Recensione Dragon Age II


Il suo nome è Campione!

Per poter conoscere la verità, bisogna ascoltarla dai protagonisti o almeno da chi ha avuto l’onore di lottare al loro fianco. Comincia così la fantastica avventura di Dragon Age II. Udendo le vicende di Hawke per voce di un personaggio comprimario durante un interrogatorio, il giocatore ottiene i primi tasselli del puzzle narrativo sviluppatosi dalle montagne di Lothering, subito dopo i fatti di Dragon Age: Origins. Sfruttando il salvataggio del precedente capitolo, o creando un personaggio nuovo tra le classi messe a disposizione: Mago, Guerriero e Ladro, si inizia l’avventura in compagnia di alcuni membri della propria famiglia: il fratello Carver, la sorella Bethany e la madre.

Sfuggendo dal Flagello, la famiglia di Hawke cerca di trovare una via sicura ma si scontra ripetutamente con i soldati della Prole Oscura finchè non interviene la Strega delle Selve, una potente maga capace, tra le altre cose, di mostrarsi sotto forma di un potente Drago.

Da qui in poi, senza svelarvi altro per non rovinarvi la sorpresa, durante un arco narrativo di circa 10 anni il giocatore deve confrontarsi con tante insidie combattendo sia per se che per la sua famiglia, intrecciando il suo destino con quello di prescelto al titolo Campione.

Lo stile narrativo è quello inconfondibile di Bioware, capace di catturare da subito l’attenzione appassionando con momenti epici e colpi di scena.

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