Recensione Banjo Kazooie: Viti e Bulloni

La storia finora

Banjo, Kazooie e i loro amici tornano ad essere protagonisti di una nuova avventura dopo ben 7 anni di assenza. Il cambio di proprietà della Rare, il suo percorso irregolare sul GameCube e il tempo necessario per adattarsi nel mondo Microsoft ha fatto saltare a questa serie una generazione intera di console, quella a 128 bit, un dato di fatto che non è banale per l’approccio a questo gioco.

Il gioco basa circa il 90% della sua giocabilità sul controllo di veicoli terrestri, aerei e marittimi e non c’è da sorprendersi su questo, dato che il personaggio di Banjo è nato proprio nel gioco di corse Diddy Kong Racing per Nintendo 64 che mescolava corse arcade ad elementi di avventura. Rare riprende perciò questa idea, ma la componente esplorativa nel gioco è presente in maniera minore rispetto al passato. Abbiamo a disposizione un mondo centrale dal quale potremo accedere a nuove zone che ci permetteranno di visitare nuovi mondi. Il mondo centrale, ha una enorme quantità di oggetti da raccogliere e collezionare come note musicali, monete nascoste, Minjo da rinchiudere dietro le sbarre per aiutare la Polizia Locale e così via. Va da se che ovviamente cercare di collezionare tutte queste cose vi porterà via una considerevole fetta di tempo.

Gameplay

Viti e Bulloni reinventa la saga e cerca di adattarla ai nostri tempi. Il mondo che ci troveremo di fronte è gigantesco; unendo diverse mappe tramite dei portali, avremo inoltre totale libertà di movimento per ottenere i differenti elementi di cui avremo bisogno per sbloccare questi portali.
I Jiggy sono simili ad una valuta di scambio; Saranno il premio che riceveremo dopo aver completato le nostre missioni, nonché le monete di scambio con le quali aprire i mondi successivi.
Il gioco inizia con Banjo e Kazooie che passano il tempo giocando all’Xbox 360 nella loro casa ai piedi della montagna. Dalla loro ultima avventura assieme, hanno deciso di stabilirsi lì e la loro vita prosegue tranquilla finché un giorno, dal nulla, appare il Signore dei Giochi, per far fronte allo scontro tra i due protagonisti e la rediviva strega Gruntilda. Questa strana entità propone loro una serie di sfide; chi le vincerà, avrà il diritto di restare a vivere nella montagna.

Il gioco presenta massicce dosi di umorismo, anche se spesso le gag risultano facilmente intuibili e un po’ vuote di contenuti. Viene da pensare inoltre che la trama che dovrebbe fare da filo conduttore al gioco non intriga molto, e passa velocemente in secondo piano; la Rare ha voluto che la vera protagonista stavolta fosse la totale libertà di movimento che ci permettesse di andare dove vogliamo, quando vogliamo.
Il fulcro del titolo è sicuramente la campagna individuale, che si sviluppa in molte ore: cercare di stabilire anche approssimativamente la durata è difficile, in quanto ciascun giocatore potrebbe impiegare un tempo molto diverso rispetto ad un altro, tuttavia per finire il gioco nella sua totalità dovremo collezionare 131 Jiggy, 72 sfide e vincere 97 trofei. In aggiunta, come detto prima, oltre a Città Duello, dove trascorreremo la maggior parte del tempo, ci sono altre sei località da sbloccare, ognuna con la propria dose di sfide e trofei da vincere.

A tutta velocità

Viti e Bulloni non è un gioco di corse, ma ci si avvicina molto. Utilizzerete infatti molti veicoli per spostarvi tra i livelli, anche se potrete benissimo farlo anche a piedi (con qualche svantaggio però). Le prove, le varie sfide e le missioni affidate potranno essere svolte a bordo del veicolo che noi stessi avremo progettato e costruito. La gestione per la creazione di questi veicoli è molto scrupolosa e precisa, la fisica dei mezzi risulta, diciamo un po’ arcade, anche se una minima dose di realismo è sempre presente.

Non ci sarà mai un ordine preciso nel compiere queste missioni, potremo ad esempio durante una gara scegliere se passare attraverso il checkpoint e schizzare verso il traguardo oppure deviare a metà di una gare per salvare un nostro compagno in difficoltà. Man mano che si avanzerà però, le sfide si faranno sempre più difficili, ecco che dunque avremo bisogno di veicoli più veloci e potenti; e questa sarà proprio una delle chiavi del gioco.

Per costruire il nostro mezzo ci vorrà un po’ di tempo se vogliamo fare le cose per bene e renderlo davvero competitivo. Nel gioco ci sono più di un migliaio di pezzi da poter utilizzare, ciascuno con delle proprie caratteristiche che influenzeranno le prestazioni del veicolo in questione, mettere troppi motori ad esempio renderà l’assetto instabile, così come magari un alettone troppo lungo farà slittare il mezzo, insomma dovremo riuscire a creare il giusto compromesso anche a seconda di dove dovremo far correre il nostro bolide, se in terra o …in aria.

I pezzi si salderanno tra loro senza nessuna restrizione, e potremo acquistarli nei negozi. Sempre in questi negozi saranno in vendita dei comodi progetti di veicoli già disegnati (per i più pigri). Il prezzo di questi progetti sarà in note musicali che troveremo sparse per i vari livelli.

Il gioco, come dicevamo prima, è fortemente basato sulle prove di velocità, la componente platform esiste ancora, ma ha perso molto del suo spessore: i salti, le acrobazie e l’esplorazione si riduce quasi esclusivamente a cercare gli elementi nascosti nel livello in cui siamo, mentre intere prove e missioni si svolgono a bordo dei veicoli.

Da questo punto di vista Viti e Bulloni ci offre una scelta: se ci piace l’esplorazione e la componente platform potremo perdere ore ed ore nei livelli a cercare oggetti nascosti e bonus di natura varia, se al contrario preferiamo le gare e la velocità potremo fare missioni e sfide; chi vorrà spremere il gioco in tutto e per tutto si dedicherà ad entrambe le cose.

La modalità Multiplayer, che Rare aveva osannato come una delle principali attrattive di Viti e Bulloni, non è tutta questa innovazione come ce l’aspettavamo: potremo condividere le nostre creazioni di veicoli con altri utenti, e nonostante offra un paio di modalità per massimo otto giocatori online e due su split-screen, non riesce a rendere giustizia alla sua controparte in single player. Onor del merito però per aver introdotto anche qui delle piccole innovazioni: oltre alle solite corse e gare contro altri giocatori, potremo praticare vari sport come bowling, golf, sumo o calcio a bordo dei nostri amati veicoli.

Grafica e Sonoro

Il nuovo Banjo Kazooie può essere considerato come uno dei giochi migliori del suo genere, e può vedersela alla pari contro titoli dello stesso calibro come Ratchet e Clank. Ovviamente in ambito grafico non raggiunge tali vette, il Sync verticale non è dei migliori, ma il gioco della Rare lo compensa ampiamente mostrando dei livelli davvero enormi accompagnati da una visuale a distanza veramente ammirevole, senza nessuna perdita di poligoni o fenomeni di pop-up. I personaggi sono composti da un grandissimo numero di poligoni e ricoperti da ottime texture, il design artistico dei livelli è superbo così come la palette di colori brillanti utilizzata.

Il gioco dunque visivamente è ad un livello ottimo, ma tutto questo ha sempre un prezzo: pur avendo un alto tasso di fotogrammi al secondo, quando si tratta di passare da un mondo all’altro, soffre di tempi di caricamento davvero molto lunghi, inoltre a quanto pare chi non ha una TV ad alta definizione vedrà le scritte di testo davvero molto piccole, come è successo anni fa per Dead Rising. Purtroppo il team Rare ha annunciato che non potrà sistemare il problema perchè questo significherebbe riprogrammare il gioco da zero. Davvero una pecca non da poco.

Per il resto il gioco offre anche alcune chicche: nelle mappe dei livelli potremo interagire praticamente con ogni singolo oggetto presente, questo perciò ci darà la possibilità ad esempio non solo di raccogliere pezzi che potremo usare per i nostri veicoli ma anche di abbattere piccole costruzioni come cottage, bancarelle e simili.

Per quanto riguarda il comparto audio, le musiche sono orecchiabili e forniscono il giusto accompagnamento sia nelle gag durante i dialoghi che la giusta frenesia durante le sfide; I dialoghi dei personaggi purtroppo non sono doppiati ma è stata una scelta stilistica della stessa Rare per rendere omaggio ai capitoli precedenti della serie, l’unico che parla è infatti il narratore. Buoni gli effetti sonori sia dei veicoli che del mondo che ci circonda.

Banjo Kazooie: Viti e Bulloni, nonostante la sua qualità, è un gioco che risulta difficile da classificare in un genere preciso: la sua apparenza estetica può far pensare che sia infantile, ma dietro nasconde una vasta e profonda giocabilità. E’ di sicuro un’ottimo gioco, a tratti formidabile, che porta una ventata d’aria fresca nel catalogo di Xbox 360.

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9.0

Uno dei migliori del suo genere



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