Recensione First Giants, si muovono in branchi!

First Giants esercita un fascino particolare, quasi romantico, nei confronti di tutti coloro che sono cresciuti con Jurassic Park ed il mito della paleontologia. C’è infatti qualcosa di tremendamente affascinante nello scoprire il passato attraverso frammenti di roccia ed ossa fossilizzate. I mastodontici dominatori del mondo preistorico, anche prima di Steven Spielberg (ma soprattutto grazie a lui dal 1993 in avanti), hanno alimentato l’immaginario collettivo, facendo sognare spedizioni in terre dimenticate per riportare alla luce segni delle creature che furono.

La promessa dei designer Matthew Dunstan (Elysium) e Brett J. Gilbert (Mandala, Barbecubes) non è solo quella di metterci i panni dello scavatore di turno. Bensì, anche di gestire un museo con un twist manageriale. Riuscirete a creare l’esposizione museale più prestigiosa del pianeta con le creature che un tempo dominavano la Terra?

First Giants è disponibile al prezzo consigliato di € 29,99 nei negozi fisici e presso i rivenditori online (come Amazon), distribuito nel nostro Paese da Asmodee Italia.

Confezione di vendita

Con il suo packaging rettangolare e compatto (circa 17 cm x 7 cm x 22 cm), First Giants colpisce da subito non solo e non tanto per le sue dimensioni contenute ma anche e soprattutto per la stupenda presentazione grafica.

Maud Chalmel (Take Time) e l’illustratice Jessica Cognard firmano una direzione artistica dai toni quasi didattici, con un gusto apertamente naturalistico. Ogni illustrazione, dalla confezione al contenuto, si contraddistingue per un gusto estetico raffinato che conquista fin dal primo sguardo. E che ci sembra una soluzione praticamente perfetta per un titolo con questo tema a metà tra storia e natura.

All’interno della confezione, First Giants sorprende per quantità e qualità della componentistica, evocativa ed organizzata in maniera impeccabile. Troviamo 65 carte, 4 plance Sito di Scavo, 20 pedine di legno, 5 plance Museo, 8 segnalini Notizia, 33 segnalini Set, 80 ambre, 84 segnalini punto, un segnalino Primo Giocatore ed il regolamento. Il tutto disposto inizialmente dalle immancabili fustelle ma altresì con pratiche scatoline di cartone per suddividere e ordinare i componenti tra una partita e l’altra. Praticamente un paradiso di ottimizzazione degli spazi per chi adora l’ordine e la sicurezza dei materiali. Davvero ottimo.

Regole della partita

L’esperienza attorno ad un tavolo si apre con un setup sorprendentemente snello e privo di fronzoli, anche al netto della ricca componentistica.

Al centro del tavolo si dispongono le plance dedicate ai siti di scavo, sulle quali vengono rivelate le carte creatura divise in cinque grandi macro-categorie: dai rettili volanti agli erbivori, passando per carnivori, creature marine e grandi mammiferi del Cenozoico. Ogni giocatore riceve una plancia Museo personale, divisa idealmente in due sezioni: lo Studio nella parte superiore, dove i reperti vengono analizzati, e la Mostra nella parte inferiore, dove il pubblico pagante può ammirarli.

Durante il proprio turno, un giocatore è chiamato a compiere una scelta: inviare una delle proprie pedine su uno dei siti di scavo disponibili per prelevare una carta, oppure decidere di richiamare tutte le pedine precedentemente piazzate. Quando si raccoglie una carta creatura, questa viene posizionata nella sezione di Studio. In questa posizione, la carta dispone di abilità uniche, di effetti immediati che influiscono sulle risorse o poteri continuativi in grado di innescare devastanti reazioni a catena. Tuttavia, finché una carta resta nello Studio, non produce alcun punto vittoria. Resta infatti un mezzo per accumulare l’ambra, la valuta del gioco necessaria per compiere il passo successivo. Che è rappresentato dal momento in cui si decide di richiamare i propri lavoratori. Questa azione costringe il giocatore ad una ulteriore scelta che riguarda proprio l’ambra: utilizzarla per finanziare le spedizioni future, oppure spenderla per trasferire i fossili nell’esposizione. Quando una carta transita nella Mostra, il suo potere cessa. Il contrappasso è tuttavia significativa: inizia infatti a generare punti vittoria, accumulando collezioni basate sulla stessa famiglia biologica o sulla medesima dimensione del reperto.

La fine della partita avviene quando un giocatore prende l’ultimo segnalino Set dalla riserva oppure quando il mazzo si esaurisce dopo aver rifornito un Sito di Scavo. A quel punto si prendono dalla scatola tutti i segnalini Set rimanenti e si aggiungono alla riserva. La partita continua finché tutti i giocatori non hanno svolto lo stesso numero di turni; a quel punto la partita termina e potete calcolare il punteggio per determinare il vincitore.

Esperienza di gioco

Dietro ad una presentazione ricca di grazia, si nasconde un’anima dove il tempismo e la gestione del rischio sono il centro dell’esperienza.

Tutto ruota infatti attorno ad un atavico dilemma: quando è il momento giusto per interrompere una fase per avviarne un’altra? Spostare troppo presto i propri fossili nella Mostra significa privarsi di abilità e poteri cruciali per il resto della partita, mettendo a rischio il proprio vantaggio sugli avversari. Di contro, temporeggiare troppo a lungo rischia di far chiudere la partita anzitempo, lasciando tutti gli altri con un pugno di mosche. La competizione si fa spietata anche sul fronte della rivendicazione dei segnalini Notizia. Chi completa per primo un determinato set attira l’attenzione della stampa e guadagna un bonus considerevole in punti. Ma la gloria, in campo accademico, è volatile: se un avversario riesce a presentare una collezione dello stesso tipo ma di dimensioni maggiori, può letteralmente “rubare” l’attenzione pubblica (con i relativi punti). Questo introduce una forte interazione indiretta dove lo sguardo è costantemente diviso tra la propria plancia ed i progressi dei colleghi al tavolo. Insomma: avete presente Harmonies? Ecco, immaginatelo più pressante, cattivo e trasversale.

Dal punto di vista dell’accessibilità, First Giants è un prodotto sopraffino. Le regole si spiegano in pochissimi minuti e lo scorrimento dei turni è rapido, privo di tempi morti. La durata contenuta, che difficilmente supera la mezz’ora, lo rende all’atto pratico un filler di lusso perfetto per qualsiasi momento.

Nonostante sia piuttosto chiaro che First Giants ci abbia affascinato sotto tutti i punti di vista, è altresì vero che gli amanti dell’immedesimazione potrebbero restare un pochino delusi. Gran parte dell’esperienza si riduce infatti, all’atto pratico, ad un calcolo matematico, e gli effetti delle carte raramente hanno un’attinenza con le caratteristiche biologiche delle creature rappresentate. Inoltre, la brevità della partita espone il fianco a una forte incidenza della fortuna in cui l’alea delle carte può farsi sentire.

Commento finale

First Giants è un titolo che riesce a condensare in trenta minuti una notevole dose di tensione tattica, scelte dolorose e tutto l’amore per la paleontologia tipica dei Millennials (e non solo). A metà tra filler di lusso e strategico di prima fascia, riesce a rielaborare meccaniche solide e tradizionali con eleganza e ritmo. È un titolo che si fonda sul tempismo e sulla gestione della rinuncia, dove saper indovinare il momento giusto per agire è la chiave per la vittoria. Ulteriormente graziato da una favolosa direzione artistica ispirata alle stampe naturalistiche nonché da una componentistica di qualità. Chi cerca una simulazione scientifica o un titolo dalla forte immedesimazione, forse rimarrà deluso da un sistema di gioco che protende verso il modo di essere tipico degli astratti. Tuttavia, chiunque cerchi un mix dinamico tra set collection ed engine building, cattivo il giusto e visivamente appagante troverà pane per i suoi denti. Un’aggiunta preziosa alla libreria di qualsiasi appassionato del genere.

Si ringrazia Asmodee Italia per il gioco

8.5

First Giants


First Giants è un titolo che riesce a condensare in trenta minuti una notevole dose di tensione tattica, scelte dolorose e tutto l'amore per la paleontologia tipica dei Millennials (e non solo). A metà tra filler di lusso e strategico di prima fascia, riesce a rielaborare meccaniche solide e tradizionali con eleganza e ritmo. È un titolo che si fonda sul tempismo e sulla gestione della rinuncia, dove saper indovinare il momento giusto per agire è la chiave per la vittoria. Ulteriormente graziato da una favolosa direzione artistica ispirata alle stampe naturalistiche nonché da una componentistica di qualità. Chi cerca una simulazione scientifica o un titolo dalla forte immedesimazione, forse rimarrà deluso da un sistema di gioco che protende verso il modo di essere tipico degli astratti. Tuttavia, chiunque cerchi un mix dinamico tra set collection ed engine building, cattivo il giusto e visivamente appagante troverà pane per i suoi denti. Un'aggiunta preziosa alla libreria di qualsiasi appassionato del genere.

PRO

Artisticamente stupendo | Ludica a metà tra filler leggero e strategico adatto a tutti i palati | Componentistica di qualità ed organizzazione degli spazi interni della confezione praticamente impeccabile |

CONTRO

Chi cerca uno strategico più profondo potrebbe restare deluso... | ... così come chi non può fare a meno di una immedesimazione maggiore nel contesto scientifico | La brevità delle partite espongono il gioco ad un variabile grado di alea |
Danilo Di Gennaro
Danilo Di Gennaro
Viaggiatore nel tempo, utilizzatore della Forza, ex SOLDIER di 1° classe. Accanto ad una passione incrollabile verso il media videoludico da oltre 30 anni, nel tempo mi appassiono quadrimensionalmente a tutto ciò che proviene dal Giappone, nonché a cinema, serie tv, supereroi e molto altro. Allons-y.

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