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Sarete voi a fare la differenza.
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Inizia il conto alla rovescia.
Final Fantasy IV, in arrivo la versione PC
Dopo il successo del terzo.
Recensione Hyrule Warriors
Un eroe, tanti nemici
Versione testata Wii U.
Dai maestri del genere musou, Hyrule Warriors è il nuovo action game, sviluppato da Tecmo Koei e Nintendo, in arrivo in esclusiva su Wii U; sfruttando il sistema di gioco, ormai collaudato, della serie Dynasty Warriors, la nuova ip sfrutta gli asset, i personaggi, le ambientazioni e le storie dei più famosi The Legend of Zelda, per creare un mix di azione e combattimenti epici senza limiti, contro i super-cattivi più famosi affrontati da Link.
Se pensavate che si fosse raggiunto un punto di staticità nello sviluppo o nell’utilizzo dei franchise per la creazione di spin-off quanto mai originali, avete fatto un grosso errore di calcolo: la grande N dimostra ancora una volta di saper mettere a ferro e fuoco ogni sua singola licenza, sfruttando i trend più disparati e riuscendo ad integrare efficientemente ogni singolo elemento di gioco, quasi ad unire i vari pezzi di un puzzle e riuscendo a ricostruirne un’immagine perfetta.
Non è stato solo un brutto sogno!
Come ogni videogioco della serie The Legend of Zelda, non poteva mancare la nostra cara principessa, Zelda per l’appunto: questa volta la ragazza ha avuto un brutto sogno, in cui l’oscurità sta prendendo il sopravvento sul Regno di Hyrule. Destatasi in preda al panico, la principessa racconta ad Impa le sue preoccupazioni in merito a quello che sembra essere a tutti gli effetti un sogno premonitore. Con la giovane della tribù Sheika, Zelda si reca allora sulle mura del castello per tranquillizzarsi e prendere una boccata d’aria fresca: dal suo punto d’osservazione è visibile anche il centro d’addestramento reclute, dove Link, ancora ignaro del suo destino glorioso, sconfigge con una prodezza un avversario, attirando l’attenzione della nobile fanciulla. Si tratta però solo di un fugace momento di gloria, perché un messaggero giunge a portare cattive notizie: orde di demoni stanno invadendo il regno! Link, sebbene non faccia ancora parte delle forze armate regolari, decide comunque di scendere in campo: ha così inizio la nostra avventura!
La storia però non è al centro di questa produzione: nelle circa 15-20 ore di campagna, il livello narrativo non spicca mai per originalità o particolare attenzione nel caratterizzare personaggi già arcinoti. Ciò che interessa, infatti, è ben altro.
Tra vecchie conoscenze e novità
Il menù d’avvio del gioco ci dà inizialmente accesso ad una sola possibilità di scelta: avviare una nuova partita in modalità leggenda. Si tratta infatti della campagna classica, durante la quale saremo in grado di portare a termine l’avventura e sbloccare la maggior parte dei personaggi. Si attiverà in seguito la modalità libera, dove ripercorrere le nostre gesta con personaggi diversi, e quella avventura, che ci proporrà sfide e obiettivi da portare a termine in determinati scenari, per ottenere nuovi personaggi e potenziamenti.
Sul campo di battaglia ci aspettano ovviamente un’infinità di nemici da prendere a “mazzate”! Sarà possibile effettuare attacchi combo utilizzando il tasto Y del nostro controller, oppure attacchi potenti con il tasto X: entrambi gli attacchi saranno concatenabili tra loro e sta a noi trovare la combinazione più efficace. Acquistando gli Stemmi, poi, è possibile aumentare la varietà delle combo. Importante anche il ruolo di schivate e parate, con i tasti, rispettivamente, B e ZL. Da non dimenticare, inoltre, la presenza degli oggetti secondari quali Bombe, Arco e tanto altro ancora appartenente al franchise di The Legend of Zelda: tali oggetti sono indispensabili nella sconfitta di alcuni nemici e nella risoluzione di enigmi, oltre ad essere utilizzabili liberamente tramite il tasto ZR.
Ogni personaggio ha poi un attacco speciale, attivabile, premendo il tasto A, quando l’apposito indicatore sarà pieno, e un incantesimo, un potere da attivare con R che aumenta velocità e possibilità di abbattere le difese nemiche. Avanzare all’interno del gioco sarà piuttosto semplice, anche troppo forse. A difficoltà difficile, tuttavia, il livello di sfida sarà abbastanza impegnativo.
Molte le tipologie di nemici presenti: minion, capi d’avamposto e di presidio, rifornitori (da eliminare per ripristinare la nostra barra salute), incursori, fortificatori, guaritori e messaggeri. Un poco più impegnativo è sconfiggere gli evocatori, in grado di richiamare altri nemici sul campo, i capitani e i possenti generali. Tre sono poi le strutture in cui saranno rintanati i nostri avversari (e i nostri alleati): basi, la cui conquista decreta la nostra vittoria o sconfitta, avamposti e presidi. Una volta completata la missione, conquistando le strutture e sconfiggendo i vari nemici che ci si porranno contro, verremo posti di fronte allo scenario di recap finale ove ci sarà possibile vedere il quantitativo di Rupie ottenuto (da spendere poi nel Bazar) ed i materiali raccolti.
Seppur Hyrule Warriors sia effettivamente derivato da Dynasty Warriors, è innegabile che un qualcosa di diverso è riuscito a spezzare il senso di monotonia ormai intrinseco nel musou di Tecmo Koei. Siamo rimasti piacevolmente stupiti da questa collaborazione e ci auguriamo con tutto il cuore che il rapporto continui, donandoci altre vere e proprie perle di gameplay. Se giocando a vari esponenti del genere già brevi sessioni di gioco sono risultate particolarmente noiose e stancanti, possiamo assicurarvi che la flessibilità di questo nuovo titolo riuscirà a mantenervi ben svegli per tutta la sua durata e oltre. Stimolante è infatti anche la ricerca di tutti i collezionabili presenti, dai personaggi alle armi, dai portacuori alle immancabili aracnule d’oro (e i loro pezzi di puzzle).
E se avessimo bisogno di una mano…
Un’altra sorpresa in Hyrule Warriors è sicuramente la modalità due giocatori: è infatti possibile affrontare l’intera Modalità leggenda con l’ausilio di un secondo controller. Ma non è tutto, perchè ognuno può giocare sul proprio schermo! Grazie al Gamepad Wii U, infatti, niente più split-screen (finalmente). Oltre alla modalità di gioco in locale, Hyrule Warriors presenta inoltre funzionalità online che ci permettono, in Modalità avventura, di affrontare alcune sfide per aiutare i Link da “Altri Mondi”; è da notare che tali funzionalità non permettono il gioco online, ma soltanto l’acquisizione di nuove sfide: maggiore sarà la difficoltà di tali sfide, maggiori saranno le ricompense (migliori se il Link aiutato è presente nella nostra lista amici).
Come per tutti i giochi Wii U, o quasi, è possibile sfruttare le funzionalità di Miiverse per aver accesso a discussioni e poter postare immagini direttamente dalla propria console.
Ci vorrebbe una svecchiata…
Se dal punto di vista del gameplay siamo rimasti notevolmente soddisfati, dal punto di vista tecnico Hyrule Warriors mantiene i difetti cronici del genere. Il titolo si presenta in modo molto pulito, senza sbavature, per merito della risoluzione interna a 720p – upscalata poi a 1080p – di un probabile filtro anti-aliasing e dei modelli poligonali non eccelsi ma dignitosi. Le texture, tuttavia, poche dettagliate e piatte, sembrano appartenere ai giochi sviluppati nei primi anni della precedente generazione; anche la presenza di oggetti all’interno degli scenari è limitata al minimo indispensabile e dove sarebbe stato opportuno utilizzare appositi modelli tridimensionali, ci troviamo spesso a vedere texture messe come “tappabuchi”. Inutile dire che Wii U non sia un mostro di potenza, tuttavia Mario Kart 8 è stato in grado di aprirci gli occhi in merito alle potenzialità tecniche della console e siamo dunque sicuri che un maggiore labor limae da parte di Tecmo Koei avrebbe potuto donare risultati sicuramente più interessanti. I tanti difetti vengono comunque contro-bilanciati dalla vasta palette cromatica che riesce a donare vividezza e vita al mondo.
La colonna sonora è, prevedibilmente, qualcosa che ci sembra di aver già ascoltato; infatti i brani sono ispirati a quelli provenienti dai vari capitoli della saga The Legend of Zelda e riadattati allo scenario più frenetico offerto dal titolo: da questo punto di vista non rimarrete insoddisfatti!
Nel complesso, pur peccando dal punto di vista grafico, il titolo resta godibilissimo ed entusiasmante.

Commento finale
Hyrule Warriors è in tutto e per tutto un prodotto migliore dei più recenti Dynasty Warriors: sarà forse merito del tocco della casa di Kyoto e del fascino della leggenda di Zelda? O saranno forse le numerose funzioni presenti all’interno del titolo? Trovare una risposta univoca ci risulta difficile, ma siamo pienamente convinti che la collaborazione tra Tecmo Koei e Nintendo sia un successo. Hyrule Warriors non è “solo un altro musou” e presenta tutte le potenzialità per valutare approfonditamente l’idea di un’espansione del franchise verso questo “nuovo” genere, verso nuovi territori e, perchè no, potrebbe diventare uno spunto di riflessione per l’utilizzo delle licenze Nintendo in diversi e variegati ambiti videoludici. Tecmo Koei ha poi superato se stessa, con un gameplay profondo, semplice e mai noioso; da rivedere la parte tecnica, che presenta, come al solito, un ampio margine di miglioramento che ogni volta speriamo invano sia sfruttato.
In definitiva, se possedete Wii U e siete alla ricerca di un nuovo titolo che possa intrattenervi, Hyrule Warriors è ciò che fa per voi; se non possedete Wii U e state valutando l’acquisto della console, Hyrule Warriors potrebbe convincervi a fare il salto: un action game valido è merce rara di questi tempi e potrebbe da solo valere l’acquisto di una console, se poi aggiungiamo la già vasta libreria disponibile e le future uscite, tra cui spicca l’ormai vicinissimo Bayonetta 2, non può essere altro che un acquisto sicuro!
| Pro | Contro |
|---|---|
|
– Una ventata d’aria fresca al franchise
– Gameplay divertente e mai noioso
– Centinaia di segreti
|
– Difficile superi i pregiudizi degli occidentali
– Convince poco graficamente
|
| Voto Globale: 90 |
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PlayStation Plus
Murasaki Baby – 20% di sconto fino al 24 settembre
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PlayStation 4
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Prezzo: £7.99/€9.99/AU$14.95
PlayStation Vita
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Prezzo: £3.29/€3.99/AU$5.95
Murasaki Baby
Prezzo: £7.99/€9.99/AU$14.95
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Prezzo: £3.29/€3.99/AU$5.95
PlayStation Mobile
Steam Lands (£3.39/€4.29/AU$7.45)
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Solbrain I – Village (£5.89/€7.49/AU$12.45)
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- Sniper Rifle Weapons Pack (£2.49/€2.99/AU$4.55)
War Thunder
- Hunter Starter Pack (£14.99/€17.99/AU$26.95)
- Attacker Starter Pack (£14.99/€17.99/AU$26.95)
- Tank Destroyers Advanced Pack (£24.99/€29.99/AU$44.95)
- Shielded KV-1E Starter Pack (£14.99/€17.99/AU$26.95)
- IL-2 Avenger Starter Pack (£14.99/€17.99/AU$26.95)
- Victory is Ours Advanced Pack (£24.99/€29.99/AU$44.95)
- Guards Starter Pack (£8.99/€10.99/AU$16.45)
- LaGG-3 34 Starter Pack (£8.99/€10.99/AU$16.45)
- Defenders Advanced Pack (£14.99/€17.99/AU$26.95)
PS3 DLC
Fairy Fencer F
- First Aid Pack for Newbie Fencers (Gratis)
- Beginner’s Synthesis Kit (Gratis)
GRID Autosport
- Touring Legends Pack (£9.99/€12.99/AU$19.45)
LittleBigPlanet 2
- Run Sackboy! Run! T-shirt (Gratis)
- World Peace Day Costume (Sept Seasonal) (Gratis)
Naruto Ultimate Ninja Storm Revolution
- Jinchuriki Costume Pack 1 (£1.69/€1.99/AU$2.95)
- Jinchuriki Costume Pack 2 (£1.69/€1.99/AU$2.95)
Sniper Elite 3
- Axis Weapons Pack (£2.49/€2.99/AU$4.55)
- Save Churchill, Part 2: Belly of the Beast (£6.49/€7.99/AU$11.95)
- Eastern Front Weapons Pack (£2.49/€2.99/AU$4.55)
- Sniper Rifle Weapons Pack (£2.49/€2.99/AU$4.55)
PS Vita DLC
LittleBigPlanet PlayStation Vita
- Run Sackboy! Run! T-shirt (Gratis)
- World Peace Day Costume (Sept Seasonal) (Gratis)
Run Like Hell
- Medium Coin Pack (£1.69/€1.99/AU$2.95)
- Big Coin Pack (£4.99/€5.99/AU$8.95)
- Great Coin Pack (£7.99/€9.99/AU$14.95)
- Dead Man’s Chest (£15.99/€19.99/AU$29.95)
- Small Coin Pack (£0.79/€0.99/AU$1.45)
Offerte della settimana
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Pirates of the Caribbean – Prezzo intero £7.99/€9.99/AU$14.95, Prezzo scontato £2.89/€3.49/AU$5.25
Peter Pan Double Pack – Prezzo intero £8.99/€10.99/AU$16.45, Prezzo scontato £3.29/€3.99/AU$5.95
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Disney Universe – Neverland Level Pack – Prezzo intero £3.99/€4.99/AU$7.55, Prezzo scontato £1.49/€1.75/AU$2.65
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Driveclub, ecco i dati Doxa sulla Team Generation
Il mondo è sempre più social.
In occasione della presentazione di Driveclub, Sony ha divulgato i dati Doxa sulla “Team Generation”: tra i 14 e i 34 anni, 7/8 milioni di ragazzi scelgono di fare squadra, nello sport e nel tempo libero (ma non nello studio).
Alleghiamo il comunicato stampa con tutti i dettagli dell’indagine.
Ecco la Team Generation: 7/8 milioni di 14-34enni che scelgono di “fare squadra” nello sport e nel tempo libero e Driveclub, videogioco in esclusiva per PS4, incarna i desideri di questa generazione
In occasione del lancio di DRIVECLUB, il primo videogioco “sociale” dedicato al mondo del racing, sono stati presentati i risultati della ricerca, commissionata a Doxa da Sony Computer Entertainment Italia, che fotografa un mondo fatto di giovani sempre più disposti alla condivisione piuttosto che alle sfide solitarie. Il 61% ha una squadra o un team al quale è (o è stato) affiliato… Solo lo studio è meglio viverlo da soli, tutto il resto è da condividere. Incontrano altri coetanei online giocando in multiplayer, nel lavoro preferiscono inventarsi una start up con qualche amico piuttosto che cercare di scalare le vette del successo da soli. Preferiscono gli sport di squadra (calcio, pallavolo e basket più di ogni altro) e concepiscono le vacanze solo come momento per fare nuove amicizie. Perché l’unione fa la forza e insieme si “vince” di più e meglio che da soli.
Partiamo da un dato di fatto, per alcuni aspetti non proprio scontato. Il 61% dei giovani di età compresa tra i 14 e i 34 anni – spiega la ricerca Doxa, realizzata su un campione di 500 giovani, e commissionata da PlayStation (Sony Computer Entertainment Italia) in occasione della presentazione di DRIVECLUB, il primo racing game “sociale” – fanno parte (o hanno di recente fatto parte) di una squadra o di un team. Parliamo di circa 7/8 milioni di ragazzi e ragazze, accomunati da una passione che diventa una “tessera” o un luogo fisico in cui ritrovarsi.
A guidare la graduatoria di questi momenti/occasioni di “unione” generazionale due elementi che raccontano bene anche l’approccio alla vita di questi ragazzi: da un lato lo sport (per il 71% dei giovani), dall’altro l’impegno sociale/volontariato (25%). A seguire tra i momenti di condivisione troviamo la musica (7%) e la cultura/visite culturali (7%).
In particolare, dall’esperienza personale alle passioni da spettatore, lo sport di squadra stravince su quello a forte componente individualistica: le attività agonistiche “dove ognuno contribuisce al successo, anche se poi alcuni si mettono in luce più degli altri”, raccolgono il 68% dei consensi. Mentre gli sport da one man show “dove una persona sfida gli altri e vince, o perde, con le sue forze” piacciono solo a 1 giovane (24%) su 4.
La graduatoria degli sport di squadra per eccellenza vede, oltre al calcio, primo assoluto con il 59% dei consensi, salire sul podio anche la pallavolo (45%) e il basket (36%). A seguire, tutti tra il 16% e il 20%, il rugby, la pallanuoto e il nuoto sincronizzato.
Ma condividere non significa solo sport di squadra. Tra le “nuove parole” della Team Generation c’è sicuramente anche “Share play”, che si affianca a termini come “co-housing”, “co-working” e “car sharing”.
Dai dati Doxa emerge che 1 giovane su 4 (25% – pari a circa 3,3 milioni di ragazzi) ama giocare insieme ad amici che vivono in ogni parte del mondo attraverso videogame multigiocatore, e un’altra bella fetta (19%, altri 2 milioni circa) si dice molto interessata a farlo al più presto. E’ il cosiddetto “fenomeno multiplayer”.
Il 41% guarda in maniera decisamente positiva a un futuro in cui i videogiochi potrebbero diventare sempre più “socializzanti” e condivisi, mentre la dimensione del gioco individualistica e in solitaria è preferita dal 16% del campione. Il termine “Share” applicato al gioco è un merito in parte attribuibile a PlayStation, che al lancio di PS4 ha proposto un controller – primo del suo genere – dotato di tasto “Share”, un pulsante in grado di “caricare” online, in tempo reale, gli ultimi minuti di gioco, così da condividere con gli amici (e non solo) la propria performance. In appena 4 mesi dall’arrivo sul mercato, avvenuto a novembre 2013, sono state oltre 100 milioni le sessioni di gioco condivise online. In questo contesto di nuova generazione videoludica si inserisce DRIVECLUB, il gioco in esclusiva per PlayStatio®4 (PS4™), basato sulle scelte di tutti e sulla volontà di raggiungere insieme un obiettivo comune. Due chiari esempi di come il concetto di condivisione sia stato fatto proprio anche nel mondo del gaming.
L’unico aspetto sul quale la team generation rimane di stampo tradizionale e individualistico è lo studio, visto che il 61% pensa che è meglio studiare da soli “altrimenti si perde tempo e s’impara poco”, mentre quando si va in vacanza cambia tutto: il 47% la concepisce come un momento “da condividere con molte altre persone o nella quale possa conoscere nuovi amici”.
Ma è sul mondo del lavoro che troviamo la più chiara applicazione di questo spirito che trova nell’unione una “forza” nuova, da utilizzare per superare il muro delle scarse opportunità offerte dalla nostra società: il 48% (come dire 1 giovane su 2) crede che le start up di attività imprenditoriale maturate insieme con qualche amico siano “un percorso quasi obbligato, visto che da soli è molto più difficile e rispetto al passato ci sono meno occasioni per trovare o crearsi un’occupazione”.
Perde terreno, dunque, il mito del self made man: quello che da solo, con la determinazione e l’impegno, supera tutti gli ostacoli e riesce a scalare le vette del successo professionale: solo 1 giovane su 3 (32%) ritiene infatti che “è meglio provare a farcela da soli e con le proprie forze”.
Una verifica di questo diverso approccio arriva anche dal 63% degli intervistati che dichiara: “amo lavorare in team, perché è l’unico modo per crescere”. Contro un risicatissimo 4% che vede nel lavoro di gruppo un freno che non mi “permette di esprimere al meglio le mie potenzialità”.
E anche la definizione di lavoro in team non lascia margine d’incertezza: per il 77% è dato da “un gruppo di persone che grazie alla capacità di un leader costruiscano insieme un percorso e raggiungano un risultato che va oltre le capacità e le caratteristiche del leader stesso”.
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Famitsu, i voti della settimana
La prima recensione di Bayonetta 2!
Danganronpa: Another Episode (PSV) – 10/8/9/8
Kiniro no Corda 3: Another Sky (PSP) – 9/9/9/8
Bakumatsu Rock Ultra Soul (PSV/PSP) – 8/8/8/8
The Legend of Heroes: Sen no Kiseki II (PS3/Vita) – 8/8/8/7
Toki Tori 2+ (Wii U) – 8/8/7/7
Custom Monsters (3DS) – 8/7/7/8
Haikyu!! Tsunage! Itadaki no Keshiki!! (3DS) – 7/7/8/7
Kamisama to Unmei Kakusei no Cross Thesis (PS3) – 8/7/6/7
Killer Instinct (XBO) – 8/7/6/7
Monobeno: Pure Smile (PSV) – 6/8/7/6
Satomi Hakkenden Hamaji Hime no Ki (PSP) – 7/7/7/6
Gardenscapes (3DS) – 6/7/7/6
Recensione Fantasy Life
“You can be everything you want to be”
Versione testata Nintendo 3DS.
Ci sentivamo in dovere di citare i Queen. Non tanto perché la frase di apertura, presa da “Innuendo”, calza a pennello con lo slogan del gioco di cui ci apprestiamo a parlare, quanto piuttosto per la capacità, dimostrata dagli sviluppatori, di fondere in un unicum videoludico alcune delle meccaniche di gameplay più divententi prese da numerose ip.
Fantasy Life è infatti un’esperimento di contaminazione di generi che, possiamo dirlo subito, è riuscito alla grande. Come nel singolo dello storico gruppo britannico, ci troviamo di fronte alla sinfonia dolce di alcuni elementi che riportano ad Animal Crossing; ma poi, al’improvviso, la musica cambia letteralmente. Dimentichiamo la sensazione di statica pace della nostra cittadina e ci troviamo in mezzo all’hard rock di scontri epici, contro mostri degni dei più grandi esponenti del genere rpg. Level-5 ci mette poi il suo marchio di fabbrica, cosicché il capolavoro stilistico è dietro l’angolo.
Procediamo però con ordine.
Benvenuti al castello di Castele
La nostra avventura a Reveria (questo il nome del continente in cui è ambientato il gioco) si apre con la personalizzazione del nostro alter ego virtuale: con un editor ricco di possibilità, degno di una console domestica, possiamo così scegliere il nostro aspetto fisico all’interno del gioco, il timbro di voce durante le fasi di lotta e, ovviamente, il mestiere che andremo a svolgere in Fantasy Life.
Questo è probabilmente il momento cui guardano con maggiore timore tutti coloro che hanno già adocchiato questo titolo. Vogliamo perciò tranquillizzare subito i lettori: non sarà una scelta definitiva e, anche dopo innumerevoli battaglie, sarà possibile porre rimedio ad eventuali errori. Senza rischiare spoiler eccessivi, ci limitiamo a dire che nemmeno una brutta tosse potrà fermarci dal provare tutte le dodici classi disponibili… E ce n’è davvero per tutti i gusti! Ci piace combattere? Possiamo essere paladini, mercenari, cacciatori o maghi. Vogliamo raccogliere tutto quello che la terra ha da offrire? Minatori, taglialegna e pescatori possono insegnarci come fare. Se infine adoriamo produrre oggetti di vario tipo, ecco che abbiamo cuochi, fabbri, falegnami, sarti o alchimisti pronti ad iniziarci a queste artes. Ma facciamo un passo indietro: stavamo per incominciare l’avventura a Castele.
Dopo un risveglio turbolento, è arrivato il fatidico giorno in cui intraprendere la nostra strada verso la gloria. Non facciamo però in tempo ad uscire di casa che veniamo travolti dagli avvenimenti: prima la convocazione del re e, subito dopo, l’incontro con una strana farfalla, cancelleranno per sempre quella che sarebbe potuta essere la nostra tranquilla vita da sudditi. Inizia così una sorta di viaggio di formazione per il nostro avatar, che, attraverso numerose imprese tra sketch divertenti e malintesi, imparerà l’importanza dell’impegno quotidiano, scoprirà come entrare in contatto con la natura e capirà che il pregiuzio è spesso il miglior nutrimento per l’odio tra i popoli.
Nelle 15-20 ore circa della trama principale (ma la durata è puramente indicativa), si potrebbe tuttavia sentire la mancanza di alcuni scontri frontali contro i rivali via via incontrati. Purtroppo non si può spiegare meglio tale affermazione senza dare pesanti anticipazioni sulla storia: per rimanere sul vago, se vi aspettate scontri epici durante la main quest, preparatevi a rimanere fortemente delusi in almeno un paio di circostanze.
L’end game è infatti studiato per essere raggiunto senza troppe difficoltà a prescindere dalla classe scelta inizialmente. Decisione, questa, in parte discutibile, che permette però di fornire una maggiore varietà di approcci a svariate tipologie di giocatori. Gli amanti degli rpg più ostici, d’altronde, troveranno pane per i loro denti proprio dopo i titoli di coda.
Una vita benedetta dalla Dea
La Dea dei mestieri ci ha dunque donato la possibilità di intraprendere la carriera che preferiamo, consentendoci così di avere il giusto sostentamento a prescindere dalle nostre inclinazioni naturali. Ma non ci ha comunque privato della mobilità sociale: ogni classe è infatti collegata alle altre e, pur non essendo obbligatorio divenire paladino dopo aver passato ore nell’officina del fabbro, le statistiche del primo ci renderanno decisamente più agevole la via per diventare un eroe al servizio di Sua Maestà.
Tornando poi alle meccaniche di gioco, Fantasy Life è un piacevole mix tra Animal Crossing, Final Fantasy e l’rpg occidentale; ma è, in parte, anche la negazione di questi modelli. Con il simulatore di vita municipale, il gameplay ha in comune l’attenzione per i dettagli delle proprie abitazioni, la personalizzazione del proprio personaggio, la vocazione all’accumulo compulsivo di tutti i collezionali e la raccolta di qualsiasi cosa ci capiti a tiro, nonchè il motore grafico ed una campagna pubblicitaria a dir poco depistante; allo stesso tempo, però, non sentiremo mai quel desiderio di voler mollare tutto del post-disintossicazione, per mancanza di uno scopo nella nostra vita virtuale. Dal (j)rpg, poi, viene mutuato tutto il sistema di crescita, basato sull’incremento dell’esperienza ed il miglioramento di svariate abilità, il crafting e l’avanzamento per quest. Mancano, invece, quel grinding selvaggio intrinseco in ogni scontro precedente alle boss-fight e la ripetitività di fondo di alcune tipologie di missioni. Se poi vogliamo dirla tutta, non temiano di accostare lo stile di combattimento a quello action visto in una delle serie storiche Nintendo: la selezione del nemico, le combo di spada e arco, nonché i suoni emessi dal nostro eroe durante lo scontro, citano infatti, in maniera nemmeno tanto velata, quelli tipici di The Legend of Zelda.
Sia chiaro: l’elemento rpg rimane comunque predominante e non mancheranno quest di raccolta o eliminazione di una particolare tipologia di nemici, ma le missioni, o meglio, i desideri, saranno sempre ben distribuiti e non ci è mai capitato di dover svolgere obbligatoriamente compiti identici uno dopo l’altro. Possiamo scegliere di farlo, certo, ma non ci si sente mai costretti. Ci viene a noia combattere di spada? Possiamo imbracciare l’arco e le varie tipologie di frecce a nostra disposizione; oppure, se proprio vogliamo cambiare genere, possiamo procurarci un bastone magico ed entrare in sintonia con i quattro elementi della natura (acqua, vento, fuoco, terra).
La diversificazione, poi, non di ferma qui. A differenza delle classi di combattimento, quelle specifiche di raccolta e produzione di beni si basano su modalità di gioco totalmente differenti. Qui entrano in scena tutta una serie di meccaniche da rhythm game: colpire rapidamente con il martello, spostarsi velocemente per azionare la pialla oppure cucire i vari tessuti a tempo richiederà la pressione con diverso tempismo del tasto A. Allo stesso modo, per estrarre minerali, pescare o abbattere alberi, non sarà sufficiente un inconscio button-mashing, perché colpire a tempo e con la giusta forza aumenterà sempre le nostre chance di trovare materie prime più rare.
Multiplayer, cuccioli e alleati
Se tutto ciò di cui abbiamo parlato finora non bastasse, possiamo aggiungere che, dopo 55 ore di gioco, siamo sì riusciti ad intraprendere tutti i dodici mestieri, ma abbiamo raggiunto il massimo livello solo in uno di questi. Soltanto nelle ultime ore poi, con l’assegnazione oculata dei punti abilità accumulati fino al 43esimo livello (e mai assegnati fino ad allora, affidando alla creazioni di armi e armature potenti la crescita del nostro personaggio), siamo riusciti ad abbattere, con scontri che hanno richiesto più di un’ora, alcuni dei boss più impegnativi. I draghi.
Ma non eravamo soli. Provare a buttar giù questi colossi senza supporto sarebbe un’impresa titanica, visto che non possono essere assegnati più di 45 punti abilità a ciascuna statistica. Con noi erano così presenti due degli Npg (personaggi non giocanti) che possono via via esser reclutati, avanzando di rango nei mestieri o proseguendo nella storia. Attualmente possiamo scegliere tra ben 30 possibili alleati con abilità diverse, ma, verosimilmente, ce ne manca ancora qualcuno.
Giocare con gli amici rende, invece, la missione ancora più divertente e agevole: Fantasy Life dispone infatti di un duplice sistema multiplayer. Si possono invitare nel proprio mondo fino ad altri due giocatori reali, sia tramite wireless locale che online. Durante svariate prove non abbiamo riscontrato grandi problemi, se non qualche difficoltà a connetterci ai server; è stato però sufficiente inserire l’indirizzo ip della console nella dmz (demilitarized zone) per giocare senza ulteriori fastidi. Nintendo ha questa volta offerto un sistema online completo di chat testuale, ma siamo ancora lontani da qualcosa di veramente utile per parlare in-game: avere meno di venti caratteri a disposizione è veramente troppo poco. Il sistema “Link”, invece, permette di condividere con gli amici i propri progressi nel gioco e di inviare, sempre con pochissimi caratteri a disposizione, brevi status in stile social network. Niente di trascendentale, ma comunque è già un piccolo passo avanti visto il conflittuale rapporto della grande N con le chiaccherate durante il gaming online. Manca purtroppo del tutto una modalità PvP (Player vs Player).
Per seguire gli insegnamenti della Dea, infine, saremo chiamati ad aiutare gli altri abitanti del continente: che siano pirati, maghi, nobili o nimbi (popolazione invero nimbosteriosa), tutti potranno richiedere il nostro supporto. Realizzando i desideri di ciascuno, saremo premiati con un surplus di felicità, che ci permetterà di portare uno zaino più grande, accedere a bonus di vario genere oppure di adottare degli adorabili (ma non per questo indifesi) cuccioli. Cani e gatti (e con il Dlc del day-one Origin Island, di cui non sappiamo ancora il prezzo, anche piccoli draghi) potranno dunque alloggiare nelle nostre case e accompagnarci durante l’esplorazione.

Tra colori pastello e disegni curati
Come già anticipato, Fantasy Life riprende a piene mani dal motore grafico di Animal Crossing. In questo caso, però, non solo il level design è decisamente più curato, ma anche le scene di intermezzo, affascinanti nonostante una compressione eccessiva della qualità video, contribuiscono ad accrescere l’accuratezza l’artistica della produzione. Sia nei disegni, che nella composizione della colonna sonora, si nota poi la presenza di due artisti di alto livello, storicamente legati alla serie Final Fantasy: l’illustratore Yoshitaka Amano ed il compositore Nobuo Uematsu. Il comparto sonoro rappresenta infatti un’altra eccellenza della produzione, con effetti sonori e musiche in grado di immergere totalmente il giocatore nel mondo fittizio in cui si trova ad operare.
Nonostante le limitazioni di una console giunta a fine ciclo vitale, Fantasy Life riesce così a farsi ammirare anche nel suo comparto tecnico, grazie a scenari ampi e ad una buona fluidità di gioco persino nelle situazioni più concitate (sporadici e poco significativi i cali di framerate).
Commento finale
Fantasy Life finisce di diritto tra i titoli più divertenti tra quelli provati nel corso del 2014, non solo su 3DS. Pur con un paio di anni sulle spalle (la versione giapponese è di fine 2012), il gioco sviluppato da Level-5 conferma la capacità dello studio di creare sempre qualcosa di originale e affascinante. Con un gameplay tra i più profondi e divertenti visti in questa generazione portatile e numerose possibilità di approccio, adatte a giocatori di ogni livello, questo piccolo grande gioco di ruolo è in grado di avvicinare e fondere più generi, incontrando così i gusti di un pubblico difficile da definire in maniera univoca.
Facile, invece, etichettarlo come un must-have per tutti i possessori della portatile di casa Nintendo.
| Pro | Contro |
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– Personalizzazioni per tutti i gusti
– Diversi approcci di gioco, pre e post end-game
– Gameplay che offre tanti variabili
– Artisticamente notevole
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– Manca una vera boss-fight per la main quest
– Chat online praticamente inutilizzabile
– Una modalità PvP avrebbe reso il gioco infinito
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| Voto Globale: 90 |
Bloodborne, al via una fase Alpha
Attenzione, potreste essere selezionati.






