Recensione Replaced: un bellissimo indie in 2.5D nei panni di un computer alla ricerca di risposte

C’è calma a Phoenix City, tutto procede come sempre. Troppa, forse. E infatti il nostro Warren Marsh perde dopo appena 5 minuti il controllo del proprio corpo. Rimpiazzato, scambiato, come ci dice il titolo della prima vera creazione di Sad Cat Studios. Replaced, pubblicato da Coatsink e Thunderful, è un indie, ma non si limita solo ad essere un gioco alternativo, come da copione. È un viaggio alla scoperta della natura umana e del potere dell’uomo sull’ambiente, una critica sociale e con tanta filosofia dietro ogni pixel. Un gioco che vale la pena provare e che promette davvero un’esperienza unica e particolare, fondendo tanti generi e facendoci riflettere nel mentre che scopriamo i segreti dietro la vita apparentemente tranquilla di Phoenix City.

Vi ricordiamo, prima di andare avanti con la recensione, che Replaced è disponibile su Steam dal 14 aprile 2026.


Versione testata: PC (Steam)


Trama

Giochiamo nei panni di uno scienziato, Warren Marsh, o almeno….così doveva andare. Invece quello che avviene nella primissima sequenza di gioco all’interno del laboratorio della Phoenix è un scambio di mente col suo computer R.E.A.C.H., che ora si trova momentaneamente nel corpo del suo amico Warren. Siamo nel 1984, nella città immaginaria di Phoenix City. Dopo la caduta della bomba atomica, le radiazioni hanno portato alla creazione della Phoenix dopo che sono morte diverse centinaia di migliaia di persone e gran parte del territorio non era più accessibile. L’azienda di Phoenix che cosa fa? Beh, cura i malati ma costruisce anche i Muri per allontanare gli Scarti, che sarebbero i malati a cui hanno rubato gli organi con la scusa di volerli aiutare. Non vi sveliamo altro, ma i documenti che potete raccogliere in giro aiuteranno a rivelare una trama molto promettente e in grado di tenere incollati allo schermo in men che non si dica.

Gameplay

Replaced ci porta ad affrontare diverse sequenze di platform, superando ostacoli col piccone e passando da una sezione all’altra spostando casse o interagendo con altri oggetti. Ci sono anche diverse parti di inseguimento e di fuga dai nemici, così come non può mancare la parte di combattimento. Insomma, un indie a tutto tondo che unisce più generi e che si prospetta come un gioco davvero unico. C’è tanta carne al fuoco, tra dialoghi coi personaggi, interazioni con l’ambiente e una progressione lineare ma mai banale.

Parlando del combattimento, si possono schivare, contrattaccare o colpire i nemici ed è anche possibile usare una pistola a batteria per sferrare dei colpi critici, per modo di dire. Poi, l’uso intelligente delle cure, i Medi-stim. Si tratta di siringhe limitate ad ogni incontro ma ma si rigenerano all’inizio di un nuova battaglia contro i diversi nemici che ci troveremo ad affrontare lungo il cammino. Ci sono tre difficoltà: facile, normale e difficile, adatte a tutti gli stili di gioco.

Per la progressione Replaced funziona a capitoli: si arriva alla fine di un obiettivo e si passa alla sequenza successiva, con nuove cose da fare per il nostro Reach. Molto carino il registratore per raccogliere i documenti in giro con una grafica molto anni 80′ che ti fa immedesimare ancora di più nel titolo e che aiuta a svelare la trama, tenere traccia degli obiettivi e raccogliere anche le musiche che troviamo nelle diverse aree di gioco.

Pro e Contro

Davvero originale l’idea di fondere personaggi 2D ad ambientazioni 3D, creando un 2D e mezzo (2.5D), non c’è che dire. Si crea un forte contrasto tra l’ambiente ostile e post apocalittico che dobbiamo navigare e Reach, che rimane il focus del gameplay e che vediamo nella scoperta della natura umana. L’impatto col protagonista è coinvolgente e ci fa immedesimare fin da subito, aiutandoci a voler andare avanti con la trama e parlare con più personaggi possibili.

La progressione mista con sequenze platform, piccoli enigmi e gli scontri sono realistici e ben costruiti. Non c’è mai la sensazione di chiusura o di competo corridoio, anzi, la voglia di andare avanti è tanta e il gioco fa di tutto per evitare che il giocatore si annoi. Vuoi per le ambientazioni e per la trama da scoprire con i vari documenti e che si possono consultare in qualsiasi momento, Replaced cattura.

Ora il momento brutto, bisogna parlare dei contro. Per prima cosa, il movimento. Certo, Replaced vuole essere realistico e non può certo fornire Warren di una velocità supersonica, essendo un comune essere umano. Però la corsa è davvero troppo lenta e a scatti. Il salto sembra andare a singhiozzi e non sempre è chiaro dove iniziano e dove finiscono i punti di appoggio.

In secondo luogo, non si vede la salute che compare solo contro i nemici rendendo l’HUD un po’ vuoto e facendo chiedere al giocatore: “Ma quanta salute mi resta? Come faccio a vedere gli oggetti che ho già preso (es. pistola e piccone)? Quante cure ho ancora?” Basterebbe far comparire l’HUD quando il giocatore è completamente fermo in un punto, oppure mettere un’opzione nelle impostazioni.

Se proprio vogliamo trovare un terzo punto, ci sarebbe la questione traduzioni. Alcuni dialoghi risentono di una traduzione meccanica e talvolta non ricontrollata in italiano (ad esempio, “Platform” è stato lasciato “piattaforma” quando era da tradurre come “binario”, essendo nei pressi di una stazione). Alcune frasi sembrano proprio traduzioni letterali parola per parola, rendendo il dialogo di gioco meno autentico.


Configurazione di prova – PC Acer Nitro equipaggiato con: Scheda grafica NVIDIA GeForce RTX 5060, Processore AMD Ryzen 7 260 w / Radeon 780M Graphics32 GB di RAM DDR5


Grafica e tecnica

Replaced è un videogioco sviluppato con una forte attenzione alla componente visiva e tecnica, pensato per distinguersi nel panorama indie. La sua grafica utilizza uno stile pixel art avanzato, arricchito da illuminazione dinamica e effetti moderni. Questo crea un contrasto affascinante tra estetica retro e tecnologia contemporanea. Le animazioni sono estremamente fluide, con una cura quasi cinematografica nei movimenti dei personaggi. L’uso della luce e delle ombre contribuisce a costruire un’atmosfera cyberpunk immersiva e suggestiva.

Dal punto di vista tecnico, come accennato anche all’inizio, il gioco combina sprite bidimensionali con ambienti tridimensionali, dando profondità alle scene. Questo approccio 2.5D permette una resa visiva più ricca rispetto alla classica pixel art. Anche il level design sfrutta prospettive e dettagli per guidare l’esplorazione del giocatore. La palette di colori è studiata per evocare un mondo distopico, con toni freddi e neon luminosi, con tanta concentrazione di marroni e grigi.

Un altro aspetto rilevante è l’attenzione ai dettagli ambientali, come pioggia, riflessi e particelle. Questi elementi migliorano il realismo senza sacrificare lo stile artistico. Inoltre, la regia delle inquadrature richiama quella cinematografica, rendendo ogni scena molto curata. In sintesi, Replaced rappresenta un ottimo esempio di come la pixel art possa evolversi grazie alle tecnologie moderne, offrendo un’esperienza visiva sofisticata e coinvolgente per i suoi giocatori.

Commento finale

Che dire, siamo di fronte a un gran gioco. Si può sempre obiettare che gli indie siano per pochi, che è troppo corto e che non offra grandi rivoluzioni. Possibile, ma rimane il fatto che Replaced quello che propone lo fa benissimo ed è in grado di tenere incollati allo schermo senza che ci rendiamo conto del tempo che passa. Le ambientazioni cyberpunk in un mondo post apocalittico, la trama da scoprire, le battaglie contro i nemici molto realistiche e la voglia di porsi sempre più domande e di vedere il mondo dalla prospettiva di un computer che si è appena incarnati nel corpo di un essere umano. Se volete fare una cosa giusta, provare Replaced e non rimarrete delusi. I dubbi sulla natura umana sono tanti ma una certezza c’è: gli indie possono trasmettere molto più di grandi giochi, come ha dimostrato Sad Cat Studios.

9.0

Replaced


Che dire, siamo di fronte a un gran gioco. Si può sempre obiettare che gli indie siano per pochi, che è troppo corto e che non offra grandi rivoluzioni. Possibile, ma rimane il fatto che Replaced quello che propone lo fa benissimo ed è in grado di tenere incollati allo schermo senza che ci rendiamo conto del tempo che passa. Le ambientazioni cyberpunk in un mondo post apocalittico, la trama da scoprire, le battaglie contro i nemici molto realistiche e la voglia di porsi sempre più domande e di vedere il mondo dalla prospettiva di un computer che si è appena incarnati nel corpo di un essere umano. Se volete fare una cosa giusta, provare Replaced e non rimarrete delusi. I dubbi sulla natura umana sono tanti ma una certezza c'è: gli indie possono trasmettere molto più di grandi giochi, come ha dimostrato Sad Cat Studios.

PRO

Grafica curata, 2.5D ben riuscito e unico | Impatto emotivo forte col personaggio e l'ambiente | Non è a corridoio, esplorazione legata e il titolo fonde diversi generi

CONTRO

Movimento lento e a volte macchinoso nei salti | Manca un vero e proprio HUD consultabile | Traduzioni in italiano da rivedere e troppo letterali

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