Open Beta di Battlefield V, ecco cosa ne pensiamo

Articolo di · 11 Settembre 2018 ·

Si torna alla Seconda Guerra Mondiale…

Dopo la rivoluzione di Battlefield 1, DICE fa un passaggio quasi obbligatorio, infatti con Battlefield V la serie tornerà a calcare i cruenti campi di battaglia del Secondo Conflitto Mondiale, scelta logica e rischiosa, questo periodo storico è già stato battuto dalla stessa DICE e dalla concorrenza, riusciranno a rendere questa esperienza unica?

Dove sono finiti i Nazisti?

Durante le varie ore di gioco, la mancanza di chiari riferimenti all’ideologia politica del Terzo Reich è in qualche modo straniante, sembra quasi che si cancelli quella specifica parte di storia, almeno nella modalità multiplayer.

Basti pensare che per tutta la durata del primo match urlavo “meno un crucco”, poi chi giocava con me ha voluto ricordarmi che facevo parte dei “crucchi”.

A parte questo piccolo siparietto comico, sarà interessante capire lo storytelling della campagna in single player.

La battaglia non si ferma nemmeno con la neve…

Come già visto nella Russia di Battlefield I, la guerra non si ferma di fronte a nulla, e persino nelle condizioni più avverse i soldati dovranno avanzare con le armi in mano.

Nella Beta era possibile testare le lande ghiacciate di Narvik in Norvegia, bisogna ammettere che l’impatto visivo in quelle zone è una delizia per gli occhi, i carri armati che avanzano con fatica in una terra ostica, i bombardieri che vedono solo bianco a perdita d’occhio e i soldati di terra che faticosamente procedono affondando gli stivali nella gelida neve, tutte queste sfaccettature rendono l’esperienza di questo Battlefield V stimolante e appagante.

La ricerca del fotorealismo da parte di DICE grazie all’ultima versione del potente Frostbite Engine fa ottenere agli sviluppatori un grande punto a favore, ma il gameplay deve essere sistemato anche dal punto di vista delle mimetiche dei soldati, in questi particolari casi infatti, risulta quasi impossibile vedere i soldati degli schieramenti avversari, sconfinando spesso in sparatorie last-minute.

La Cooperazione è tutto

Sappiamo che nel multiplayer online, la cooperazione e l’aiuto da parte degli altri giocatori è importante, ma non fondamentale, spesso infatti ci si trova di fronte a milioni di Rambo, pronti a fare kill in quantità per scalare le classifiche.

L’idea di guerra che Battlefield V porta sui nostri teleschermi è pienamente coerente al fatto che anche durante la battaglia più dura, avere qualcuno al tuo fianco è di primaria importanza, distingue la missione tra un successo ed un fallimento.

La volontà degli sviluppatori punta sempre di più agli e-sports, rendendo il gioco un’esperienza maggiormente per duri e puri, abbandonando ogni velleità “casual”.

Un esempio pressoché lampante di questa direzione è l’acquisizione di importanza della figura del soldato di supporto, che può rifornire in qualunque momento i compagni rimasti a corto di munizioni.

Non lasciatemi morire qui…

Quante volte ho detto questa frase ai miei commilitoni, mentre tendevo la mano sanguinante in qualunque direzione.

La dinamica del sanguinamento è molto interessante e a parer mio realistica, non nei modi, ma nell’esperienza che offre, infatti sono certo che pur di non morire in territorio ostile qualunque soldato avrebbe cercato con lo sguardo e con gli ultimi sforzi avrebbe allungato il braccio nel tentativo di salvarsi da tale destino.

Detto ciò, penso che la dinamica di morte istantanea per spawnare subito sulla mappa, necessita di essere velocizzata.

Vuoi uscire dalla partita? E perchè?

Ancora manca non si sa per quale mistero un’opzione di uscita dalla partita dopo la schermata finale della battaglia.

Commento finale

Battlefield V sembra avere tutte le armi in regola per regalare agli utenti un’esperienza di guerra veramente interessante, questa Beta ci ha offerto la possibilità di vedere gli attuali punti di forza e le conseguenti debolezze (i bug dei mirini reflex, perk spiegati in malomodo, ecc).

La mia esperienza alla fine della fiera è positiva, certo è il fatto che alcune problematiche vanno risolte, spesso noi videogiocatori ci dimentichiamo che si tratta di Beta Testing.

Per quanto riguarda il comparto server ed online escludendo parte il primo giorno di Beta, durante il quale l’attesa per accedere ad un match era lunghissimo, DICE è anche riuscita a ridurre i tempi di attesa per il matchmaking.

Ad ora non ci resta che vedere come lo sviluppatore utilizzerà il tempo che ci separa dall’uscita del gioco, il prossimo 20 Novembre.

Beta Provata su PS4.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Avete provato la Beta? Fateci sapere che ne pensate sulla nostra pagina Facebook

Criterion 10

    Rispondi