Recensione Bravely Default II

Articolo di · 16 Marzo 2021 ·

A distanza di circa nove anni dall’arrivo del primissimo capitolo della saga, è finalmente arrivato sul mercato Bravely Default II, il sequel spirituale di uno degli JRPG più apprezzati degli ultimi tempi. E, probabilmente, ogni buon appassionato del genere non aspettava altro da questo 2021 videoludico. Tanto desiderato, amato e richiesto a gran voce, il titolo prodotto da Claytechworks, rigorosamente in esclusiva Nintendo Switch, è arrivato sul mercato ricco di aspettative, che però, a conti fatti, non possono dirsi del tutto soddisfatte.

Mettiamo subito però in chiaro le cose: Bravely Default II è un gioco brutto? Assolutamente no, anzi. Il vero “problema” della produzione è legato dalla volontà a tratti eccessiva di andare sul sicuro. Ciò ha spinto gli sviluppatori ad evitare di stravolgere una formula vincente sì ma che necessitava di una doverosa svecchiata. Le peculiarità della saga tornano con forza e convinzione anche in questo nuovo capitolo, ed è proprio questo uno dei problemi più seri. Bravely Default II non riesce ad offrire nulla di veramente nuovo. Sia sul fronte delle dinamiche di gioco sia da un punto di vista narrativo, si rivela incapace di sorprendere, a differenza del primo capitolo.

Per il resto, Bravely Default II conferma in larga parte le buone impressioni avute con i precedenti contatti (tra demo e quant’altro). Il titolo si dimostra un gioco di ruolo “vecchio stile” solido, longevo e caratterizzato da un livello di sfida importante. Tutti gli appassionati del genere possono dormire sonni tranquilli. L’offerta di Square-Enix è infatti più che corposa, seppur si espone ad alcune criticità più o meno importanti.

Versione testata: Nintendo Switch

Se siete curiosi di scoprire il perché, non vi resta che proseguire con la lettura della nostra recensione completa.

Bravely Default II: Trama e narrazione

Seguendo la tradizione intrapresa dalla saga, anche la storia di Bravely Default II ruota intorno ai Cristalli Elementali, i pilastri portanti dell’equilibrio sul mondo.

Essi difendono, sin dai tempi remoti, la razza umana dalla minaccia dell’“Oblio della Morte”, una calamità ancestrale che da sempre minaccia l’equilibrio e la pace. Questi Cristalli, custoditi sin dai tempi antichi dalla famiglia reale del Regno di Musa, sono però spariti, lasciando il mondo sull’orlo di un crollo imminente. Fatta eccezione per il Cristallo del Vento, ancora (per poco) nelle mani della principessa Gloria Musa, i restanti Cristalli della Terra, dell’Acqua e del Fuoco invece spariti. Ciò è accaduto in seguito alla rovinosa caduta del glorioso regno.

Bravely Default II

La scomparsa dei cristalli ha dato il via ad una serie di cataclismi naturali di sempre maggior dimensione Questi tragici eventi sono destinati ad espandersi inesorabilmente nel caso in cui i cristalli non tornino al loro posto. Proprio questa necessità diventa il filo conduttore della storia. Quella di Bravely Default II è una storia che unisce, come da tradizione del genere, ironia, amore, tradimenti e un pizzico di ilarità in maniera sapiente e nel complesso riuscita, durante l’arco di tutta la sua durata. Ci troviamo di fronte ad un viaggio lungo e tortuoso, un percorso di crescita personale e interpersonale. All’interno di esso ogni evento contribuisce a comporre un puzzle interessante e mai banale.

Se la trama nelle sue macrostorie rimane comunque per certi versi poco originale nella sua progressione ma discretamente interessante, a risultare forse troppo anonimi sono i quattro personaggi principali, per quanto la loro creazione e concezione generale risulti comunque interessante.

Personaggi principali

Leader del gruppo è il giovane protagonista (che noi abbiamo ribattezzato Jotun Thrym), trovatosi misteriosamente catapultato nel regno a seguito di un infausto naufragio. Accolto proprio dalla principessa Gloria Musa e dal fedele guardiano Sir Sloan, il giovane finisce con l’abbracciare rapidamente la sua solenne causa. Il legame tra i due, sin da subito inspiegabilmente “forte” e radicato ha però origini ben più profonde di quanto si potrebbe immaginare. Il giovane eroe è infatti un vero e proprio predestinato e non vogliamo anticiparvi in alcun modo il perché. Vi basti però sapere che già dalle primissime battute si avrà un quadro molto più chiaro delle cose, per quanto non particolarmente innovativo.

Coraggiosa, impavida e pervasa da un grandissimo senso della giustizia è la principessa Gloria Musa, miracolosamente scampata alla distruzione del suo regno. Insieme a Sir Sloan, la giovane guerriera parte per un tortuoso viaggio alla ricerca dei Cristalli. Questi ultimi sono sfuggiti dal suo controllo a causa dei numerosi attacchi esterni dei nemici più disparati. Gloria sarà la prima a entrare in contatto con il protagonista, e da lì il loro legame si rafforzerà sempre di più.

Bravely Default II

Dopo poche ore di gioco si uniscono al party anche altre due importanti figure, molto diverse ma allo stesso tempo incredibilmente simili tra loro. Parliamo di Elvis Lazlow e Adelle Ein, rispettivamente una sorta di studioso e una mercenaria. Elvis è partito alla ricerca della conoscenza nei confronti degli Asterischi, le pietre magiche da cui viene attinta la magia. Questo, a livello ludico, consente ai giocatori di cambiare classe ogni volta lo si desideri. Scanzonato e sgangherato, Elvis ha deciso di assoldare la bella e letale Adelle come sua guardia dal corpo. Egli è infatti conscio delle difficoltà che avrebbe potuto affrontare durante il suo percorso.

Quest’ultima è invece un personaggio molto più pacato e “pratico” e fa della correttezza e del rispetto dei propri ideali la sua arma migliore, al di là della sua “mansione”. Adelle si unisce con forza alla causa, così come Elvis, di Gloria e Seth. I protagonisti danno così vita così ad un quartetto di avventurieri in realtà piuttosto scontato dal punto di vista della concezione e della gestazione.

Il gameplay e il livello di sfida di Bravely Default II

Così come da tradizione della saga (e del genere in generale) Bravely Default II è un titolo permeato da un livello di sfida decisamente tarato verso l’alto. A dispetto del suo aspetto, coloratissimo e “giovanile”, il secondogenito della famiglia di Square Enix mette nelle mani dei giocatori una sfida continua, longeva e in alcuni casi quasi spietata.

Sin dalle primissime battute, infatti, Bravely Default lI mette le cose in chiaro, mostrandosi rapidamente spietato nei confronti dei giocatori, specialmente quelli più arditi. Presentandosi come un classico gioco di ruolo giapponese a turni, caratterizzato dall’ormai immancabile Active Time Battle, il titolo di Claytechworks richiede una preparazione agli scontri tattica e oculata.

Prima di affrontare una qualsiasi battaglia, che sia contro un gruppo di mostri normali (almeno fin quando non saremo di livello molto superiore, a quel punto saranno i nemici a scappare!) o a maggior veduta contro uno dei tanti Boss, arrivare allo scontro con la giusta pianificazione è un atto praticamente doveroso. Ogni scontro è infatti ben legato alle numerose classi con cui mixare il vostro party. Di conseguenza diventa necessario scegliere con cura, in base all’avversario, la strategia migliore per ogni battaglia.

Non pensate che con il mero farming sfrenato potrete aggirare questo step, Anche con molti livelli sopra infatti, alcuni boss ci hanno letteralmente asfaltato, proprio perché stavamo usando la classe sbagliata o più semplicemente ci mancava qualche pezzo di equipaggiamento specifico.

Va di per sé, dunque, che come per il primo capitolo il sistema delle Classi sia uno degli aspetti più importanti (e interessanti) da gestire. Pur senza grandi rivoluzioni rispetto al primo capitolo, Bravely Default II pone molta attenzione sotto questo aspetto. Questo diventa rapidamente uno spartiacque fondamentale per tutta l’avventura.

Classi e Sottoclassi

Rimane dunque fondamentale la gestione delle Classi di gioco (di cui vi abbiamo già parlato durante la nostra guida), legate agli Asterischi, vero carburante del mondo di gioco.

Ogni personaggio può sbloccare tutte le varie Cassi (sono veramente tante) ed equipaggiarle, sia come classe Principale sia come Secondaria. Queste classi modificano nettamente il modus operandi dei vari membri del party, dando vita così ad approcci sempre diversi, a seconda delle esigenze.

Scegliere il giusto mix di attori in campo è dunque l’arma migliore per affrontare al meglio gli scontri, Bisogna tenere anche bene a mente il concetto, caro agli amanti del genere, delle resistenze e delle debolezze dei vari nemici. Quel che ne viene fuori è dunque un JRPG estremamente tattico. All’interno di esso gli scontri vanno affrontati sempre con una conoscenza importante di ciò che si vuole fare.

A questo si aggiunge la meccanica già vista negli altri capitoli della saga, ossia quella legata al sistema Brave e Default. Tramite il comando Brave (utilizzabile 4 volte) è possibile aggredire l’avversario in maniera continua o curare i propri alleati, saltando in qualche modo i turni, al costo però di tanti punti battaglia (PB). Ciò vi espone anche agli attacchi nemici che, una volta esauriti i turni, specialmente se messi in modalità Default, possono arrecarvi ingenti danni.

Default è infatti la classica “Difesa” in battaglia e, rimanendo in tal posizione, è possibile accumulare PB e limitare i danni subiti. In questo modo sarà possibile poi scagliare violenti attacchi sui nemici. Questa strategia è sicuramente rischiosa ma può donare molte soddisfazioni. Di conseguenza è consigliabile elaborare sempre la giusta strategia prima di gettarsi in mischia, anche considerando il livello elevato di difficoltà del gioco.

Pur essendo liberamente selezionabile (abbiamo scelto “Normale”), il livello di sfida ci è parso a volte eccessivamente ingiusto e mal bilanciato. Ciò costringe sempre il giocatore ad un farming ossessivo e continuo.

Tecnica e grafica

Da un punto di vista tecnico e artistico, Bravely Default II mette in mostra ancora una volta la sua natura contraddittoria e altalenante.

Se dal lato artistico non possiamo lamentarci degli splendidi orizzonti messi in mostra dalla produzione, non possiamo dire lo stesso appieno della veste tecnica, decisamente più modesta. Gli splendidi scenari creati ad hoc per questa lunga avventura, per quanto in alcuni passi in verità poco originali e piuttosto anonimi in alcuni passaggi, sono accompagnati da una realizzazione tecnica oggettivamente sottotono. L’esperienza generale, per quanto nel complesso piacevole da vivere, non si può dire esente da svarioni di natura funzionale, compreso un frame rate talvolta instabile, il caricamento di texture a volte in ritardo e alcune mancanze varie sicuramente evitabili.

Anche il character design risulta tutto sommato altalenante. Seppur curato nella trasposizione estetica dei personaggi, sia principali sia secondari, il tutto ci è apparso ancora una volta eccessivamente “riciclato” dal primo capitolo. Sia chiaro, la grande cura con cui i protagonisti sono portati su schermo si avverte senza troppa difficoltà, anche banalmente guardando ai vari “costumi” relativi ad ogni classe. Rispetto però a quanto visto nel capitolo uscito su Nintendo 3DS la sensazione di “novità” è risultata nettamente sottotono.

Molto buono, infine, è il comparto sonoro. Il doppiaggio, specialmente quello in lingua giapponese, ci ha convinto appieno sin dalle primissime battute. Esso è risultato un pezzo fondamentale per il fattore empatia e per l’immedesimazione in generale. Di ottimo livello anche la OST. Pur senza miracoli e con un numero complessivamente limitato di brani, la colonna sonora che accompagna il viaggio di Gloria, Elvis, Adelle e del protagonista è piacevole e ricca di sentimento quanto basta.

Da vedere (e da sentire), insomma, Bravely Default II è uno splendido more of the same, incapace di rivoluzionare il brand o il genere ma allo stesso tempo in grado di risultare un ottimo nuovo esponente di essi.

Commento Finale

Bravely Default II è un buon JRPG, longevo e ricco di cose da fare, e caratterizzato da un racconto complessivamente interessante. Legato indissolubilmente ad una concezione romantica e arcaica del concetto di gioco di ruolo giapponese, il titolo di Square Enix si pone come un ottimo esponente del genere Non riesce comunque ad ergersi come un degno successore del primo capitolo. Se da un lato non possiamo lamentarci di quanto visto sul fronte artistico, sono il gameplay e la struttura in generale del character design a lasciarci un po’ amareggiati. Il team sembra infatti aver deciso di tener premuto il freno a mano in maniera troppo decisa su troppi aspetti. Certo, rimane sicuramente un acquisto obbligatorio per i fan del genere, ma ci saremmo aspettati sicuramente qualcosina in più da un simile prodotto.

Criterion 10
7.7

Un ottimo sequel!

Bravely Default II è un buon JRPG, longevo e ricco di cose da fare, e caratterizzato da un racconto complessivamente interessante. Legato indissolubilmente ad una concezione romantica e arcaica del concetto di gioco di ruolo giapponese, il titolo di Square Enix si pone come un ottimo esponente del genere Non riesce comunque ad ergersi come un degno successore del primo capitolo. Se da un lato non possiamo lamentarci di quanto visto sul fronte artistico, sono il gameplay e la struttura in generale del character design a lasciarci un po’ amareggiati. Il team sembra infatti aver deciso di tener premuto il freno a mano in maniera troppo decisa su troppi aspetti. Certo, rimane sicuramente un acquisto obbligatorio per i fan del genere, ma ci saremmo aspettati sicuramente qualcosina in più da un simile prodotto.


+
    - Longevo, ricco di cose da scoprire e da fare
    - Livello di sfida sempre elevato e che costringe i giocatori ad un approccio molto tattico
    - Artisticamente molto ispirato...
-
    - ... ma tecnicamente non abbastanza!
    -Storia interessante, ma poco originale
    -Curva di difficoltà non sempre bilanciata al meglio.
    -Personaggi accattivanti, ma non ben caratterizzati come quelli del primo capitolo.

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