ma resta sempre dentro un perimetro sicuro, esattamente come il resto del gioco.

Stessa spiaggia, stesso mare

Già dai primi minuti il titolo palesa le sue intenzioni: avremo a che fare con qualcosa di standard, classico.

Il combat system è comunque convincente: rapido, reattivo, costruito su animazioni morbide e su colpi che restituiscono un buon feedback. La sensazione generale è che gli sviluppatori abbiano voluto proporre qualcosa di estremamente familiare, senza sovraccaricare il videogiocatore con peculiarità che avrebbero potuto dare una più definita identità al prodotto.

Possessor(s)
Semplicemente… classico

Tuttavia, quando si entra nella parte più strutturata del genere, esplorazione e progressione, emergono alcune rigidità. Le nuove abilità che Luca ottiene lungo il percorso non sono sempre intuitive nel loro utilizzo, e non è immediato capire in quali aree vadano utilizzate per sbloccare passaggi o avanzare. Non è un difetto grave, ma senza dubbio va a penalizzare il flow dell’azione.

Eppure, nonostante questi limiti, Possessor(s) si mantiene sempre piacevole da giocare: non frustra mai davvero, non risulta mai pesante o macchinoso, e anche nei momenti meno ispirati resta comunque solido. Fa il suo. Diverte quando deve divertire, scorre quando deve scorrere, e si colloca in quella zona confortevole dei metroidvania “ben fatti ma prevedibili”.

Tra neon e detriti

La direzione artistica è sicuramente uno degli highlights della produzione. Gli sprite 2D ben animati si fondono con ambienti ricchi, graziati da una palette cromatica azzeccata ed un ottimo sistema di illuminazione, che insieme creano una sinestesia visiva pulita e moderna. Ogni area ha un suo mood visivo riconoscibile e questo aiuta molto, soprattutto nei momenti in cui la progressione prettamente ludica arranca.

La colonna sonora accompagna bene: elettronica sottile, ritmi moderati, qualche slancio più energico durante gli scontri più importanti. Gli effetti audio restituiscono fisicità agli impatti e rendono il combat system ancora più piacevole.

Commento finale

Possessor(s) è un titolo gradevole, scorrevole, ben presentato, con un combat system divertente ed una direzione artistica curata. È un prodotto che funziona, che si lascia giocare dall’inizio alla fine, e che sa intrattenere chiunque abbia familiarità con il genere. Altresì, non riesce a sfuggire a quella che possiamo definire a tutti gli effetti la trappola della comfort zone: un luogo sicuro, rassicurante, dove tutto è fatto bene, ma senza la proverbiale scintilla. E in un panorama pieno di metroidvania innovativi, coraggiosi e sperimentali, restare nella comfort zone significa rischiare di restare un buon prodotto che però non potrà mai lasciare il segno.

7.8

Possessor(s)


Possessor(s) è un titolo gradevole, scorrevole, ben presentato, con un combat system divertente ed una direzione artistica curata. È un prodotto che funziona, che si lascia giocare dall’inizio alla fine, e che sa intrattenere chiunque abbia familiarità con il genere. Altresì, non riesce a sfuggire a quella che possiamo definire a tutti gli effetti la trappola della comfort zone: un luogo sicuro, rassicurante, dove tutto è fatto bene, ma senza la proverbiale scintilla. E in un panorama pieno di metroidvania innovativi, coraggiosi e sperimentali, restare nella comfort zone significa rischiare di restare un buon prodotto che però non potrà mai lasciare il segno.

PRO

Combat system riuscito | Ottima presentazione visiva | Piacevole dall'inizio alla fine |

CONTRO

Il sottogenere è saturo e Possessor(s) non dimostra mai reale intraprendenza | Progressione non ottimale |

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

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