Recensione System Shock (Nintendo Switch 2), una vera e propria pietra miliare del settore approda sull’ibrida di Kyoto

System Shock Remake su Nintendo Switch 2 rappresenta l’ennesima e convincente versione – dopo quella PC pubblicata nel 2023 e quella lanciata per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One ed Xbox Series nel 2024 – che rende giustizia al lavoro di Nightdive: un’operazione di recupero filologico che conserva l’anima del capostipite del 1994, ma riadattata per essere giocata anche (e soprattutto) in mobilità. Dopo una partenza decisamente non perfetta sul fronte tecnico, gli aggiornamenti hanno migliorato sensibilmente l’esperienza su Nintendo Switch 2, portando la versione Switch 2 a 60 fps stabili sia in docked sia in portatile, con risoluzioni fino a 1440p su TV e 1080p in handheld.


Versione testata: Nintendo Switch 2


Storia e atmosfera

La trama resta quella sviluppata da LookingGlass Technologies e pubblicato da Origin Systems – per MS-DOS, Mac OS e PC-98 – nel 1994: la stazione Citadel è in mano a SHODAN, una IA folle e spietata, e il giocatore – prelevato dalla TriOptimum Corporation e inviato alla Stazione – deve esplorarne i livelli, ricostruire il disastro e impedire che la minaccia si estenda alla Terra. Il punto di forza non è tanto il “cosa” racconta, quanto il “come“: la narrazione procede attraverso ambienti, documenti e audiolog, costruendo un senso costante di isolamento e minaccia. Su Nintendo Switch 2 questa struttura funziona bene perché la fruizione a sessioni brevi non spezza davvero l’immersione, anzi valorizza l’idea di avanzare per piccoli obiettivi in una nave ostile e labirintica.

Gameplay e meccaniche

System Shock Remake resta un immersive sim horror vecchia scuola, quindi non va affrontato come uno sparatutto lineare: gestione delle risorse, lettura degli ambienti, hacking, uso oculato degli oggetti e pianificazione dello scontro sono centrali. È un gioco duro e opprimente, ma con un discreto margine di manovra per affrontare le situazioni a modo vostro. Dovete giocare d’astuzia per sopravvivere. Altrimenti, SHODAN e l’esercito di mutanti e robot a bordo della Cittadella non si faranno scrupoli a farvi fuori.

Il sistema di combattimento è piuttosto impegnativo. Il corpo a corpo lascia un po’ a desiderare, essendo molto basilare e consistendo semplicemente nell’agitare incessantemente un tubo o una chiave inglese finché uno dei due non muore. Le armi da fuoco sono un po’ più complesse, richiedendo mira e l’utilizzo di diversi tipi di munizioni, ognuna con effetti differenti. I proiettili elettrici non sono altrettanto efficaci contro i mostri più deboli, e i proiettili normali faranno più fatica a penetrare le lamiere; avete capito l’antifona.

Rispetto all’originale, il remake aggiorna interfaccia e controlli, rendendo tutto più accessibile senza snaturarne la struttura classica. Su Nintendo Switch 2 il supporto ai controlli moderni (vanta controlli giroscopici e tramite mouse) e la maggiore fluidità aiutano parecchio, perché mitigano la durezza di un impianto che resta volutamente ruvido e impegnativo. Usare i controlli giroscopici è piuttosto piacevole. Non ne siamo grandi fan e di solito li disattiviamo perché sono presenti in quasi tutti i titoli Nightdive. Il gioco non richiede una mira particolarmente precisa, dato che i nemici sono piuttosto robusti e non vi troverete ad affrontare missioni da cecchino. D’altro canto, i controlli tramite mouse sono una vera manna dal cielo per un titolo di questo genere. Giocando con un controller, la gestione dell’inventario e lo scorrimento dei file possono risultare un po’ caotici e disordinati. Attivando la modalità mouse, avrete tutti i vantaggi della versione per console, con in più la comodità assoluta del cursore e dei controlli tramite mouse di un PC.

Resa tecnica

Sul piano tecnico, la versione Nintendo è stata quella che ha beneficiato di più degli interventi post-lancio, con patch che hanno eliminato molti bug residui e migliorato sensibilmente la stabilità che al lancio era praticamente ingiocabile con scatti improvvisi e un drop clamoroso del framerate. Attualmente, in modalità docked, su Switch 2 il gioco dovrebbe arrivare a 1440p e a 60 fps, mentre in portatile a 1080p e a 60 fps, un risultato molto convincente per un remake di questa natura. La differenza con Switch 1 è netta: 900p docked e 720p handheld con target a 30 fps, quindi la versione Switch 2 è quella realmente consigliabile se si vuole vivere l’esperienza sull’ibrida della grande N.

Grafica in portatile e docked

L’impatto visivo del remake è buono anche su console Nintendo: l’estetica cyberpunk, i corridoi della Citadel e il design dei nemici risultano modernizzati senza perdere il fascino claustrofobico dell’originale. In docked la maggiore risoluzione mette in risalto geometrie, luci e dettagli ambientali, dando al gioco un aspetto più pulito e autorevole. In portatile l’esperienza resta solida e leggibile, con il vantaggio di una resa molto più che dignitosa per un titolo così carico di testo, interfacce e dettagli ambientali.

Comparto audio

Anche l’audio è parte fondamentale dell’identità di System Shock: il remake propone una colonna sonora che valorizza il ritorno di SHODAN con la voce originale, elemento decisivo per restituire peso alla sua presenza. Il lavoro sul sound design contribuisce a costruire tensione, perché ogni rumore di fondo, ogni eco metallica e ogni segnale di allarme rafforzano la sensazione di trovarsi davvero soli dentro una struttura ostile. È un comparto che non accompagna soltanto l’azione, ma la definisce, e su Nintendo Switch 2 mantiene intatta questa efficacia.

Commento finale

System Shock Remake su Nintendo Switch 2 è una proposta consigliata soprattutto a chi apprezza gli immersive sim horror duri, esigenti e densi di atmosfera, e – dopo svariati aggiornamenti – anche una versione tecnicamente valida e finalmente all’altezza – dopo l’iniziale debacle – del nome che porta. Non è un gioco che fa concessioni, e proprio per questo può risultare affascinante o ostico a seconda del tipo di pubblico: il suo pregio maggiore resta la fedeltà a un design storico, il limite è che quella stessa fedeltà ne preserva anche un certo grado di rigidità. Su Nintendo Switch 2, il pacchetto funziona molto meglio che al lancio, e questa edizione diventa probabilmente il modo più comodo per riscoprire uno dei padri del genere, specialmente in modalità handeld.

7.6

System Shock Remake (Nintendo Switch 2)


System Shock Remake su Nintendo Switch 2 è una proposta consigliata soprattutto a chi apprezza gli immersive sim horror duri, esigenti e densi di atmosfera, e - dopo svariati aggiornamenti - anche una versione tecnicamente valida e finalmente all’altezza - dopo l'iniziale debacle - del nome che porta. Non è un gioco che fa concessioni, e proprio per questo può risultare affascinante o ostico a seconda del tipo di pubblico: il suo pregio maggiore resta la fedeltà a un design storico, il limite è che quella stessa fedeltà ne preserva anche un certo grado di rigidità. Su Nintendo Switch 2, il pacchetto funziona molto meglio che al lancio, e questa edizione diventa probabilmente il modo più comodo per riscoprire uno dei padri del genere, specialmente in modalità handeld.

PRO

Atmosfera eccellente e identità fortissima I Comparto tecnico (dopo l'enorme passo falso al lancio) convincente su Nintendo Switch 2 I Audio e interpretazione di SHODAN di grande impatto I Giroscopio e comandi in stile mouse che ben si adattano all'esperienza

CONTRO

Permane qualche incertezza tecnica I Struttura e ritmo restano volutamente datati e poco concilianti I La curva di apprendimento può scoraggiare chi cerca un’esperienza più immediata

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