Recensione In Death: Unchained

Articolo di · 3 Settembre 2020 ·

Tirare con l’arco è una delle cose più soddisfacenti che si possano fare in VR e, probabilmente, una delle dinamiche di gioco che più è in grado di marcare la differenza rispetto ai giochi “flat”. Incoccare, allineare braccia e occhi per prendere la mira, tendere e poi scoccare la freccia sono gesti impossibili da replicare su un pad ma che nella realtà virtuale appaiono estremamente naturali. E’ per questo che ogni volta che un nuovo gioco VR in cui è possibile utilizzare arco e frecce fa la sua comparsa suscita tantissima attenzione.

In Death: Unchained non è però una novità: sviluppato da Superbright e comparso per la prima volta nel 2018 per SteamVR e PSVR, viene ora riproposto in versione aggiornata in esclusiva per Oculus Quest scommettendo sulle capacità di tracking inside out del visore stand alone di Oculus.  

Fatemi male

In Death: Unchained è uno shooter rogue like in cui, utilizzando esclusivamente le nostre frecce, dovremo farci strada in un onirico viaggio nell’aldilà che ci ha ricordato più di una volta alcune delle splendide illustrazioni della Divina Commedia di Gustave Dorè. Il riferimento alla Divina Commedia non è causale, infatti le ambientazioni e l’intero immaginario del gioco è pieno zeppo di riferimenti religiosi.

Come ogni rogue like che si rispetti il gioco è punitivo, semplice da comprendere ma difficile da padroneggiare e farsi strada nei livelli generati proceduralmente non è propriamente una passeggiata di salute, anzi. Considerate pure la morte come un elemento essenziale del gioco, utile a migliorare le vostre capacità e a consentirvi di arrivare pronti al successivo scontro. Ad ogni game over dovrete ricominciare tutto da capo, è vero, ma muniti degli upgrade che sbloccherete per le vostre armi l’operazione sarà sicuramente meno frustrante.

La versione per Oculus Quest ha introdotto inoltre una serie di punti di salvataggio e di luoghi in cui è possibile tirare il fiato, cosa di cui avrete bisogno, ve lo assicuriamo, anche solo per riposare le braccia esauste dopo 20 minuti a tirare con l’arco.  

InDeath unchained screenshot 07 1024x576 - Recensione In Death: Unchained

Nonostante l’elevato grado di difficoltà (una manna per gli amanti del genere), il gioco tuttavia sa farsi amare, ricompensando ogni vostro sforzo con upgrade per il vostro arco/balestra, oro ed altri oggetti di gioco e con un sistema di punteggio che vi spinge a migliorarvi continuamente.

Arsenale limitato

Non aspettatevi nuove armi però. In In Death: Unchained, infatti, le uniche due armi disponibili sono un arco o una balestra e l’unica variante ad un gunplay che altrimenti potrebbe risultare noioso è l’alternarsi di frecce di tipo diverso: infuocate, pioggia di dardi, congelanti, esplosive e tutto il parterre di colpi balistici a cui anni e anni di videogames ci hanno abituato. Non mancano alcune chicche come frecce in grado di rallentare il tempo ed altre che assomigliano ad un raggio laser o ad una saetta, se volete.

Eliminare un certo numero di nemici con un particolare tipo di freccia vi permetterà di migliorarne le statistiche e di sbloccare particolari perks. Ciò conferisce al gioco maggiore profondità e soprattutto una eccezionale rigiocabilità consentendovi di livellare il vostro equipaggiamento quasi all’infinito. Non ci credete? Provate a dare uno sguardo a questa guida realizzata dalla community di Steam.

Ascensore per l’inferno

In Death: Unchained offre al giocatore tre diversi mondi: Santuario, Paradiso perduto e Abisso (quest’ultimo esclusiva Quest), ciascuno con i suoi livelli e la propria estetica che corrisponde rispettivamente a Purgatorio, Paradiso e Inferno. Dapprima il giocatore si ritroverà bloccato nel Santuario e per proseguire dovrà completare il primo mondo eliminando il boss finale; ma non è tutto. Per poter passare al mondo successivo sarà anche necessario sbloccare almeno il 20% degli achievements di quel mondo. Giunti al secondo, stesso discorso ma questa volta il livello di difficoltà si alza e per proseguire oltre dovrete completare il 40% degli achievements e così via. Queste meccaniche, oltre a darvi un idea del grado di sfida del titolo, la dicono anche lunga sulla piacevole perversione degli sviluppatori.

InDeath unchained screenshot 09 1024x576 - Recensione In Death: Unchained

I nemici sono piuttosto diversificati sia esteticamente che nelle tecniche di attacco e richiederanno, soprattutto quando comincerete ad affrontare il titolo in maniera più sistematica per sbloccare upgrades, achievements e punteggio, una certa programmazione del vostro inventario di frecce. Alcune infatti possono risultare più adatte in certe situazioni e per certi nemici e altre meno, ma per scoprirlo morirete molte, moltissime volte.

Comparto tecnico

Nonostante le differenze rispetto alla versione SteamVR dal punto di vista grafico siano evidenti, vista la scomparsa delle texture in alta definizione, la scarsità delle animazioni dei nemici e la quasi totale assenza di quegli effetti di luce e particellari che contribuivano a rendere davvero piacevole l’esperienza su PC, In Death: Unchained per Oculus Quest continua a mantenere invariato il suo fascino anche dal lato visivo. Ambientazioni e atmosfera infatti, unite alla frenesia del gameplay,  fanno sì che si possa sorvolare sulle carenze tecniche della produzione dovute non di certo al team di sviluppo ma alle ridotte capacità hardware di Quest.

InDeath unchained screenshot 04 1024x576 - Recensione In Death: Unchained

Qualche problema lo genera invece il sistema di tracking, soprattutto se per incoccare la freccia si avvicinano eccessivamente le mani alle telecamere del visore. In questi casi il controller della vostra mano dominante, uscito fuori dal campo visivo, si blocca o inizia a tremare, impedendovi quindi di mirare con precisione. Non è un difetto particolarmente rilevante, in quanto basta modificare leggermente l’ampiezza dei vostri gesti (e credetemi sarete costretti a farlo se non vorrete ritrovarvi con braccia doloranti il giorno dopo) oppure preferire la balestra all’arco, ma è comunque uno degli svantaggi del tracciamento inside-out.

Comfort

Il comfort di gioco è davvero ottimo: In Death: Unchained è fruibile anche da coloro che non hanno ancora le cosiddette “gambe da VR” e che soffrono quindi ancora di motion sickness. Il titolo mette a disposizione due diversi tipi di movimento teletrasporto (l’unico presente nella versione originale per PC): la prima è la variante classica con indicatore a freccia, che è possibile personalizzare eventualmente nella variante attivabile lanciando un frammento magico nella posizione in cui si desidera muoversi. L’altra modalità di movimento aggiunta appena un paio di giorni dopo il lancio è la smooth locomotion, che vi consente di muovervi utilizzando lo stick analogico.

InDeath unchained screenshot 02 1024x576 - Recensione In Death: Unchained

Quanto alla rotazione, è possibile impostare un movimento a scatti (nelle impostazioni potrete anche regolare l’angolo di rotazione per ciascuno scatto) oppure la rotazione fluida. Inutile dire che smooth locomotion e rotazione fluida, pur garantendo il maggior grado di immersività, sono state le più dure da digerire per il nostro stomaco, mentre abbiamo trovato il miglior compromesso tra immersività e comodità con l’accoppiata smooth locomotion e rotazione a scatti di 15°.

Il gioco consente infine di giocare sia in room scale che da seduti. Sebbene la seconda opzione sia sicuramente la più comoda, è indubbio che lo stare in piedi senza sentirsi legati ad un filo per merito dell’Oculus Quest sia in grado di garantire un immersività senza pari. Non capiterà poche volte infatti di uscire dalla vostra area di gioco, trasportati come sarete dalle immagini di gioco.

Commento finale

Nonostante le rinunce in termini grafici, In Death: Unchained è lo stesso divertente gioco che aveva attirato l’attenzione di pubblico e critica qualche anno fa. Questa versione per Oculus Quest, oltre ad introdurre interessanti novità come il nuovo mondo Abisso e lo smooth locomotion, ha il grande merito di rendere ancora più immersiva l’esperienza messa in piedi dai ragazzi di Superbright grazie all’assenza di cavi che vi incatenano al vostro PC (da qui il termine Unchained per la versione Quest). Se state cercando un titolo difficile, punitivo ma incredibilmente soddisfacente con cui passare ore ed ore, In Death: Unchained è ciò che fa per voi e sicuramente uno dei migliori giochi attualmente disponibili sulla piattaforma Oculus.

Criterion 10
8,8

Liberatevi dalle catene!

Nonostante le rinunce in termini grafici, In Death: Unchained è lo stesso divertente gioco che aveva attirato l’attenzione di pubblico e critica qualche anno fa. Questa versione per Oculus Quest, oltre ad introdurre interessanti novità come il nuovo mondo Abisso e lo smooth locomotion, ha il grande merito di rendere ancora più immersiva l’esperienza messa in piedi dai ragazzi di Superbright grazie all’assenza di cavi che vi incatenano al vostro PC (da qui il termine Unchained per la versione Quest). Se state cercando un titolo difficile, punitivo ma incredibilmente soddisfacente con cui passare ore ed ore, In Death: Unchained è il ciò che fa per voi e sicuramente uno dei migliori giochi attualmente disponibili sulla piattaforma Oculus.


+
    - Estremamente rigiocabile
    - La versione per Oculus Quest offre un alto grado di immersività
    - Una vera sfida per gli amanti dei rogue like
-
    - Qualche rinuncia di troppo dal punto di vista grafico
    - Tracking non sempre precisissimo

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