Dopo la nostra recensione approfondita del nuovo shooter di Auroch Digital e Dotemu su console, abbiamo deciso di soffermarci a guardare e analizzare la bontà dell’ottimizzazione della versione PC di Starship Troopers: Ultimate Bug War. Un boomer shooter “del passato” che usa la sua grammatica visiva per mettere in scena una guerra agli spietati insetti alieni dell’universo ideato dallo scrittore Robert A. Heinlein, con un contesto modernamente rétro e caoticamente divertente.
Un meta gioco che si piega all’universo satirico di Starship Troopers per costruire un’esperienza tecnicamente sorprendentemente solida anche su PC, consentendo – quasi – a chiunque abbia un computer di godere della sua offerta ludica. L’ennesimo titolo degli ultimi anni che va a impolpare l’ora vasto catalogo di videogiochi ambientati tra i pianeti della Federazione dei Cittadini Uniti: Tra l’RTS Starship Troopers: Terran Command, il gioco multiplayer co-op Starship Troopers: Extermination, e ora questo FPS di stampo Arcade, ogni amante del franchise può diventare un Cittadino!
Scopriamo quindi per chi non ha una console di cosa abbiamo bisogno per godere – o godere al meglio – di questa nuova esperienza bellica, e dissacrante, ai confini dello spazio e delle specie conosciute.
Versione testata: PC (via Steam)
Mi aspetto il meglio e do il massimo
Prima d’addentrarci nella nostra breve disanima tecnica, è impossibile non fare un plauso all’intera presentazione del gioco. Tutto il pacchetto si propone come un vero simulatore offerto dalla Federazione come strumento propedeutico per le aspiranti giovani leve, le quali famiglie potranno decidere d’arruolare i propri figli nella Fanteria Mobile sulla base dei risultati ottenuti dall’addestramento virtuale offerto da Starship Troopers: Ultimate Bug War.
La brillante cornice, che non rompe solo a più riprese la quarta parete ma trova le sua fondamenta nella sospensione dell’incredulità grazie anche a fantastici FMV con la presenza di Johnny Rico – ruolo ripreso nuovamente dall’attore Casper Van Dien – e un piccolo cast di eccellenti personaggi umani, viene ulteriormente contestualizzata dal suo stile. Un ibrido tra sprites 2D, ambienti e nemici 3D, dalle richieste di sistema non molto esose, che contestualizza in maniera geniale questa scelta stilistica.

| Requisiti | Minimi | Consigliati |
|---|---|---|
| Sistema Operativo | Windows 10 64-bit | Windows 11 64-bit |
| Processore | Intel Core i7-6700K o AMD Ryzen 5 1500X | Intel Core i5-8600K o AMD Ryzen 5 2500X (e superiori) |
| Memoria RAM | 12 GB | 16 GB |
| Scheda Video | NVIDIA GeForce GTX 780 con 3GB di VRAM, o AMD Radeon RX 6400 con 4GB di VRAM o Intel Arc A380 con 6GB di VRAM | NVIDIA GeForce GTX 1060 con 6GB di VRAM, o AMD Radeon RX 5600 con 6GB di VRAM, o Intel Arc A750 con 8GB di VRAM (e superiori) |
| Spazio di archiviazione | 7,5 GB | 7,5 GB |
| Note Aggiuntive | SSD raccomandato. | SSD raccomandato. |
Al banco di prova troviamo invece la nostra modesta configurazione con una RTX 4060 e la CPU sempreverde 5700X, che uniti a 32GB di RAM – un lusso per i tempi che corrono – ci ha consentito di giocare in maniera ben più che comoda, considerando l’ottimo lavoro svolto da Auroch Digital sul fronte dell’ottimizzazione.
| Componente | Modello |
|---|---|
| Processore | AMD Ryzen 7 5700X |
| Scheda Madre | GIGABYTE AB350N |
| RAM | 32GB DDR4 3200 MHz |
| SSD | WD BLACK SN770 2TB |
| GPU | NVIDIA GeForce RTX 4060 MSI Ventus |
| Risoluzione | 1080p |
| Impostazioni | Tutto a Ultra, filtri attivi, scala risoluzione al 100% |
| Performance | 180 FPS medi |
Spinti dai risultati ottenuti abbiamo deciso di provare qualcosa d’ortodosso, spingendo verso i limiti la bontà del prodotto PC e testando il gioco anche su un vecchio laptop di quasi 10 anni fa: l’ASUS Zenbook UX310UQ. Un portatile da 14 pollici della categoria ultrabook ancora oggi valido per il browsing di internet e il consumo di media come musica e video, ma certamente non pensato per fruire del parco titoli offerto dal mondo del gaming PC nel 2026.
| Componente | Modello |
|---|---|
| Processore | Intel Core i7-7500U |
| Scheda Madre | Proprietaria ASUS |
| RAM | 8GB DDR3 |
| SSD | 512GB |
| GPU | Nvidia GeForce 940MX con 2GB di VRAM |
| Risoluzione | 720p |
| Impostazioni | Tutto al Minimo, filtri disattivati, e scala risoluzione al minimo consentito |
| Performance | 30 FPS medi |
Non contenti, abbiamo sfruttato anche il nuovo mondo degli emulatori PC/Windows su Smartphone appoggiandoci alle app GameNative, e al più noto GameHub – nella sua versione Lite – del gruppo GameSir. Il tutto testato su un Poco X7 Pro con chipset MediaTek Dimensity 8400 Ultra e un Honor 400 con Snapdragon 7 di terza generazione, con risultati del tutto inaspettati.
Usate tutto quello che avete!
Mouse e tastiera alla mano, il layout dei controlli per muovere la nostra eroina – il maggiore Samantha “Sammy” Dietz – attraverso la ricostruzione patriottica delle sue gesta, fino a ora ritenute classificate, risulta del tutto naturale e semplice da padroneggiare.
Il menù opzioni presenta sufficienti impostazioni per quanto riguarda gli input, mentre presta forse il fianco all’audio, e cosa più critica, l’aspetto video del gioco. Ma non c’è da disperarsi.
Nella nostra configurazione primaria per i test le opzioni video offerte dal gioco ci hanno permesso ugualmente un buon livello di controllo dell’intera esperienza. Con la possibilità di lock dei framerate, l’impostazione della risoluzione dello schermo, e qualche slide per filtro delle ombre e dei particellari, siamo riusciti a godere di un framerate granitico a 120fps a 1080p – salvo occasionali momenti di puro caos d’effetti -. Il vero problema si è però presentato una volta sbloccato il framerate.

Starship Troopers: Ultimate Bug War gira su una versione altamente modificata dell’altrimenti esoso Unreal Engine 5. Engine noto per la sua grande capacità di fedeltà visiva, in questa produzione è stato strappato di una gran parte dei suoi sistemi, lasciando al gruppo Auroch Digital totale controllo su cosa – e come – renderizzare a schermo. Purtroppo però il fenomeno di stutter tipico del motore grafico di Epic non è stato sopito, risultando invece in un’ esperienza a frame sbloccato molto ballerina e con fluttuazioni poco leggibili.
Basterà muoversi all’interno delle macro mappe dei vari livelli, e potremo vedere schizzare il nostro framerate sopra i 200fps, mente in altre zone, forse cariche di nemici 3D e Sprite 2D, vedremo scendere i numeri anche sotto la nostra soglia impostata con il lock dei frames. Per chi punta a delle sessioni di gaming ad alta qualità responsiva bisognerà trovare il corretto compromesso tra risoluzione, impostazioni, e framerate; nulla di nuovo per i veterani del mondo PC.

Storia leggermente diversa quando lanciamo Starship Troopers: Ultimate Bug War su una macchina che non raggiunge i requisiti di sistema minimi.
Consci del fatto che eravamo 1GB di VRAM – e ben 4GB di RAM – sotto i requisiti minimi, siamo rimasti piacevolmente sorpresi quando il titolo si è avviato senza alcun problema sulla nostra vetustà macchina.
La consueta costruzione della Shader Cash tipica dei progetti Unreal è durata più del previsto, ma anche è ugualmente avvenuta nella sua interezza e senza ulteriori complicazioni. Le poche impostazioni tecniche disponibili sono state ugualmente sufficienti per consentirci di giocare a 30FPS.
Oltre alla possibilità di disabilitare cose come le ombre l’occlusione – conosciute anche come ombre di contatto -, abbassare al minimo le textures degli oggetti in scena, viene in nostro soccorso anche uno slider per diminuire lo scaling della risoluzione interna dei modelli 3D del gioco; utile quando una GPU o il processore non riescono – o non hanno risorse – per sfruttare tecnologie di ricostruzione dell’immagine.

Un ulteriore supporto per la nostra sessione ai limiti dell’hardware supportato è venuta dall’inaspettata possibilità di diminuire il numero d’animazione a schermo, fattore che ha inciso positivamente sul nostro processore durante il giocato. Purtroppo però il quantitativo di risorse preservate non è stato sufficiente per fare spazio a programmi come Lossless Scaling, privandoci quindi di un boost artificiale dei frames. Il risultato ottenuto però, tra settaggi al minimo, “framerate cinematico”, e risoluzione 720p, non ha comunque sfigurato troppo lungo la breve diagonale del monitor da 14 pollici.
Merce fresca per il tritacarne, eh?
Carichi di speranza e ottimismo visti i risultati ottenuti andando ben al di sotto delle richieste per giocare a Starship Troopers: Ultimate Bug War, ci siamo gettati nel relativamente nuovo mondo delle applicazioni mobile per l’emulazione PC e Windows.

Due delle realtà più importanti del panorama interpretativo software in questa categoria vedono una soluzione Open Source sotto nome GameNative, e una più corporate e controllata prodotta dal gruppo GameSir e chiamata GameHub. Nel caso di quest’ultima, i giocatori, non contenti dell’intrusività e dei sistemi di tracciamento e telemetria che funzionano in background quando si usa l’emulatore della compagnia cinese, sono riusciti a generare una variante priva di questi processi denominata GameHub Lite; versione che abbiamo scelto per il nostro test.
L’emulazione dell’ambiente PC su mobile non è qualcosa di nuovo. I più navigati conosceranno soluzioni come Winlator, ma le ultime soluzioni in termini d’applicativi fanno da layer interpretativo per settare in maniera automatica connessioni con i vari sistemi di launchers presenti sulla piattaforma; uno su tutti: Steam. Il processo di autenticazione è sempre sicuro e legato ai sistemi di sicurezza in vigore tramite – e direttamente – ai servers del launcher da noi scelto. Nel caso di GameNative potremo collegare con semplicità anche i nostri accounts Epic e GOG.
Una volta scaricato e avviato sui nostri due smartphones per la prova – ricordiamo: uno con tecnologia MediaTek e uno con Snapdragon – , il processo di Shader Cashing di Starship Troopers: Ultimate Bug War sembrava aver ucciso sul nascere il nostro esperimento. La lunghissima attesa creata dall’Unreal Engine 5 sembrava insormontabile, ma dopo circa 5 minuti il titolo ci ha portato alla sua schermata iniziale.


Avviato il goco su entrambe i dispositivi, e con entrambe le applicazioni, purtroppo la presenza di gravi bug grafici – oltre al framerate che scendeva al di sotto della decina a più riprese – sono stati problemi minori in confronto a un grave crash degli emulatori che ci hanno impedito di proseguire il nostro folle esperimento, fermandoci bruscamente nel passaggio da una schermata del menu intradiegetico all’altra. Visto comunque le basse prestazioni, e gli errori grafici, abbiamo deciso di non indagare oltre, evitando così di cadere nell’abisso offerto dalle mille impostazioni selezionabili.
Un risultato agrodolce, che dimostra comunque quanto rapidamente il mondo degli emulatori, e layer interpretativi tra PC e Android, si stia sviluppando, e potrebbe presto portarci a device appositamente ideati per sfruttare al meglio le tecnologie ad alte prestazioni e basse potenze offerte dal mondo degli Smartphones e l’infinito catalogo del mondo del PC gaming.
Commento finale
Inutile girarci attorno: Starship Troopers: Ultimate Bug War è un piccolo gioiello d’ottimizzazione per quanto concerne l’Unreal Engine 5. Non senza sbavature, l’ultima fatica del team Auroch Digital è l’ennesimo vanto di questa software house, che sta facendo del suo stile un piacevole standard stilistico – e in parte di gameplay – per quanto concerne i così detti boomer shooters.
In attesa dell’uscita del loro prossimo lavoro, se siete amanti del mondo di Starship Troopers, e possedete un PC – ma anche una console – ora avete veramente poche scuse per non arruolarvi e diventare dei Cittadini, sempre che prima un’insetto gigante non vi divori. Hoorah!


