A seconda da come si guardi il bicchiere, parlare di The Bearer & The Last Flame può essere una cosa contemporaneamente molto difficile o assai semplice. Non abbiamo mai fatto mistero di ammirare le storie dietro i progetti indie più coraggiosi, soprattutto quando portati avanti da un unico individuo. Nel corso degli anni, ci siamo abbandonati a scroscianti applausi di fronte a missioni impossibili portate a termine, a produzioni visionarie destinate a lasciare un segno nel media o anche solo dinanzi a passion projects non perfetti ma traboccanti di passione.
Ci siamo avvicinati alla creatura dello sviluppatore solitario Dark Reaper Studio con la genuina speranza di assistere ad una nuova grandiosa storia del Davide di turno in grado di farsi valere nei confronti del mostruoso Golia. Una speranza che tuttavia, stavolta, è dovuta scontrarsi con un’aspra realtà. Quella di un titolo tristemente insufficiente sotto tutti i punti di vista.
The Bearer & The Last Flame è disponibile dal 6 Marzo per PC (via Steam) e PlayStation 5.
Versione testata: PlayStation 5
Perirai nella fiamma
The Bearer & The Last Flame decide di raccontare una storia a tinte dark fantasy piuttosto ordinaria.
Dopo anni di guerre e sofferenze, il regno degli uomini è in festa per aver finalmente raggiunto l’agognata pace. Quello che potrebbe essere l’inizio di un cammino di radiosa prosperità si trasforma tuttavia nell’inizio della fine. Forze oscure complottano contro le terre dominate dagli uomini: anime perdute di guerrieri assetati di sangue, creature instancabili provenienti dall’abisso, empi stregoni dediditi al male puro. Di fronte al totale annientamento ed alle tenebre eterne, una nuova speranza appare tra le alte montagne di Selender. Un’anima coraggiosa ha ricevuto il suo gravoso incarico: essere il prode portatore dell’Ultima Fiamma e rispedire all’Inferno le creature dell’incubo.
La produzione Dark Reaper Studio non passerà certamente agli annali per l’originalità, visti i chiarissimi rimandi alla tradizione più consolidata del genere. D’altronde, i riferimenti al primo Demon’s Souls sono palesi ed innegabili. Tuttavia, possiamo ammettere che al netto di una certa derivatività, la direzione artistica di The Bearer & The Last Flame è piacevole ed alcuni scorci si presentano piuttosto ispirati. Anche tutto ciò che concerne protagonista e suoi avversari son esteticamente ben curati. Un inizio incoraggiante, insomma. Peccato però che le buone notizie si fermino esattamente qui.

Il vero nemico
Superato infatti questo impatto iniziale meramente visivo, The Bearer & The Last Flame lascia il posto ad un susseguirsi di cattive notizie e pessime esperienze ludiche.
A colpire da subito è infatti l’intero comparto tecnico della produzione. Siamo sinceri, spesso riusciamo a chiudere un occhio su qualche sbavatura se l’esperienza complessiva ne risulta in definitiva impregiudicata. Qui la situazione è completamente diversa. Non c’è infatti praticamente nulla che si salva.
La tenuta del framerate è schizofrenica, i bug visivi si verificano senza soluzione di continuità, la telecamera si muove secondo dinamiche contrarie ad ogni tipo di buon senso. L’HUD manca completamente di chiarezza: certo, non è impossibile capire i tasti finché sono gli stessi del genere ma questa non può certo essere una giustificazione… Persino le traduzioni in italiano presentano errori tali che non comprendiamo come sia possibile commettere strafalcioni del genere nel 2026 con il supporto dei traduttori automatici e delle IA. Tutte le collisioni si presetano come chiaramente approssimative, aggravate da compenetrazione arbitrarie e da un feedback dei colpi assolutamente non rappresentativo dell’azione a schermo ed affidato unicamente a blandi effetti sonori. Le hitbox sono altrettanto grossolane, al punto che addirittura non è facile capire se gli attacchi sono andati effettivamente a segno oppure no. E l’IA degli avversari? Limitiamoci a dire “non pervenuta”.

Destrezza, forza o magia? Vabè, tanto…
Tutti questi problemi alimentano una criticità così strutturale che anche il profilo contenutistico di The Bearer & The Last Flame non può in alcun modo dare sollievo al giocatore.
Sebbene la varietà di ambientazioni, NPC, missioni, armi ed oggetti sia encomiabile (sempre considerando che parliamo di un unico sviluppatore), tutto si riduce ad essere sostanzialmente inutile. La progressione generale, pietra angolare di ogni buon soulslike, fa acqua da tutte le parti. La crescita del proprio alter ego è praticamente impercettibile a prescindere dalle scelte fatte in sede di pianificazione di build. Al di là di come svilupperete le statistiche, il bilanciamento generale soffre di alcune scelte di game design che rendono inutili le personalizzazioni. Alcune magie rompono platealmente gli equilibri, la maggior parte delle soluzioni fisiche accrescono ancor di più la percezione delle falle nel sistema di collisioni, mentre le soluzioni mediane cercano di essere una via di mezzo. Peccato poi che i boss, altra cartina tornasole del genere, si limitono ad essere apatiche spugne per danni.
Solitamente non siamo così spigolosi nei giudizi. Cerchiamo sempre di condurre un’analisi lucida delle situazioni, apprezzando le intenzioni degli sviluppatori e valutando i titoli per le loro capacità intrinseche. Talvolta ci lasciamo conquistare dall’anima delle produzioni, altre volte possiamo essere soggettivamente meno stimolati ma rinnoviamo sempre il tentativo di essere trasparenti sulle qualità delle produzioni. Proprio per questo motivo, ci dispiace sinceramente essere così severi con The Bearer & The Last Flame. Aveva tutto per essere una bella storia nel media: uno sviluppatore solitario animato dall’ambizione di creare un souslike in grado di poter diventare un piccolo testamento all’amore infinito verso il genere. Purtroppo, il risultato finale si è rivelato essere il peggior scenario immaginabile: un prodotto rotto, confusionario e a tratti letteralmente ingiocabile. Riteniamo che, tavolta, tentare di indorare la pillola possa essere più nocivo di una critica costruttiva nata da una valutazione che non può non essere negativa.

Commento finale
The Bearer & The Last Flame è, purtroppo, molto lontano dall’essere un titolo accettabile allo stato attuale. Al netto di un’apprezzabile aspirazione da parte di Dark Reaper Studio di omaggiare il genere dei soulslike, il risultato finale è atroce. Un disastro tecnico e ludico che corona un’esperienza in grado, ci spiace immensamente sottolinearlo, di candidarsi a peggior titolo dell’intera generazione. Magari un giorno saprà rinascere dalle proprie ceneri con un supporto post lancio che ci auspichiamo possa arrivare con incisività. Ma fino a quel momento, questa è una fiamma destinata a spegnersi nel buio.




