Recensione Cthulhu: The Cosmic Abyss, siete pronti ad affrontare la minaccia occulta del Grande Antico?

Cthulhu: The Cosmic Abyss di Big Bad Wolf (autori fra l’altro di The Council e Vampire: The Masquerade – Swansong) è un horror investigativo in prima persona che prova a fondere Lovecraft, fantascienza e thriller psicologico in un contesto sottomarino affascinante e opprimente. Punta più sull’atmosfera, sulla deduzione e sulla tensione mentale che sull’azione pura, e questo lo rende un progetto molto più interessante di quanto sembri a prima vista.

Il titolo è disponibile dal 16 aprile 2026 per PC (Steam, GOG), PlayStation 5 e Xbox Series X|S.


Versione testata: PlayStation 5 Pro


Benvenuti a R’lyeh la città sommersa legata al mito di Cthulhu

La trama è ambientata nel 2053. In tutto il mondo, la minaccia occulta diventa sempre più evidente e si moltiplicano fenomeni strani e incomprensibili. Con l’esaurirsi delle risorse sulla superficie terrestre, potenti corporazioni si spingono verso le profondità inesplorate degli oceani, ignare dell’antico orrore che stanno per risvegliare. Il protagonista di questo thriller ispirato a Lovecraft è Noah, agente di Ancile (una divisione segreta dell’Interpol specializzata in affari occulti), inviato a indagare sulla scomparsa di minatori ed equipaggi in una stazione mineraria collocata in una regione abissale del Pacifico. La ricerca – attraverso geometrie quasi impossibili – conduce verso R’lyeh, città sommersa legata al mito di Cthulhu, con l’idea di far precipitare il protagonista in una spirale di scoperta, paranoia e corruzione mentale. Il pregio principale dell’impianto narrativo sta nel taglio lovecraftiano aggiornato in chiave futuristica: non c’è solo l’orrore dell’ignoto, ma anche quello di una tecnologia che tenta di misurarlo, classificarlo e controllarlo. La presenza di Key, l’assistente IA, aggiunge un contrappunto interessante capace di rafforzare sia il lato investigativo sia quello psicologico della storia.

Gameplay e meccaniche

Il gameplay ruota attorno all’analisi degli indizi, alla manipolazione degli oggetti e alla deduzione ambientale. Il gioco incoraggia a prestare molta attenzione a ciò che vi circonda e a sperimentare i vari strumenti messi a disposizione: strumenti come il sonar, la Cripta (una sorta di raccoglitore di indizi) e Key, l’IA di supporto (un personaggio a sé stante, addestrata ad assumere un carattere più umano: disinvolta, curiosa e presente, sempre pronta a esprimere la sua opinione e a mostrare una sincera paura quando Noah, il protagonista, è in pericolo), così come la possibilità di sbloccare nuove frequenze per il sonar che – combinate fra loro – permettono di individuare elementi nascosti nell’ambiente (dopotutto, vi trovate in una storia lovecraftiana, e alcune cose potrebbero non apparire come sembrano a occhio nudo) e a seguire – al meglio – determinate tipologie di indizi. Ad esempio, impostando la frequenza su acciaio, è possibile seguire quella tipologia di elemento, o ancora su alfa-cheratina (che compone una determinata e particolare tipologia di fungo), consente di individuare l’elemento e ottenere un composto in grado di ripristinare l’energia del nostro agente dell’occulto (fondamentale per analizzare gli indizi) e aumentarne la concentrazione e le capacità di analisi. Il sonar, senza frequenze attive, consente – invece – di visualizzare esclusivamente l’ambiente circostante.

Altresì, è fondamentale dare il giusto peso ai documenti rinvenibili nei vari mondi di gioco. Spesso al loro interno sono nascosti ulteriori e importanti indizi così come alla citata Cripta che consente di rivedere ogni indizio (ad eccezione di quelli minori), documento e oggetto che avete trovato. In questo modo è possibile collegare gli indizi (ordinandoli in tre diverse tipologie: in base alla frequenza sonar, per luoghi di rinvenimento e per archivi che – in quest’ultimo caso – raggruppa gli indizi dei capitoli precedenti) e metterli alla prova con le “Deduzioni”, ergo una domanda a cui si può rispondere con un altro indizio. Depositando l’indizio sulla deduzione è possibile testare una risposta; se l’indizio depositato è la risposta corretta alla deduzione, nuovi indizi si sbloccheranno per aiutare la risoluzione dell’indagine in corso. A volte avete già tutto ciò che vi serve per risolvere l’enigma che avete appena scoperto.

Questa struttura sembra voler quindi privilegiare l’esplorazione ragionata rispetto a quella frenetica che contraddistingue altre produzioni similari, con un sistema di risorse limitate legato all’energia necessaria per le analisi. A quanto detto, si aggiunge l’idea della corruzione mentale (ovvero, più ci si addentra nella leggendaria città sommersa e più la mente del protagonista soccombe all’implacabile influenza di Cthulhu). Oltre ad essere coerente con il tema portante della produzione, funziona altrettanto bene perché trasforma una meccanica pratica in una pressione costante sul giocatore. Nulla potrà impedire l’espansione della corruzione nella testa del giocatore (che è possibile consultare quando si vuole premendo sul touchpad), tuttavia le scelte di risoluzione indagine possono migliorarla (limitandola) o peggiorarla. Per mantenere il controllo è necessario individuare risoluzioni di indagine che proteggono dal Grande Antico.

In termini di difficoltà, il gioco è impostato automaticamente sulla modalità di difficoltà “Indagine“. Se desiderate condurre la vostra indagine con maggiori indicazioni, potete passare alla modalità “Esplorazione“. In questo modo riceverete consigli chiari da Key su come risolvere l’enigma in corso e potrete analizzare ogni indizio senza consumare energia o subire alcun tipo di corruzione. Il sistema di difficoltà può essere personalizzato andando in “opzioni di difficoltà“. Qui è possibile attivare gli aiuti della IA per ottenere ulteriori indizi, indizi per luogo che mostra il numero preciso di indizi mancanti per ogni luogo, analisi degli indizi gratuita, è possibile analizzare gli indizi senza consumare energia né tantomeno influisce sulla corruzione, sonar prolungato, le onde sonar e ciò che rivelano rimangono sullo schermo per un tempo maggiore, corruzione ridotta, la progressione della corruzione è ridotta. Insomma, lo sviluppatore ha pensato proprio a tutto!

E per quanto riguarda gli enigmi?

Il rischio, tipico di molte avventure investigative è che se gli enigmi non sono abbastanza vari o se la progressione resta troppo rigida, l’impianto può diventare ripetitivo. In Cthulhu: The Cosmic Abyss, fortunatamente questo non accade; attraverso l’ausilio di Key, seguendo gli indizi, raccogliendo le prove sparse e affinando le capacità deduttive, si potranno risolvere enigmi complessi e decisamente coinvolgenti che aumentano di difficoltà in modo appagante. L’ultimo enigma – che non vi sveleremo – è probabilmente uno dei più folli e fra i migliori che abbiamo mai avuto modo di affrontare (e risolvere) in un videogioco. L’assenza di un approccio più fisico al confronto con l’orrore potrebbe lasciare qualcuno con la sensazione di un horror più contemplativo ma in definitiva, la formula funziona e convince.

Differenze rispetto a… SOMA

Rispetto a SOMA (pubblicato quasi un decennio fa) di Frictional Games e che ci è tornato subito alla mente mentre giocavamo, Cthulhu: The Cosmic Abyss, sembra più vicino all’idea di un horror investigativo che a quella di un’esperienza filosofica pura: condivide il gusto per l’atmosfera, la tensione psicologica e l’ambientazione opprimente, ma appare più orientato alla deduzione ambientale e alla componente tecnica del mistero. Il paragone con SOMA funziona soprattutto sul piano del tono: entrambi sembrano interessati a far sentire il giocatore piccolo, vulnerabile e in balia di qualcosa di incomprensibile. La differenza è che SOMA tende a colpire di più con il tema esistenziale (perché trasforma l’horror in una riflessione continua su identità, coscienza e condizione umana) e con il peso della sua scrittura (decisamente più incisiva e e memorabile), mentre Cthulhu: The Cosmic Abyss sembra usare il mistero cosmico e la corruzione mentale come motore dell’indagine. Sul piano del gameplay, però, Cthulhu: The Cosmic Abyss sembra voler offrire un po’ più di “giocato” di SOMA (che è anche più lineare e più povero sul piano ludico, con puzzle semplici e un gameplay spesso subordinato alla narrazione), almeno per quanto si percepisce dai sistemi di analisi, sonar e progressione degli indizi. In altre parole, Cthulhu: The Cosmic Abyss potrebbe risultare meno contemplativo e più strutturato sul lato interattivo e più vicino a quella che si potrebbe definire una “detective story cosmica”, anche se probabilmente non raggiunge la stessa densità narrativa di SOMA.

Grafica e tecnica su PS5

Su PS5 il gioco si presenta come un prodotto costruito – grazie all’Unreal Engine 5 – per valorizzare ambienti ciclopici, luci soffocate e spazi deformati dalla logica onirica di R’lyeh. L’impostazione visiva è improntata principalmente sul piano atmosferico, piuttosto che sul puro spettacolo e – tale scelta – risulta azzeccata. Gli ambienti di gioco sono finemente curati, al netto di qualche sbavatura di texture in “low quality”. Su PlayStation 5 c’è inoltre il supporto per la vibrazione e gli effetti dei grilletti del DualSense (davvero ben integrato), un dettaglio che aiuta – e non poco – in termini di immersione specialmente nei momenti più tesi.

Il punto che ci ha lasciati un po’ interdetti è relativo alle prestazioni. Cthulhu: The Cosmic Abyss offre due impostazioni: Grafica e Prestazioni. In alcuni scenari complessi o caratterizzati da interni bui, abbiamo percepito un po’ di fatica e rallentamenti della scena (indipendentemente dalla modalità selezionata) – con un calo evidente del framerate (anche se è stato testato su PS5 Pro) – e in questo tipo di produzioni, la stabilità del framerate, la leggibilità e la pulizia dell’immagine contano quanto il colpo d’occhio generale. Presumiamo che con una patch correttiva la situazione migliorerà. Ottima – invece – la regia di stampo squisitamente cinematografico.

Audio e sonoro

L’audio ha un ruolo centrale perché il gioco usa il sonar come mezzo di percezione del mondo, quindi il sonoro non è solo di accompagnamento ma parte del linguaggio ludico. Questa scelta rende il sound design uno degli elementi più riusciti, soprattutto perché il gioco sfrutta bene riverberi, silenzi, frequenze distorte e rumori ambientali per suggerire presenza e minaccia. Anche il taglio psicologico dell’esperienza fa capire quanto lo sviluppatore abbia fatto un uso studiato di musica e effetti per alimentare la tensione senza dover sempre alzare il volume dell’azione. Insomma, il comparto sonoro regge le aspettative e rappresenta uno dei motivi principali per cui il gioco riesce a distinguersi nel panorama degli horror narrativi moderni.

Commento finale

Cthulhu: The Cosmic Abyss ci è sembrato un progetto ambizioso e interessante in grado di fondere Lovecraft, fantascienza e thriller psicologico in un contesto sottomarino affascinante e opprimente. Il gameplay ruota attorno all’analisi degli indizi, alla manipolazione degli oggetti e alla deduzione ambientale offrendo strumenti come il sonar, la Cripta e Key, l’IA di supporto, così come la possibilità di sbloccare nuove frequenze, in grado di dare un taglio differente alla solita esperienza lovecraftiana, in quella che potremmo definire un’avventura inquietante e cervellotica. È una scelta coerente con il materiale di partenza e, proprio per questo, siamo sicuri che conquisterà chi ama gli horror eleganti, lenti e mentali, ma potrebbe anche lasciare perplesso chi desidera un ritmo più alto o una maggiore varietà in termini di azione. Ottimo il colpo d’occhio con ambienti – grazie all’Unreal Engine 5 – decisamente curati e pieni di dettagli, anche se non manca qualche sbavatura; peccato per il comparto tecnico, non sempre all’altezza ma che può essere agevolmente migliorato attraverso una patch correttiva!

8.3

Cthulhu: The Cosmic Abyss


Cthulhu: The Cosmic Abyss ci è sembrato un progetto ambizioso e interessante in grado di fondere Lovecraft, fantascienza e thriller psicologico in un contesto sottomarino affascinante e opprimente. Il gameplay ruota attorno all’analisi degli indizi, alla manipolazione degli oggetti e alla deduzione ambientale offrendo strumenti come il sonar, la Cripta e Key, l'IA di supporto, così come la possibilità di sbloccare nuove frequenze, in grado di dare un taglio differente alla solita esperienza lovecraftiana, in quella che potremmo definire un'avventura inquietante e cervellotica. È una scelta coerente con il materiale di partenza e, proprio per questo, siamo sicuri che conquisterà chi ama gli horror eleganti, lenti e mentali, ma potrebbe anche lasciare perplesso chi desidera un ritmo più alto o una maggiore varietà in termini di azione. Ottimo il colpo d'occhio con ambienti - grazie all'Unreal Engine 5 - decisamente curati e pieni di dettagli, anche se non manca qualche sbavatura; peccato per il comparto tecnico, non sempre all'altezza ma che può essere agevolmente migliorato attraverso una patch correttiva!

PRO

Ambientazione lovecraftiana molto forte e riconoscibile I Impianto investigativo - fatto di indizi e deduzioni - che non delude I Enigmi complessi e decisamente coinvolgenti I Atmosfera psicologica e concetto della corruzione mentale ben integrati nella struttura di gioco I Il sonoro non è solo di accompagnamento ma parte del linguaggio ludico

CONTRO

La mancanza di azione diretta può limitarne l’impatto per chi cerca un horror più aggressivo I Qualche incertezza tecnica

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