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Sony lancia una nuova promozione per l’acquisto di PS4 Pro

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Fino a 210 euro di rimborso.

Lo standard 4K non è ancora diffusissimo, ma per tutti coloro che hanno già in casa una TV 4K o un monitor 4K sembra che sia giunto il momento di passare a PlayStation 4 Pro.

Sony ha appena dato il via ad una conveniente iniziativa, valida da oggi 19 giugno e fino al 30 luglio, che prevede,  per quanti decideranno di acquistare una PlayStation 4 Pro, riportando la “vecchia” console, un rimborso fino a 210€.

Innanzitutto effettuate l’acquisto presso un rivenditore che aderisce all’iniziativa (qui trovate l’elenco). Dopodiché potrete fare richiesta di rimborso entro 14 giorni dall’acquisto e ricevuta la conferma non dovrete far altro che spedite la “vecchia” console e attendere quindi il bonifico con il rimborso.

Per partecipare all’iniziativa e/o ottenere maggiori informazioni consultate il sito ufficiale a questo indirizzo.

Dove acquistare PS4 Pro.

Vediamo insieme le principali offerte legate a PS4 Pro presenti sul web:

  • Amazon.it vende PS4 Pro attualmente a 347 euro, la potete trovare qui.
  • Su GameLife trovate la console al prezzo di listino di 399 euro, ma non è detto che non venga scontata nelle prossime ore: potete visionare l’articolo qui.
  • Unieuro propone PlayStation 4 Pro a 389 euro, in questo articolo.
  • Carrefour offre una PlayStation 4 Pro assieme a Wipeout e ad un abbonamento al PlayStation Plus da 90 giorni a 399 euro, ma rimborsandovi 50 euro in buoni spesa. Trovate l’offerta qui.
  • Trony propone la console a 329.90, qui.
  • Da Console Planet potete averla a 349 euro.

L’inizio di Hitman è ora disponibile per il download gratuito

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Per chi se lo fosse perso!

Da oggi i giocatori potranno scaricare e provare tutta la prima location di Hitman – The Complete First Season.

Chi scaricherà il gioco gratuitamente avrà accesso a tutta la prima parte ‘ICA Facility’ che comprende:

  •        2 missioni, incluse tutte le cut-scenes
  •        2 Escalations Contract
  •        Più di 40 Sfide
  •        17 Achievements/trofei

I giocatori potranno mantenere tutti i progressi se passano al gioco completo e potranno sfruttare una promozione con uno sconto fino al 60% su tutte le piattaforme per una settimana.

“Sono orgoglioso di annunciare che il nostro studio indipendente invita tutti i giocatori a provare l’inizio di  Hitman gratuitamente. Hitman è un titolo molto apprezzato e speriamo che con questa iniziativa molti nuovi giocatori si innamoreranno del titolo.” Ha dichiarato Hakan Abrak, CEO Io-Interactive.

 

Ricordiamo che la prima stagione di Hitman – The Complete First Season è disponibile per il download su PlayStation 4, Xbox One e Steam.

Auto d’epoca: ecco le auto che hanno fatto la storia

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Le auto che hanno fatto la storia

Le auto antiche? Una passione conosciuta soprattutto dagli italiani: sono infatti numerosi gli amanti delle quattro ruote che hanno fatto la storia del comparto automotive del nostro Paese, e che hanno ovviamente rappresentano intere generazioni. Normale, dunque, che oggi il mercato veda diversi modelli molto popolari, anche a distanza di 40 anni o più, e che siano diversi i collezionisti che fanno quotidianamente a gara per accaparrarseli. D’altronde basta visitare le pagine dedicate alla vendita delle auto d’epoca, come quella ospitata dal sito automobile.it, per vedere quanto siano ancora popolari e di tendenza. Ma i vantaggi delle auto d’epoca vanno oltre la passione: possederne una costa davvero poco, date tutte le agevolazioni relative all’assicurazione e al bollo. E poi non si svalutano mai: anzi, possono anche diventare l’occasione per realizzare un guadagno in fase di rivendita. Ma quali sono le auto che più hanno fatto la storia?

La Fiat 500

La Fiat 500, ancora oggi, rappresenta l’auto più amata e acquistata in Italia. Nata nel 1936, questa automobile non ha perso un solo centimetro della sua bellezza e del suo fascino, nonostante i continui aggiornamenti necessari per adeguarsi alle nuove tendenze. Ma quali sono le caratteristiche che rendono così apprezzati i diversi modelli di Fiat 500? Innanzitutto l’economicità, seguita a ruota da un design compatto e tutto curve, rappresentanza dell’eccellenza del made in Italy.

La Audi 100

La Audi 100 è un altro glorioso esempio di come le modifiche effettuate nel corso degli anni non abbiano minimamente intaccato il valore di questa spettacolare e squadrata auto storica. Qui, però, abbandoniamo il campo delle utilitarie ed entriamo nel merito di un’automobile potente e ruggente, che venne lanciata sul mercato nel lontano 1968 e che ancora oggi vanta una lunga schiera di appassionati. Anche per via del fatto che l’Audi 100 venne utilizzata da James Bond nella pellicola “007 – Zona Pericolo”, divenendo famosa per le spericolate acrobazie di Timothy Dalton.

Il Maggiolino

Probabilmente non esiste un’altra auto in grado di vantare il fascino ed il curriculum cinematografico che appartiene al mitico Maggiolino: nato nel 1934, e annunciato da Adolf Hitler in persona, quest’auto tedesca divenne presto l’emblema della classe media. Dopo che ebbe attraversato le vicissitudini della Seconda Guerra Mondiale, il Maggiolino entrò a Hollywood e da lì la sua diffusione divenne capillare anche in Italia, quando nel ’63 furono ben 42.000 i Maggiolini venduti.

La Range Rover

La Range Rover viene a ragion veduta considerata come il precursore dei moderni SUV: dimensioni da urlo, comodità, potenza del motore uniti ad un’eleganza degli interni e ad una modernità fino a quel momento sconosciuta in un’auto. Il primo modello venne lanciato nel 1970: una data dunque destinata a fare la storia dei fuoristrada moderni.

La Lamborghini Miura

Lanciata nel 1965 durante il Salone dell’Auto di Torino, la Lamborghini Miura divenne ben presto un’icona per gli amanti delle auto sportive: merito della sua sconfinata potenza, del suo design futuristico, del suo classico colore giallo canarino e di dettagli storici come i fari a scomparsa. Oggi la Miura è un’auto da collezione top, non a caso posseduta da star del calibro di Nicolas Cage ed Elton John.

 

Il creative director Matt Prior dice la sua sul tanto discusso Momentum nella serie FIFA

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Non esiste

Diversi mesi fa, un utente aveva scovato alcune particolari linee di codice del gioco ed in particolar modo alcune di esse sembravano effettivamente far riferimento al tanto discusso “Momentum” che accompagna la serie di FIFA praticamente da sempre. Il materiale raccolto è stato prontamente sottoposto all’attenzione del creative director Matt Prior. Come riportato da Eurogamer.net., Prior ha quindi detto la sua sul fenomeno in questione.

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Ecco le sue parole:

“È qualcosa che ci chiedono spesso. C’è qualcosa che rende scriptate certe situazioni? Posso assicurarvi che non c’è nulla del genere. È semplicemente calcio, quelle cose possono succedere. C’è il concetto di errore all’interno di alcuni algoritmi per esempio negli stop. È qualcosa di costruito all’interno del gioco ma è misurato su un livello individuale. Non tiene conto del punteggio o del minuto, non considera il fatto che ti trovi sull’1-0 al novantesimo minuto. Può succedere in qualsiasi momento, fa parte della bellezza dello sport. Può essere frustrante a volte ma è la natura del calcio.

“Sono un fan del Manchester City. L’ultima partita ha avuto un possesso palla dell’80% ma al primo tiro il Middlesbrough ha segnato. Per me si tratta di qualcosa di molto frustrante. Se ci fosse una cosa del genere in FIFA mi verrebbe da pensare che sia scriptato ma in realtà ci sono degli errori nel calcio, fa parte dell’essenza dello sport. Se tutto fosse prevedibile e uniforme toglieresti parte del cuore e dell’anima del calcio”.

Prior sottolinea che gli errori dipendono da molti fattori e che EA non sta “barando”.

“Non volete che dei difensori di quarta divisione stoppino meglio di Messi vero? Molto di quell’aspetto è legato alle statistiche. Altro alla fatica. Se un giocatore è stanchissimo commetterà degli errori. Ci sono molti fattori che causano degli errori ma fondamentalmente questo è il calcio.

Queste parole vi convincono?

Rivelata la data di uscita di Gran Turismo Sport?

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La fonte del rumor sembra essere affidabile

Gran Turismo Sport è il racing game in esclusiva PS4 sicuramente più atteso e fino ad oggi, tranne le date riportare dai placeholder non si conosceva ancora con esattezza quando il gioco sarebbe stato pubblicato. Sebbene rappresenti un rumor e come tale dobbiamo prenderlo, come riportato da WccfTech, grazie all’Official PlayStation Magazine del Regno Unito e nel dettaglio nel prossimo numero di luglio, è stata rivelata la data di pubblicazione di Gran Turismo Sport.

Infatti, la rivista propone come data d’uscita del gioco il 16 novembre. Ricordiamo ancora una volta che si tratta di un rumor ma che in passato la fonte si è rivelata piuttosto affidabile.

Cosa ne pensate a riguardo?

Nuovo aggiornamento 3.0.0 per Nintendo Switch disponibile al download

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Tante novità

Nintendo Switch si aggiorna alla versione 3.0.0 e le novità dell’update sono davvero tante.

Sarà finalmente possibile aggiungere amici direttamente dalle liste di Nintendo Wii U e Nintendo 3DS e ricevere una notifica quando uno dei vostri amici è online. Non riuscite più a trovare uno dei vostri preziosi Joy-Con? Nessun problema, sarà possibile ritrovarlo semplicemente inviando un segnale che lo farà vibrare. Sono state inoltre aggiunte anche delle icone profilo giocatore dedicate all’attesissimo Splatoon 2, è possibile registrarsi a un canale per ricevere notizie su un determinato titolo, si può cambiare l’ordine delle icone nel menù Home, si possono regolare il volume di cuffie e dei suoni di sistema. Introdotto anche il supporto per le tastiere USB per la messaggistica e l’utilizzo del Controller Pro in modalità Wired.

Migliorata infine la stabilità, attraverso la risoluzione di piccoli bug!

Atari ritorna sulla scena con una nuova console

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Back to the future.

Non è uno scherzo, Atari, società americana, fondata nel 1972 da Nolan Bushnell e Ted Dabney, dopo essersi ritirata dalla scena dell’intrattenimento videoludico diverso tempo fa, proprio in queste ore, con un annuncio che spiazza un po’ tutti, ha deciso di tornare prepotentemente sulla scena con una nuova console.

Come riportato da GamesBeat a proposito è intervenuto anche il CEO di Atari, Fred Chesnais : “Siamo tornati nel business della produzione di hardware”. Una frase breve e concisa. L’unica cosa che sappiamo è che l’hardware si baserà su una tecnologia PC e che presto ne sapremo di più!

Recensione DiRT 4

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Vinci la paura.

Dopo l’ottimo DiRT Rally che ha visto la luce lo scorso anno (QUI potete leggere la nostra recensione), Codemasters torna ad alzare ghiaia e polvere con il nuovo DiRT 4, “sequel” del terzo capitolo uscito nel lontano 2011. Questa volta, lo sviluppatore ha deciso di abbandonare la gymkhana del famoso pilota Ken Block, figura cardine in quel di DiRT 3, per lasciare spazio ad un’esperienza di rally più pura.

Tra un intertempo e l’altro, colpi di freno a mano e curve non sempre affrontate in modo impeccabile (a danno delle nostre auto), DiRT 4 si è comportato bene e ha saputo tenerci impegnati per parecchie ore di gioco, sebbene tenda a sbandare un po’ su alcuni aspetti che scoprirete leggendo la nostra recensione.

Ingranare la marcia

Come da tradizione, al primo avvio ci verrà chiesto di creare il nostro alter ego, seppur in modo limitato: oltre ad inserire le informazioni personali quali nome ed età, potremo solamente selezionare uno fra i cinque volti predefiniti utili a rappresentare il nostro personaggio. Anche in questo capitolo sarà presente il servizio RaceNet, che permette agli utenti di tenere sotto controllo i progressi nella carriera di ogni titolo targato Codemasters.

Prima di scaldare i motori per dimostrare la nostra abilità in pista, ci verrà chiesto di scegliere fra i due stili di guida predefiniti Giocatore e Simulazione: il primo, essenzialmente, è maggiormente consigliato ai “piloti virtuali della domenica”, in quanto risulta più permissivo nel comportamento dei veicoli e offre una guida più semplificata; al contrario, il secondo offre un’esperienza realistica e sarà necessaria una buona abilità nei racing game per evitare di trasformare il gioco in un destruction derby con la natura. La difficoltà adatta a noi (in totale sono quattro) ci verrà consigliata sulla base del tempo che registreremo sul primo tracciato di prova, ma potremo comunque personalizzarla modificando svariate opzioni, tra cui l’abilità degli avversari e il numero di ripartenze, in modo da plasmare al meglio l’esperienza di gioco.

Chiunque non mastichi molto il mondo dei motori troverà decisamente utile ed interessante la DiRT Academy, che ci insegnerà tutte le nozioni base e le tecniche di guida nel rally: ci verranno spiegate le varie tipologie di curve, il significato dei numeri riportati accanto alle stesse, la differenza fra trazione anteriore, posteriore e integrale e molto altro. L’Academy, tirando le somme, funge da tutorial approfondito per non partire sprovveduti. Per quanto concerne le modalità di gioco, sono presenti la classica Carriera, le gare veloci, gli eventi Competizione quotidiani, settimanali e mensili per la community, il multigiocatore online e la modalità Asso del Volante, che offre sfide tecniche sempre più complesse in cui la nostra abilità verrà messa a dura prova. Insomma, il divertimento è assicurato decine e decine di ore di gioco.

Sulla via del talento

Come in ogni buon titolo di rally che si rispetti, il protagonista principale resta sempre il veicolo, che deve restituire il giusto feedback al giocatore in modo da regalare la miglior esperienza possibile. Anche DiRT 4 se la cava piuttosto bene sotto questo aspetto, in quanto la reattività delle auto varia in modo abbastanza marcato non solo a seconda della superficie su cui stiamo correndo (neve, ghiaia, fango…), ma anche in base al peso e al tipo di trazione della vettura. Non sarà semplice, quindi, imparare a padroneggiare gli innumerevoli bolidi che avremo a disposizione: il gioco vanta oltre 50 veicoli, passando da modelli più recenti come la Focus e la Adam fino ai più classici, storici ed amati, tra cui l’immortale Delta HF Integrale che ha lasciato un segno indelebile nel mondo delle corse di rally. Le vetture sono poi divise in diverse classi, tra le quali figurano anche i fuoristrada per gli eventi Landrush in cui gareggeremo contro altri piloti come accade anche per il Rallycross.

Prima di ogni tappa, sarà possibile metter mano all’assetto dell’auto regolandone le sospensioni, i freni ed altri parametri, il che tornerà utile agli esperti smanettoni che esigono una messa a punto perfetta. Spendendo i crediti guadagnati, inoltre, potremo rendere più resistenti la carrozzeria e i componenti del motore impedendo che si danneggino facilmente, poiché le riparazioni richiederanno del tempo per essere effettuate. E chiunque si intenda un po’ di rally sa benissimo che in questa disciplina il tempo è denaro, in particolar modo fra una tappa e l’altra: a disposizione, infatti, avremo solamente 30 minuti per la sosta di servizio entro i quali non riceveremo alcuna penalità sul cronometro.

Tra un settore e l’altro delle varie tappe di un rally, ad esempio, potrebbe anche capitare di forare una gomma: in questo caso, data la lieve entità del danno starà a noi valutare se tentare di terminare il percorso, con tutti i rischi che questa scelta potrebbe comportare, oppure fermarci per montare il ruotino di scorta, perdendo però tempo prezioso se già non navighiamo in acque proprio tranquille.

In DiRT 4 sarà nuovamente possibile creare e gestire il proprio team, formato da diversi membri che ricopriranno svariati ruoli. L’ingaggio di meccanici e ingegneri più in gamba, ovviamente, avrà un costo maggiore, ma si tradurrà a sua volta in un incremento dei profitti e dei punti esperienza ottenuti a fine gara. Per ricevere dei bonus specifici, inoltre, potremo costruire diverse strutture per la nostra squadra, come gli alloggi che permetteranno di ospitare un maggior numero di membri. Nel menu di gestione del team, poi, potremo anche personalizzare le livree, i colori e gli sponsor che sfoggeranno i nostri veicoli.

Codemasters ha lavorato bene anche al sistema dei danni, difatti in caso di incidente, oltre ad infrangere tutti i vetri e a rovinare la carrozzeria, non è raro arrivare al punto di staccare letteralmente una ruota e ritrovarsi a dover abbandonare la gara (a meno che non stiate guidando una Citroen Pallas, ma ne dubitiamo in un contesto rallystico). Se però possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti dei danni, purtroppo non possiamo dire lo stesso della fisica delle collisioni: troppo spesso, durante un ribaltamento serio, ci è sembrato che le vetture diventassero quasi “prive di peso”, volando per diversi metri per poi ritornare nella posizione corretta (permettendoci, peraltro, di proseguire senza gravi ripercussioni sull’auto). La simulazione, in questo caso, sembra lasciare spazio ad una connotazione più arcade e permissiva negli errori.

Nonostante DiRT 4 possa vantare un gameplay molto buono e assolutamente godibile, comunque, ci ha dato l’impressione di essere una spanna sotto a DiRT Rally in termini di modello di guida: sebbene risulti comunque di buona fattura e impegnativo, non riesce a regalare un’esperienza impeccabile. Innanzitutto, durante le derapate le auto non risultano armoniose e fluide ma sembrano, in un certo senso, leggermente “legnose” e permissive nei confronti di chi commette spesso errori dovuti ad un’errata impostazione delle curve. Le ambientazioni, poi, sono davvero poche, quindi scordatevi di fare il giro in mondo visitando decine di location diverse e accontentatevi di una manciata di Paesi, tra cui Australia e USA.

Adrenalina a 60 frame per secondo

Sotto il profilo tecnico, DiRT 4 non ha nulla da temere: su PlayStation 4, infatti, il titolo può contare su un frame rate granitico a 60 fps a risoluzione 1080p che rende l’esperienza decisamente fluida e appagante per qualsiasi giocatore. Il comparto grafico è di buona fattura, con un livello di dettaglio più curato nei confronti delle vetture, incluso l’abitacolo. Le ambientazioni, invece, sono più che discrete, sebbene sia stata riservata una minore attenzione nelle texture; la qualità del terreno e della polvere sollevata dalle auto, in ogni caso, risultano apprezzabili così come la realizzazione delle varie condizioni atmosferiche, in particolar modo la nebbia fitta che è in grado di mettere davvero alla prova le nostre abilità.

Per quanto concerne il comparto audio, gli effetti sonori dei motori sono stati riprodotti ottimamente e lo stesso vale per le finezze udibili guidando con la visuale interna all’abitacolo: Codemasters, infatti, ha riposto una grande cura nella realizzazione del rumore delle lamiere e dei detriti contro la carrozzeria. A comportarsi molto bene ci pensa anche il navigatore, sempre molto chiaro, vivace e preciso nel comunicarci ogni singola curva dei tracciati.

Commento finale

La vera domanda che ci siamo posti è: c’era davvero bisogno di un nuovo capitolo a distanza di un anno dall’ottimo DiRT Rally? Indubbiamente, DiRT 4 risulta essere un titolo ben realizzato e godibile per chiunque ami il mondo del rally, ma per qualche motivo non riesce a raggiungere il livello di qualità offerto dal suo predecessore del 2016, che resta un gradino sopra. Tra le varie modalità di gioco disponibili, un buon sistema di personalizzazione ed un parco veicoli vario, comunque, il divertimento è assicurato per tutti i fan delle quattro ruote.

Recensione Asus Zenbook Flip UX360UA

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L’ultrabook che è molto di più di un semplice notebook e molto di più di un semplice tablet.

Vi confesso che sono sempre stato piuttosto scettico nei confronti dei dispositivi “2 in 1”, o convertibili che dir si voglia, considerandoli da sempre un accessorio superfluo e costoso rispetto alle caratteristiche che contano davvero per un portatile: qualità dello schermo, durata della batteria, peso, prestazioni.
Quando mi è stato proposto di recensire questo Asus ZenBook Flip UX360UA ho pensato che avrei avuto finalmente l’occasione per confermarlo.

E invece sono stato piacevolemente smentito. Non solo questo Asus ZenBook Flip UX360UA è uno dei portatili esteticamente più piacevoli che mi è capitato di provare, ma anche uno dei più comodi da utilizzare, proprio grazie a questa doppia natura, un po’ portatile, un po’ tablet.

Design e funzionalità

Il design dell’ Asus ZenBook Flip è quello classico della famiglia ZenBook. La scocca è quindi interamente in alluminio spazzolato con angoli smussati su tutti e quattro i lati con un accoppiamento delle diverse parti davvero eccellente che non lascia spazio a scricchiolii o movimenti anomali della struttura. Il peso contenuto a 1,2 kg, le dimensioni poco più grandi di un foglio A4 (321 x 219 mm) e lo spessore davvero minimo di 13,9 mm ne fanno un prodotto decisamente facile da trasportare e bello da mostrare e da utilizzare. Asus Zenbook Flip è inoltre disponibile in due diverse colorazioni, grigio canna di fucile con cerniere color oro e Rose Gold, quella del prodotto in prova, decisamente più adatta al pubblico femminile. A voler fare un paragone, questa colorazione ricorda da vicino quella dei prodotti Apple, sebbene con una tonalità di rosa leggermente più carica.

La parte superiore della scocca è caratterizzata dalla riconoscibile finitura spazzolata a centri concentrici, al centro della quale campeggia il logo Asus in metallo cromato. Sul lato destro invece trovano spazio un ingresso per schede di memoria SD, la porta jack da 3,5mm per le cuffie, una comodissima USB Type-C, una porta HDMI, una porta USB 3.0 e il connettore di alimentazione e ricarica. Sul lato sinistro invece oltre ad una seconda porta USB 3.0 e ad una feritoia per la fuoriuscita dell’aria calda, trovano spazio il bilanciere per il volume, un piccolissimo led che indica lo stato della batteria, il pulsante di accensione e spegnimento monitor, anch’esso con un piccolo led che lampeggia quando il computer è in sospensione. Nella parte inferiore del laptop invece, oltre ai 4 piedini in teflon è presente una grossa feritoia per la dispersione del calore e due griglie per le casse audio, di cui parleremo più avanti anche per spiegare la scelta di posizionarle sul fondo anziché sui lati.

La tastiera è molto ampia, con una buona spaziatura dei tasti e con tasti di dimensioni generose (1,65mm, praticamente quanto una tastiera desktop tradizionale), che risultano comodi anche per chi ha dita piuttosto grandi. Anche lo Zenbook Flip in prova ha tasti a membrana “scyssor type”, con una corsa limitata di appena 1.5mm, una tendenza questa piuttosto generalizzatacon i portatili di ultima generazione (vedi i nuovi Macbook di Apple ndr.)  che potrebbe non piacere a tutti – soprattutto a quelli abituati al feeling “clicky” delle tastiere meccaniche da gaming – ma che contribuisce a limitare lo spessore generale del dispositivo e, forse, anche a velocizzare di qualche centesimo di secondo la digitazione. In generale comunque il confort di digitazione è elevato e sin da subito non farete fatica ad abituarvi, grazie anche ad un layout piuttosto razionale e ordinato. La tastiera è inoltre retroilluminata, e sebbene non perfetta, (l’illuminazione non è perfettamente uniforme) è comunque un ottimo surplus.
Molto ampio e preciso il touchpad multitouch che supporta anche le gesture a più dita di Windows 10, come il pinch in e pinch out o la funzionalità di swipe a tre dita (verso il basso per mostrare il desktop, verso l’alto per visualizzare tutte le finestre aperte).

Lo schermo e il Flip

Il punto di forza di questo Asus ZenBook Flip UX360UA, inutile girarci intorno, è lo schermo. E’ intorno a questo infatti che si concentrano le peculiarità della famiglia ZenBook Flip. Il dispositivo provato, all’interno di una cornice nera piuttosto ampia, presenta un pannello IPS da 13.3″ (16:9) con risoluzione Full HD (1920×1080) a 60Hz e una copertura del 72% della gamma NTSC. Si tratta di un pannello con quasi 370 cd/m2 di luminosità e dalla qualità davvero molto elevata: un vero piacere da guardare con il suo contrasto elevatissimo e una resa cromatica davvero superiore alla media di prodotti concorrenti.

I colori sono realistici e vividi, con neri profondi e quasi mai slavati, mentre l’angolo di visione è molto ampio, con perdite di luminanza minime fino a quasi 160°. A volerne trovare un difetto, potremmo citare l’alta riflettività del pannello che ne rende leggermente più difficile la visione all’aperto in condizioni di piena luce. Si tratta, purtroppo, di una caratteristica oramai comune a quasi tutti i prodotti di questo tipo e di un male necessario per ottenere contrasti così elevati.
Lo schermo è incardinato su due cerniere in metallo cromato molto belle e apparentemente molto resistenti, che permettono di ruotare completamente lo schermo trasformandolo in un vero e proprio tablet, ma anche di sostenere il portatile in posizione landscape.

Quando il display è ruotato, l’utility Asus Fliplock preinstallata di serie, riconosce in automatico la modalità tablet disattivando la tastiera e il touch. Il tutto avviene senza alcuna soluzione di continuità ed in maniera estremamente reattiva. Il bilanciere del volume sul lato sinistro, convenientemente, ha comandi invertiti (meno in alto e più in basso) di modo da poter essere utilizzato quando il Flipbook è in modalità tablet. Un elemento questo apparentemente insignificante ma che denota una grande attenzione ai particolari in fase di progettazione. Il display touch in modalità tablet è molto reattivo e preciso, sul livello dei dispositivi di ultima generazione prodotti da ASUS ed è favorito in questo anche dall’ottima responsività di Windows 10, che negli ultimi aggiornamenti ha migliorato proprio l’usabilità in modalità tablet.

Specifiche tecniche e prestazioni

• Processore
Intel® Core™ i7 6500U Processor,
Intel® Core™ i5 6200U Processor,

La versione più recente del portatile è equipaggiata con processori Kaby Lake di settima generazione. Le conclusioni riguardo le prestazioni possono essere considerate le medesime.

• Sistema Operativo
Windows 10 Home
• Memoria
up to 16 GB SDRAM
• Display
13.3″ (16:9) LED backlit QHD+ (3200×1800) 60Hz Glare Touchscreen with 72% NTSC
13.3″ (16:9) LED backlit FHD (1920×1080) 60Hz Glare Touchscreen with 72% NTSC
13.3″ (16:9) LED backlit FHD (1920×1080) 60Hz Glare Touchscreen with 45% NTSC
Support ASUS Splendid Technology
With IPS Technology
• Grafica
Integrated Intel HD Graphics 520
• Storage
Solid State Drives:
128GB/256GB/512GB SATA3 M.2 SSD
• Tastiera
Chicklet keyboard
Illuminated Chiclet Keyboard
• Card Reader
Multi-format card reader
• WebCam
HD Web Camera
• Networking
Wi-Fi

Integrated 802.11a/b/g/n/ac(2×2) (WIDI Support)
• Interfaccia
1 x COMBO audio jack
2 x USB 3.0 port(s)
1 x USB-C Gen 1 (up to 5 Gbps)
1 x HDMI
1 x Fingerprint (On selected models)
1 x SD card reader
1 x Volume up/down
• Audio
Built-in Stereo 2 W Speakers And Digital Microphone
ASUS SonicMaster Technology
• Batteria
57 Whrs Battery
• Dimensioni
321 x 219 x 13.9 mm (WxDxH)
• Peso
1.2 kg with Battery
• Sicurezza
BIOS Booting User Password Protection
HDD User Password Protection and Security

La macchina provata si inserisce nella fascia media dell’offerta Asus per questo prodotto, con il processore Skylake i5 6200 di sesta generazione, 8gb di ram DDR3 a 1866 mhz e lo schermo Full HD. E’ tuttavia possibile scegliere in fase di configurazione un processore i7 6500 (*o i nuovi processori Kaby Lake), fino a 16 gb di RAM e un display QHD. Il modello in prova invece dispone del top di gamma per quanto riguarda lo storage, con un disco SSD da ben 512gb estremamente veloce come vedremo nei test di seguito. Le prestazioni generali sono più che buone come dimostrano i grafici qui sotto e la scheda video integrata, una Intel HD 520 copre bene il ventaglio di utilizzi che una macchina come questa deve coprire: office, editing immagini leggero, multimedia.

Proprio dal punto di vista della multimedialità questo Zenbook Flip dà il meglio di sé. Grazie ad un sistema audio davvero potente e di qualità, prodotto da Harman / Kardon, allo schermo dai colori vividi e incredibilmente luminoso e alla possibilità di trasformare il laptop in un tablet poggiandolo poi su di un tavolo sfruttando la robusta cerniera, è possibile godersi i propri film o le serie tv Netflix in maniera perfetta.

A proposito del sistema audio integrato, in molti potrebbero trovare inusuale la scelta di collocare le due griglie degli speaker sul fondo del notebook. In realtà le due griglie non soltanto sono ricavate nella parte curva della scocca e nelle immediate vicinanze dei piedini in teflon, ma proprio questa particolare posizione permette al suono di rimbalzare sul piano su cui il notebook è poggiato e ciò determina una leggerissima amplificazione delle frequenze più basse ( un po’ come quando si collocano le casse negli angoli per amplificare le frequenze più basse). Dalle mie prove, anzi, quando il notebook è poggiato su di un piano rigido, come una scrivania il suono sembra provenire direttamente dallo schermo, aumentando per quanto possibile con uno schermo di questo formato, l’immersività delle immagini.

Autonomia e prestazioni
Asus dichiara una durata della batteria di 57 WH (4750 mAH) di 12 ore, un dato che risulta decisamente sovrastimato. Con un utilizzo intenso (benchmark, luminosità sempre al massimo e nessuna opzione di risparmio energia) infatti, siamo arrivati a circa 5 ore di attività, che diventano circa 6-7 con un utilizzo normalizzato e schermo al 50% della luminosità. Nel test PCMark che stressa il processore al massimo invece ci assestiamo sulle 3,4 ore. Un risultato buono, considerando che vi sarà praticamente impossibile arrivare a stressare in questo modo il processore nell’utilizzo quotidiano.
La scheda di rete Wifi è una Intel Dual Band Wireless AC7265 AC 2×2 e grazie alla doppia antenna le prestazioni sono ottime, sia in termini di velocità dello scambio dati sia in termini di portata.

Il processore offre prestazioni di tutto rispetto, ma per chi volesse ottenere ancora di più, Asus offre anche una versione equipaggiata con gli ultimi Intel Kaby Lake. Le prestazioni in questo caso non variano di molto, ma si guadagna qualcosa in termini di autonomia e sulle temperature. Proprio a tal proposito, la temperatura del processore in idle non supera mai i 39-40° anche nelle calde giornate estive di questi giorni, tuttavia la macchina sembrerebbe afflitta da un problema firmware ad oggi non ancora risolto. La ventola interna infatti resta attiva anche in situazioni di bassissimo carico con una velocità di 3400rpm producendo una rumorosità di circa 35dB. Non molto, per la verità, tuttavia la frequenza piuttosto alta della stessa e il fatto che sia perennemente attiva può risultare fastidiosa. In full load la velocità delle ventole arriva fino ai 4500 RPM massimi, producendo, con nostra grande sorpresa, un incremento di rumorosità di appena 5-6 dB, mentre la temperatura resta costante intorno ai 60°. Nessun fenomeno di throttling del processore ha quindi influenzato i testi effettuati con la suite di Aida64. La temperatura esterna della scocca inoltre resta sempre molto contenuta, risultando appena tiepida nella parte inferiore.


Dai test del disco invece, è possibile notare l’ottima qualità dell’unità utilizzata, un disco Hynix SATA M.2 da 512GB (HFS512G39MND-3510A) con prestazioni dichiarate di 530MB/s, in lettura sequenziale e 370MB/s in scrittura. Prestazioni confermate nei nostri test. Come sempre il dato più realistico nell’utilizzo quotidiano è quello non sequenziale, ed anche in questo caso il disco si comporta più che bene contribuendo in maniera decisiva alla reattività della macchina e in definitiva alla esperienza d’uso.

 

 

 

 

 

 

 

Asus ha tentato di limitare al minimo la presenza di bloatware e di software di terze parti preinstallato e questo influisce molto positivamente sulla reattività generale e soprattutto sui tempi di avvio, davvero istantanei. Il tutto viene infatti gestito attraverso l’Asus Giftbox, una applicazione che funge da app store per i programmi consigliati da Asus e che si comporta con discrezione senza mai risultare fastidioso.

Commento finale
L’Asus Zenbook Flip UX360UA è una macchina che mi ha sorpreso, non soltanto per la qualità generale che è oramai una costante del produttore cinese, ma soprattutto per la sua estrema versatilità e per la piacevolezza d’uso. A questo giudizio ha contribuito sicuramente la bellezza dello schermo e dei colori riprodotti,  il design, la comodità della tastiera ma anche e soprattutto il sistema flip, che lo rende la scelta ideale per chi desidera una macchina votata al multimediale ma che non si tira mai indietro anche di fronte ad utilizzi professionali. Con prezzi che variano dagli 800 euro fino ai 1300 delle versioni più accessoriate, questo Asus Zenbook Flip UX360UA si merita senz’altro la nostra più calda raccomandazione.

 

In Win presenta i nuovi case 101 e 101c

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Da In Win due nuovi modelli di case che abbracciano le tendenze dei PC gamers

In Win ha presentato nella giornata di oggi nuovi modelli entry level che introducono però alcune interessanti novità nella gamma di prodotti offerti dalla compagnia per andare incontro alle esigenze dei PC gamers con un occhio al portafogli.  Si tratta del modello In Win 101 e In Win 101C. Il primo include un ampio pannello laterale in vetro temperato, un design frontale sobrio e il classico sistema di ventilazione esagonale.

Il secondo invece aggiunge un connettore USB Type-C per il collegamento dei più moderni dispositivi portatili e soprattutto dalla presenza di un connettore 4pin di illuminazione RGB, grazie alla quale sarà possibile sincronizzare l’illuminazione del case con quella della scheda madre e degli altri componenti del PC.

Per maggiori informazioni, vi invitiamo a leggere il comunicato qui sotto.

In Win Presenta i modelli Chassis ATX per PC, 101 e 101C

Il 101C include un frontale con USB Type-C & illuminazione RGB

[Taoyuan, Taiwan, giugno 2017] In Win Development Inc., ha appena annunciato un originale chassis per PC gaming ad alta qualità: il 101 e 101C, una serie entry relativamente più accessibile.

Il nuovo 101 include un intero pannello laterale in vetro temperato e un design frontale ben sobrio. Il design iconico di ventilazione esagonale di Win si può vedere in tutto lo chassis, ad esempio sulla parte posteriore della paratia metallica e sulla base.

Disponibile nelle combinazioni di colori nero/rosso o bianco/blu, l’effetto illuminante modesto mette in evidenza il design logico tagliente e angolato che nasconde abilmente il pulsante di alimentazione. Per mantenere un design semplice e pulito, l’I/O anteriore è posizionato in cima, consentendo un accesso più facile ai PC posti sotto tavoli o scrivanie. Il frontale I/O include USB 3.0 (2x) e jack audio stereo 3.5mm.

Il 101C si differenzia con l’aggiunta di un connettore USB Type-C e un’opzione di illuminazione RGB compatibile con schede madri RGB (4 pin). La lunetta RGB è anche sincronizzabile con il software della scheda madre compatibile.

Un filtro anti polvere facilmente rimovibile è incluso nella parte inferiore appena sopra i tre spazi da 120mm per radiatori o ventilatori. Il 101 supporta fino a sei ventole da 120 mm per grandi prestazioni di raffreddamento e versatile flusso d’aria. Il 101 è versatile abbastanza per montare i radiatori di raffreddamento a liquido (120/240/360mm).

Spostando nella parte alta anche l’alimentatore, consente ai ventilatori posizionati più in basso di raffreddare direttamente le schede grafiche, garantendo temperature operative molto più fredde. In definitiva questo design offre eccellenti prestazioni di raffreddamento e ottime vedute dell’hardware interno.

All’interno il 101 supporta fino a due HDD da 3,5 pollici, quattro SSD da 2,5 pollici, schede grafiche più lunghe (421 mm) e dissipatori per CPU con un’altezza di 160mm. Il 101 include anche una discreta staffa di supporto per scheda grafica per evitare che la GPU possa cadere.

Lo spazio dedicato alla PSU copre i cavi dalla vista e li guida direttamente attraverso l’area di gestione dei cavi. Quest’area per la PSU è costruita con acciaio rinforzato ed è sufficientemente sicura per montare saldamente l’alimentatore.

Nota: (1) La data di disponibilità di 101 e 101C può variare a causa del programma di spedizione. (2) Il 101C aggiunge USB 3.1 Gen 2 (10 Gbps) Type-C all’I/O frontale. Questo nuovo standard di connettività è compatibile con la maggior parte delle più recenti schede madri, tra cui:

  • ASUS
    • ROG MAXIMUS IX EXTREME
    • ROG MAXIMUS IX FORMULA
    • ROG MAXIMUS IX CORE
    • ROG MAXIMUS IX HERO,
    • ROG CROSSHAIR VI HERO
    • ROG STRIX Z270E GAMING
    • ROG STRIX Z270G GAMING
    • ROG STRIX Z270I GAMING
    • ROG STRIX X299-E GAMING
  • MSI:

INTEL X299 Platform:

  • X299 GAMING M7 ACK
  • X299 GAMING PRO CARBON AC
  • X299 GAMING PRO CARBON
  • X299 TOMAHAWK
  • X299 SLI PLUS

INTEL Z270 Platform:

  • Z270 MPOWER GAMING TITANIUM
  • Z270 GAMING M7

AMD X370 Platform:

  • X370 XPOWER GAMING TITANIUM

 

  •  GIGABYTE:
    • Z270X-DESIGNARE
    • X299 AORUS Gaming 9
    • X299 AORUS Gaming 7
    • X299 AORUS Ultra Gaming

Per maggiori informazioni riguardo il 101 e 101C, si prega di visitare il sito di In Win: http://www.inwin-style.com/

2K annuncia oggi che Seth Rollins sarà l’atleta di copertina di WWE 2K18

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Be Like No One.

Queste quattro semplici parole generano differenti reazioni, ma per Seth Rollins sono il modo perfetto per descrivere la sua carriera WWE.

Sin da quando si è aggiunto al roster WWE nel 2010, Rollins ha sempre fatto le cose a modo suo. A differenza di molti che proclamano senza poi mantenere, lui era destinato ad essere differente, tracciando il suo percorso senza fare prigionieri, anche se questo voleva dire mancare di rispetto alla storia.
La prima mossa sulla scacchiera di Rollins fu diventare campione NXT nel 2012, mettendo tutti sull’attenti. La sua seconda mossa fu debuttare nel roster principale della WWE a Survivor Series, insieme a Roman Reigns e Dean Ambrose del The Shield.

Pezzo dopo pezzo iniziano ad arrivare anche i primi riconoscimenti: due volte campione WWE, campione degli Stati Uniti, campione WWE Tag Team e “Mr. Money in the Bank,” solo per citarne alcuni. Ora “The Kingslayer” viaggia a testa alta dopo il recente scacco matto: sconfiggere Triple H sul più grande palco della WWE, WrestleMania 33.

Per celebrare i risultati ottenuti sul ring, 2K annuncia oggi Seth Rollins come atleta di copertina  di WWE 2K18. In aggiunta, Rollins sarà il volto delle campagne marketing di WWE 2K18 che inviteranno i giocatori ad esplorare la sua identità e quella delle altre Superstar WWE.
WWE 2K18 uscirà il 17 Ottobre 2017 per PlayStation 4 e Xbox One.

“In qualità di atleta di copertina di WWE 2K18, per me sarà un onore ed una missione assicurarmi che il gioco sia veramente “LIKE NO ONE”. Un perfetto biglietto da visita per tutto quello che rappresento” dichiara Seth Rollins. “Seguendo le orme di altre Superstar WWE 2K – Dwayne “The Rock” Johnson, John Cena, Stone Cold Steve Austin e Brock Lesnar – ora tocca a me portare la torcia e rappresentare la nuova generazione di Superstar WWE. Io sono il futuro ed il futuro non si può fermare.”

“Ogni anno il franchise WWE 2K emerge con un’identità unica, dando libertà ai giocatori di giocare con il  più ampio roster o personalizzare e controllare l’universo WWE” dice Chris Snyder, Vice President  Marketing 2K. “Per determinare chi potesse impersonificare il motto BE LIKE NO ONE e rappresentare WWE 2K18, c’era solo un’ovvia risposta: Seth ‘Freakin’ Rollins.”

WWE 2K18 Deluxe Edition

Acquistando WWE 2K18 Deluxe Edition, disponibile in formato fisico e digitale presso i rivenditori partecipanti, otterrai l’accesso anticipato al gioco e a vari bonus in gioco, il tutto a partire da venerdì 13 ottobre 2017 su sistema PlayStation 4 e Xbox One. WWE 2K18 Deluxe Edition comprende:

– una copia del gioco WWE 2K18 nella confezione Deluxe Edition;
– accesso ai contenuti del Season Pass (maggiori dettagli disponibili in autunno);
–  accesso ai contenuti digitali bonus per la prenotazione di WWE 2K18 (maggiori  dettagli disponibili in estate);
– altri contenuti digitali di WWE 2K18 Collector’s Edition (maggiori dettagli disponibili in estate).

WWE 2K18 Collector’s Edition

Anche acquistando WWE 2K18 Collector’s Edition presso i rivenditori partecipanti otterrai l’accesso anticipato al gioco e a vari bonus in gioco, il tutto a partire da venerdì 13 ottobre 2017 su sistema PlayStation 4 e Xbox One. La possibilità di prenotazione e maggiori dettagli su WWE 2K18 Collector’s Edition verranno resi disponibili nel corso dell’estate.

Anthem potrà essere giocato in prima e terza persona

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Nuovi dettagli rivelati da BioWare.

C’è grande interesse per Anthem, titolo di BioWare presentato nel corso dell’E3 2017 e proprio nella giornata odierna, come riportato da Gamingbolt, il director Jonathan Warner, rispondendo ai fan su Twitter, ha confermato che il titolo sarà giocabile sia in prima che in terza persona.

Ecco il tweet in questione:

Ricordiamo che Anthem sarà pubblicato entro il 2018!

Warhammer 40,000: Dawn of War III: ecco le caratteristiche del prossimo aggiornamento

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Annientamento.

I giocatori di Dawn of War III saranno presto sfidati ad eliminare i loro nemici dalla mappa con l’arrivo della modalità Annientamento il prossimo 20 giugno. La nuova modalità offrirà un classico stile RTS multiplayer, rinforzato dalla possibilità di costruire torrette, da una nuova mappa e da uno skin pack gratuito.

Nuova modalità – Annientamento
L’Annientamento è una modalità ottima per coloro i quali cercano una classica atmosfera multiplayer, ma è anche un parco giochi perfetto per sfidare l’AI. Il gioco non finisce finché una squadra non ha perso tutte le sue strutture fondamentali, dando così all’avversario molte possibilità per pianificare il suo ritorno.

L’annullamento delle difese darà una base di partenza sicura. Le torrette specifiche della tua fazione difenderanno la base da minacce predeterminate, dandoti il tempo per costruire il tuo esercito.

Nell’Annientamento Classico, non si inizia con le torrette, ma è ancora possibile costruirle se hai preso una delle nuove dottrine.

Nuove Dottrine – Torrette costruibili
Per quanto riguarda le torrette, saranno aggiunte e sbloccate tre nuove dottrine, una per fazione,  per tutti i giocatori. Scegli una tra queste come una delle tue tre dottrine prima di iniziare una partita, e potrai costruire torrette difensive ovunque ti serva copertura. Meglio ancora, queste dottrine saranno disponibili in tutte le modalità multiplayer e in tutte le mappe, non solo nella modalità Annientamento.

Nuove Skin
Casata dei Corvi – Paladini Imperiali: Alleati dei Tecnopreti di Marte, i Cavalieri Imperiali della Casata dei Corvi si scagliano contro i nemici dell’Uomo, portando la devastazione ai loro avversari.

Glorioso Wraithknight: Lo scintillante e Glorioso Wraithknight è un agente di Craftworld.

Deathskulls – Gorkanaut: i Deathskulls sono gli schiavi e gli scavatori degli Orki. Questo Gorkanaut è la rappresentazione definitiva del loro amore per la distruzione.

Nuova Mappa – Mortis Vale
Tutte le mappe multiplayer esistenti sono state adeguate per ospitare gli scontri della modalità Annientamento, ma non è finita qui, ci sarà una nuova mappa Mortis Vale – un nuovo campo di battaglia progettato per fare scintille nella nuova modalità. La sua atmosfera gotica ha il mood giusto per la guerra e il suo design aperto permette migliori aggressioni strategiche. Mortis Vale sarà disponibile per entrambe le partite 2v2 e 3v3 in tutte le modalità.

Dragon Quest XI, Square Enix ha svelato le caratteristiche della versione PS4

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Ci saranno notevoli miglioramenti

Come riportato da Dualshockers, Square Enix rivelato quali saranno le migliorie della versione PlayStation 4 di Dragon Quest XI. Il gioco potrà contare su un comparto tecnico decisamente più curato, su nuove animazioni, opzioni relative al Combat System e naturalmente ad una maggior cura dei modelli poligonali e delle espressioni dei personaggi presenti. Ma le novità non finiscono qui in quanto si avrà la possibilità di scegliere anche se utilizzare l’inquadratura automatica della telecamera oppure manuale ed è stata infine confermata la Crossbow Adventure e il minigioco delle Slot Machine.

Per quanto riguarda invece la versione Nintendo 3DS, Nintendo ha annunciato un Direct esclusivo che si terrà il prossimo 21 giugno. L’evento potrà essere seguito al seguente link, purtroppo soltanto in giapponese.

E3 2017: il trionfo di tutti

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L’E3 2017 è stato finalmente archiviato. Finisce una delle settimane più intense (anzi, la settimana più intensa) di tutte, almeno nel mondo dei videogiochi. Finisce con un bilancio, che provano a fare più o meno tutti e che faremo anche noi, cercando di capire chi ne esce con le ossa rotte, chi invece torna a casa pieno di soddisfazioni e così via.

Facciamo una premessa: da questo E3 ne escono vincitori un po’ tutti. Chi più, chi meno. Sicuramente non tutto ha funzionato per il verso giusto, ma non possiamo lamentarci. Arrivata quasi in sordina, questa edizione ha comunque soddisfatto un po’ tutti, certamente ha soddisfatto il vero appassionato di videogiochi, colui il quale si fida dell’industria e che nei giorni delle conferenze è arrivato carico delle aspettative giuste.

Perché l’E3 2017 e così l’intera industria non si fa con i rumor. Tutti hanno creduto ai progetti cinesi comparsi online su 4Chan dando per certa la presenza di PS Vita 2, tutti hanno mal interpretato le dichiarazioni di Vicarious Visions credendo che un nuovo remaster di Crash Bandicoot fosse in lavorazione. E tutti, come al solito, hanno creduto all’ennesimo rumor su Bloodborne 2 e sulla presenza di From Software, dimenticandosi che al momento i giapponesi più odiati e amati sono al lavoro su tutt’altri progetti, probabilmente multipiattaforma (e che Bandai Namco, il souls per il 2018, già ce l’ha).

Da questo E3 2017, dicevamo, ne escono tutti vincitori. A partire da Bethesda, che ha dimostrato come si programma un interno anno. Tutti delusi dall’assenza del sesto capitolo di The Elder Scrolls (che non esiste e non esisterà almeno per un paio d’anni, stando alle parole di Hines dichiarate lo scorso anno), ma non si può dire che il publisher e sviluppatore non sia stato in grado di instaurare un grande modello di business. Tutti i prodotti annunciati nel corso dello showcase, infatti (chiacchiere a zero e solo trailer, altro punto a favore) usciranno entro l’autunno. Una stagione invernale che rischiava di essere davvero povera di giochi e invece nel giro di qualche mese i giocatori più avidi potranno mettere le mani su una espansione di Dishonored 2, il nuovo Wolfenstein, la nuova espansione di The Elder Scrolls: Legend, Doom e Fallout 4 in VR e The Evil Within 2.

Vincitrici sono anche Sony e Microsoft. La prima presenta una line-up un po’ vecchia, proponendo uno showcase simile allo scorso anno, ma basta e avanza: Spider-Man di Insomniac è decisamente in forma, il nuovo God of War sarà più riflessivo che mai e si distaccherà dalla bruta violenza a cui ci aveva abituati (anche se rimane il dubbio che la struttura possa adattarsi bene al franchise), mostrando un Kratos più evoluto. Detroit: Become Human appare sempre di più una produzione gigantesca e i nuovi giochi per PlayStation VR ci informano sullo stato di salute della periferica, che è ottimo. Il remake di Shadow of the Colossus passa quasi inosservato, mentre Days Gone si porta a casa la palma di gioco più interessante della line-up proposta dal colosso giapponese (e che chiuderà, con molta probabilità, la generazione PS4).

Dall’altra parte Microsoft si dimostra essere più attenta ai bisogni dei giocatori e lancia la nuova Xbox One X al prezzo di 499 Euro, un vero e proprio must per chi vuole il massimo ad un prezzo comunque accettabile. Presentare Assassin’s Creed Origins, Metro Exodus, Anthem (uno dei titoli più interessanti e misteriosi di questa edizione) e un sacco di indie dimostra che sì, forse a Redmond hanno smesso di puntare sui first party e di concentrarsi di più su una piattaforma adatti a tutti. Forza Motorsport 7 brilla di luce propria ed è probabilmente il racing game dell’anno, mentre il nuovo Ori and the will of the Wisps dimostra quanto Microsoft sia in grado di valorizzare anche le produzioni più “piccole”. Il resto sono una caterva di giochi indie, che passano dall’ala di Sony a quella Microsoft e sono tutti davvero bellissimi.

Per quanto riguarda invece Nintendo, beh, la casa di Kyoto ha capito gli errori di comunicazione dell’era Wii U e propone una line-up per Nintendo Switch davvero fantastica. Super Mario Odyssey è poesia per i nostri occhi, mentre l’arrivo nel 2018 di Kirby e Yoshi (titoli provvisori) dimostrano che i platform sono ancora vivi e vegeti e troveranno sicuramente spazio sulla console. Metroid Prime 4 e Pokémon sono le due sorprese della conferenza ed è anche normale che Nintendo non voglia svelare più di tanto: sono progetti che vanno curati, tenuti nascosti e mostrati solo quando sarà il momento giusto, per non deludere le aspettative. L’impressione è che la casa di Kyoto sia riuscita a regalare un fantastico primo anno per la console e anche il prossimo non sarà poi tanto male.

Passiamo ai due player singoli del mercato, ovvero Electronic Arts e Ubisoft. Il primo gioca un campionato a sé: non va più al Convention Center e si ritaglia un suo evento à la BlizzCon, mostrando giochi già visti precedentemente e svelando due piacevoli sorpresa: A Way Out e Anthem. Se il primo è un tentativo inedito di (ri)portare lo split-screen, il secondo invece sarà con molta probabilità non la risposta, ma un’ideale compagno da affiancare a Destiny. Il publisher francese, invece, gioca tutte le sue carte migliori e lo fa ufficializzando Mario + Rabbids Kingdom Battle (su cui nessuno ci avrebbe puntato una lira), svelando Starlink e soprattutto ripresentando in una nuova forma Beyond Good & Evil 2. È chiaro che questi progetti, così come il supporto a Nintendo e al lavoro di Ancel non sono altro che una facciata per difendersi da Vivendi, ma in generale l’impressione è che Guillemot abbia deciso di svegliare dal torpore in cui si era addormentata la sua creatura, per urlare al mondo “Siamo ancora indipendenti, avete visto?”. Forse la facciata non sarà delle più belle, ma i progetti sembrano molto solidi e questo alla fine è quello che conta.

L’E3 2017 va in archivio dimostrando uno stato di salute impressionante per il mondo dei videogiochi. E va in archivio lasciandovi la consapevolezza che tutti hanno ottime carte da giocare nel corso dei prossimi anni. Da questo Electronic Entertainment Expo ne escono vincitori tutti, davvero. Soprattutto i giocatori.

Touhou Kobuto V: Burst Battle arriverà anche su Nintendo Switch

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Ottime notizie per i possessori di Switch.

NIS America è lieta di annunciare che  arriverà anche su Nintendo Switch, oltre che su PlayStation 4 (versione fisica e digitale) e PlayStation Vita (solo in digitale). Proprio per questo motivo, dobbiamo posticipare l’uscita il 5 Settembre in Nord America e l’ 8 Settembre in Europa per poter offrire il titolo su tutte e tre le piattaforme. Intraprendi esilaranti battaglie su Nintendo Switch ovunque tu vada! La versione PlayStation 4 è compatibile con PlayStation VR per un’esperienza ancora più immersiva!

Final Fantasy XV Episode Prompto si mostra in un nuovo trailer

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In futuro arriveranno nuovi contenuti.

Final Fantasy XV Episode Prompto sarà disponibile il 27 Giugno 2017, con il nuovo trailer potrai avere un primo assaggio del gameplay di Episode Prompto! Episode Prompto è il secondo di una serie di contenuti aggiuntivi che verranno rilasciati in futuro, inclusi nel Season Pass di Final Fantasy XV.

Recensione Utawarerumono: Mask of Deception

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Premettendo che anche soltanto pensare ad un nome come Utawarerumono: Mask of Deception per un videogioco dovrebbe costare agli sviluppatori almeno sei anni di carcere, il titolo in questione non è qualcosa di completamente nuovo, almeno sul fronte Occidentale. Si tratta infatti di un appartenente al genere visual novel uscito nello scorso 2015 in Giappone, ma che solo adesso è riuscito ad ottenere la distribuzione ufficiale europea.

E se vogliamo dirla tutta vanta anche un primato: è infatti anche il primo della serie ad essere riuscito a sbarcare in Europa. Il capitolo precedente risale allo scorso 2002 (sono passati ben tredici anni tra l’uno e l’altro, quindici se contiamo l’arrivo nel nostro paese) e pur essendo uscito per PC non ha mai superato i confini nipponici, se non per via traverse e a volte non propriamente legali.

Ma veniamo ad Utawarerumono: Mask of Deception, che da questo momento in poi, per la nostra e vostra salute mentale abbrevieremo semplicemente in Mask of Deception. Si tratta fortunatamente di una storia che può essere apprezzata anche non conoscendo assolutamente niente del suo predecessore (e dove lo avremmo giocato, anche volendo?), ma è senza dubbio meglio giocarlo comunque prima di passare a Mask of Truth, che arriverà da noi in un secondo momento, e magari recuperando l’anime di riferimento, che tra l’altro non è nemmeno così bruttino.

Leggi leggi, bell’addormentato

Mask of Deception è una visual novel in cui si combatte poco e si legge tanto. Tutto ciò che dovete sapere verrà raccontato nel corso del lungo prologo iniziale, nonostante un classico incipit in cui troviamo il protagonista nel bel mezzo di un’amnesia totale che ci lascia abbastanza privi di punti di riferimento. Volendo sarà disponibile sin da subito un Auto Mode che eliminerà il bisogno di premere tasti per proseguire, però così facendo non potrete superare più velocemente tutti quei dialoghi che rendono davvero stagnante la narrazione.

Eccoci dunque alle prese con uno di cui titoli che si amano o si odiano, e in cui la via di mezzo è spesso molto sofferente: dialoghi, e dialoghi e dialoghi a schermo da mandare avanti, per conoscere personaggi, vicende, situazioni e sviluppi. Li si può saltare a piè pari, certo, ma cosa capireste alla fine? In fondo il 75% dell’avventura è tutta lì, contenuta nei testi di una storia che non conoscete, e particolarmente intricata da apprendere.

Le prime ore saranno interamente dedicate alla narrazione e serviranno a mostrarci il traumatico risveglio di Haku, lo smemorato protagonista di cui dicevamo poco fa. Dopo essersi ritrovato di fronte a insetti giganti e melme omicide, egli viene salvato da Kuon, una ragazza con coda e orecchi che diventerà il primo membro del suo futuro gruppo di avventurieri. Dopo l’incipit la storia prende rapidamente il via quando i due iniziano il loro viaggio per capire chi diavolo sia Haku, incontrando lungo il loro cammino personaggi particolarmente bizzarri con tantissime personalità differenti, sempre in modo da soddisfare i clichè narrativi ovviamente.

Non mancano colpi di scena e momenti che vanno dall’ironico all’imbarazzante. Visto che nella maggior parte dei casi i nostri compagni di viaggio saranno delle ragazze, aspettatevi commenti che variano dal camionista allo stalker, soprattutto di fronte alle inevitabili eroine prosperose, anche da parte del nostro alter ego. Tecnicamente parlando, siamo di fronte a un gioco che è presente anche su PlayStation Vita, quindi non aspettatevi molto dalle sue parti tridimensionali, legate ad alcune scene d’intermezzo e ai combattimenti, ma i disegni sono sempre e comunque ben fatti e su PlayStation 4 possono ovviamente essere apprezzati negli sfavillanti 1080p.

Ma quando si menano i mostri?

Se cercate un gioco in cui bisogna menare tanto e leggere poco, non avete capito bene cosa avete comprato. I combattimenti sono così pochi in Utawarerumono: Mask of Deception che si possono contare con una buona approssimazione, e noi lo abbiamo fatto, perché siamo dei sadici: sono in tutto 16, con 12 ulteriori scontri da poter affrontare una volta finito il gioco, ad esagerare. Per godere al meglio di quel poco che c’è, conviene impostare la difficoltà ai massimi parametri probabilmente, a meno che naturalmente non siate alle prime armi, nel cui caso prendetevi le vostre responsabilità e non suicidatevi.

I combattimenti di Mask of Deception non escono molto dal solco della tradizione di un genere che viaggia da Final Fantasy Tactics a Fire Emblem. Avremo quindi a disposizione la classica griglia di attacco e spostamento, personaggi che devono districarsi in scontri corpo a corpo, magie, armi a distanza, resistenze e debolezze. Nella maggior parte dei casi viene chiesto di eliminare tutti gli avversari, evitando la morte del protagonista, ma in altri dovremo soddisfare altri requisiti, come l’uccisione di un boss o attirare gli avversari in una trappola. Per superare gli scontri al livello più elevato sarà fondamentale conoscere benissimo tutti i pro e i contro di ogni personaggio, così da sfruttare gli attacchi in combo e le eventuali capacità elementali, così da aumentare il danno.

Ciò che dovremo capire da subito è se quello che abbiamo di fronte è uno scontro in cui è consigliabile attaccare o adottare un approccio più morbido e lasciare che siano le nostre difese a evidenziare i punti deboli del nemico. Inoltre, per scatenare gli attacchi a catena dovremo premere il tasto giusto al momento giusto, questo ci permetterà di ottenere colpi critici e mosse finali, ma se preferite c’è anche un auto mode, a patto di rinunciare ai critici.

 

Nasce il nuovo sito Nintendo StreetZone Meeting

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Per tutti gli appassionati

Preparati a sfidare avversari sempre più forti con Nintendo StreetZone Meeting, il nuovo sito Nintendo dedicato a tutti gli appassionati che amano giocare e competere con la propria console portatile Nintendo Switch o Nintendo 3DS sarà disponibile a partire dal 26 Giugno.

Qui di seguito ulteriori dettagli:

Cosa sono gli StreetZone Meeting?

I Nintendo StreetZone Meeting sono speciali raduni organizzati in tutta Italia, dove potrai competere in appositi tornei, conoscere tutte le novità Nintendo Switch o Nintendo 3DS e giocare con altri ragazzi che coltivano la tua stessa passione. Solo negli StreetZone Meeting potrai ottenere gadget e sorprese esclusive.

Non ci sono Meeting nelle vicinanze?

Diventa tu stesso un Master della tua città! Lo StreetZone Master è colui che propone e gestirà l’evento: una volta scelta una location pubblica (come, ad esempio, una piazza, un parco o un negozio), un giorno e un orario adeguato, potrai inviarci richiesta per il tuo Meeting attraverso il sito. Il team Nintendo valuterà attentamente la tua richiesta e, se riuscirai a radunare un numero sufficiente di partecipanti iscritti al tuo evento riceverai un kit di supporto promozionale in gadget (consulta il sito ufficiale per maggiori dettagli).

Riceverai inoltre degli speciali punti catalogo, che potrai spendere per ottenere premi esclusivi (la funzione sarà disponibile nel corso del 2017).

Visita il sito a partire dal 26 Giugno: troverai il regolamento completo, le modalità di iscrizione e la mappa con tutti i meeting in fase di organizzazione, così se non ti senti ancora pronto ad organizzare il tuo meeting personale potrai scoprire se qualcuno ne sta organizzando nella tua città.

Organizza o trova il tuo meeting e preparati a sfidare tanti altri ragazzi nella tua console!

Call of Cthulhu si mostra in un nuovo trailer

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Direttamente dall’E3

Call of Cthulhu, l’atteso RPG-investigativo di Cyanide Studio per PlayStation 4, Xbox One e PC, si mostra oggi in un nuovo trailer. Tuffati nella tormentata mente dell’investigatore privato Edward Pierce e assisti al declino continuo della sua percezione della realtà mentre si avvicina sempre di più alla sfera d’influenza del “Grande Sognatore”. Aggrappati agli ultimi tuoi barlumi di sanità mentale per scoprire di più sulle cospirazioni, i seguaci religiosi e i molteplici orrori ultraterreni che popolano il contorto universo immaginato da Lovecraft… si dice che diventare pazzi sia l’unico modo per scoprire la verità.

Arrivato sull’isola di Darkwater per scoprire la verità che si cela dietro la morte misteriosa di una famiglia, l’incarico iniziale di Edward finisce fuori controllo in un contesto di abitanti sospetti, balene mutilate e cadaveri scomparsi improvvisamente. La mente di Pierce soffrirà, lottando strenuamente sul filo del rasoio tra sanità mentale e follia. I suoi sensi verranno perturbati fino a mettere in dubbio la realtà stessa che lo circonda. Non ci si può fidare di nessuno. Ci sono strane entità nascoste nell’ombra… e nel frattempo, il “Grande Sognatore” Cthulhu si prepara al suo risveglio.

Call of Cthulhu sarà disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC