Tra i fatti videoludici che meno potevamo immaginare per questo 2025, il ritorno di TRIANGLE STRATEGY non era presente neanche nelle più audaci previsioni. L’RPG tattico sviluppato dagli autori di Bravely Default ed Octopath Traveler è stato infatti lanciato pochi giorni fa, nella sorpresa generale, sulle console di attuale generazione Sony e Microsoft a distanza di oltre tre anni dalla originaria release per Nintendo Switch (seguita pochi mesi dopo dalla versione PC via Steam).
Una notizia accolta con gioia da parte dei fan di Tomoya Asano, soprattutto per l’elevata qualità del titolo protagonista della recensione odierna. Ma che non arriva completamente inaspettato. Non è un mistero infatti che Square-Enix abbia ribaltato le proprie politiche commerciali, optando per un orizzonte orientato al raggiungere il massimo pubblico attraverso le piattaforme disponibili sul mercato. Questo, unitamente al crescente successo della cifra stilistica HD-2D, ha di fatto spianato la strada alla risurrezione di TRIANGLE STRATEGY. E i giocatori ringraziano.
Il titolo è disponibile dal 20 Agosto per PlayStation 5 ed Xbox Series, che si uniscono alle versioni già rilasciate per Nintendo Switch e PC.
Versione testata: PlayStation 5
La bilancia della giustizia
TRIANGLE STATEGY ci accompagna per mano nel continente di Nortelia, un territorio che risulta diviso diviso in tre Paesi distinti. Il Sacro Impero di Sabulos, il Granducato di Aesglast ed il Regno di Glenbrook. Il delicato equilibrio tra i Paesi si è retto sempre su un’altrettanto fragile bilanciamento delle maggiori risorse del continente (il sale di Sabulos e il ferro di Aesglast). Quando tuttavia il matriomonio tra Serenoa, rampollo di uno dei casati affiliati alla famiglia reale di Glenbrook, e la principessa Frederica del Granducato di Aesglast, verrà spazzato via da un attacco a sorpresa tra questi Paesi, si innescheranno una serie di cospirazioni che metteranno a repentaglio tutta la popolazione di Nortelia.
Riassunta qui in maniera estremamente succinta, la storia di TRIANGLE STRATEGY strizza l’occhio alle atmosfere drammatiche e politiche viste ne Il Trono di Spade di George R. R. Martin. Non solo per la passione per il colpo di scena e per la crudezza degli eventi. Ma anche e soprattutto per una narrativa che si avvicina maggiormente alla carta stampata che non al media videoludico. Il risultato è un titolo molto verboso e a tratti addirittura prolisso, che tuttavia ha il merito indiscusso di costruire eventi, situazioni e suggestioni in maniera impeccabile.

Gran parte dell’ottima scrittura generale di TRIANGLE STRATEGY viene sublimata dalla caratteristica principale della produzione: la Bilancia Risolutrice. In attimi nevralgici della storia, il giocatore sarà chiamato a sottoporre talune scelte all’attenzione dei propri alleati puntando ad allinearsi ad una di tre direttive fondamentali: pragmatismo, moralità e libertà. Ogni azione del gioco, al di là delle macro decisioni della Bilancia, avranno ripercussioni sul meccanismo interno che regola l’allineamento prevalente. Ciascuna decisione influirà sull’andamento della trama fino ad uno dei finali multipli ottenibili. Se descritta così non sembra una meccanica particolarmente profonda, le considerazioni cambiano laddove il sistema si interseca con le tematiche di TRIANGLE STRATEGY.
Asano ed il suo team hanno infatti dato vita ad un racconto complesso in cui raramente esiste una reale distinzione tra giusto e sbagliato. Se non attraverso una infinita gradazione di colori grigi. Il giocatore è spinto ad effettuare scelte che possono avere ripercussioni decisamente poco scontate, anche al netto di un ragionamento virtuoso che tuttavia avrà un costo talvolta tragico. In un periodo contemporaneo addirittura più complesso di quello del 2022, TRIANGLE STRATEGY offre una riflessione ancor più profondo su un ampio panorama di tematiche legate alla guerra, alle sue follie ed alle inevitabili conseguenze che ciascuna presa di posizione può portare.
In una prospettiva di questo tipo, a pagare dazio è tuttavia il ritmo generale dell’avventura che soffre soprattutto nelle prime ore. Inoltre, anche il cast dei personaggi soffre alcune lacune. Soprattutto per taluni comprimari che vengono messi da parte in favore di altri rendendo nel complesso la sceneggiatura non così corale come sarebbe stato apprezzabile.

Hai sacrificato un sicuro appoggio per un colpo vincente
TRIANGLE STRATEGY può essere considerato un’ideale entry level per chi vuole misurarsi con gli RPG tattici grazie ad un sistema di combattimento essenziale ma non per questo poco stratificato.
Strutturalmente, il titolo rimanda alla tradizione di titoli come Final Fantasy Tactics e Tactics Ogre (ironicamente, entrambi riproposti da Square Enix, con il primo atteso tra poche settimane) ma con uan differenza sostanziale. TRIANGLE STRATEGY non ha infatti un sistema di classi. Ogni personaggio è infatti unico con statistiche, equipaggiamenti ed abilità individuali che possono essere migliorate nel tempo. Una scelta in controtendenza rispetto all’ampia customizzazione offerta dal genere, ma che funziona anche nell’ottica di rendere più “gestibile” l’impatto iniziale per i neofiti.
In questo senso, le agevolazioni per i meno smaliziati puntano verso un approccio più dolce rispetto alla concorrenza. Un aspetto che si nota sia in chiave di gestione generale sia nel combattimento in sé e per sé.

La principale attenzione, per il giocatore, sarà quella della gestione del party sul campo di gioco. Con un’attenzione dedicata al posizionamento secondo logiche molto intuitive. Un attacco alle spalle sarà sempre più efficace di una sortita frontale, ad esempio. Così come trovarsi su una livello rialzato rispetto agli avversari fornirà un indiscutibile vantaggio tattico.
Dove TRIANGLE STRATEGY diventa molto stuzzicante è tuttavia nella interazione ambientale. Gli attacchi speciali, infatti, potranno provocare conseguenze anche sul terreno delle battaglie innalzando le considerazioni tattiche di ogni scontro. E così, il fuoco renderà il terreno arso e nocivo per chi lo percorrerà. Tuttavia al tempo stesso potrà rendere percorribile un cammino reso impervio dal ghiaccio. Per non parlare della sempreverde saetta scagliata su una superficie conduttiva. Si tratta di interazioni molto gustose da porre in essere nel corso delle battaglie. Meccaniche che diventano addirittura decisive in occasione degli scontri più importanti in cui ogni errore può portare alla sconfitta. La capacità di concatenare gli attacchi degli alleati assieme alla profondità strategica dei terreni di scontro sono l’aspetto più galvanizzante dell’impianto ludico del titolo, anche grazie ad una IA permissiva ma al tempo stessa giusta nel punire la superficialità.

Un nuovo inizio
Se artisticamente non c’è davvero nulla da poter obiettare a TRIANGLE STRATEGY, tra un HD-2D allo stato dell’arte ed una colonna sonora di pregio, altrettanto inattaccabile è il lavoro di adattamento del titolo alle console attuali.
Al netto di un titolo nato su Nintendo Switch, Square Enix si è preoccupata di migliorare praticamente ogni aspetto del titolo originario. Soprattutto sul versante delle performance, mettendosi in linea con la versione PC. I caricamenti adesso sono decisamente inferiori rispetto alla release del 2022. Allo stesso modo la fluidità generale che non subisce più i “singhiozzi” degli esordi (anche e soprattutto nei momenti più concitati delle battaglie). La qualità visiva è adesso molto più nitida e cristallina, con effettistica più avvolgente e riflessi migliorati. Insomma, su PlayStation 5 il lavoro è praticamente impeccabile.

L’approdo su console Microsoft e Sony non è stato colto da Square Enix per aggiungere elementi o contenuti extra rispetto a quanto già disponibile sulle altre piattaforme. Pur comprendendone le motivazioni, forse si è persa un’occasione per dare ancor maggior risalto ad uno degli RPG strategici migliori degli ultimi anni. Soprattutto se si pensa come sia ingiustamente passato sotto silenzio e adesso non particolarmente attraente per chi lo ha già consumato.
TRIANGLE STRATEGY è insomma un eccellente prodotto, al contempo imperdibile per i fan del genere ma anche un’ottima proposta per conquistare un nuovo pubblico. La potenza delle tematiche, rese ancor più vibranti dalla continua riflessione morale richiesta al giocatore, lo rende un RPG così attuale da poter essere consigliato senza particolari riserve anche a chi non ha mai avvicinato il genere. Siete avvisati però: è un racconto maturo che potrebbe lasciarvi più di un segno dentro.

Commento finale
L’arrivo di TRIANGLE STRATEGY su PlayStation 5 ed Xbox Series permette ad una grande platea di giocatori di mettere le proprie mani su uno degli RPG tattici meno chiacchierati degli ultimi anni. A distanza di oltre tre anni dall’esordio, il titolo sviluppato dagli autori di Octopath Travelerer costituisce ancora un fulgido esempio non solo della maestria di Tomoya Asano, ma anche della potenzialità dello stile HD-2D. Il risultato è una produzione di alta qualità, con un gameplay stratificato ed un grande peso riservato ad un complesso sistema di scelte morali, nel complesso mai così fluido ed ottimizzato anche a livello tecnico. Al netto di un’esperienza che richiede di pazientare diverse ore per carburare ludicamente e narrativamente, TRIANGLE STRATEGY è un must per gli amanti del genere.








