Onimusha Way of the Sword ci convince sempre di più!

Abbiamo provato in anteprima Onimusha Way of the Sword per tre ore intense e ricche di azione. La nostra prova è cominciata esattamente dove finiva la demo pubblica distribuita da Capcom qualche mese fa. Senza alcun tutorial a farci da guida quindi siamo stati catapultati direttamente nel cuore dell’azione.

Ed è stata davvero un’ottima mossa da parte dello sviluppatore quella di buttarci fin da subito nel mezzo dei combattimenti del samurai Musashi, perché questa prova aveva uno scopo ben preciso, ovvero permetterci di saggiare tutto quello che il gioco ha davvero da offrire.

Un titolo che continua a migliorare!

Partiamo da un assunto, questa ovviamente non era la prima volta che mettevamo le mani su Onimusha Way of the Sword, e il gioco era stato in grado di convincerci già in passato. Abbiamo infatti visto crescere e migliorare il titolo nel corso degli ultimi anni, e con la demo rilasciata pubblicamente da Capcom sugli store digitali di PC e console anche la community globale ha potuto assaporarne il potenziale.

Se però la demo pubblica, nonostante in poco meno di un’ora di gioco riuscisse a mostrare sia le meccaniche base che le fondamenta narrative dell’avventura, donando un quadro sufficientemente completo dell’opera sotto i suoi aspetti principali, questa nuova prova ci ha permesso di andare ben oltre la superficie, e approfondire meglio la struttura ludica della produzione.

Questa esperienza ci ha permesso di esplorare una porzione di mappa molto più ampia e articolata di quanto messo in campo nella demo. Abbiamo analizzato l’albero delle abilità e l’equipaggiamento di Musashi, sbloccato i suoi poteri mistici e messo alla prova la struttura ludica affrontando diverse missioni secondarie.

Un samurai senza macchia e senza paura

Per dare giusto un minimo di contesto narrativo alle vicende del gioco, la storia ci porta in una Kyoto oscura e decadente durante il periodo Edo. La capitale storica giapponese appare spettrale e infestata da nuvole di miasma. In questo scenario da incubo i Genma sono mostri nati proprio da questa piaga ee massacrano le popolazioni locali.

Il protagonista è Miyamoto Musashi, un giovane samurai impetuoso e determinato a mostrare il suo valore. Musashi trova un guanto Oni, un manufatto che gli dona poteri sovrumani con cui è in grado di affrontare i demoni. Come se non bastasse, una voce misteriosa ed enigmatica riecheggia dal guanto guidando il samurai in un viaggio pieno di sangue e pericoli. Abbiamo apprezzato molto l’incedere della narrazione e il carattere estroverso del protagonista, che non è il solito samurai serio e tutto d’un pezzo ma che si trova suo malgrado coinvolto in un conflitto ben più grande di lui.

Durante la nostra prova abbiamo avuto anche modo di provare alcune delle missioni secondarie che saranno presenti nella versione finale, e queste ci hanno sorpreso in modo estremamente positivo. Non si tratta infatti di semplici incarichi riempitivi o di noiose missioni di raccolta. Ogni compito secondario serve ad aiutare la popolazione locale eliminando la corruzione del miasma dai villaggi.

Queste attività si integrano perfettamente nella narrazione, non sono particolarmente dispendiosi in termini di tempo e ricompensano il giocatore con oggetti utili. La narrazione inoltre beneficia di un doppiaggio in italiano di gran livello. Le voci italiane aumentano l’immedesimazione nella storia e permettono di non distogliere l’attenzione per leggere i sottotitoli.

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Gameplay profondo e divertente

Non giriamoci troppo intorno, il sistema di combattimento rappresenta il vero fiore all’occhiello di Onimusha Way of the Sword. Il gameplay della nuova produzione Capcom risulta infatti tecnico ma appagante, senza mai diventare inutilmente punitivo o frustrante per il giocatore. Certo, non è un gioco semplicissimo, e serve sicuramente un po’ di dimestichezza con le meccaniche del genere action.

In ogni caso il gioco viene incontro anche a chi desidera godersi unicamente la narrazione, introducendo difficoltà Storia. Questa opzione semplifica i combattimenti e rende l’avventura accessibile anche ai meno esperti di giochi d’azione. Considerando l’enorme importanza ricoperta dalla trama in questo titolo questa è un’opzione sicuramente gradita.

Analizzando un po’ più da vicino il gameplay, Musashi combatte alternando attacchi leggeri e pesanti con la sua spada, nello stile tipico dei samurai. Il guanto Oni entra in gioco in modo coerente e non forzato, e permette di assorbire le anime rilasciate dai nemici sconfitti in battaglia. Le anime hanno un diverso colore ed ognuno di essi corrisponde ad una specifica funzione.

Le anime rosse sono quelle che servono per potenziare il protagonista, spendibili nei santuari per imparare nuove abilità o potenziare quelle già in proprio possesso. Quelle gialle ripristinano la salute e sono davvero comode durante il combattimento. Quelle blu invece caricano le armi Oni, permettendo a Musashi di rilasciare violentissimi attacchi speciali.

Armi e potenziamenti

Le armi Oni sono particolari armi demoniache che Musashi può usare nel momento in cui l’apposita barra si sarà riempita. Il protagonista le sbloccherà con procedere dell’avventura e sarà possibile equipaggiarne una alla volta, potendola cambiare in tempo reale da un menu rapido.

Tra queste armi troviamo ad esempio i martelli Scuoti-terra, utilissimi per spezzare le difese dei nemici più coriacei e la fulminea Frusta-venti, ideale per spazzare via interi gruppi di nemici. Tra le armi base Musashi non farà affidamento solo sua sua inseparabile katana, ma avrà a disposizione anche un arco lungo, comodo sia per colpire i nemici dalla distanza che per attivare e risolvere i puzzle ambientali e le trappole disseminate per il mondo di gioco.

Superato il prologo del gioco abbiamo fatto la conoscenza di un ristretto gruppo di comprimari e abbiamo sbloccato l’albero delle abilità di Musashi. Il samurai dispone infatti di una pagina dedicata alle abilità base, come la parata e la schivata, e una le armi Oni, che possono caricarsi più in fretta e diventare ancora più potenti.

Inoltre, Musashi può anche cambiarsi d’abito, anche se durante la nostra prova non abbiamo avuto modo di testare anche questo aspetto della personalizzazione. E non bisogna dimenticare la presenza degli oggetti di supporto in battaglia, come le erbe in grado di curare le ferite del protagonista o i talismani che permettono un potenziamento temporaneo all’attacco a alla difesa. Questi materiali possono essere raccolti all’interno delle mappe o dai copri dei nemici sconfitti.

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Soulslike? Non proprio

Approfondiamo ora meglio l’ottimo sistema di combattimento messo in piedi da Capcom per Onimusha Way of the Sword. Gli scontri sono molto tecnici e spettacolari, e parata e schivata sono due manovre importantissime per poterne uscire vittoriosi. Ad un primo sguardo si potrebbe anche pensare che il gioco si avvicini alle dinamiche tipiche dei soulslike, ma pad alla mano di scopre che non è davvero così.

La difesa richiede indubbiamente riflessi pronti e una conoscenza accurata dei movimenti e dei pattern d’attacco dei demoni, ma le finestre nelle quali agire non sono eccessivamente punitive e con un po’ di pratica si riesce a godere di una danza di spada spettacolare ed appagante.

Effettuando le parate con il giusto tempismo si può sbilancia l’avversario attivare inoltre lo Stato ardente. Questa condizione speciale aumenta la potenza dei fendente di Musashi e genera più anime blu, con cui ricaricare l’attacco speciale. La schivata perfetta consente invece di eseguire contropiedi rapidissimi e attivare al contempo la spettacolare Combo riflessi.

Quando le lame di Musashi e del suo nemico si scontrano parte poi un avvincente scontro di lame, una sorta di quick time event da risolvere premendo rapidamente ed alternativamente i comandi dell’attacco normale e pesante. Torna inoltre anche il leggendario Issen, un contrattacco devastante da eseguire un attimo prima di subire un colpo. Riducendo la resistenza del nemico è possibile eseguire un Issen critico per colpire parti specifiche dei boss.

A completare il quadro di un sistema di combattimento dinamico e stratificato si aggiunge anche la possibilità di poter usare elementi dello scenario come lastre di tatami e assi di legno per difendersi o carri da spingere contro le orde di Genma.

Boss fight da manuale

I boss rappresentano sicuramente uno dei punti più alto e riusciti dell’intera offerta di Onimusha Way of the Sword. Durante la nostra prova ne abbiamo potuti affrontare ben quattro, completamente diversi per pattern e strategie di attacco. Ogni scontro richiede uno studio attento dei suoi movimenti e un approccio ragionato alla strategia e alle mosse da impiegare per ottenere la vittoria.

I boss sono avversari coriacei e gli scontri si trasformano in spettacolari quanto impegnative battaglie divise in più fasi. Queste sono spesso intervallate da cinematiche che mostrano le interazioni narrative con Musashi, e che trasformano completamente le dinamiche di combattimento.

I boss vantano pattern d’attacco vari e molto meno prevedibili rispetto ai normali Genma, in perfetta sintonia con il loro stile e design. Capiterà spesso di perdere la vita in questi scontri, questo è un dato di fatto. Tuttavia, il fatto di non andare in game over al primo colpo subito rende la frustrazione decisamente meno fastidiosa. Dalle sconfitte spesso si riesce a capire meglio a quali situazioni fare attenzione, così da poter rimediare la volta successiva.

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Uno dei titoli più promettenti dell’anno

Prima di arrivare la conclusione di questa corposa anteprima di Onimusha Way of the Sword, c’è una piccola chicca nascosta di cui dobbiamo parlare. A Milano abbiamo infatti potuto provare brevemente anche la versione Nintendo Switch 2 del titolo, che si è dimostrata sorprendentemente fluida e reattiva, non mostrando cali importanti o compromessi particolarmente evidenti rispetto alla versione per le console casalinghe.

Certo, abbiamo potuto provare solo una breve sezione controllata del gioco e non l’intera build come fatto invece su PS5 Pro, ma questo ci fa ben sperare verso la bontà della versione del gioco sviluppata per la l’ibrida Nintendo.

In conclusione quindi, Onimusha Way of the Sword si è mostrato più in forma che mai, e promette di riportare in auge un marchio storico della cultura pop e dei videogiochi nel migliore dei modi. L’ambientazione affascinante e il sistema di combattimento profondo e appagante creano un’esperienza davvero solida che tutti gli amanti degli action dovrebbero tenere d’occhio.

Capcom sembra davvero aver fatto centro unendo la tradizione visiva tipica della serie adattata agli standard tecnologici moderni con meccaniche molto raffinate e una narrazione avvincente e cinematografica. Noi non vediamo davvero l’ora di mettere le mani sulla versione finale per scoprire il destino di Musashi.

Vi ricordiamo che Onimusha Way of the Sword sarà disponibile dal 4 settembre 2026 su Nintendo Switch 2, PS5, Steam e Xbox Series X|S.

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