Recensione Death Stranding 2: On the Beach (PC), un porting eccellente!

Con Death Stranding 2: On the Beach, Hideo Kojima firma un seguito che non ha bisogno di stravolgere la formula per lasciare il segno. Al contrario, sceglie la strada più difficile: prendere un’idea già forte, rifinirla con maggiore consapevolezza e portarla a un livello di maturità narrativa e visiva ancora più alto. È un prodotto che conserva l’identità del primo capitolo, ma la espande con più sicurezza, più ambizione e una regia che sa alternare spettacolo, silenzi e tensione emotiva con un controllo quasi chirurgico. Nella recensione della versione PlayStation 5, il nostro Luca Gentile, lo descrive come: “un sequel visionario e profondamente umano che evolve la formula originale, intrecciando narrativa emozionale su lutto, speranza e connessioni in un mondo frammentato. Ludicamente più dinamico ma con qualche lentezza e cripticità, eccelle tecnicamente su PS5 con una grafica splendida, DualSense perfetto e audio immersivo. Un’opera che richiede pazienza ma che riesce a toccare corde che raramente il videogioco moderno osa sfiorare.” Su PC (la versione è stata curata dallo studio olandese Nixxes Software, che in passato ha realizzato lavori da buoni a ottimi su altri porting per PC, guadagnandosi così una solida reputazione), tutto questo trova la sua espressione migliore: la versione computer non solo è tecnicamente solida, ma valorizza davvero la bellezza del gioco in un porting molto curato, ricco di opzioni grafiche, supporto alle tecnologie di upscaling e con un frame rate sbloccato che gli consente di esprimersi al meglio soprattutto su hardware di fascia alta e medio-alta, rendendolo più libero, più nitido e più personalizzabile rispetto alle controparti console.

Tra i principali punti di forza del motore Decima spiccano l’enorme distanza di visualizzazione e la geometria realistica e variegata degli scenari, che a tratti crea panorami fotorealistici sullo schermo. A ciò si aggiungono i personaggi di prim’ordine, interpretati da attori in carne e ossa, la presentazione avvincente e la colonna sonora emozionante, che contribuiscono a creare un’atmosfera eccellente, quasi ineguagliabile. Inoltre, la trama insolita offre al giocatore spunti di riflessione, cosa non scontata per tutti i videogiochi.


Versione testata: PC (Steam)


Storia

Senza entrare in alcuno spoilerDeath Stranding 2 riprende il discorso iniziato nel primo capitolo e lo porta avanti con una storia che ruota ancora attorno al tema della connessione, ma lo fa con uno sguardo più ampio, più maturo e anche più emotivamente stratificato. Sam torna al centro di un viaggio che non è soltanto geografico, ma anche umano ed emotivo, e che mette il giocatore davanti a un mondo fragile, complesso e costantemente minacciato dalla distanza, dal peso delle responsabilità e dalla difficoltà di mantenere un legame con gli altri. Kojima costruisce ancora una volta un racconto che non vive di colpi di scena continui, ma di atmosfere, simbolismi e tensione. È una storia che chiede attenzione, ma che sa ripagare con una forte coerenza tematica e con un impianto capace di dare significato a ogni attraversamento, a ogni sforzo e a ogni obiettivo raggiunto. Il punto centrale non è solo “cosa succede”, ma come il gioco ti fa sentire mentre attraversi il mondo: il viaggio resta fisico, fragile e concreto, e proprio per questo la narrazione acquista peso senza bisogno di forzare colpi di scena o rivelazioni. Anche su PC, questa struttura funziona benissimo perché il ritmo lento e contemplativo si sposa con una resa visiva che rende il paesaggio parte integrante del racconto.​

Aggiornamenti grafici per PC

Su PC, Death Stranding 2 offre impostazioni grafiche che vanno oltre quelle delle versioni per console. Nel menu delle opzioni grafiche del gioco, Nixxes afferma che il preset “Alto” è “all’incirca equivalente a quello di una console”, mentre “Molto Alto” lo supera ulteriormente. Sebbene “Molto Alto” sia l’impostazione grafica più elevata di Death Stranding 2, esistono opzioni grafiche ancora più avanzate. I giocatori su PC possono attivare l’occlusione ambientale con ray tracing, ad esempio. Inoltre, la sezione Riflessi offre le opzioni “Molto Alto”, “Ray Tracing Alto” e “Ray Tracing Molto Alto”. Da notare che su console Death Stranding 2 non utilizza il ray tracing (nemmeno su PS5 Pro).

Su PC gira molto bene

La versione PC di Death Stranding 2 si presenta come un porting particolarmente curato. Il lavoro svolto sulla conversione è evidente fin dal primo avvio: il gioco offre un pacchetto tecnico ricco, con frame rate sbloccato, numerose opzioni grafiche e il supporto alle principali tecnologie di upscaling (ben quattro), tra cui DLSS, FSR e XeSS. A completare il quadro c’è anche il ray tracing, disponibile per riflessi e occlusione ambientale, che aggiunge profondità all’immagine ma va dosato con attenzione perché incide in modo sensibile sulle prestazioni.

È proprio qui che la versione PC fa la differenza. Non si limita a “girare bene”, ma consente di cucire l’esperienza addosso al proprio hardware. E con una configurazione come quella che abbiamo utilizzato per i test: scheda madre MSI B850 Gaming Plus WIFI6E, 32GB di RAM DDR5 Crucial, scheda video XFX Swift AMD Radeon RX 9060 XT OC White Triple fan Gaming Edition da 16 GB, processore AMD Ryzen 5 9600X, Acer Predator NVMe SSD PCIe 4.0 – il gioco trova una base molto solida per esprimersi al meglio, soprattutto in 1440p. La CPU ha tutto il margine necessario per non rappresentare un limite, mentre la scheda video, grazie ai 16 GB di VRAM, si dimostra ideale per gestire texture alte, buona qualità dell’immagine e impostazioni grafiche spinte.

In questa fascia hardware, la scelta più sensata è partire da un preset alto o molto alto, con upscaling attivo in modalità qualità, così da ottenere un frame rate stabile e una resa visiva di grande impatto. Se si desidera spingersi oltre, può essere attivato il ray tracing, ma è bene considerarlo più come un vezzo estetico che come un’impostazione imprescindibile. La vera forza del gioco, infatti, resta la sua immagine di base: già pulita, già ricca, già capace di stupire senza bisogno di chissà quali effetti aggiunti.

Una resa grafica notevole

Dal punto di vista grafico, Death Stranding 2 è uno dei titoli più belli della sua generazione, e la versione PC ne esalta ulteriormente il lavoro artistico. Il Decima Engine si conferma un motore capace di costruire paesaggi suggestivi, modelli estremamente dettagliati e un’illuminazione che lavora in modo perfetto sull’atmosfera. Il risultato è un colpo d’occhio di grande fascino, fatto di spazi aperti, cieli imponenti, superfici naturali e una resa dei personaggi che raramente scende sotto livelli eccellenti.

Su PC, però, questa bellezza acquista anche una nitidezza superiore. La maggiore libertà nelle impostazioni grafiche, il supporto ai monitor ultrawide e la possibilità di mantenere frame rate più elevati rendono l’esperienza più fluida e più cinematografica allo stesso tempo. È un gioco che beneficia tantissimo della piattaforma computer, perché il suo impianto visivo non è solo scenografico: è anche tecnico, e quindi perfettamente adatto a essere valorizzato da un hardware PC.

La RX 9060 XT da 16 GB si è comportata, in questo contesto, in modo ben bilanciato permettendo di goderci – grazie anche al monitor OLED – il gioco nel migliore dei modi: offre abbastanza memoria per tenere alto il livello dei dettagli e abbastanza margine per gestire in modo credibile anche le opzioni più pesanti. In altre parole, è il tipo di GPU che permette di apprezzare il gioco senza dover continuamente inseguire compromessi. Abbiamo agevolmente mantenuto i 60 fps a 1440p, con le impostazioni al massimo e l’FSR di AMD impostato su bilanciato. È per lo più fluido, anche se a volte abbiamo riscontrato qualche micro scatto mentre ci muovevamo per il paesaggio (nei prossimi paragrafi approfondiremo le performance del gioco). Mirare con un’arma sembra essere – seppur sporadicamente – il più grande punto debole dell’esperienza: anche fuori dal combattimento, quando si mira si potrebbe verificare un calo di frame anche di un secondo.

Portare Death Stranding 2 a un livello superiore con il ray tracing: ne vale la pena?

Avendo giocato a Death Stranding 2 sia con che senza ray tracing, possiamo solo dire che l’impatto del ray tracing è, nella migliore delle ipotesi, sottile. L’occlusione ambientale con ray tracing ha l’impatto maggiore in assoluto, fornendo un’ombreggiatura più accurata. Detto questo, la differenza è talmente minima che può essere difficile da notare in un confronto diretto. Anche i riflessi con ray tracing hanno un impatto minimo (la discrepanza è difficile da notare nelle scene normali e praticamente impossibile da percepire in presenza di acqua in movimento). Considerato il divario minimo, il consiglio è quello di disabilitare il ray tracing ed evitare le relative conseguenze sulle prestazioni. Ne vale la pena solo se il vostro PC dispone di un hardware incredibilmente potente e può sopportare l’inevitabile calo di prestazioni.

Una conversione tecnicamente molto solida

Il punto più importante, però, è un altro: la versione PC non è soltanto bella da vedere, è anche tecnicamente affidabile. L’impressione generale è quella di un porting ben rifinito, che non soffre di criticità vistose e che riesce a mantenere una buona stabilità anche nelle situazioni più cariche dal punto di vista visivo. Il frame pacing è convincente, il comportamento generale del motore è solido e il gioco dà la sensazione di essere stato trattato con attenzione, non come una semplice conversione da mettere in commercio.

Con il Ryzen 5 9600X e i 32GB di RAM DDR5 non abbiamo avuto preoccupazioni particolari sul fronte CPU o memoria, e questo ha consentito alla scheda video di essere il vero centro dell’esperienza. È una configurazione adatta a un utilizzo moderno e bilanciato, perfetta per sostenere un titolo che chiede soprattutto continuità, pulizia e stabilità. Ed è proprio questo che Death Stranding 2 su PC restituisce: una sensazione di solidità generale, accompagnata da un livello di personalizzazione superiore a quello che si trova su console.

L’upscaler FSR 4.1 di AMD

L’FSR 4.1 offre risultati di upscaling migliori rispetto all’upscaler PICO (Progressive Image Composter) di Death Stranding 2. PICO – d’altro canto – da benefici maggiori rispetto all’FSR 3. Ciò sta a significare che i possessori di GPU della serie RX 9000 dovrebbero utilizzare l’FSR 4.1, mentre chi ha GPU AMD più vecchie dovrebbe utilizzare PICO. Come il DLSS, l’FSR 4.1 può migliorare drasticamente il frame rate in Death Stranding 2, soprattutto quando si gioca con le impostazioni grafiche al massimo. Detto questo, consigliamo – ancora una volta – di disattivare il ray tracing, dato il suo impatto visivo minimo. In tal caso, è molto facile raggiungere i 60 FPS (e oltre) in 4K con una AMD RX 9060 XT, anche senza Frame Generation. Come altri giochi con l’FSR Frame Generation, Death Stranding presenta però problemi di fluidità dei fotogrammi quando questa tecnologia è abilitata. Alcuni fotogrammi generati appaiono troppo veloci e la spaziatura tra di essi è irregolare. Ciò si traduce in una fluidità anomala dei fotogrammi e in bassi valori di frame rate. Siamo riusciti ad abilitare XeSS Frame Generation sulla nostra Radeon RX 9060 XT, quindi abbiamo provato anche questa soluzione. Anche questo test ha riscontrato gli stessi problemi di fluidità dei fotogrammi. Il frame pacing è un problema che AMD deve affrontare nelle future versioni di FSR. L’utilizzo del VSYNC consente di sincronizzare correttamente i fotogrammi, sebbene non sia la soluzione ideale.

Impostazioni consigliate

  • 1080p: Molto alto, frame rate molto buono anche senza compromessi importanti;
  • 1440p: Molto alto o alto, meglio con FSR in Qualità per tenere la fluidità al top;
  • Ray tracing: bello da vedere, ma da attivare solo se si accetta un calo prestazionale o si possiede una configurazione high-end;
  • 4K: possibile, ma conviene affidarsi all’FSR e aspettarsi compromessi più evidenti.

Tenendo come riferimento la nostra configurazione con RX 9060 XT 16 GB + Ryzen 5 9600X + 32 GB DDR5, questi sono i valori da aspettarsi in Death Stranding 2 su PC. N.B. I numeri cambiano molto in base a ray tracing, upscaling e frame generation.

1080p

1080p si vedono risultati molto solidi già in Molto alto, e con FSR 4 su Qualità il frame rate sale parecchio, rendendo questa risoluzione agevolmente gestibile dalla GPU.

  • Molto alto, no RT: circa 90–120 FPS.
  • Molto alto + RT Alto, FSR Qualità: circa 75–95 FPS.
  • Molto alto + RT Molto alto, FSR Qualità: circa 60–80 FPS.
  • Con frame generation: è possibile arrivare anche oltre 120 FPS, soprattutto nei preset più equilibrati.

1440p

1440p la combinazione RX 9060 XT + Ryzen 5 9600X entra nel suo territorio ideale. Dai test, il gioco resta molto fluido e ben gestibile, con la scheda che mostra un ottimo equilibrio tra qualità visiva e prestazioni.

  • Molto alto, no RT: circa 50–70 FPS.​
  • Molto alto + FSR Qualità: circa 70–90 FPS.
  • Molto alto + RT Alto + FSR Qualità: circa 60–80 FPS.
  • Molto alto + RT Molto alto + FSR Qualità: circa 50–65 FPS.
  • Con frame generation: si raggiungono tranquillamente i 90–110 FPS.

4K

4K la RX 9060 XT può ancora dire la sua, ma qui l’upscaling diventa praticamente indispensabile se volete mantenere un’esperienza davvero fluida impostando l’FSR su Qualità o Bilanciato, mentre il ray tracing alza molto il costo prestazionale.

  • Molto alto, no RT, FSR Qualità: circa 50–60 FPS.
  • Molto alto, no RT, FSR Bilanciato: circa 60–70 FPS.
  • Molto alto + RT Alto + FSR Bilanciato: circa 45–55 FPS.
  • Molto alto + RT Molto alto + FSR Bilanciato: circa 40–50 FPS.
  • Con frame generation: oltre 70 FPS, ma il risultato migliore arriva quando non si utilizza il ray tracing.
RisoluzioneProfilo consigliatoFPS attesi
1080pMolto alto, no RT90–120
1080pMolto alto + RT Alto + FSR Qualità75–95
1440pMolto alto, no RT50–70
1440pMolto alto + FSR Qualità70–90
1440pMolto alto + RT Alto + FSR Qualità60–80
4KMolto alto + FSR Qualità50–60
4KMolto alto + FSR Bilanciato60–70
4KMolto alto + RT Alto + FSR Bilanciato45–55

In definitiva: La configurazione utilizzata per i test è eccellente per i 1080p e i 1440p, e ancora valida in 4K se si utilizza l’FSR e con qualche compromesso mirato e, in certi casi, il frame generation. 1440p Molto alto + FSR Qualità o bilanciato è la configurazione migliore in assoluto.

C’è dell’altro?

Un aspetto che abbiamo particolarmente apprezzato è stata la fluidità dei controlli con mouse e tastiera. Controllare Sam è semplice con i tasti WASD, il controllo della telecamera è fluido e scorrevole con il mouse, i pulsanti per mantenere l’equilibrio sono mappati sui clic destro e sinistro per un facile utilizzo e la disposizione generale dei pulsanti è comoda per le dita. Costruire strutture o mirare con le armi diventa davvero un gioco da ragazzi rispetto ai comandi predefiniti del DualSense 5. Tuttavia, se desiderate un’esperienza più autentica, è possibile utilizzare un controller DualSense con tutte le funzionalità (inclusa la mira giroscopica) dell’esperienza PlayStation 5. 

PC, PS5 base e PS5 Pro: le differenze

Rispetto a PS5 base, il PC ha un vantaggio evidente in termini di flessibilità. La versione console standard resta molto valida e continua a offrire un’ottima esperienza, ma il suo compromesso tra qualità e fluidità è più rigido. Sul computer, invece, è possibile scegliere come bilanciare dettagli, risoluzione, frame rate e tecnologie di upscaling in modo molto più preciso, ottenendo spesso una resa più pulita e più soddisfacente. La PS5 Pro si avvicina di più al PC per qualità dell’immagine e stabilità complessiva. È probabilmente la miglior versione console per chi vuole giocare senza troppi aggiustamenti, perché riduce il divario tra modalità qualità e prestazioni e rende più facile ottenere un’immagine convincente senza rinunciare troppo alla fluidità. Tuttavia, il PC resta superiore per libertà di settaggi. In sintesi: PS5 base è la versione più immediata; PS5 Pro è la versione console più equilibrata; PC è la versione più completa e personalizzabile.

Commento finale

Death Stranding 2: On the Beach su PC è una versione eccellente, che non si limita semplicemente a portare il gioco su un’altra piattaforma ma ne valorizza davvero l’essenza estetica e tecnica. È un sequel consapevole, molto sicuro di sé, che amplifica la forza del viaggio e la bellezza del mondo di gioco, mentre il porting computer gli dà quell’elasticità che su console, per forza di cose, resta più limitata. Con la nostra configurazione, il risultato è stato decisamente convincente: 1440p, preset alti, frame rate stabile e un’immagine capace di esprimere al meglio il lavoro artistico di Kojima Productions. Se poi si vuole una pulizia visiva comunque eccellente ma accompagnata da un’esperienza “plug and play“, allora la versione PS5 Pro è ciò che fa per voi; ma se si cerca la versione più ricca, più regolabile e potenzialmente più bella da vedere, quella PC è – senza alcuna ombra di dubbio – la scelta migliore!

9.6

Death Stranding 2: On the Beach


Death Stranding 2: On the Beach su PC è una versione eccellente, che non si limita semplicemente a portare il gioco su un’altra piattaforma ma ne valorizza davvero l’essenza estetica e tecnica. È un sequel consapevole, molto sicuro di sé, che amplifica la forza del viaggio e la bellezza del mondo di gioco, mentre il porting computer gli dà quell’elasticità che su console, per forza di cose, resta più limitata. Con la nostra configurazione, il risultato è stato decisamente convincente: 1440p, preset alti, frame rate stabile e un’immagine capace di esprimere al meglio il lavoro artistico di Kojima Productions. Se poi si vuole una pulizia visiva comunque eccellente ma accompagnata da un'esperienza "plug and play", allora la versione PS5 Pro è ciò che fa per voi; ma se si cerca la versione più ricca, più regolabile e potenzialmente più bella da vedere, quella PC è - senza alcuna ombra di dubbio - la scelta migliore!

PRO

Porting PC molto curato I Resa grafica eccellente, anche senza ray tracing I Ampio supporto a upscaling e opzioni avanzate I Versione più flessibile rispetto a PS5 base e più personalizzabile della PS5 Pro I Incredibile fluidità dei controlli con mouse e tastiera

CONTRO

Il ray tracing ha un impatto prestazionale significativo I Mirare può provocare evidenti cali di framerate I La struttura del gioco resta molto particolare e potrebbe non convincere chi cerca azione costante

4News.it è una fonte di OpenCritic.com, il più grande aggregatore internazionale di review dedicato al mondo dei videogames.

Ultimi Articoli

Articoli correlati