Steam, presto censurato nella Corea del Sud?

Censura incalza, giocatori ne pagano il pegno.

Che la censura nel mondo videoludico sia una realtà, è cosa ben risaputa. Dopo l’aver appreso che con tanta asprezza l’Australia ha ingaggiato una serie di critiche nei confronti del famoso servizio di distribuzione in digitale di VALVe, Steam, tocca al governo della Corea del Sud rincarare la dose e minacciare un mercato che già di per se, nel territorio di riferimento, è di esigua incidenza. 
 
Ebbene sì, Steam rischia di essere bloccato per via delle stringenti norme sulla censura che il governo mette a disposizione. Il problema di fondo è che il sito è ricco di contenuti e per questo, non potendo sempre essere controllato a fondo e con diligenza, rischia di essere messo al bando. Un’azione del genere inciderebbe soltanto a livello sociale, e di critica, poiché l’indice di vendite del mercato videoludico in Corea del Sud sono molto basse. Basti pensare che pochi sono i cittadini ad avere un PC in casa e di adeguata potenza per installare videogiochi, e che quelli idonei vengono forniti in “PC’s Bangs”, pseudo saloni dell’intrattenimento dove si paga a ore l’utilizzo della propria postazione, e che questo tipo di luoghi è proibito ai minorenni. 
 
La questione, ci viene da pensare, è quindi incentrata sull’effettivo pericolo nel fornire un’ampia gamma di videogiochi ad un pubblico da “proteggere”?
Oppure soltanto la paura che servizi del genere, sempre più diffusi in rete, non possano essere controllati e quindi come i Social Network, rischiano di “minacciare” la sicurezza? 

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