Recensione Tell Me Why

Articolo di · 13 Ottobre 2020 ·

Versione testata: PC

Quante volte i videogiochi vengono associati a qualcosa di infantile e puramente ludico? Tante, forse troppe. Uno stereotipo, purtroppo, figlio di una conoscenza superficiale del settore videoludico, spesso demonizzato per la “leggerezza” con cui vengono mostrati contenuti violenti o politicamente poco corretti.

Contrariamente a quanto molte persone credono, esistono anche titoli che si discostano dall’offrire un prodotto di semplice intrattenimento. Giochi che vengono definiti tali solo per la loro interattività, ma che sono in grado di raccontare storie di spessore al pari di una produzione cinematografica.

L’ultimo arrivato di questa categoria è Tell Me Why, la nuova avventura grafica sviluppata dai ragazzi di Dontnod Entertainment in collaborazione con XBOX Game Studios. Forte del grande successo della serie Life is Strange, il team è pronto a trasportarci in un’altra esperienza segnante assolutamente attuale e realistica.

Il titolo è suddiviso in tre episodi, acquistabili su Steam, sullo store Microsoft oppure scaricabili gratuitamente per gli abbonati al servizio XBOX Game Pass.

Conflitto interiore

Tell Me Why racconta una storia intrisa di rabbia, di mezze verità e di amore fraterno, racchiudendo alcuni argomenti non semplici da affrontare legati alla personalità. Il più delicato riguarda l’accettazione del genere transgender, mettendolo a nudo in tutte le sue sfumature: la difficoltà di vivere in un corpo in cui non ci si riconosce, la fase di transizione e, soprattutto, l’incessante timore del giudizio altrui. Tyler Ronan, uno dei due protagonisti, trasmette perfettamente la sensazione di alienazione che si può provare, con ripercussioni psicologiche di non poco conto quando viene a mancare l’appoggio delle persone più care.

Allo stesso tempo, il filo narrativo tocca anche il tema del distacco familiare forzato dovuto ad un travagliato rapporto con la madre ed alla mancanza di una figura paterna. Un passato traumatico, quello dei gemelli Tyler e Alyson, scolpito in modo indelebile nella loro memoria e difficile da dimenticare. Sono proprio i ricordi l’elemento principale su cui fa leva il gameplay di Tell Me Why, rappresentando il “potere speciale” condiviso dai due protagonisti nonché un’arma a doppio taglio. Se da un lato la capacità di provare le stesse emozioni, di rivivere determinati momenti e di comunicare telepaticamente rende unico il loro legame, dall’altro li rende doppiamente vulnerabili ai pensieri negativi.

I loro ricordi, infatti, raccontano passivamente anche una seconda storia. Un susseguirsi di flashback che delinea i tratti caratteriali di un personaggio fuori dai riflettori ma assiduamente presente nella memoria dei protagonisti, al punto da tormentare la loro esistenza e costringerli a cercare risposte.

Il mosaico narrativo di Tell Me Why prende forma nell’arco di una decina di ore, riservando alcuni risvolti inaspettati che sanno tenere alta l’attenzione del giocatore con un ritmo di gioco che non perde mai mordente. Ad onor del vero, però, abbiamo notato una narrazione a tratti leggermente confusionaria oltre ad una chiusura un po’ frettolosa delle vicende.

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Il fascino dell’Alaska

Da buona avventura grafica, l’esplorazione degli ambienti assume una grande importanza se si vuole cogliere ogni singolo dettaglio degli eventi, che diversamente lascerebbero qualche dubbio insoluto. Non mancano inoltre svariate opzioni di dialogo durante le conversazioni, alcune delle quali influenzeranno le reazioni, future o immediate, degli altri personaggi. Purtroppo, la maggior parte delle scelte risultano di poco impatto sull’andamento generale degli avvenimenti. Solo un paio di decisioni, infatti, determineranno a quale dei due finali disponibili assisteremo.

Completano l’esperienza alcuni di enigmi di media difficoltà basati su una attenta consultazione di un “diario” ed una manciata di collezionabili.

Sotto il profilo visivo, Tell Me Why sfoggia ambientazioni pittoresche che regalano scorci decisamente suggestivi, pienamente capaci di rendere onore al fascino del paesaggio dell’Alaska. Se amate l’inverno e i panorami innevati, vi capiterà più volte di provare una sensazione di pace e tranquillità. Al netto di qualche texture in bassa risoluzione, graficamente il gioco si presenta pulito e molto godibile oltre che accessibile anche a coloro che non hanno un PC particolarmente performante.

Una nota di merito va alla colonna sonora, l’innegabile punta di diamante dei titoli targati Dontnod, che riesce sempre a trasmettere le giuste emozioni in ogni momento. Il buon doppiaggio in inglese, infine, viene accompagnato da testi e sottotitoli completamente in italiano.

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Commento finale

Tell Me Why affronta dei temi delicati e lo fa senza forzare troppo la mano, lasciando che siano i giocatori a riflettere sulla loro importanza mentre scavano nella memoria dei due protagonisti. L’ultima opera del team di Dontnod Entertainment non si limita a raccontare una semplice storia confinata al mondo virtuale, ma lancia un chiaro messaggio alla realtà. È un monito a non abbandonare mai le persone in difficoltà, bensì ad aiutarle affinché superino i loro conflitti interiori e ritrovino la serenità. Quelle persone che si sentono “diverse” a causa di una società ottusa, dove l’apparenza conta più dell’essere sé stessi e dove l’egoismo prevale sull’altruismo.

Dovremmo imparare ad essere più estroversi e a rispettare la diversità cominciando ad etichettarla, forse, come normalità, ma troppi ancora sono accecati dall’individualismo. C’è chi ha lo yacht, chi la barca e chi va a nuoto, ma il mare è sempre lo stesso. “Il mondo è bello perché è vario“.

Criterion 10
8.0

Consigliato

Tell Me Why affronta dei temi delicati e lo fa senza forzare troppo la mano, lasciando che siano i giocatori a riflettere sulla loro importanza mentre scavano nella memoria dei due protagonisti. L'ultima opera del team di Dontnod Entertainment non si limita a raccontare una semplice storia confinata al mondo virtuale, ma lancia un chiaro messaggio alla realtà. E' un monito a non abbandonare mai le persone in difficoltà, bensì ad aiutarle affinché superino i loro conflitti interiori e ritrovino la serenità. Quelle persone che si sentono "diverse" a causa di una società ottusa, dove l'apparenza conta più dell'essere sé stessi e dove l'egoismo prevale sull'altruismo. Dovremmo imparare ad essere più estroversi e a rispettare la diversità cominciando ad etichettarla, forse, come normalità, ma troppi ancora sono accecati dall'individualismo. C'è chi ha lo yacht, chi la barca e chi va a nuoto, ma il mare è sempre lo stesso. "Il mondo è bello perché è vario".


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    - Storia interessante e articolata...
    - Personaggi ben caratterizzati
    - Ambientazione e colonna sonora affascinanti
    - Trasmette un messaggio significativo
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    -... ma a tratti confusionaria e un po' frettolosa nella chiusura
    - Gran parte delle scelte ha poco impatto sull'andamento degli eventi

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