Halo (Serie TV) – Recensione

Paramount+, in collaborazione con 343 Industries, ha finalmente rilasciato i primi episodi della serie su Halo. In questo articolo vi daremo le nostre impressioni sul primo episodio, in attesa della messa in onda in lingua italiana che avverrà oggi, 28 marzo 2022. Se volete maggiori informazioni sulla messa in onda italiana della serie, vi consigliamo questo articolo.

La serie, ideata da Kyle Killen e Steven Kane, vede Pablo Schreiber nei panni di Master Chief. La prima stagione di Halo è composta da nove episodi, dalla durata di circa 55 minuti ciascuno. Il primo di questi nuovi episodi è già disponibile in lingua originale e sarà trasmesso stasera per la prima volta in lingua italiana.

Spartani!

La serie segue una linea temporale non canonica, denominata Silver Timeline. Nella prima puntata, ci troviamo in un villaggio ribelle sul quale incombe una grande minaccia. Gli abitanti, concentrati nel difendersi dagli Spartani, si trovano sotto attacco da parte di una pericolosa razza aliena chiamata Covenant. Gli eventi sono dunque scollegati dalla saga principale e creano un universo a sé, pur presentando personaggi noti e provando ad approfondirne alcuni aspetti.

Saranno proprio gli Spartani a riportare l’ordine nel villaggio e respingere il nemico, il quale, tuttavia, è pronto a tornare. La squadra d’assalto è guidata da Master Chief, il quale sin dal primo episodio dimostra di avere un ruolo importante. Sarà infatti lui ad accorgersi della presenza di una superstite al massacro e prenderla sotto la sua ala protettrice.

Gli intrecci di questo primo episodio sono piuttosto semplici ma settano bene le premesse della narrazione. Abbiamo il nemico da ricercare nei Covenant, l’eroe caratterizzato da Master Chief e la fanciulla in pericolo nei panni di Kwan Ha (Yerin Ha). La ragazza, inoltre, dimostra di non essere semplicemente una ragazza in difficoltà che ha bisogno di salvezza ma si pone anche come un personaggio determinato e coraggioso.

Oltre ai Covenant, Master Chief sembra doversi preoccupare anche degli ONI (Office of Naval Intelligence). L’organizzazione, infatti, sembra avere degli interessi che vanno oltre la sicurezza galattica e coincidono con la presenza di un manufatto rinvenuto sul pianeta luogo dello scontro.

Le premesse sembrano interessanti ma lasciano un enorme dubbio sull’originalità della trama. Un soldato addestrato ad uccidere a sangue freddo salva la vita ad una giovane ragazza, mettendo a rischio la sua stessa incolumità pur di proteggerla. Le premesse di Halo sono praticamente identiche a quelle di un’altra saga ambientata nei luoghi più sperduti dell’universo, ovvero Mandalorian. Master Chief, si comporta esattamente come il Mandaloriano della serie Disney e, a quanto pare, il ruolo di The Child viene affidato a Kwan Ha.

Trattandosi solo del primo episodio, è possibile che la serie prenda strade radicalmente diverse ma le perplessità sembrano legittime.

L’arte della soggettiva

La regia di questo primo episodio è affidata a Otto Bathurst, il quale ha già diretto episodi in serie del calibro di Black Mirror e Peaky Blinders. Anche in questo caso, il risultato finale presenta luci e ombre e non sembra raggiungere una propria identità finale.

Le inquadrature e gli effetti speciali realizzati dagli addetti ai lavori sono decisamente puliti ed efficaci. Le scene d’azione sono ben dirette e presentano dettagli quali arti mozzati e uccisioni che si rivelano di grande impatto e credibili. Il passaggio tra i piani di ripresa è sempre fluido e non interrompe quasi mai l’attenzione dello spettatore.

Tuttavia, la scelta che ci rende perplessi, è quella di inserire inquadrature in soggettiva. In alcune occasioni, infatti, la camera passa al punto di vista di Master Chief mostrando a schermo l’hud di gioco tipico di Halo. Si tratta di una scelta sicuramente azzardata che non ci sentiamo di promuovere appieno. Sebbene in alcuni casi questo passaggio sia giustificato e aiuti lo spettatore ad apprendere elementi aggiuntivi, in molti altri casi sembra una semplice citazione superflua al mondo videoludico.

La paura più grande, infatti, è che Halo, come molte altre trasposizioni di opere videoludiche, si possa perdere in un citazionismo futile sia a livello visivo che narrativo. Anche in questo caso, si tratta solo del primo episodio ed è impossibile esprimere un giudizio complessivo ma la strada intrapresa sembra quella.

Pianeti e alieni

Un plauso, invece, va fatto al comparto scenico di Halo. Le ambientazioni sono tutte realizzate in modo credibile e realistico, rendendo il mondo narrativo molto più interessante. Sin dall’inizio del primo episodio, infatti, il pianeta in cui prendono il via gli eventi risulta molto simile alla Terra ma senza ritrovarsi ad esserne la copia esatta.

Anche altri ambienti come la sede degli ONI o la nave di Master Chief presentano una propria originalità e una buona presenza scenica. Tutto ciò, viene poi avvalorato dalle scelte di regia che, grazie a ritmi serrati nelle scene d’azione e calmi nei dialoghi, riescono ad esaltare gli ambienti.

Allo stesso modo, anche i Covenant, pur sembrando delle creature da film di fantascienza piuttosto standard, sanno rendersi interessanti. La loro presenza in scena crea subito una minaccia terribile e i modelli sono realizzati in modo da renderli decisamente temibili e minacciosi.

Per proseguire il paragone con Mandalorian, ci aspettiamo che anche in Halo siano presenti moltissimi pianeti popolati da creature interessanti e speriamo di vederne già nel prossimo episodio. Sarà molto difficile per la serie di Paramount+ raggiungere quei livelli di dettaglio e originalità ma le premesse potrebbero essere incoraggianti.

Commento finale

Il primo episodio di Halo pone le basi per una storia che si preannuncia interessante, seppur con qualche riserva legata all’eccessiva somiglianza con Mandalorian nella struttura narrativa. L’intreccio iniziale, infatti, è lo stesso della serie Disney ma per giudicarne gli sviluppi sarà indispensabile vedere lo svolgimento dei restanti otto episodi. La speranza è che la serie si possa distaccare da quel canovaccio, in modo da trovare una sua originalità. Sotto un punto di vista registico, la serie di Paramount+ mostra molte scelte interessanti che vengono avvalorate da una buona scenografia. Alcuni dubbi sono presenti nella scelta di usare così spesso la visuale in soggettiva ma, se sfruttato bene, potrebbe comunque rivelarsi come un tratto distintivo. Per un giudizio finale, attendiamo la conclusione della prima stagione.

Antonio Rodofile
Già da prima di imparare a scrivere, i miei genitori mi hanno messo un pad tra le mani. Quel pad, nel corso degli anni, ha cambiato forma, dimensioni, peso ma la passione è rimasta invariata. Dopo tanti anni di studi tra media, cinema e videogiochi, sono sbarcato un po' per caso e un po' per destino nella critica videoludica che concilia le mie due più grandi passioni: scrivere e giocare.

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