Tim Cook: “Aumenti inevitabili per i prodotti Apple”

Tim Cook ha acceso un faro su una tensione che scuote l’intera industria tecnologica, e lo ha fatto senza giri di parole: d’ora in poi i consumatori dovranno mettere in conto rincari tangibili su diversi prodotti Apple. La ragione è tanto semplice quanto strutturale: i costi dei chip di memoria e storage hanno preso una traiettoria insostenibile.

In un’intervista rilasciata al Wall Street Journal, l’amministratore delegato di Cupertino ha definito la dinamica «inevitabile». «Facciamo il possibile per assorbire gli aumenti massicci che ci vengono scaricati addosso e abbiamo cercato di proteggere i nostri clienti dai rincari, ma la situazione non è più gestibile», ha spiegato Cook. Parole che suonano come uno spartiacque per un colosso abituato a blindare la percezione del valore dei propri dispositivi.

L’Intelligenza artificiale che spinge la domanda di memoria

Non è un mistero: dietro l’impennata dei costi c’è la fame di componenti generata dall’industria dell’intelligenza artificiale. L’esplosione dell’AI ha drenato forniture proprio nel momento in cui il mercato consumer continua a chiedere smartphone, tablet e computer sempre più potenti. Cook lo ha messo in chiaro: «C’è meno disponibilità mentre i consumatori vogliono nuovi dispositivi, e i produttori di memoria trasferiscono su di noi incrementi di prezzo enormi».

A dare una misura concreta del fenomeno ci pensano le stime di TechInsights: componenti che per iPhone 17 Pro incidevano circa 50 dollari potrebbero arrivare a costare ad Apple attorno ai 200 dollari nel passaggio a iPhone 18 Pro. Un salto quadruplo che, per forza di cose, comprimerà i margini o si riverserà sul cartellino finale.

Cook è stato netto sulla priorità: «Abbiamo un bisogno assoluto che prezzi e fornitura di memoria tornino a livelli ragionevoli per i prodotti consumer. È la questione cruciale».

L’Effetto domino sull’hardware gaming

Per chi segue il mondo dei videogiochi, la sequenza è fin troppo familiare. L’attuale generazione di console ha già infranto la regola non scritta dei tagli progressivi di listino: per la prima volta i prezzi, anziché scendere, sono stati ritoccati più volte verso l’alto.

L’incertezza si allunga adesso sulle piattaforme future. Sia Sony sia Xbox hanno espresso preoccupazione per le difficoltà nel progettare nuove console in uno scenario dove i chip di memoria sono contesi in modo aggressivo dall’intelligenza artificiale. La pressione non riguarda più soltanto i PC di fascia alta o le schede grafiche: sta diventando un fattore trasversale che tocca ogni segmento dell’elettronica di consumo, dai telefoni alle macchine da gioco.

Con i costi di produzione destinati a restare alti e l’offerta di memoria al centro di una partita geopolitica e industriale complessa, l’unica certezza è che lo schermo protettivo fin qui garantito dai grandi marchi sta per assottigliarsi. Ai consumatori, gamer compresi, non resta che prenderne atto.

Simona Aiello
Simona Aiello
Sono ufficialmente la 'quota pop' di 4news.it. Laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di tutto ciò che è nerd e orgogliosamente italiana. Vivo in un loop infinito tra cinema, fumetti e videogame, cercando di convincere tutti che porto gli occhiali per esigenze editoriali e non solo perché fanno figo. La mia missione? Raccontarvi i pixel da un punto di vista decisamente non scontato.

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