Recensione WILL: Follow The Light, un’avventura narrativa artica caratterizzata da luci e ombre!

WILL: Follow The Light è un’avventura narrativa che vive soprattutto di atmosfera, isolamento e del lento emergere di un dramma familiare molto più ampio di quanto sembri all’inizio. TomorrowHead Studio mette in scena un viaggio artico che, per tono e costruzione, dialoga concettualmente con Call of the Sea del 2020: in entrambi i casi c’è una traversata dell’ignoto che passa attraverso l’intimità dei personaggi, la memoria e il paesaggio come specchio emotivo, ma qui il respiro è più contemplativo e meno misterioso …

Purtroppo, Will: Follow the Light promette molto più di una semplice avventura. Promette un’esperienza di navigazione autentica, un corso intensivo di biologia marina e un viaggio malinconico verso nord, per così dire, ricucire i rapporti. Purtroppo, nonostante queste grandi promesse, il titolo non riesce a concretizzare appieno la sua offerta finendo per perdersi nella sua stessa ambizione.

Prima di proseguire, vi ricordiamo che il gioco è attualmente disponibile per PlayStation 5, Microsoft Windows, Xbox Series X/S.


Versione testata: PlayStation 5 Pro


Padre e figlio

La storia segue Will, guardiano di un faro, la cui routine viene spezzata da una chiamata radio che annuncia una tragedia e la scomparsa del figlio. Da lì prende forma un viaggio in mare e sulla terraferma che – senza spoiler – non parla soltanto di una ricerca concreta, ma di fratture familiari, senso di colpa e del rapporto tra padri e figli, con un andamento che – oltre ad essere estremamente personale – preferisce suggerire piuttosto che spiegare tutto subito.

Il parallelo con Call of the Sea è naturale, perché anche lì l’esplorazione esterna era il riflesso di una ferita personale, ma WILL sceglie un registro più sobrio e più severo, meno fiabesco e più legato al peso della sopravvivenza quotidiana. Il racconto funziona quando lascia emergere il lato umano attraverso ambienti, radio e piccoli dettagli ambientali; soffre un po’, invece, quando la messa in scena diventa troppo frammentata o quando l’emotività viene diluita da passaggi meno incisivi.

Vide ‘o mare quant’è bello

Sul piano ludico, WILL: Follow The Light si muove tra esplorazione in prima persona, puzzle ambientali e traversal systems molto caratterizzati, con la navigazione a vela e le sezioni in slitta trainata dai cani come elementi davvero distintivi. Il gioco non si limita a usare questi mezzi come semplice contorno scenografico: la vela richiede la gestione del vento e della rotta, mentre i percorsi a terra chiedono attenzione a meteo, visibilità e orientamento, dando al movimento un peso che aiuta molto in termini di immersione complessiva.

In particolare, la gestione della barca a vela è piuttosto realistico, e probabilmente è la parte più impressionante dell’intero gioco. Con i comandi per le vele di prua, di poppa e in caso di tempesta, un’ancora che può essere calata e semplici meccaniche di ormeggio. Si tratta di un sistema sereno, rilassante e quasi fedele di come sarebbe la vita navigando nei gelidi e insidiosi mari del nord. Il tutto è reso ancora più sbalorditivo dal mare del gioco, che è stato chiaramente un aspetto su cui gli sviluppatori si sono concentrati. La fisica e le onde che si infrangono sulla riva sono le migliori che abbiamo mai visto in un videogioco.

WILL: Follow the Light è un “walking simulator” principalmente incentrato sulla narrazione. Trascorrerete la maggior parte del tempo camminando (o tenendo premuto un pulsante), correndo, risolvendo enigmi e portando avanti la storia.

La peculiarità più interessante e marcata è la volontà di far coincidere l’attraversamento del mondo con il tema narrativo della fatica e della ricerca, ma il rovescio della medaglia è una certa discontinuità nel ritmo. Will: Follow the Light è, a tutti gli effetti, un’avventura grafica in stile “walking simulator”, con un focus sulla narrazione, una leggera esplorazione e risoluzione degli enigmi, non dissimile da Dear Esther o Firewatch.

Gli enigmi del gioco, che si basano principalmente su piccoli lavori manuali e riparazioni che un guardiano del faro incontrerebbe nel corso del suo lavoro, sono tutti piuttosto ingegnosi sulla carta. In pratica, tuttavia, molti di essi si sono rivelati piuttosto ostici a causa della mancanza di informazioni chiare e ad una certa ripetitività di fondo che insieme a interazioni rigide e transizioni poco eleganti tra una sezione e l’altra, raccontano un titolo che ha si delle ottime idee in termini di identità complessiva ma che non sempre trasmettono quella sicurezza necessaria nel sostenerle in ogni momento. Quando però il sistema di navigazione e le condizioni meteo si fondono bene, WILL: Follow The Light riesce a costruire un senso di presenza e vulnerabilità davvero notevole.

Grafica e tecnica

Su PlayStation 5 Pro, il colpo d’occhio – grazie all’Unreal Engine 5 – è notevole. A parte i mari quasi perfetti del gioco, anche gli altri ambienti naturali presentano una qualità fotorealistica. Ci sono alcune brughiere britanniche prototipiche che appaiono splendide e che rimarcano ulteriormente questo viaggio introspettivo e la solitudine dello stesso. L’unica lieve delusione riguarda gli arbusti e la vegetazione comune che presentano una distanza di visualizzazione molto ridotta, i ciuffi d’erba che compaiono dal nulla e i modelli dei personaggi un po’ grezzi e rigidi nei movimenti; è comprensibile che la maggior parte degli NPC deleghi i compiti più noiosi a Will, perché i pochi che vediamo muoversi sono così robotici da non riuscire a nascondere il fatto che stanno seguendo un percorso predefinito.

Buona la direzione artistica che lavora bene su distanza, luce e silenzio. La versione PS5 Pro, in particolare, è pulita e stabile sul fronte della definizione dell’immagine rispetto alle versioni base, con una presentazione che valorizza meglio la componente cinematica e la qualità ambientale.

Sul fronte tecnico, però, resta qualche incertezza tipica di un progetto indie forse un po’ troppo ambizioso: i controlli sono rigidi, le interazioni non sempre risultano essere naturali e il ritmo generale non è perfettamente rifinito. Insomma, si tratta di un titolo che sente ancora il bisogno di essere limato in alcune sue parti perché l’efficacia visiva non sempre basta a compensare l’attrito del gameplay.

Sonoro

Il comparto sonoro vive anch’esso di luci e ombre. Da un lato sostiene in modo decisivo la sensazione di solitudine e ampiezza del paesaggio. La colonna sonora originale, che possiamo descrivere come una sorta di mix di suoni sperimentali e strumenti poco convenzionali, accompagna il viaggio con un approccio più atmosferico che melodico, lasciando spazio a vento, acqua, radio e rumori meccanici. È un lavoro che si incastra bene con l’impianto del gioco, perché l’audio non cerca di riempire ogni vuoto, ma di amplificare il peso del silenzio e la durezza dell’ambiente. Su PS5 Pro, il risultato complessivo – grazie all’audio 3D – tende a essere ancora più avvolgente, soprattutto nei momenti in cui il paesaggio sonoro lavora insieme alla fedeltà visiva per trasformare il viaggio in una sensazione quasi fisica.

Dall’altro, l’impianto audio, non è privo di evidenti carenze: La difficoltà nel trasmettere l’urgenza di molti momenti in WILL: Follow the Light penalizza notevolmente il gioco e, a nostro parere, deriva principalmente dal doppiaggio a dir poco scadente: persino Will, il protagonista, sembra annoiato e non riesce a trasmettere le emozioni di un uomo alla disperata ricerca del figlio. Allo stesso modo, la sincronizzazione labiale non è convincente, sebbene lo sviluppatore sia un team globale, ci sono degli evidenti problemi di traduzione, ulteriormente confermati dai sottotitoli errati. 

Commento finale

WILL: Follow The Light è un’avventura sincera, autoriale e – sebbene a tratti – suggestiva, che trova il suo equilibrio migliore quando lascia parlare il mare e il vento. Purtroppo non basta a raggiunge il risultato sperato: il gameplay è per lo più un walking simulator (caratterizzato da enigmi decisamente ripetitivi e poco convincenti), la narrazione è risultata – nonostante un colpo di scena nel finale e un messaggio toccante sul tempo che abbiamo a disposizione e sulle scelte che compiamo – troppo frammentata e poco sviluppata mentre l’audio, convince si in termini di colonna sonora e effetti ma non nei dialoghi (a tratti disastrosi). Insomma – in definitiva – ha degli spunti interessanti che riescono comunque a dare un’identità al gioco, soprattutto grazie alla sua ambientazione – davvero stupefacente – e al modo in cui usa il viaggio come specchio emotivo che saranno per lo più apprezzati dagli appassionati di walking simulator narrativi.

6.7

WILL: Follow The Light 


WILL: Follow The Light è un’avventura sincera, autoriale e - sebbene a tratti - suggestiva, che trova il suo equilibrio migliore quando lascia parlare il mare e il vento. Purtroppo non basta a raggiunge il risultato sperato: il gameplay è per lo più un walking simulator (caratterizzato da enigmi decisamente ripetitivi e poco convincenti), la narrazione è risultata - nonostante un colpo di scena nel finale e un messaggio toccante sul tempo che abbiamo a disposizione e sulle scelte che compiamo - troppo frammentata e poco sviluppata mentre l'audio, convince si in termini di colonna sonora e effetti ma non nei dialoghi (a tratti disastrosi). Insomma - in definitiva - ha degli spunti interessanti che riescono comunque a dare un’identità al gioco, soprattutto grazie alla sua ambientazione - davvero stupefacente - e al modo in cui usa il viaggio come specchio emotivo che saranno per lo più apprezzati dagli appassionati di walking simulator narrativi.

PRO

Ambienti dall'aspetto incantevole I Forte identità narrativa I Navigazione in mare e con slitta originali I Ottima resa su PS5 Pro I Buon lavoro audio ...

CONTRO

... ma doppiaggio decisamente dimenticabile I Puzzle e interazioni non sempre rifiniti I Ritmo irregolare e alcune rigidità tecniche e ludiche I Storia sconnessa e frammentata

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