Recensione Death Stranding Director’s Cut

Come per Ghost of Tsushima, anche l’ultima fatica del genio visionario Hideo Kojima, Death Stranding, ha ricevuto un’edizione “Director’s Cut” su PlayStation 5. Se non avete mai sperimentato le peripezie di Sam Porter Bridges, è sicuramente l’edizione migliore su cui mettere le mani, poiché contiene nuovi contenuti che sono naturalmente intrecciati al gioco base. Se invece avete già apprezzato il titolo originale potreste trovare le nuove aggiunte piuttosto “scarse”, ma sappiate che i vari miglioramenti al gameplay migliorano l’esperienza complessiva di Death Stranding.

L’Apocalisse migliorata

Death Stranding si svolge in un’America post-apocalittica in cui i corrieri mandano avanti quel che è rimasto dei gloriosi Stati Uniti d’America consegnando provviste, attrezzatura e altro utile materiale a coloro impossibilitati o poco desiderosi di avventurarsi nello strano mondo di gioco creato dal produttore giapponese. Un qualcosa che non sembra così lontano da quanto abbiamo vissuto in prima persona nell’ultimo anno e mezzo. Dopotutto, Death Stranding è stato pubblicato soltanto quattro mesi prima del lockdown per la Pandemia da COVID 19. Questa è una testimonianza dell’abilità di Kojima nel predire eventi futuri (ha predetto la proliferazione di fake news e dei meme in Metal Gear Solid 2) del 2001. In questo modo, la storia principale di Death Stranding di riportare l’America (e il mondo) al suo antico splendore è risonante… per non parlare di una preveggenza a dir poco inquietante.

Funzionalità su PlayStation 5

La Director’s Cut su PlayStation 5 include il pieno supporto al DualSense, nello specifico al feedback aptico, ai trigger adattivi e all’audio 3D. Caratteristiche che rendono il mondo di gioco (e l’immersività del gameplay) ancora più coinvolgente. Sebbene l’implementazione del feedback aptico non sia così impressionante come accaduto per Astro’s Playroom, genera diverse vibrazioni del gamepad a seconda delle superfici su cui si cammina. Mentre la resistenza dei grilletti è sperimentabile quando si è chiamati ad utilizzare armi da fuoco. Ora i fucili d’assalto, i fucili a pompa, i lanciagranate in Death Stranding hanno diversi livelli di resistenza. Inoltre, l’audio 3D aiuta a distinguere meglio le posizioni dei nemici sulla mappa di gioco.

Death Stranding era già una potenza visiva su PS4 e PC (qui la nostra analisi tecnica). La versione PS5, con la risoluzione 4K migliorata, sembra ancora più sbalorditiva e spacca mascella. Sia chiaro, nulla di straordinariamente differente dalla versione PS4 Pro, anche perché è difficile far apparire migliore un gioco già dall’aspetto sorprendente.

Come per l’edizione PS4 Pro, anche la Director’s Cut ha due opzioni visive fra cui scegliere: Una che predilige le performance e l’altra la qualità visiva, ed entrambe supportano l’HDR. La modalità Performance non è dissimile da quella di PS4 Pro. Come Ghost of Tsushima: Director’s Cut su PS5, Death Stranding: Director’s Cut gira a 60 fotogrammi al secondo in entrambe le modalità, quindi non vediamo la necessità di dover impostare il gioco su Performance. La modalità che invece predilige la qualità visiva sembra essere la scelta migliore soprattutto su una TV 4K. Una modalità widescreen consente un rapporto di aspetto 21: 9 simile ai filmati del gioco, fornendo un’esperienza ancora più cinematografica.

Non meno importante, i tempi di caricamento sono a dir poco rapidissimi. Ad oggi crediamo i più rapidi per un gioco PS5. Parliamo di circa cinque secondi, praticamente un’inezia!

Contenuti di Death Stranding Director’s Cut

Le prime dieci/quindici ore di gioco vi “obbligheranno” ad adottare un approccio furtivo durante le missioni, dopodiché inizierete a ricevere armi sempre più potenti e letali per abbattere nemici umani e non. Il nuovo poligono di tiro non è solo un ottimo modo per testare queste armi, ma è anche perfetto per mantenere affilate le proprie abilità di tiro. Se avete giocato alle missioni VR di Metal Gear Solid, il poligono di tiro vi sarà piuttosto familiare.

Ci sono dozzine di missioni, ognuna incentrata sull’uso di armi specifiche (come la nuova pistola Maser) o sul completamento di compiti rispettando determinati parametri. Ad esempio, alcune missioni vi consentono di usare solo una singola arma, mentre altre vi vietano di usare qualsiasi arma da fuoco. Il poligono di tiro vi mette contro solo nemici virtuali, quindi non dovete preoccuparvi di morire. Le missioni sono brevi e non particolarmente difficili da portare a termine.

Inoltre, quale miglior modo di rilassarsi in questo deprimente mondo post-apocalisse se non cimentandosi in qualche buona corsa vecchio stile? Il circuito di Fragile presenta 12 tracciati che ricordano le autostrade del gioco che il giocatore può costruire nel corso dell’avventura. Invece di persone in carne e ossa, il giocatore gareggerà contro avversari olografici alla guida di veicoli olografici noti e varianti degli stessi. La nuova Roadster è realizzata specificamente per le corse ed è uno dei migliori veicoli da utilizzare. La pista non ha molto senso narrativamente, ma è una bella distrazione dal gioco principale.

La Fabbrica in rovina invece, è una nuova missione narrativa che funziona come tutte le missioni di Death Stranding in quanto la si acquisisce da una delle basi (in questo caso, il Centro di distribuzione nord). Composto da tre missioni, offre maggiori informazioni su uno dei personaggi centrali del gioco. La missione non influisce sulla trama principale. La Fabbrica è sicuramente l’omaggio più grande di Death Stranding a Metal Gear. I fan di Solid Snake apprezzeranno la missione, nonostante la sua longevità ridotta all’osso.

Ma non è tutto in quanto muoversi negli ambienti poco ospitali di Death Stranding è diventato più semplice grazie ad un nuovo esoscheletro che aumenta la velocità di movimento e consente di trasportare carichi piuttosto pesanti. Dovrete comunque utilizzare i vari tipi di esoscheletro per determinate missioni, ma è bene avere lo scheletro di supporto nell’inventario (non si sa mai).

Infine, con la nuova catapulta cargo, ora è possibile sparare il carico su lunghe distanze. Un cursore olografico indica la traiettoria di volo e la zona di atterraggio del carico. Dopo aver sparato il carico, Sam può pilotarlo a distanza, assicurandosi che atterri esattamente dove desidera. Nel complesso, tutte le nuove meccaniche di sono una gradita aggiunta.

Trasferimento del salvataggio

Ghost of Tsushima: Director’s Cut e alcuni giochi PS4/PS5 consentono di trasferire facilmente i salvataggi tra i sistemi. Death Stranding: Director’s Cut non è uno di questi. Per trasferire i dati di salvataggio da PS4 a PS5 della Director’s Cut, l’utente è costretto ad avviare il gioco PS4 e caricare il suo salvataggio sulla rete cloud del gioco. Solo così sarà possibile scaricare il salvataggio su PS5 e riprendere da dove avevate lasciato.

Commento finale

Death Stranding: Director’s Cut è un ottimo aggiornamento per PS5. Funziona decisamente meglio della versione originale e i contenuti aggiuntivi così come le nuove funzionalità sono stati integrati perfettamente nel gioco. È una esperienza che sicuramente ci sentiamo di consigliare a chi non ha già giocato al titolo su PS4, a patto che vi piaccia il gameplay che non è sicuramente fra i più semplici e leggeri del panorama videoludico. Per chi invece volesse continuare le avventure di Sam su PS5 è possibile vivere l’esperienza offerta da questa Director’s Cut sborsando solo 10 euro.

8.5/10

L'esperienza definitiva


Death Stranding: Director's Cut è un ottimo aggiornamento per PS5. Funziona decisamente meglio della versione originale e i contenuti aggiuntivi così come le nuove funzionalità sono stati integrati perfettamente nel gioco. È una esperienza che sicuramente ci sentiamo di consigliare a chi non ha già giocato al titolo su PS4, a patto che vi piaccia il gameplay che non è sicuramente fra i più semplici e leggeri del panorama videoludico. Per chi invece volesse continuare le avventure di Sam su PS5 è possibile vivere l’esperienza offerta da questa Director’s Cut sborsando solo 10 euro.

Pros

    - Nuove funzionalità che migliorano l'esperienza di gioco
    - Grafica ulteriormente rifinita
    - Diversi omaggi a MGS

Cons

    - Il sistema di trasferimento del salvataggio poteva essere gestito meglio
    - Le nuove missioni sono piuttosto brevi
Riccardo Amalfitano
Videogiocatore sin dalla "tenera" età, amante anche di manga, cinema e serie TV. Ho dimenticato qualcosa? Sicuramente!

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