Negli ultimi anni Amazfit ha ampliato costantemente la sua gamma di orologi sportivi, ora – a tre anni dal lancio dello smartwatch Cheetah Pro – Amazfit ha finalmente presentato il suo successore, il Cheetah 2 Pro. Progettato per i runner su strada più esigenti che si affidano a piani di allenamento strutturati, questo smartwatch è un prodotto solido che compete egregiamente con i migliori running watch attualmente sul mercato. Non raggiunge le vette dei modelli top di gamma più diffusi – come ad esempio il Garmin Forerunner 970 – ma Amazfit è sulla strada giusta per colmare il divario. Il Cheetah 2 Pro ha un fratello maggiore, il Cheetah 2 Ultra, leggermente più grande, più costoso e dotato di profili per il trail running con caratteristiche di pendenza e terreno non presenti in questo modello. Non è solo un’evoluzione del modello precedente, ma un prodotto che prova a giocare una partita più ambiziosa: materiali premium, display molto più brillante, funzioni sportive avanzate e una dotazione tecnica che lo avvicina, almeno sulla carta, a dispositivi ben più costosi. Il risultato è uno smartwatch sportivo che fa quasi tutto bene, con qualche limite ancora evidente soprattutto sul piano della precisione assoluta e della rifinitura software.
La grande domanda è se offra abbastanza per competere con i migliori orologi da corsa sul mercato e se giustifichi l’aumento di prezzo rispetto ai modelli Amazfit lanciati precedentemente o è semplicemente una versione premium di modelli più economici come
l’Active Max, piuttosto che un dispositivo di una categoria completamente diversa.
Specifiche tecniche principali
- Cassa in titanio di grado 5
- Vetro zaffiro
- Bottoni: lega di alluminio
- Ghiera: Plastica
- Display AMOLED da 1,32″ con risoluzione 466 x 466
- Luminosità fino a 3.000 nit
- Batteria da 540 mAh
- Fino a 20 giorni di autonomia
- Fino a 31 ore in modalità GPS precisa
- Memoria interna da 32 GB
- GPS dual-band
- Sensore BioTracker 6.0 PPG con 5 PD e 2 LED
- Bluetooth 5.3 BLE
- Wi-Fi 2.4 GHz
- Microfono, speaker e torcia LED integrata
- Resistenza all’acqua 5 ATM
- Oltre 170 modalità sportive
- Supporto a mappe offline, navigazione turn-by-turn e Zepp Coach
- Colori: Titanio
- Prezzo: £449,90 / $449,99 / €449,90
Ciò che lo distingue dagli altri Amazfit non è un singolo elemento, ma il modo in cui mette insieme caratteristiche che prima erano distribuite o meno curate: costruzione più nobile, storage generoso, funzioni di navigazione evolute, torcia LED, e una piattaforma sportiva più completa e chiaramente pensata per chi corre con continuità e metodo.
Confezione di vendita
La confezione segue una linea piuttosto essenziale, in pieno stile Amazfit: smartwatch, cinturino in silicone, base di ricarica magnetica e manualistica. Manca il cavo USB-C, una scelta che ormai sta diventando comune e che quindi non sorprende più di tanto. Nel complesso il packaging è corretto, ma non dà quella sensazione premium e di ricchezza che il prezzo e la dotazione tecnica del dispositivo lascerebbero immaginare.




Design e qualità costruttiva
Se vi state chiedendo perché l’orologio costi così tanto, i materiali di cui è composto e il display AMOLED sono due dei motivi. Rispetto alla sensazione di plastica economica di molti tracker sportivi, il Cheetah 2 Pro è un dispositivo di alta gamma, penalizzato solo dal cinturino in silicone incluso (fibbia classica ad ardiglione da 20 millimetri), che – oltre a non dare una sensazione di particolare pregio – va lavato frequentemente in quanto tendente a emanare degli odori non proprio piacevolissimi. Il cinturino in nylon verde e nero sarà disponibile per l’acquisto in un secondo momento.
Dal punto di vista estetico il Cheetah 2 Pro fa un passo avanti importante rispetto a molte proposte Amazfit precedenti. La cassa in titanio di grado 5 di alta qualità e il vetro zaffiro antigraffio cambiano subito la percezione del prodotto: più solido, più elegante, meno consumer e più vicino a un orologio sportivo di fascia alta. Il design resta comunque marcatamente tecnico, con un’impostazione grande e molto presente al polso (il suo spessore è di 15,6 mm), soprattutto per chi ha un polso piccolo. Non è il classico smartwatch discreto: qui l’obiettivo è dare un’idea di robustezza e di vocazione agonistica. Oltre all’interfaccia touchscreen (sufficientemente reattivo per l’uso quotidiano), l’orologio presenta una disposizione a quattro pulsanti con tasti in alluminio tattili. La presenza di pulsanti fisici, nella nostra esperienza, si è rivelata utile soprattutto quando si utilizza l’orologio con le mani sudate o sotto la pioggia.

Per quanto apprezziamo il design del Cheetah 2 Pro, il suo spessore – considerando anche il peso (45,6 g) – potrebbe essere penalizzante nel lungo periodo. Apprezziamo gli orologi grandi, ben presenti sul polso, ma dobbiamo ammetterlo, questo Cheetah 2 Pro si fa sentire. Non lo abbiamo trovato eccessivamente scomodo ma quando l’abbiamo tolto per ricaricarlo, abbiamo avuto un vero senso di liberazione. Forse, la soluzione per Amazfit sarebbe quella di ridurre lo spessore della sporgenza del sensore sul lato inferiore.
Display
Il display è uno dei punti forti assoluti del Cheetah 2 Pro. Il pannello AMOLED da 1,32″ (ha una risoluzione di 466 x 466 pixel su una superficie rotonda, per una densità di 353 ppi) è molto definito, con un’impressionante luminosità di picco di 3.000 nit, valore che in esterno fa davvero la differenza. La leggibilità sotto il sole (anche se le foto non rendono al meglio) è eccellente e questo è un vantaggio concreto per un prodotto pensato soprattutto per la corsa e l’allenamento outdoor. L’unico appunto riguarda il formato: su una cassa così grande, il display appare un po’ piccolo a livello visivo, anche se nell’uso pratico questo non penalizza troppo l’esperienza di uso complessiva.





Funzionalità e prestazioni
Se avete seguito l’evoluzione di Amazfit, saprete che l’azienda ha gradualmente ampliato le funzionalità dedicate al monitoraggio della corsa. Il Cheetah 2 Pro sembra essere il culmine di questo impegno. Con questo orologio, Amazfit ha smesso di essere “l’opzione economica” e ha iniziato a costruire un prodotto in grado di competere seriamente in termini di funzionalità; include un set di funzionalità impressionante (tanto da essere stato scelto da runner come: Yemaneberhan Crippa (Mezzofondista olimpico), Rory Linkletter
(Detentore del record nazionale canadese di mezza maratona) e Amanal Petros (Detentore del record nazionale tedesco di maratona), tra cui piani di allenamento strutturati e allenamenti adattivi basati sull’intelligenza artificiale. Monitora inoltre dati completi sulla salute, tra cui frequenza cardiaca 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ossigenazione del sangue e temperatura cutanea, consentendo di generare un “Punteggio di Prontezza” giornaliero per monitorare la fatica. L’orologio raggiunge un elevato livello di precisione nella maggior parte dei parametri testati.
Il Cheetah 2 Pro è – altresì – costituito da piani di allenamento strutturati e sessioni mirate. È come avere al polso un vero e proprio personal trainer. Sono disponibili allenamenti e programmi per mezze maratone, maratone complete e allenamenti Fartlek, e ogni sessione contribuisce a migliorare la resistenza, a sviluppare la forza e a garantire un recupero adeguato, il tutto grazie all’intelligenza artificiale di Zepp Coach. Oltre a programmi di allenamento specifici, il Cheetah 2 Pro vanta un’ampia gamma di funzioni di navigazione che aiutano l’utilizzatore a rimanere sulla giusta rotta, per quanto intenso sia l’allenamento. Abbiamo apprezzato la presenza di mappe offline e indicazioni di svolta, ed è persino possibile importare percorsi per navigare con sicurezza anche su itinerari sconosciuti. Inoltre, l’orologio include il ricalcolo automatico del percorso, la ricerca di punti di interesse e la pianificazione di itinerari punto a punto. Si tratta di un set di funzionalità decisamente completo.
I corridori più esigenti necessitano di un GPS integrato preciso, e il Cheetah 2 Pro offre proprio questo. Grazie ai suoi sistemi di posizionamento avanzati, l’orologio è in grado di fornire un tracciamento e un ritmo accurati (il dispositivo è stato in grado di gestire agevolmente ambienti diversi) anche quando il segnale sembra indebolirsi. A fare la differenza è il GNSS dual-band. Il GPS a banda singola va bene per le corse occasionali, ma quando si inizia ad allenarsi con intervalli in città o su sentieri alberati, la precisione satellitare diventa fondamentale. Il Cheetah 2 Pro traccia simultaneamente i segnali GPS, Galileo, GLONASS, BeiDou, QZSS e NavIC. Si tratta di sei sistemi satellitari e, utilizzandoli in modalità dual-band, si ottengono miglioramenti significativi in termini di precisione rispetto alle alternative a banda singola. Occasionalmente può essere leggermente impreciso, ma nel complesso è sufficientemente accurato per l’allenamento e le gare.
I sensori ottici aggiornati comprendono 5 fotodiodi e 2 LED, che garantiscono un monitoraggio continuo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, della frequenza cardiaca, della saturazione di ossigeno nel sangue e dei livelli di stress. Tutti questi sensori, e molti altri, alimentano l’orologio con i dati necessari per fornire un punteggio di prontezza giornaliero, utile a valutare l’affaticamento durante l’allenamento e lo stato generale. Ulteriori sensori ambientali includono un sensore di temperatura cutanea, un altimetro barometrico, un giroscopio, un accelerometro e una bussola geomagnetica.
Le funzionalità della mappa sono sufficientemente complete per la maggior parte dei corridori, sebbene l’esperienza non è sempre stata perfetta. Qualsiasi movimento di panoramica o zoom risultava scattoso e la mappa non sempre si aggiornava in modo fluido. Questi problemi non sono insormontabili, ma se cercate un’interazione con la mappa estremamente fluida, il Cheetah 2 Pro non dispone dell’hardware necessario per garantirla. A parte questo neo, i menu sono fluidi e l’esperienza generale è stata più che convincente.
Il Cheetah 2 Pro è quindi un valido allenatore di corsa da polso. È in grado di fornire metriche specifiche come il tempo di contatto con il suolo, la lunghezza della falcata e la cadenza. La possibilità di monitorare in tempo reale il proprio livello di VO2 Max, la frequenza cardiaca e la variabilità della stessa (HRV), frequenza respiratoria e la potenza della corsa è estremamente utile per capire se si sta andando bene (o meno, a seconda dei casi). Molto interessante anche la torcia LED integrata (a doppia modalità, con la possibilità di scelta fra luce bianca e luce rossa), una funzione che può sembrare secondaria ma che in pratica si rivela spesso utilissima, soprattutto in allenamenti serali o in spazi poco illuminati. Include anche una modalità Boost e SOS che aggiungono maggiore sicurezza durante gli allenamenti in condizioni di scarsa illuminazione.
Non siamo davanti a un semplice smartwatch con qualche modalità sportiva di contorno: il focus è realmente quello della preparazione atletica, con strumenti che consentono di monitorare e pianificare il lavoro in modo serio.
Memoria interna
La presenza di 32 GB di memoria interna è un dettaglio molto importante, perché amplia davvero il ruolo dell’orologio. Non serve solo per salvare musica, ma anche e soprattutto per gestire mappe offline e contenuti utili all’attività sportiva. È una di quelle specifiche che potrebbe passare più in sordina ma che nell’uso concreto ha un peso sostanzioso. Per un orologio orientato alla corsa, avere uno spazio di archiviazione abbondante significa anche maggiore autonomia operativa e meno dipendenza dallo smartphone.
Software e interfaccia
Il software Zepp ha una interfaccia chiara, abbastanza intuitiva e ben costruita per l’uso sportivo, con una buona leggibilità dei dati e una struttura coerente. L’impressione, però, è quella di una piattaforma che seppur in crescita non è ancora rifinita quanto i sistemi degli altri competitor. Le funzioni ci sono, sono tante, e in molti casi anche ben implementate, ma manca ancora quella sensazione di ecosistema pienamente completo e impeccabile. Nel quotidiano, comunque, si usa bene e senza particolari frizioni, il che conta molto in un prodotto che deve accompagnare negli allenamenti frequenti.



Connettività
Sul fronte connettività il Cheetah 2 Pro è ben dotato: Bluetooth 5.3, Wi-Fi 2.4 GHz, supporto a sensori esterni BLE, microfono, speaker e funzioni smart sufficienti per coprire le esigenze base e sportive. Permette di effettuare e ricevere chiamate Bluetooth, leggere e rispondere ai messaggi e utilizzare Zepp Pay per i pagamenti contactless NFC. Nel complesso – anche se la sua identità resta chiaramente sportiva – è un orologio molto utile anche per la vita di tutti i giorni.
Batteria
L’autonomia è uno degli aspetti meglio riusciti del dispositivo. La batteria da 540 mAh promette fino a 20 giorni di utilizzo tipico e fino a 31 ore in modalità GPS precisa, numeri molto interessanti per un orologio con display brillante e funzioni avanzate. Nel concreto il comportamento è coerente con la scheda tecnica: il Cheetah 2 Pro non obbliga a ricariche troppo frequenti e si adatta bene anche a cicli di allenamento intensi. Naturalmente l’autonomia reale dipende molto da luminosità, uso del GPS e attivazione dell’AOD, ma il margine – anche per i runner che partecipano a eventi di lunga durata – resta ampio e rassicurante.
Amazfit Cheetah 2 Pro o Active Max, quale scegliere?
Amazfit Cheetah 2 Pro e Active Max si rivolgono a due utenti diversi: il primo è la scelta più convincente per chi corre con continuità e vuole un orologio premium, più completo sul piano sportivo e più orientato all’allenamento serio e mirato, grazie a materiali più raffinati, funzioni più avanzate e una dotazione pensata per chi cerca precisione, navigazione e strumenti da running evoluti; l’Active Max, invece, ha più senso per chi desidera un’esperienza più semplice e versatile, con un’impostazione meno specialistica ma più equilibrata nell’uso quotidiano, soprattutto se l’obiettivo è avere uno smartwatch sportivo affidabile senza salire di prezzo o di complessità. In breve, il Cheetah 2 Pro è da preferire se la corsa è il centro dell’utilizzo e si desidera il pacchetto più ricco possibile, mentre l’Active Max è la scelta più sensata se si cerca un compromesso più accessibile e meno estremo, con un focus più generale sul fitness e sulla praticità d’uso.
Commento finale
L’Amazfit Cheetah 2 Pro è probabilmente uno dei modelli più completi e interessanti mai realizzati da Amazfit nel segmento sportivo. Non è perfetto, ma ha una sua identità: costruzione di qualità (grazie alla cassa in titanio di grado 5 di alta qualità e il vetro zaffiro antigraffio cambiano subito la percezione del prodotto), display eccellente (con un’impressionante luminosità di picco di 3.000 nit), autonomia molto buona (fino a 20 giorni) e una dotazione funzionale davvero ricca per chi corre con costanza. I limiti ci sono, soprattutto nella precisione assoluta del GPS e della rilevazione cardiaca e il software – pur maturo – ha ancora margini di miglioramento. Resta comunque un orologio da corsa completo, robusto e ben equipaggiato soprattutto se si desidera un dispositivo che unisca le funzionalità per la corsa a quelle di uno smartwatch classico. All’interno della gamma Amazfit, l’Amazfit Active Max è probabilmente la principale alternativa. Offre molte delle stesse principali funzionalità a un prezzo decisamente inferiore, risultando un’opzione più conveniente per i runner che non necessitano del design migliorato più pregiato e della precisione del sensore leggermente superiore del Cheetah 2 Pro.

