Un gruppo di criminali informatici ha messo nel mirino i dati personali dei dipendenti Nintendo, chiedendo un riscatto milionario per non diffonderli online. La compagnia di Kyoto ha confermato l’accaduto, chiarendo però che i propri server non sono stati toccati direttamente e che nessun dato della clientela è finito in mani sbagliate.
Il varco è stato aperto attraverso TinyPulse, una piattaforma di terze parti impiegata da Nintendo per condurre sondaggi interni tra il personale. A rivendicare l’accesso illecito è stato il gruppo ShadowByt3$, autodefinitosi un’operazione di “estorsione come servizio”, che sui social ha alzato la posta pretendendo 2 milioni di dollari per fermare la diffusione di nomi, email, coordinate bancarie e informazioni sulle performance dei lavoratori, insieme ai contenuti delle survey e a documenti sui piani di avanzamento interni.
Cosa è stato violato e cosa è al sicuro
Un portavoce dell’azienda ha precisato con fermezza i contorni della vicenda: «I sistemi Nintendo non sono stati compromessi e nessun dato personale di clienti o informazioni finanziarie è stato violato. I dati coinvolti si limitano ai contenuti dei sondaggi interni, relativi a un piccolo gruppo di nostri dipendenti, e la maggior parte delle informazioni risale a diversi anni fa».
Tradotto in termini pratici, non assisteremo a una nuova fuga di dettagli su progetti in sviluppo, concept art o codice sorgente. Lo scenario, insomma, è lontano anni luce da quanto accaduto in passato con il celebre “Gigaleak” del 2020, quando una mole imponente di materiale riservato di Nintendo finì in rete, o con il successivo “Teraleak” che colpì i server di Game Freak, lo studio dietro la serie Pokémon. Qui il perimetro è circoscritto ai feedback interni dei dipendenti.
La posizione di Nintendo e il contesto lavorativo
Nintendo non ha mostrato alcuna intenzione di trattare con il gruppo di estorsori e, anzi, si aspetta che i dati finiscano pubblicati. «Apprezziamo la volontà dei nostri dipendenti di condividere le proprie opinioni, prendiamo molto seriamente ogni feedback e agiamo quando necessario», ha aggiunto il portavoce, confermando che l’azienda è già al lavoro con il fornitore del servizio per risolvere la questione.
Resta ora da capire quali contenuti emergano concretamente dai commenti interni trafugati. In passato, Nintendo of America era finita sotto i riflettori della stampa internazionale per le critiche sollevate da alcuni impiegati sulla gestione dei contratti temporanei. Un tema delicato, che potrebbe tornare d’attualità se i materiali pubblicati contenessero nuovi dettagli sulle condizioni di lavoro all’interno dell’azienda.
