Google sta pensando ad un programma di certificazione per gli smartphone da gaming

Un fenomeno in continua crescita

Varie rilevazioni statistiche regolarmente condotte su tutti i segmenti del mercato globale dei personal computer – come rilevano gli esperti di reviewbox.it – riportano da alcuni anni un continuo calo delle vendite di PC di fascia medio bassa (mentre continuano a crescere quelle per “PC da Gaming” ndr.), dovuto sia al cambiamento delle abitudini dei consumatori che alle lotte diplomatiche sul commercio internazionale.

Per le necessità dell’utente di fascia media, che non è interessato molto ai videogiochi ma piuttosto all’uso delle app di messaggistica istantanea e lettura di pagine Web di informazione, ormai sono sufficienti gli smartphone di nuova generazione e i tablet: in molti casi meno costosi di un computer fisso, più pratici per l’utilizzo in mobilità e che garantiscono prestazioni senza dubbio di buon livello.

In questo scenario, sono gli hardcore gamers che continuano a spingere il mercato dei componenti hardware per PC, aggiornando diciamocelo, anche quando non sarebbe affatto necessario, per stare sempre al passo con videogames sempre più realistici ma anche sempre meno ottimizzati. Tra costoro poi da un po’ di tempo un sempre più ampio gruppo di utenti con maggiore propensione alla spesa punta a componenti espressamente dedicati al gaming e agli e-sports. Ed è così che fra gli scaffali dei reparti  elettronica è diventato normale trovare delle esposizioni separate, dedicate completamente ai dispositivi “per il gaming”, a volte davvero studiati per favorire il miglioramento delle prestazioni, altre volte semplicemente con un design particolare: questo, mediamente, comporta prezzi di vendita superiori dal 40 all’80% rispetto a componenti “non da gaming”. Da qualche anno poi, il gaming su smartphone è diventato un settore sempre più appetibile per i publisher che hanno fiutato nel settore un modo per avvicinare anche i casual gamers al gaming. 

Tutt’altro che un caso, infatti, che la famosa azienda di Cupertino abbia deciso di lanciare Apple Arcade, una propria piattaforma proprietaria di distribuzione di videogiochi per mobile con abbonamento.

Il fenomeno del gaming su smartphone ha raggiunto recentemente una tale diffusione che molti produttori si sono lanciati a capofitto nel settore producendo veri e propri smartphone pensati per il gaming, un trend in crescita, che interessa tanto i casual gamers che i veri e proprio hardcore gamers di cui dicevamo prima, con prodotti pensati per ciascun utente: per la fascia bassa ad esempio l’ Asus Rog Phone, fino ai top di gamma con modelli Asus Rog Phone 2, Nubia Red Magic 3S, Razer Phone 2 e naturalmente gli inossidabili Apple iPhone 11 Pro, Samsung Galaxy S10 e S10+, che pur non essendo da gaming, garantiscono prestazioni da top di gamma. 

Per assicurarsi che in futuro gli smartphone per il gaming siano abbastanza potenti ed  abbiano un comportamento prevedibile per gli sviluppatori di giochi per Android, Google sta lavorando all’implementazione di un programma di Game Device Certification.

La redazione di XDA-Developers ha reso pubblica una copia dell’ultima versione dei requisiti GMS (Google Mobile Suites) di Google per OEM/ODM, contenente i requisiti che gli smartphone Android devono possedere per poter pre-installare i GMS (Google Mobile Services). 

google gaming device certificationLa sezione 13 di questo documento riservato, intitolata “Game Device Certification”, stabilisce che i dispositivi di gioco certificati abbiano comportamenti prevedibili “così gli sviluppatori di giochi non debbano affrontare surriscaldamento inatteso, perdita di potenza della CPU, od altri inusuali comportamenti del sistema”.

Al momento non sono trapelate versioni più aggiornate di quel documento, tuttavia on-line sono visibili delle offerte di lavoro dedicate a Developer Relations Program Manager per Android Game Device Certification che fanno intuire che il programma stia formando il team per partire a pieno regime.

Latest articles

spot_imgspot_img

Related articles

Rispondi

spot_imgspot_img