Recensione HyperX Alloy FPS

HyperX debutta nel mondo delle tastiere da gaming.

Quando si parla di prodotti da gaming quali tastiere e mouse, la scelta sul mercato risulta decisamente vasta e non semplice soprattutto se si cerca il miglior rapporto qualità/prezzo. Il celebre marchio HyperX, sinonimo di affidabilità nei componenti hardware e comfort per quanto riguarda le cuffie, ha deciso di espandere la sua linea di prodotti da gaming debuttando nel mondo delle tastiere con la sua Alloy FPS, che come dice il nome stesso è stata realizzata con l’idea di offrire un’impostazione ottimale per gli sparatutto in prima persona. Da possessore delle ottime cuffie Cloud, non ho esitato ad acquistare la prima tastiera targata HyperX, confidando in un prodotto che sia in grado di soddisfare sia nella qualità che nell’affidabilità.

Confezione e design

Il packaging della HyperX Alloy FPS si presenta con uno slipcase, sul cui lato frontale viene mostrata l’immagine della tastiera e sul retro le caratteristiche tecniche, che ricopre la scatola di cartone in cui sono contenuti la tastiera, il cavo telato per collegarla, la sacca per il trasporto, la quick start guide e il set di keycaps WASD/1234 di colore rosso con l’apposito strumento per intercambiarli a quelli standard.

Il design del prodotto è compatto e minimalista ma, al contempo, non rinuncia ad un’estetica di tutto rispetto, con i tasti incisi a laser e distaccati dalla base della tastiera che, in questo modo, impediscono l’accumulo di sporcizia e la rendono semplice da pulire. La qualità costruttiva della periferica, che pesa circa 1 kg, è decisamente ottima, con una placca superiore in acciaio accompagnata da una scocca in plastica opaca e resistente che indubbiamente regalano una sensazione di estrema solidità. Sul fondo della tastiera sono collocati i tradizionali piedini che permettono di variare l’inclinazione della stessa, mentre è totalmente assente il poggiapolsi. Sul lato posteriore sono presenti due ingressi, uno per connettere il dispositivo al PC tramite un cavo removibile ed uno USB per ricaricare, ad esempio, il proprio smartphone, in modo da averlo sempre a portata di mano. Infine, le dimensioni sono generose, massimizzando lo spazio disponibile e rendendola ultra-portatile: 44,2 x 12,9 x 3,6 cm.

HyperX packageLa nostra prova

La HyperX Alloy FPS è una tastiera meccanica che dispone di una retroilluminazione monocromatica a LED di colore rosso. Non è disponibile, pertanto, un software che permetta di gestire una colorazione RGB a proprio piacimento, ma tramite la combinazione del tasto Fn più le frecce direzionali è possibile selezionare fra 5 livelli d’intensità dell’illuminazione oltre a 6 effetti di retroilluminazione dinamica predefiniti. Il modello testato dispone di un layout UK in quanto non è disponibile il formato italiano, ma essendo di tipo ISO la disposizione dei caratteri è identica (QWERTY); ad essere differenti sono solo la posizione dei simboli e dei segni di punteggiatura, ma per una corretta corrispondenza, se non ci si ricorda a memoria il layout ITA, basta semplicemente impostare la lingua inglese nel sistema.

La tastiera è dotata di tasti CHERRY MX Blue, che richiedono una forza di attivazione di 50 g e restituiscono un ottimo feedback tattile e sonoro che assicura la massima precisione sia nel gaming che nella scrittura, sebbene la loro rumorosità potrebbe risultare abbastanza “fastidiosa” soprattutto per chi arriva da una periferica a membrana, almeno i primi tempi. In quanto ideata per gli FPS, è possibile sostituire i keycaps WASD/1234 standard con un set di colore rosso, con i tasti per il movimento dotati anche di una utile ed apprezzabile trama in rilievo che ne permette la rapida individuazione al tatto nonché un migliore grip. Tramite la pressione di Fn e F12 è possibile attivare la Game Mode, che disabilita il tasto Windows al fine di prevenire eventuali interruzioni involontarie nelle sessioni di gioco più concitate. La tastiera, inoltre, supporta un rollover di 6 tasti in contemporanea che la rende totalmente anti-ghosting e un ultrapolling fino a 1000Hz per un’elevata reattività in qualsiasi situazione. Apprezzabile la presenza delle funzioni di controllo delle tracce e del volume posizionate da F6 a F11, mentre non è possibile creare dei profili tastiera predefiniti rapidamente intercambiabili.

Testata sul campo, la tastiera mostra tutto il suo potenziale, migliorando indubbiamente l’esperienza di gioco sia negli sparatutto che in qualsiasi altro genere videoludico grazie ad una precisione impressionante durante la pressione di ogni singolo tasto oltre ad un’elevata velocità di risposta, e lo stesso discorso vale anche per la scrittura.

Infine, al momento della recensione il prezzo della HyperX Alloy FPS si aggira intorno ai 140€ per la versione con layout UK ISO, forse un po’ elevato considerando l’assenza di diverse funzionalità tra cui una retroilluminazione RGB presente, invece, su altre tastiere concorrenti al costo di 30-40€ in più.

Commento finale

Con la sua Alloy FPS, HyperX esordisce nel mondo delle tastiere meccaniche da gaming con un prodotto valido che ha dalla sua parte un design compatto, un’ottima qualità costruttiva e prestazioni decisamente buone. I tasti CHERRY MX Blue offrono ai giocatori (e non solo) un ottimo feedback tattile e sonoro che si traduce nella massima precisione durante la pressione dei singoli tasti, sebbene la loro “rumorosità” potrebbe leggermente spiazzare, almeno i primi tempi, gli utenti abituati alle silenziose tastiere a membrana. Per portarsi a casa il nuovo arrivato nella famiglia HyperX occorre sborsare circa 140€, prezzo un po’ elevato considerato ciò che offre la concorrenza per qualche decina di euro in più seppur accessibile per chiunque sia in cerca di una tastiera meccanica senza troppe pretese. In definitiva, comunque, la nuova creatura dell’azienda californiana ha soddisfatto le nostre esigenze, rispettando gli standard della tradizione in termini di qualità ed affidabilità, con un prodotto che fa da scintilla per una nuova gamma che, speriamo, sarà in grado di rivaleggiare nell’agguerrito mercato delle periferiche da gaming.

Simone Rinaldi
Meglio conosciuto come "Ping" per gli amici e online, gioco dall'ormai lontano 2000. Cresciuto a pane e videogiochi a partire dalla prima PlayStation, nel tempo ho esteso i miei interessi anche all'ambito della tecnologia in generale, scoprendo un certo feeling con l'hardware PC. Le mie grandi passioni si sono poi trasformate in qualcosa di più concreto con l'entrata in 4News, grazie a cui ho avuto modo di vedere il mondo videoludico-tecnologico da una nuova prospettiva ed affrontarlo in modo più serio e professionale.

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