Per la prima volta, i numeri raccontano senza filtri che cosa guardano davvero i fan di Star Wars. E il verdetto è impietoso: la trilogia sequel non solo perde colpi, ma rischia di scomparire dall’orizzonte emotivo del pubblico. Mentre la “galassia lontana lontana” continua a espandersi su Disney+, i minuti di visione tracciano una mappa precisa di ciò che funziona e di ciò che, semplicemente, non ha mai attecchito.
Il podio: vecchie glorie e nuove conferme
Nel 2025, gli spettatori hanno trascorso 33 miliardi di minuti davanti a film e serie tratti dall’universo creato da George Lucas. Di questi, il 44,2% è stato assorbito dai lungometraggi live-action. In vetta, con una costanza che sfida il tempo, svetta Una nuova speranza: il capitolo originale resta il più visto in assoluto. L’episodio un tempo bistrattato e oggi riabilitato da una generazione di fan più giovane, che guarda ai prequel con occhi diversi. Terzo gradino per Rogue One, spinto anche dall’onda lunga della stagione finale di Andor, ma capace di reggersi benissimo sulle proprie gambe.
L’istantanea del 4 maggio 2025, lo Star Wars Day, non cambia la sostanza. Quel giorno, i primi sei film – l’intera saga originale e la trilogia prequel – occupavano tutte le prime posizioni, con Una nuova speranza e La minaccia fantasma in testa, seguiti da L’Impero colpisce ancora, La vendetta dei Sith, L’attacco dei cloni, Il ritorno dello Jedi e, poco più indietro, Rogue One. Nessun capitolo della trilogia sequel compare nella top 10, dominata invece da serie come Andor, Tales of the Underworld e dall’intramontabile The Clone Wars.
La domanda generazionale che imbarazza i sequel
A rendere il quadro ancora più nitido arriva un ulteriore spaccato Nielsen, relativo al primo trimestre 2026: i titoli più visti suddivisi per fascia d’età. Un intervallo privo di nuove uscite dirompenti, quindi utile per capire quali personaggi e ambientazioni parlino davvero al pubblico.
The Mandalorian conquista sia la Generazione Alpha (2-13 anni) sia i Baby Boomer (62-80 anni). Andor è il preferito dai Millennial (30-45 anni) e dalla Generazione X (46-61 anni). The Clone Wars, serie animata, continua a essere il punto di riferimento per la Generazione Z (14-29 anni). La trilogia sequel, ancora una volta, non trova spazio in nessuna fascia. Non è una bocciatura parziale, ma un vuoto trasversale che solleva una domanda scomoda: se i sequel non hanno una base di fan riconoscibile, su cosa dovrebbe puntare Disney per il futuro?
Lucasfilm alla ricerca di una rotta
I numeri alimentano le ipotesi su quale direzione prenderà il franchise ora che Kathleen Kennedy ha lasciato la presidenza di Lucasfilm. Archiviato The Mandalorian and Grogu (2025) e in arrivo Star Wars: Starfighter (2026), entrambi già completati, il sentiero si fa nebuloso. Diversi progetti annunciati con grande enfasi – tra cui il film su Rey con la regia di Sharmeen Obaid-Chinoy – sembrano essersi arenati. Al momento del suo addio, Kennedy indicava nel progetto scritto e diretto da Simon Kinberg (autore di Dark Phoenix) la strada maestra, ma anche quella pista non gode più di certezze.
I parchi e il potenziale di Ahsoka
Mentre gli studios riflettono, i fan notano segnali eloquenti anche fuori dallo schermo. A Disneyland, l’attrazione Galaxy’s Edge – nata ambientata nell’era dei sequel – ha cominciato a ospitare per la prima volta personaggi della trilogia originale. La spiegazione canonica è ingegnosa: i character raggiungono i visitatori attraverso il Mondo tra i Mondi, espediente narrativo che consente viaggi nel tempo e ha fatto la sua ultima apparizione in Ahsoka.
Proprio la seconda stagione di Ahsoka, attesa per la fine dell’anno, potrebbe rappresentare un punto di svolta. In superficie, la serie porta avanti il ritorno del Grande Ammiraglio Thrawn, trama che The Mandalorian avrebbe dovuto sviluppare nella sua quarta stagione, poi cancellata. Ma si fa strada la convinzione che l’impiego del Mondo tra i Mondi possa servire a qualcosa di più ambizioso: rimodellare la cronologia dell’intero franchise, attenuando il peso degli eventi narrati nei sequel e riallineando la saga ai gusti reali del pubblico.
I dati Nielsen non lasciano spazio a interpretazioni morbide. Gli spettatori scelgono ogni giorno cosa guardare, cosa rivedere e cosa ignorare. E stanno dicendo, minuto dopo minuto, dove batte il cuore di Star Wars. Per Disney, la sfida non è più solo creativa: è la necessità di decidere se perseverare su un capitolo freddamente accolto o avere il coraggio di voltare pagina, magari proprio attraverso quella porta spazio-temporale che la narrativa ha già aperto.
Vi ricordiamo che il prossimo grande appuntamento nell’universo di Star Wars è The Mandalorian and Grogu disponibile per la visione al cinema dal 20 Maggio prossimo!
