Back 2 The Past: Game Boy, una storia lunga 30 anni

Articolo di · 24 Aprile 2019 ·

30 anni fa arrivava la console portatile che ha cambiato il mondo videoludico…

Era il 21 Aprile 1989 quando in terra nipponica approdò la console portatile di casa Nintendo, accompagnata da un titolo che qualunque videogiocatore nella vita ha provato, anche per sbaglio, Tetris.

Per i mercati stranieri (USA ed Europa) l’attesa fu un po’ più lunga, infatti contagiò il pubblico americano nel Luglio dello stesso anno e quello europeo nel Settembre 1990.

A questi ultimi fu fornita la possibilità di giocare ad Alleyway, Baseball e l’iconico Super Mario Land.

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Un mondo che Nintendo conosce bene

Il Game Boy non è la prima console portatile ideata da Nintendo, difatti la casa nipponica negli anni precedenti ha creato i Game& Watch, una serie di giochi elettronici usciti in vari formati tra il 1980 ed il 1991.

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Caratteristiche

La nuova console portatile di Nintendo aveva sotto la scocca un processore Z80 di Sharp. Il piccolo schermo era a cristalli liquidi e poteva alternare ben quattro tonalità di grigio e verde e l’alimentazione era basata sulle pile stilo.

I comandi presenti erano particolarmente semplici, infatti la parte frontale della console ospitava tutto ciò che era necessario, una croce direzionale, due pulsanti (A e B) e i tasti “Start” e “Select”.

I giochi invece, erano stipati all’interno di semplici cartucce in plastica (5,8 cm x 6,5 cm).

Quanti accessori!

Sia Nintendo che numerose terze parti si accorsero delle “mancanze” della console, dal piccolo schermo alla scarsa durata delle batterie, ecco perché durante gli anni vennero progettate diverse aggiunte, alcune utili, altre decisamente senza senso.

Ecco una panoramica degli accessori pensati per il Game Boy:

  • Battery Pack: alimentatore portatile con batterie ricaricabili;
  • Game Link Cable: cavo necessario per connettere due Game Boy (chi ha giocato con i Pokemon, conosce bene questo strumento);
  • Light Boy: un accessorio utile ad illuminare e ad ingrandire l’immagine a schermo (grazie ad una particolare lente d’ingrandimento);
  • Work Boy: oggetto mai distribuito in commercio, ma in grado di trasformare il Game Boy in una piccola agenda portatile, grazie ad una mini tastiera e ad una cartuccia dedicata;
  • Game Boy Camera: eccoci arrivati all’accessorio che senza saperlo ha lanciato la moda dei “selfie”, si trattava di una fotocamera all’interno di una cartuccia, in grado di scattare foto in bianco e nero. Lo stesso sistema prevedeva inoltre la condivisione tra dispositivi grazie al Game Link Cable, ebbene si, Nintendo aveva inventato una sorta di rudimentale Instagram, ma i tempi non erano ancora maturi;
  • Game Boy Printer: una stampante termica da usare in abbinamento all’accessorio precedente per stampare le foto scattate. Inoltre era compatibile con The Legend of Zelda: Link’s Awakening e Pokémon Giallo.

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Il successo commerciale

Questa nuova console portatile, sbaragliò la concorrenza di Atari (con il Lynx) e Sega (Game Gear), le quali nonostante la potenza maggiore, costavano più e duravano meno. Nintendo riusci anche ad inserire i suoi storici brand all’interno del Game Boy, dalle avventure del leggendario idraulico baffuto a quelle del giovane Link, senza dimenticare Donkey Kong ed i mitici Pokemon, che dire… una potenza di fuoco, che ancora oggi sbaraglierebbe la concorrenza.

Questo successo, portò la casa di Kyoto a pensare di continuare a seguire la dimensione portatile, difatti negli anni a venire, nonostante gli ottimi prodotti, le console casalinghe Nintendo dovettero incrociare le lame con Sony e la sua PlayStation, quest’ultima riuscì a capovolgere gli equilibri mantenuti saldi fino ad allora.

Le evoluzioni del Game Boy

La strategia di Nintendo non puntava a stravolgere radicalmente la console, infatti si pensò di inserire “lentamente” delle modifiche in grado di venire incontro alle esigenze dei videogiocatori.

Nel 1996 arrivò a noi il Game Boy Pocket, le cui dimensioni ridotte e lo schermo più grande e nitido portò un successo ancora maggiore alla console nipponica.

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Due anni dopo invece Nintendo fece un grande passo in avanti, portando a milioni di videogiocatori il Game Boy Color.

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Con l’arrivo degli anni 2000 (precisamente nel 2001) Nintendo decide di cambiare la forma alla sua iconica console, facendo nascere il Game Boy Advance. Due anni dopo la casa nipponica decide di fare un restyling (Game Boy Advance SP), proponendo una console con chiusura clamshell e la tanto attesa retroilluminazione.

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Questa fu l’ultima console portatile a foggiarsi del brand Game Boy, difatti Nintendo decise di passare ad altro, portandoci nel 2004 il Nintendo DS, console portatile, che noi tutti conosciamo.

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E voi che ricordi avete di queste epiche console?

Criterion 10

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