Come parte della celebrazione per il 40° anniversario di Super Mario, Nintendo ha deciso di proporre su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2 una raccolta di due tra i platform 3D più acclamati della propria storia e originariamente pubblicati su Wii rispettivamente nel 2007 e nel 2010, stiamo parlando di Super Mario Galaxy + Super Mario Galaxy 2. Questa nuova edizione – a cura di Nintendo Software Technology Corporation e Nintendo EPD Tokyo – più che un semplice porting, mira a riproporre l’esperienza originale con alcuni aggiornamenti tecnici e alla qualità della vita per renderlo attrattivo ad un pubblico moderno.
Dobbiamo ammettere che, prima di questa recensione, era da un po’ che non giocavamo a Super Mario Galaxy e Super Mario Galaxy Galaxy 2. Al primo abbiamo dato un’occhiata più di recente grazie alla Super Mario 3D All-Stars del 2020 (una collection che abbiamo trovato un po’ pigra), ma abbiamo passato la maggior parte del tempo a giocare a Mario 64 (che chi vi scrive ama alla follia) e a Mario Sunshine (forse il più sottovalutato dei titoli 3D dedicato all’idraulico baffuto). Da allora, ci siamo avventurati in una miriade di platform 3D davvero incredibili come Astro Bot di Team Asobi, Donkey Kong Bananza e, naturalmente, Super Mario Odyssey (che abbiamo deciso di riprendere proprio di recente). Tornando a Galaxy e Galaxy 2 su Switch 2, una cosa è evidente: rappresentano ancora l’apice dei Mario in 3D mantenendo le meccaniche “quasi” perfette ancora oggi e soprattutto trasmettendo quella passione per il genere platform che tanto amiamo.
Prima di proseguire, vi ricordiamo che la raccolta Super Mario Galaxy + Super Mario Galaxy 2 è disponibile dal 2 ottobre 2025 in esclusiva per Nintendo Switch e Nintendo Switch 2 al prezzo di 69,99 €.
Versione testata: Nintendo Switch 2
Il Festival delle Stelle
È la notte del Festival delle Stelle e dal cielo piovono Astroschegge. Mentre tutti gli abitanti del Regno dei Funghi sono alle prese con i festeggiamenti, Bowser rapisce (tanto per cambiare) la Principessa Peach (insieme al suo intero castello), facendolo sollevare in aria e con il povero Mario che si ritrova – suo malgrado – bloccato nello spazio. Il nostro eroe incontra Rosalinda (l’introduzione di Rosalinda è significativa in quanto il personaggio ha poi fatto molteplici apparizioni nei giochi successivi) e gli Sfavillotti e deve viaggiare attraverso una miriade di galassie per raccogliere abbastanza stelle per raggiungere e salvare Peach e fermare i piani malefici di Bowser.

Super Mario Galaxy riprende la narrazione del predecessore con una struttura molto similare: Un nuovo Festival delle Stelle ha avuto inizio e mentre si dirige al castello per festeggiare con la Principessa Peach, Mario incontra un giovane Sfavillotto che si lega subito a lui. I due continuano insieme, ignari della brutta sorpresa che li aspetta… Bowser è tornato di nuovo, e questa volta è più grande e arrabbiato. Con la Principessa Peach tra le proprie grinfie, si lancia verso il centro dell’universo lasciandosi Mario alle spalle. Adesso tocca a Mario e Sfavillotto fermarlo ancora una volta avvalendosi del potere delle stelle!
L’originale vanta sicuramente una narrazione (sebbene non rappresenti il punto di forza né del primo né del secondo capitolo) più coinvolgente, un delizioso e robusto mondo centrale da esplorare sotto forma di osservatorio di comete e possiede quell’indefinibile qualità magica che deriva dall’essere arrivato per primo. Super Mario Galaxy 2 – invece – è un vibrante carosello di invenzioni travolgenti. Un gioco originariamente concepito come un’espansione, ma – più snello e concentrato di Galaxy – ricco di nuove e meravigliose idee come potenziamenti inediti, livelli extra e la possibilità di cavalcare Yoshi. E vi garantiamo che è impossibile dire quale dei due capitoli sia il migliore, non esiste una risposta univoca e/o giusta. Rappresentano indiscutibilmente la perfezione assoluta, il fiore all’occhiello di Nintendo, del genere platform.

Gameplay e novità
I giochi sono, in sostanza, gli stessi. Mario si destreggia attraverso una serie di mondi cosmici (sfruttando altresì potenziamenti speciali che gli conferiscono abilità di vario tipo) alla ricerca delle Superstelle per esplorare più a fondo l’universo e salvare la sua dolce metà. I livelli di Super Mario Galaxy sono strutturati in modo più simile a quelli di Super Mario 64 o Super Mario Sunshine, in quanto sono effettivamente dei mini sandbox con vari obiettivi da completare per guadagnare stelle. Super Mario Galaxy 2 ha un level design un po’ più lineare, ma non per questo è da meno: livelli galattici strutturati su piccole planetoidi, gravità variabile e un mix ben calibrato tra esplorazione, platforming e puzzle. Entrambi i titoli offrono varietà nei mondi, idee di game design spesso sorprendenti e una fluidità di gioco che, all’epoca, ridefinì il concetto di platform 3D.

Nel porting su Switch e Switch 2, il sistema di controllo è stato adattato al nuovo hardware. Se avete giocato alla riedizione di Super Mario Galaxy, originariamente inclusa nella collezione per il 35° anniversario, saprete cosa aspettarvi in termini di controlli. Il modo migliore per giocare è ancora su una TV in modalità docked, usando i Joy-Con come se fossero un telecomando Wii e un Nunchuck e offrendo – legando i rispettivi Joy-Con ai polsi – un un’esperienza non dissimile a quella Wii. Un movimento del polso serve per eseguire un attacco rotante (anche se è possibile premere semplicemente “Y” per farlo), mentre il Joy-Con destro può essere puntato verso lo schermo per aspirare frammenti di stella e interagire con vari oggetti nel mondo. Vi ritroverete comunque a premere spesso “R” per ricentrare il puntatore e, se usate un Pro Controller, ruotarlo e rigirarlo costantemente risulta un po’ scomodo. In modalità handheld, è possibile utilizzare il touchscreen, ma sono disponibili – se non volete mettere le mani sudate sullo schermo del vostro nuovo Nintendo Switch 2 – anche i controlli giroscopici integrati nel dispositivo (per il puntatore), assente in 3D All-Stars, che – pur non essendo sempre preciso – funziona bene. Un compromesso accettabile, ma – a tratti – complicato da gestire soprattutto in quelle sezioni che richiedono precisione nel raccogliere frammenti stellari o di interagire con l’ambiente. Muovere la console per raccogliere frammenti di stella a volte può sembrare un po’ strano (specialmente per i giocatori più giovani che non hanno vissuto la sfavillante era Wii), e ancora una volta, si è costretti ad una rapida pressione del tasto “R” per ricentrare il puntatore in qualsiasi momento.
Se si opta per l’utilizzo dello schermo in modalità portatile vi ritroverete a muovere frequentemente le mani avanti e indietro tra i pulsanti e lo schermo. Sistema che funziona abbastanza bene, ma non è l’ideale, soprattutto in Galaxy 2 , dove il puntatore viene utilizzato molto più ampiamente quando si cavalca Yoshi e bisogna controllare la lingua del dinosauro verde. L’altra “piccola problematica” è che i cambiamenti improvvisi nell’angolazione della telecamera potrebbero (occasionalmente) interferire con gli input direzionali; è necessario rilasciare completamente la levetta sinistra e lasciare che le cose si ricentrino prima di proseguire. Tuttavia, le scelte fatte in termini di gameplay sono quelle migliori in quanto non hanno comportato modifiche al design originario. Un cambio “radicale” avrebbe alterato l’esperienza e la struttura dei giochi, neutralizzando l’interazione fisica dei giocatori con essi. Di fronte al rischio di imbastardire due capolavori, Nintendo ha fatto la mossa giusta.
Altri contenuti
Oltre a quanto detto, purtroppo, non ci sono contenuti bonus degni di nota: nessun dietro le quinte, artbook digitale, o modalità extra. È una raccolta funzionale, ma priva di celebrazioni o approfondimenti storici, il che appare come un’occasione mancata considerando l’importanza dei due titoli. Le ulteriori principali novità sono: una funzione di salvataggio rapido, il supporto al gioco cooperativo migliorato (il secondo giocatore può fare di più rispetto alla semplice raccolta di frammenti utilizzando il il Joy-Con come mouse), l’ormai obbligatoria integrazione degli Amiibo (niente di che), una modalità assistita (che aumenta la salute massima di Mario e gli consente di recuperare la stessa restando fermo e lo riporta sul suolo se cade nello spazio) e un nuovissimo libro di fiabe in Super Mario Galaxy 2 (con una inedita colonna sonora di accompagnamento), che è una sorpresa davvero adorabile. Insomma, si tratta (a nostro giudizio) di aggiunte – seppur piacevoli – più marginali che sostanziali. Vale anche la pena aggiungere che se possedete anche Galaxy tramite la raccolta 3D All-Stars, non potrete trasferire il vostro salvataggio a questa nuova versione.
Grafica e Performance
Entrambi i giochi hanno ricevuto anche un restyling grafico (naturalmente più evidente su Nintendo Switch 2): 4K in modalità docked e 1080p in modalità portatile; molte texture sono state aggiornate per sfruttare queste risoluzioni più nitide aggiungendo un tocco di colore, dettaglio e vitalità a due produzioni che già apparivano splendidi sul loro hardware nativo dell’epoca e – in aggiunta – c’è una maggiore stabilità del framerate (60 fps solidi nella maggior parte dei casi). L’illuminazione è stata rivisitata ma con discrezione, mantenendo lo stile originale ma rendendo l’immagine un pochettino più vivace. Come per la versione di Super Mario Galaxy presente in Super Mario 3D All-Stars, il gioco su Nintendo Switch gira a 1080p in modalità TV e a 720p in modalità portatile. Anche l’interfaccia utente è più pulita, con un font modificato e icone leggermente più piccole per risultare meno lucido e più simile allo stile moderno introdotto con Super Mario 3D Land. Detto ciò, non si tratta di un remake. Le animazioni, i modelli (in particolare di Toad caratterizzato da un bassissimo numero di poligoni) e alcune texture rimangono sostanzialmente quelli dell’epoca Wii, con i limiti che ciò comporta. Anche le cutscene pre-renderizzate avrebbero potuto ricevere una maggiore attenzione. Sono state si rielaborate e hanno un aspect ratio più aperto, ma risultano comunque a risoluzione relativamente bassa a causa dell’ampia profondità di campo utilizzata. L’aggiornamento grafico fa comunque il suo nel rendere i giochi piacevoli sulla nuova ammiraglia di casa Nintendo, ma chi si aspettava una rielaborazione completa potrebbe restare leggermente deluso. La colonna sonora orchestrale rimane un punto di forza indiscusso. Il lavoro di Mahito Yokota e Koji Kondo ha retto perfettamente la prova del tempo. L’audio dei 154 brani è stato rimasterizzato in alta qualità e lo si può godere appieno attraverso un buon sistema home theatre o con delle cuffie (come ad esempio le Turtle Beach Airlite Fit) anche direttamente dalla schermata del titolo.

Commento finale
Super Mario Galaxy + Super Mario Galaxy 2 su Nintendo Switch 2 rappresenta un’ottima occasione per (ri)scoprire due capolavori indiscussi del genere platform 3D. L’operazione di rimasterizzazione è tecnicamente solida ma piuttosto conservativa: chi cercava un trattamento in “stile remake” potrebbe rimanere parzialmente insoddisfatto. Tuttavia, i giochi in sé restano straordinari, con un gameplay che sovverte le aspettative e scenari (grazie all’eccellente level design) che non sarebbero possibili senza la libertà creativa del cosmo e oggi come allora riescono (al netto di una mira giroscopica non sempre efficace e a qualche problema di telecamera) a divertire. Manca però l’ambizione di una vera e propria celebrazione – anche per festeggiare al meglio il 40° anniversario della serie – che ci saremmo aspettati per due titoli di questa caratura e importanza storica.





