Recensione Shantae and The Pirate's Curse

Riuscirà la guardiana di Scuttle Town a cavarsela senza i suoi poteri da genio?

Versione testata Wii U, 3DS.

Era il lontano 2002 quando per la prima volta Shantae vide la luce su Gameboy Color in una produzione targata WayForward Technologies e pubblicato dall’ormai nota Capcom; seppur non si trattò di un grosso successo commerciale, la critica fu piacevolmente stupita dalla tipologia di gameplay adottata dal titolo, in uno stile metroidvaniesco che riusciva ad agglomerare esplorazione, platforming ed azione in un unico, esplosivo, concentrato di divertimento. Gli anni passarono e nonostante i numerosi tentativi da parte della software house di far cresce l’IP, prima su Gameboy Advance e poi su Nintendo DS, fù solo nel Febbraio 2011 che WayForward riuscì a far uscire un nuovo capitolo con protagonista il mezzo-genio, intitolato Shantae: Risky’s Revenge, disponibile esclusivamente in digitale sul DSi Ware ed eletto miglior gioco digitale per Nintendo DSi (una riedizione fù poi rilasciata nell’Ottobre dello stesso anno per iOS e nel Luglio del 2014 su Steam).

Il passato è passato ed oggi siamo nel 2015, ed il nuovo capitolo di Shantae, The Pirate’s Curse, è già disponibile sul Nintendo eShop di 3DS e Wii U; venite a scoprire con noi se anche stavolta WayForward Technologies è riuscita a convincere la critica e, soprattutto, se l’acquisto del titolo potrebbe rivelarsi valido o meno.

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Scuttle Town ancora una volta in pericolo

Spogliata dei suoi poteri da mezzo-genio a causa degli avvenimenti raccontati in Shantae: Risky’s Revenge, la nostra eroina si troverà questa volta a combattere al fianco della sua arci-nemica Risky Boots nella lotta contro il grande male: Pirate Master. Narrativamente saremo noi stessi a plasmare la nostra avventura, esplorando isole, ottenendo nuovi poteri e vivendo in prima persona non solo le interazioni che fanno parte dello svolgimento principale della trama, ma anche intraprendendo fasi esplorative secondarie e risolvendo enigmi e problemi che ci verranno posti e proposti dalla popolazione della vivida cittadina.

Non solo capelli-frusta per Shantae

Uno degli aspetti fondamentali in un esponente del genere Metroidvaniesco, è sicuramente l’esplorabilità ed il backtracking connesso alle abilità che sarà possibile ottenere nel corso dell’avventura; Shantae and The Pirate’s Curse lo sa bene e rende onore e merito alla tipologia di gameplay in cui si inserisce, donando ulteriore profondità alla già piacevolissima avventura permettendoci di girovagare liberamente in Scuttle Town e tutte le isole disponibili alla ricerca di aree accessibili solo dopo aver ottenuto un nuovo equipaggiamento e connesse abilità.

L’arma principale di Shantae saranno ancora una volta i suoi capelli e, più specificatamente, la possibilità di usarli a mo di frusta; se nei precedenti capitoli di Shantae c’eravamo abituati a trasformarci, però, questa volta la situazione sarà un bel po’ differente. Vi ricordiamo infatti che Shantae è stata spogliata dei suoi poteri e che adesso è un normalissimo essere vivente, o quasi, è dunque per questo che nel corso della nostra avventura piuttosto che ottenere nuovi poteri ci verranno affidate pistole, cappelli (che non verranno comunque utilizzati nel più classico dei modi) e molto altro ancora che ci permetteranno di districarci anche dalla più ardua delle situazioni.

Particolare attenzione viene rivolta alle impegnative boss-fight, che ci verranno proposte in ognuna delle isole che esploreremo e che sempre richiederanno di essere affrontate con un approccio strategico e con l’utilizzo dei nuovi capi di equipaggiamento (e connesse abilità) che troveremo nella medesima isola.

WayForward Technologies è riuscita nel suo chiaro intento di riproporre un titolo interamente richiamante ai classici degli anni ’90. Il perfetto mix delle meccaniche di gioco, il giusto equilibrio di difficoltà e l’impossibilità di riprendere l’avventura immediatamente dopo la morte (poichè una volta morti saremo costretti a leggere l’ultimo salvataggio) sono tutti chiari segni della volontà degli sviluppatori di creare qualcosa di indimenticabile ed al tempo stesso nostalgico, ma non per questo inferiore a produzioni che fanno uso di più moderni concetti o che preferiscono approcciarsi ad una differente tipologia d’utenza.

Ultima nota di merito va effettuata in merito alle differenze tra 3DS e Wii U; dal punto di vista del gameplay i titoli restano identici, su Wii U potremo visualizzare le informazioni del secondo schermo di 3DS sul nostro Gamepad e potremo inoltre sfruttare le funzionalità Off-Tv nel caso lo volessimo; nel secondo caso è giusto ricordarvi che si rinuncerà però alle informazioni che ci verranno mostrate sullo schermo del Gamepad, essendo quindi costretti ad accedere ai menù di gioco per consultare mappe, inventario ed altro ancora.

Lascia abbastanza a desiderare la traduzione, peccaminosa soprattutto nella descrizione degli oggetti acquistabili dal mercante.

WUP-N BSXE gameplay 1

Occhio ed orecchio vogliono la loro parte

Se dal punto di vista del gameplay Shantae and The Pirate’s Curse si è rivelato fedele alle precedenti apparizioni ed ha mantenuto fede alle promesse fatte, anche dal punto di vista tecnico si resterà piacevolmente sorpresi. Il chiaro richiamo agli anni ’90 è anche qui evidente e seppur su Wii U, rispetto che su 3DS, sarà possibile godere di texture di maggiore risoluzione, in entrambi i casi l’avventura resterà godibile e piacevole; sia le texture che i modelli dei personaggi non risulteranno mai fuori tono rispetto alla palette cromatica utilizzata che andrà a colorare tutte le differenti isole e gli scenari che ci verranno proposti.

La colonna sonora, poi, è veramente sublime ed è chiaro l’incremento qualitativo dal passaggio da 3DS a Wii U; l’home console di Nintendo, infatti, vanta il comparto sonoro più efficente tra le due versioni e difficilmente riusciremo a ritornare all’audio dell
a console portatile dopo esserci abituati a standard qualitativi più elevati.

WayForward Technologies fa centro anche qui e porta a casa altri punti che, come leggerete tra poco, hanno contribuito a rendere Shantae and The Pirate’s Curse l’opera che ci troviamo oggi di fronte.

Commento finale

Shantae and The Pirate’s Curse si rivela ancora una volta un estremo successo per WayForward Technologies; come abbiamo già potuto analizzare nei precedenti paragrafi di questa recensione, la casa di sviluppo è riuscita a mixare alla perfezione tutti gli elementi di cui godono i titoli facenti parte del genere Metroidvaniesco, congiungendo tra loro quindi esplorabilità, platforming ed azione e mettendo in scena, tramite un accurato lavoro tecnico, un’opera di tutto rispetto sotto ogni punto di vista. Amanti del genere o meno, nel caso in cui possedeste Wii U o 3DS, questo è uno di quei titoli irrinunciabili, a cui chiunque dovrebbe giocare almeno una volta nella propria esperienza videoludica.

Pro Contro 
– Vasta quantità di contenuti
– Gameplay frenetico e divertente
– Difficile al punto giusto
– Pieno di simpatia
– Traduzione che lascia a desiderare
  Voto Globale:  90
 
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