L’indiscrezione ha attraversato in poche ore forum, social e redazioni: Wizards of the Coast sarebbe al lavoro su un remake ufficiale di Baldur’s Gate 2. Nessuna conferma, per ora, ma la sola ipotesi basta a riaccendere l’attenzione su uno dei franchise più amati di Dungeons & Dragons.
Un rumor che scuote la community
ldur’s GateeBaldur’s Gate II: Shadows of Amnarriverebbero prima di un ipoteticoBaldur’s Gate 4*, con la possibilità di un lancio congiunto, quasi fosse un’unica operazione celebrativa. Alla guida del progetto ci sarebbe Kevin Martens, ex sviluppatore BioWare e co-lead designer proprio del
Interpellata da IGN, Hasbro – holding che controlla Wizards of the Coast – ha scelto la formula di rito: «Non commentiamo voci o speculazioni». Una non smentita che, come spesso accade, alimenta il dibattito anziché spegnerlo.
La vera incognita: portata e sistema di combattimento
Ammesso che il report sia fondato, il nodo centrale riguarda l’ambizione dei remake. È credibile un rifacimento totale nello stile di Baldur’s Gate 3? I due classici offrono migliaia di ore di contenuto: convertirli completamente nel motore e nell’impianto del capolavoro Larian richiederebbe anni di sviluppo e risorse colossali.
Più plausibile che Hasbro consideri queste operazioni come un ponte tra lo strepitoso successo del terzo capitolo e l’inevitabile sequel, su cui gravano aspettative difficili da quantificare. Con Larian ormai uscita dall’orbita di Baldur’s Gate – e da Dungeons & Dragons in generale – per dedicarsi al prossimo Divinity, il vuoto creativo e produttivo è tra i più impegnativi che l’industria videoludica ricordi.
Sul piano tecnico, i giochi originali adottavano una prospettiva isometrica e un sistema a tempo reale con pausa, permettendo di controllare fino a sei personaggi. I remake seguiranno la svolta a turni piena come in Baldur’s Gate 3? Oppure punteranno su una formula ibrida? La decisione segnerà in modo radicale l’esperienza di gioco.
L’Eredità di Larian e il destino della serie
Baldur’s Gate uscì su PC nel 1998 sotto la pubblicazione di Interplay, conquistando subito una solida base di appassionati. Il sequel, Baldur’s Gate II: Shadows of Amn, arrivò nel 2000 e condivise con il predecessore l’ambientazione nei Forgotten Realms, diventando un caposaldo dei gdr occidentali. Riproporli oggi significherebbe consegnarli a una nuova generazione di giocatori, con tutte le sfide di traduzione culturale e tecnica che un’operazione del genere comporta.
L’Universo di Baldur’s Gate oltre i videogiochi
Mentre il rumor sui remake tiene banco, il mondo di Baldur’s Gate continua a espandersi in altre direzioni. È in lavorazione una serie TV per HBO che proseguirà la storia del terzo capitolo, scelta che ha sorpreso molti fan. In parallelo sono attesi un romanzo prequel dedicato ad Astarion durante la servitù presso il signore vampiro Cazador Szarr, un ricettario ufficiale di Baldur’s Gate 3 e persino un libro da colorare. L’attenzione mediatica attorno al marchio resta altissima, anche in assenza di dettagli concreti su un sequel diretto.
Al momento non resta che attendere che Hasbro e Wizards of the Coast decidano di fare chiarezza. Il mondo di Baldur’s Gate ha ancora molto da raccontare, dentro e fuori lo schermo.
