Lara Croft torna sull’isola di Yamatai con il porting di Tomb Raider: Definitive Edition su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. La saga, storicamente tra le più iconiche del mondo videoludico, aveva subito un profondo rinnovamento con il reboot del 2013, che ha raccontato le origini della giovane protagonista in modo più realistico e cinematografico. La Definitive Edition uscita nel 2014 aveva poi affinato quanto realizzato l’anno prima: illuminazione migliorata, dettagli ambientali maggiormente curati, effetti climatici e capelli dinamici di Lara che aumentavano immersione e realismo. Nove anni dopo, questa nuova edizione sarebbe dovuta essere “ancora più definitiva”, ma fin dai primi minuti risulta chiaro che la versione del 2014 è ancora oggi la migliore.
Anche al netto di ciò, Tomb Raider: Definitive Edition resta un’esperienza ben confezionata e piacevole, sia per chi affronta l’avventura per la prima volta sia per chi la conosce già. Volete saperne di più? Non vi resta che continuare la lettura!
Tomb Raider: Definitive Edition è disponibile dallo scorso 18 novembre 2025 su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. Il titolo è altresì presente su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC.
Versione testata: Nintendo Switch 2
Il ritorno di Lara…
Se non avete mai giocato al reboot, Tomb Raider racconta le origini della celebre cacciatrice di tombe. Lara si ritrova su un’isola misteriosa piena di pericoli: tribù ostili, nemici armati, animali selvaggi e insidie naturali che mettono continuamente alla prova le sue abilità. Ogni area presenta arrampicate, salti, trappole, sparatorie e qualche piccolo enigma.
Lara non è più l’eroina forte e coraggiosa degli anni 90, qui mostra tutta la sua fragilità e inesperienza. Il senso di crescita, tangibile, viene comunque svilito da alcune incongruenze ludo-narrative fin troppo evidenti. Il gameplay è uno dei punti di forza: i comandi rispondono in maniera precisa e il sistema di shooting è solido, seppure ci siano alcune mancanze che oggi denotano il passare del tempo. Il level design è riuscito e stimola l’esplorazione che permette di scoprire tombe segrete, tesori e oggetti collezionabili che arricchiscono l’esperienza e regalano all’avventura un pacing impeccabile o quasi.
Il titolo riesce quindi a intrattenere senza risultare ripetitivo, bilanciando azione, puzzle ed esplorazione in maniera coerente e convincente. La portatilità aggiunge ulteriore valore seppure non compensa completamente alcune rinunce tecniche della nuova edizione.
… con qualche compromesso inspiegabile
Dal punto di vista tecnico, la nuova edizione è fluida e stabile: i 60 fotogrammi al secondo garantiscono sequenze precise di arrampicata, combattimento e esplorazione. I tempi di caricamento ridotti contribuiscono a mantenere il ritmo dell’avventura alto, senza interruzioni fastidiose.

Tuttavia, confrontando la resa visiva con la Definitive Edition del 2014, emergono compromessi significativi. Gli scenari appaiono meno dettagliati: la vegetazione è diradata, le ombre più semplificate e gli effetti di illuminazione e riflessi meno coinvolgenti. L’occlusione ambientale è stata ridotta. Insomma, gli scenari sono più spogli, vuoti. A ciò si aggiungono problemi di tessellation, con dettagli geometrici mancanti e texture mal posizionate.
Alcuni elementi, nel 2014 pubblicizzati proprio come “importanti” nella nuova versione rispetto a quella dell’anno precedente, come i capelli dinamici di Lara figli della tecnologia TressFX, i riflessi dell’acqua e gli effetti meteorologici avanzati, sono assenti, e tutto ciò riduce l’impatto in molte sequenze. E, a distanza di nove anni, questa cosa è sinceramente inspiegabile. Capiamo che tutto ciò dipenda dal retaggio della vecchia Nintendo Switch, ma sono del tutto inaccettabili su Switch 2.
Commento finale
Tomb Raider: Definitive Edition non riesce ad essere veramente la versione “definitiva”. Sul versante puramente tecnico fa un ottimo lavoro, e probabilmente nel complesso è la versione più stabile. Tuttavia non è accettabile che gli sviluppatori non siano riusciti a “confermare” il comparto prettamente grafico di un lavoro uscito ormai nove anni. Al netto di ciò, Lara Croft resta una protagonista magnetica, l’avventura mantiene il suo fascino e l’opzione sulla portatilità aggiunge un valore concreto al pacchetto, rendendo l’esperienza fruibile ovunque.




