Recensione Tales of Berseria Remastered, una nuova pagina per la vendetta di Velvet Crowe

Pensare che son passati già quasi dieci anni dal lancio di Tales of Berseria fa strano. Non tanto per il gioco in sé, ma per il percorso della saga nel corso del passato recente.

Sembra ieri quando ancora le release occidentali della saga costituivano delle eccezioni nella prospettiva di un franchise perlopiù rivolto ad Oriente e Nord America. Tales of Graces F avviò un percorso di progressiva fiducia nei confronti del brand, da quel momento in avanti rappresentanto con forza anche sul suolo europeo. Tales of Berseria si contraddistinse come uno dei capitoli più apprezzati di quel periodo, ideale trait d’union concettuale tra il maldestro Zestiria (guarda caso per adesso saltato dall’operazione di rimasterizzazione, sepper Besteria ne rappresenti il prequel), la riproposizione del fantastico Vesperia e l’audacia dell’ottimo Arise. Bandai Namco prosegue così il percorso di rimasterizzazione dei capitoli di quel periodo, riportando sui nostri schermi la vendetta di Velvet Crowe.

Tales of Berseria Remastered è disponibile dal 26 Febbraio per PC (via Steam), Nintendo Switch, Xbox Series e PlayStation 5.


Versione testata: PlayStation 5


Al di là del bene e del male

Quello che rende Tales of Berseria non solo uno dei capitoli più peculiari all’interno del proprio franchise ma anche uno dei JRPG più interessanti degli ultimi dieci anni è il suo approccio narrativo.

Velvet Crowe e suo fratello minore Laphicet vivono serenamente la loro esistenza. Sfortunatamente, il piccolo soffre di una malattia cronica che lo costringe a letto. Velvet, in qualità di unico familiare di Laphicet, lo accudisce tentando di alleggerire la sua esistenza. Oltre a loro, una mano arriva da Arthur, un Esorcista (individui in grado di utilizzare poteri ultraterreni e dialogare con gli spiriti) nonché zio dei due fratelli, rimasto vedevo anni prima durante la notte della luna rossa.

Il presagio di sventura si manifesta nuovamente in una notte infausta, che porterà con sé un avvenimento tragico. Arthur infatti decide di sacrificare Laphicet, nell’ambito di un rituale destinato a cambiare per sempre gli equilibri spirituali del mondo. Nonostante i tentativi di Velvet di salvare suo fratello, il suo braccio sinistro viene amputato da Arthur e cade in un baratro assieme a Laphicet. Ricevuto in dono un misterioso braccio demoniaco, sconvolta dal dolore ed animata da un odio viscerale, Velvet giura di avere la propria vendetta a qualsiasi costo.

Velvet è una protagonista tormentata ed indubbiamente affascinante.

A differenza dunque della tradizionale storia in cui si impersonano eroi senza macchia contro un male ingiusto, Berseria cala i giocatori in una storia di contrasti e sfumature. La protagonista ha un passato tragico, è spietata al punto da risultare crudele ed anche il resto del cast non è esattamente composto da stinchi di santi. Ma ciascuno di essi ha le proprie ragioni che li portano a non perdersi in una banale dicotomia tra giusto e sbagliato, in favore di una sceneggiatura che trasmette quanto possano essere concetti talvolta più frutto di un punto di vista che non figli di un assolutismo.

Una narrativa matura e profonda, che si accompagna ad una direzione artistica tra le migliori proposte nell’ultima decade da parte della serie Tales of. Dal worldbuilding ai personaggi (Velvet Crowe è diventata a mani basse uno dei personaggi più riconoscibili del franchise), Tales of Berseria ha l’indubbia capacità di restare impresso. Certamente, la scrittura cede spesso il fianco alle classiche osservazioni mosse al franchise (cheesiness di alcuni passaggi, su tutti), ma si tratta di caratteristiche praticamente connaturate alla serie. Al netto di questo, perdersi in questo storia di sfumature, contraddizioni e dilemmi morali è una delle esperienze migliori nel panorama JRPG ancora oggi a distanza di anni.

Pur nella sua drammaticità, Berseria ha sempre qualche siparietto più leggero dietro l’angolo.

La tua anima è mia

Da buon esponente della scuola tradizionale dei JRPG, anche Berseria ci pone davanti ad un’avventura che tocca le corde della classicità.

Ecco dunque un mondo da esplorare (con location interconnesse da una cartina geografica), città da visitare e NPC con i quali dialogare. Missioni da intraprendere, ricompense da sgraffignare e dungeon da esplorare. Insomma, tutto il cucuzzaro al quale i fan del genere sono abituati. La longevità complessiva gravita tra le cinquanta ore per raggiungere i titoli di coda alle quasi cento complessive per spremere fino all’ultima goccia il Sacro Regno di Midgand. Peccato che, sul versante proprio dei dungeon, Berseria non possa vantare le soluzioni più originali della saga. Spesso infatti si limitano ad essere un susseguirsi di ambientazioni chiuse che non riescono ad incidere, sovente con enigmi ambientali ben poco stimolanti.

Meno immediato rispetto ad altri sistemi di combattimento del franchise, ma davvero valido ed avvincente.

Fortunatamente, dove Berseria recupera alla grande è nel sistema di combattimento. In pieno stile Tales of, anche l’avventura di Velvet presenta le proprie peculiarità che sono rappresentate dalle anime. Maggiore il numero posseduto, più colpi è possibile inanellare nelle combo. Ma la prospettiva di un danno elevato porta con sé il rischio di esporsi allo stordimento. Una meccanica high risk high reward in cui il corretto bilanciamento tra anime ed Arti di sfondamento permette di affrontare con dinamismo ogni battaglia.

Ma ovviamente non finisce qui. Berseria mette sul piatto tutta una serie di meccaniche progressivamente più sfaccettate, che vanno ad integrarsi tra loro dando vita ad un organico complesso ed appagante. Padroneggiarlo forse non è così semplice come in altri capitoli del franchise, ma la sua duttilità e la sua elevata vena creativa sono davvero spettacolari. Non mancano poi gli immancabili potenziamenti all’equipaggiamento, che vantano bonus specifici che è possibile apprendere permanentemente dopo aver sconfitto un certo numero di avverari. Il risultato finale è un mix tra abilità passive da apprendere ed abilità attive temporanee, tecniche da mettere in equilibrio per non restare esposti e audaci sortite offensive per capitalizzare il massimo dei danni possibile. Esaltante.

Rischiare porta con sé vantaggi innegabili, ma siate pronti se si dovesse mettere male.

In questa vita o nell’altra

Arrivati a questo punto avendo appreso quanto sia ben invecchiato il titolo, vediamo come si colloca Tales of Berseria Remastered rispetto alle altre rimasterizzazioni proposte da Bandai Namco.

In questo senso, possiamo dire che l’operazione segue sommariamente gli stessi criteri già visti, ad esempio con Tales of Graces f Remastered. Berseria Remastered offre tempi di caricamento più rapidi ed una grafica generalmente più pulita, ma a livello tecnico si ferma sostanzialmente qui. Parte del “merito” è anche dovuto alla release in fin dei conti piuttosto recente del titolo originario, che beneficiava già su PS4 di un gameplay a 1080p e 60fps. Oggi come in occasione del ritorno ad Ephinea, ci interroghiamo nuovamente su questo punto. Si poteva fare qualcosa in più? Appurato che Bandai Namco sembra aver tracciato piuttosto stabilmente il sentiero, secondo noi si.

Graficamente la Remastered non si discosta molto dal titolo originario.

Dove invece Berseria Remastered si differenzia rispetto alla release originaria è nell’introduzione di tutta una serie di migliorie alla quality of life. Ma anche sul versante dei contenuti inclusi, essendo in questa edizione presenti tutti i DLC cosmetici.

Più nel dettaglio, sono stati inseriti una serie di modificatori che vanno ad incidere sulla progressione, rendendo l’esperienza più fresca e contemporanea. Funzionalità come gli indicatori di destinazione e l’opzione per disattivare gli incontri rendono l’esplorazione meno incerta e più fluida. Inoltre, il negozio dei gradi è subito disponibile. Insomma: tra modificatori dei Punti Esperienza e customizzazione dei drop, Berseria Remastered è forse meno ortodosso dell’originale. Ma al contempo risulta più aperto ed accessibile nei confronti del pubblico.

Anche i menu e gli indicatori a schermo sono stati leggermente ritoccati. Croce e delizia invece la segnalazione a schermo degli obiettivi. Oramai divenuta un must per i JRPG, in Berseria Remastered funziona un po’ a singhiozzo e non è presente un’opzione per visualizzarla sempre a schermo. Noi non ci abbiam dato peso, ma c’è a chi potrebbe dare fastidio.

Le migliorie alla quality of life sono sempre bene accette.

Commento finale

Tales of Berseria Remastered riporta in auge uno dei capitoli più particolari del franchise, protagonista di una storia affascinante, personaggi memorabili ed un sistema di combattimento davvero avvincente. Posto dunque che il titolo è oggi come allora uno dei JRPG più ammalianti della storia recente del genere, resta da capire quanto sia valida l’operazione di rimasterizzazione. Da questo punto di vista, Bandai Namco si muove sulla stessa linea già vista in precedenti occasioni che unisce a tenui ammodernamenti tecnici, l’inclusione dei DLC rilasciati ed una vasta gamma di migliorie alla quality of life. Probabilmente si poteva fare di più per regalare alla vendetta di Velvet Crowe una nuova memorabile vita. Tuttavia, il titolo è e resta il modo migliore per vivere questo grande episodio di una saga storica.

8.0

Tales of Berseria Remastered


Tales of Berseria Remastered riporta in auge uno dei capitoli più particolari del franchise, protagonista di una storia affascinante, personaggi memorabili ed un sistema di combattimento davvero avvincente. Posto dunque che il titolo è oggi come allora uno dei JRPG più ammalianti della storia recente del genere, resta da capire quanto sia valida l'operazione di rimasterizzazione. Da questo punto di vista, Bandai Namco si muove sulla stessa linea già vista in precedenti occasioni che unisce a tenui ammodernamenti tecnici, l'inclusione dei DLC rilasciati ed una vasta gamma di migliorie alla quality of life. Probabilmente si poteva fare di più per regalare alla vendetta di Velvet Crowe una nuova memorabile vita. Tuttavia, il titolo è e resta il modo migliore per vivere questo grande episodio di una saga storica.

PRO

Uno dei capitoli più carismatici e maturi del franchise | Ludicamente ancora divertente e galvanizzante | Molte migliorie alla qualità della vita |

CONTRO

Tecnicamente si poteva fare uno sforzo extra | I dungeon continuano ad essere un'occasione sprecata | I DLC estetici hanno un peso relativo |

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