Recensione The Last Tinker: City of Colors

Articolo di · 10 Maggio 2014 ·

thelasttinkerestesa - Recensione The Last Tinker: City of Colors

Un’avventura colorata capace di far riflettere!

Versione testata PC

Il mondo dell’intrattenimento e non da meno quello videoludico è cambiato moltissimo negli ultimi tempi. Basta dare una rapida occhiata ai passati dieci anni e poi un colpo con la coda dell’occhio al futuro per intuire come produzioni “fuori dai classici canoni” prenderanno sempre più piede, arricchendo l’esperienza utente e soprattutto la qualità del settore stesso. E il mercato “indipendente” è la dimostrazione palese di questa evoluzione: è un’espansione dell’universo dei titoli tripla A, atto a dar spazio a chi prima d’ora non riusciva ad emergere, ai piccoli studi, agli sviluppatori di talento che non vogliono scendere a compromessi.

Scrittori, musicisti, sviluppatori di app e videogiochi oggi riescono, grazie all’evoluzione della tecnologia e della comunicazione, ad affermarsi sul mercato con idee spesso atipiche rispetto ai canoni della grande industria, attirando attenzioni spesso difficilmente preventivabili. Così, mentre fino a non molto tempo fa si immaginava il mercato Indie come una piccola frangia di prodotti da iniettare nel mercato mobile per alimentare soltanto i sofisticati microprocessori di tablet e smartphone, oggi, soprattutto grazie all’avvento di Xbox One e PlayStation 4, continuando i progetti già avviati su PC, PS3, Xbox 360 e poi Wii U,  migliaia di sviluppatori hanno e avranno grandi occasioni di far parlare di sé.

Esempio di questo mercato in continua crescita è l’oggetto del nostro excursus di oggi, The Last Tinker: City of Colors. Progetto nato da Mimi Productions, di matrice tedesca, pubblicato attraverso la piattaforma Uniti Games, il codice preview ci aveva lasciato incuriositi riguardo i futuri aspetti del prodotto al suo stadio finale (se vi siete persi l’anteprima, la potete trovare QUI per una rapida lettura).

Ci eravamo separati da Koru, il protagonista, quando era in procinto di partecipare a una gara di velocità ed eravamo già riusciti a catturare alcuni aspetti del gameplay ben riusciti ed altri, al contrario, più fragili, che avremmo voluto vedere potenziati nella versione definitiva. 

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Carta, colla e colori al vostro servizio! 

The Last Tinker inizia con una rapida panoramica di “Tinkerworld” e della Città dei Colori (Colortown). All’inizio della vicenda la Città dei Colori è un agglomerato urbano di discrete dimensioni, capace di sfoggiare quartieri e abitanti divisi per colori e idee. Quelli dominanti sono: rosso, blu e verde. Nel passato l’economia si reggeva sulla produzione e vendita di colore ma ora, vuoi degli spiacevoli accadimenti, vuoi l’irrigidirsi della coscienza di ogni singolo abitante, una profonda crisi politica e morale ha colpito l’allegra cittadina gettandola nell’oblio.

Qui faremo la conoscenza di Koru, una scimmietta silenziosa dal fisico slanciato. Agile, veloce e forte, Koru sarà accompagnato per tutta l’avventura dall’amico Tap: una pecorella minuta e volante fatta di carta, colore e colla… come ogni cosa in Tinkerworld d’altronde.

Koru non sa che è portatore di grandi capacità data la sua natura di Tinker, creature in grado di inglobare gli spiriti dei colori stessi per scatenare veri e propri poteri. Iniziati a questa avventura, prenderemo il controllo di Koru che deve partecipare a una gara di velocità. Ogni quartiere di Colortown, ricordiamolo, diviso per colori è chiuso agli stranieri e i cittadini di altro colore. L’unica zona franca è il settore del mercato, dov’è possibile respirare un’aria malsana di conflitto e tensione. Raggiunta la linea di partenza per la gare però, Koru verrà bloccato dall’organizzatore che gli chiede delle gemme in cambio della partecipazione. Tap, sorpreso di tale atteggiamento mai avuto prima di allora, guida Koru per dei lavoretti in grado di fruttargli il dazio da pagare necessario al proseguimento. Qui impareremo le meccaniche di combattimento che contraddistinguono il protagonista. Le stesse potranno essere arricchite nel corso della storia con la combinazione di combo e l’acquisto di potenziamenti, in cambio di gemme rintracciabili nell’infinità di casse e barili sparsi per i livelli, insieme alle sfere di color oro in grado di ripristinare la salute del nostro eroe. Oltre a ciò faremo conoscenza con Biggs, un simpatico… fungo? (non abbiamo capito cosa sia in realtà) capace di cambiare dimensione per adattarsi a passaggi stretti, una peculiarità indispensabile per risolvere i puzzle e poi farsi strada.

Acquisita la quota necessaria e imparati i rudimenti del gioco, accederemo alla gara. Al termine della stessa purtroppo Tap verrà colpito da un pugno di un bullo di colore rosso, cadendo a terra privo di sensi. Koru lo porterà in salvo, ma se fisicamente è intatto è nell’anima che una ferita d’orgoglio non riesce a rimarginarsi. Cala la notte, buia e altrettanto colorata di colortown, e sbuca all’improvviso lo spirito del colore viola che offre a Koru una mano per guarire Tap in cambio di un favore. Koru accetta. Dopo aver visto guarire Tap, riacquista il sorriso e decide di seguire lo spirito del colore viola nella dimensione onirica per poi entrare nella struttura più grande e importante della città: la torre. L’obiettivo è accedere all’enorme sala principale e trovare un artefatto.

Superata la soglia di sicurezza fatta di guardie; avuto accesso alla sala più importante e grande di tutte, dove sono raccolte fila di quadri ritraenti Colortown e alcuni suoi personaggi di spicco, la punta di diamante: quello che ritrae l’intera città, è nascosto dietro una fila di tende.

Koru l’aprirà, permettendo alla vera intenzione dello spirito viola di venir fuori e avviare l’infinità di situazioni che daranno sviluppo alla trama. Con un abile inganno lo spirito viola evoca la “Monocromia” vero nemico di Koru e tutta Colortown. L’obiettivo di tale creazione è oscurare tutta la città prosciugando vitalità agli abitanti e azzerando, a fine lavoro, la storia e la struttura della città stessa. Lo spirito viola scompare e Koru cade in un portale aperto sotto i suoi piedi per ritornare in città: che nel frattempo è mutata per l’invasione e sfoggia nemici a non finire. 

Contro la monocromia

L’essenza di questa avventura è quella di dare spazio a veri e propri insegnamenti utili da portare nella vita quotidiana. La trama, piuttosto semplice e priva di colpi di scena, è utile soprattutto per reggere alcuni ragionamenti e per scatenare a fine avventura molti spunti di riflessione, diretti ad un pubblico fatto da adulti e bambini.

The Last Tinker: City of Colors è così un gioco che fa della sua semplicità il cavallo di battaglia. Non ci sono mutamenti essenziali nei classici canoni del genere platform, per cui in tutte le circa 7 ore di gioco dovremo risolvere semplici puzzle, girovagare per ripulire zone dai nemici e proseguire senza troppe difficoltà nei vari quartieri della città affrontando la monocromia. Le meccaniche di combattimento, nonostante sia
no potenziabili attraverso l’acquisto di nuove mosse e combo, risultano ripetitive, come le situazioni in cui vanno utilizzate. Il fisico di Koru è sfruttato a dovere invece in termini di agilità, dove anche le animazioni del personaggio trovano una degna realizzazione.

Oltre ciò The Last Tinker smette di offrire qualcosa in termini di gameplay, lasciando spazio al comparto tecnico e, ovviamente, al profilo di contorno dove l’insegnamento morale, citato prima, trova il suo spazio. Non abbiamo volontariamente citato altre situazioni che si riveleranno perché cadremmo nello spoiler, ma bisogna subito sciogliere il dubbio: il titolo di Mimi Productions, nonostante un gameplay non proprio soddisfacente, non è noioso, e aiuterà i più piccini ad approcciare ragionamenti per risolvere puzzle, migliorandone anche la coordinazione Oculo-Manuale; gli adulti invece, in questa immersione in colori e suoni, troveranno un’avventura capace di distrarre e di alimentare un po’ di sano relax. 

Tecnica colorata

The Last Tinker è un gioco che parla di colori, fantasia e forme artistiche. Gli sviluppatori hanno mantenuto la linea di coerenza offrendo al pubblico un mondo stupendo, fatto di forme e colori vivi, che permettono di apprezzare ogni singolo dettaglio. La ricerca dell’equilibrio, le giuste tinte di colore, i modelli poligonali, le caratteristiche di ogni personaggio: artisticamente il titolo è fin troppo valido e rende giustizia a un hardware prestante, nonostante non sia eccessivamente assetato di risorse di computazione.

Nel corso della nostro prima prova avevamo sottolineato che attraverso la classica accoppiata mouse/tastiera gestire la visuale risultava legnoso. In questa versione definitiva del titolo invece il tutto è stato ammorbidito, permettendo di giocare piacevolmente con le due configurazioni possibili: mouse/ tastiera, appunto, e gamepad.

Per quanto riguarda il suono invece, sia gli effetti sonori che la soundtrack fanno trapelare nuovamente la cura per i dettagli. Tutto funziona egregiamente. Lo scivolare dell’acqua sulle pareti, i passi di Koru e dei personaggi secondari, il suono dei pugni che si infrangono contro i nemici monocromatici… tutto è un dolce equilibrio che farà venire voglia di giocare con delle cuffie di alta qualità oppure addirittura in Dolby Sourround per essere totalmente invasi da Colortown.

Il gioco sarà disponibile su Steam da lunedì 12 maggio e gli sviluppatori, tramite la pagina Facebook, fanno sapere di essere a lavoro sulla versione Xbox One. I requisiti di sistema sono i seguenti:  

PC/ Raccomandati: 
-Windows 7 o successivo; 
-Processore Quad-Core
-Memoria RAM 4GB
-Scheda grafica compatibilie con DirectX 9.0C e dotata di 1GB di memoria; 
-Spazio su Hard-Disk da 2GB 
-scheda audio compatibile con DirectX; 
-Mouse/Tastiera o Controller Xbox 360
 
Requisiti MAC/Raccomandati: 
 
-Mac OS X 10.9 Mavericks o successivo; 
-Processore Quad-Core
-Memoria 4GB di RAM
-NVIDIA GeForce 640M/ ATI Radeon HD 6750 con almeno 1GB di memoria; 
-2GB liberi su Hard-Disk 
 
Requisiti LINUX/Raccomandati:
 
-Ubuntu 13.10
-Processore Quad-Core
-4GB Ram
-SM 3.0 con 1GB RAM, NVIDIA GeForce GTX 770/ AMD Radeon HD 7970 o superiore; 

– spazio libero su Hard-Disk: 2GB

TheLastTinker 06 - Recensione The Last Tinker: City of Colors

Commento finale

The Last Tinker: City of Colors è una bellissima avventura INDIE che, attraverso il genere platform fa da culla a quello che manca un po’ ai nostri giorni: spunti di riflessione. Koru è un personaggio misterioso: ultimo Tinker in Colortown, dovrà affrontare la monocromia e liberarla, ma in verità quello che va ripristinato nell’agglomerato urbano è la forza dell’unità, lo spirito della coesione e il lavoro di gruppo;mettendo da parte l’egoismo. Artisticamente siamo di fronte a un gioco che spreme a dovere tutte le configurazioni hardware senza però risultare pesante. Nella nostra prova non abbiamo incontrato bug o glitch di sorta e anzi, immersi nell’ondata di colore abbiamo preferito concentrarci sull’avventura che scavare a fondo ogni angolo della città alla spasmodica ricerca di difetti.

Il titolo vale tutti i soldi necessari per portarselo a casa: 21,99€ su Steam. Un pubblico più giovane potrà approcciarsi ai platformer e divertirsi affrontando un livello di sfida non troppo elevato ma neanche scialbo. Gli adulti, invece, intuiranno subito come andare avanti per risolvere puzzle e sposteranno l’attenzione su tutti gli elementi di contorno del gioco, coltivando anche un po’ di relax. Un prodotto adatto a tutti, insomma: una produzione degna di attenzione e che ben ci fa sperare per un seguito capace di dare man forte al gameplay. 

Pro Contro 
– Colorato, divertente e artisticamente complesso; 
– Adatto a tutte le fasce di pubblico;
– Ottima base per un seguito…
– …che tuttavia deve vedere un gameplay rinforzarto; 
– Essenzialmente lineare e ripetitivo.
 
  Voto Globale:85  
 
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Criterion 10

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