Sony avrebbe ormai imboccato una strada senza ritorno: dal gennaio 2028, PlayStation smetterà di produrre dischi fisici per i nuovi titoli. Una scelta che sta facendo molto rumore nel settore e che, secondo l’ex presidente di PlayStation Worldwide Studios Shawn Layden, rappresenta “una decisione piuttosto drastica”. Layden, che ha lasciato l’azienda nel 2019 dopo 32 anni di carriera, ha raccontato a Eurogamer di essere rimasto sorpreso: “Non ne avevo idea. Non sono necessariamente d’accordo, ma non lavoro più nel business”. Secondo lui, la mossa potrebbe essere legata ai costi sempre più elevati della produzione fisica, ma resta comunque un segnale forte.
Il prezzo del progresso
Un recente report rivela che Sony ha riconvertito lo stabilimento di Thalgau, dove oggi vengono stampati circa 300.000 dischi al giorno. Entro il 2028 la produzione scenderà al 10% dell’attuale volume, confermando una strategia ormai definita.
Layden definisce la scelta come un “calcolo da foglio Excel”: il mercato digitale domina, e mantenere in vita l’infrastruttura fisica per una fetta sempre più ridotta di utenti non sarebbe più sostenibile. Layden ricorda però che non tutto il mondo dispone di una connessione adeguata. Durante la sua permanenza in Sony, la domanda ricorrente era: “Quando abbandonerete il lettore ottico?”. La risposta, per lui, dipendeva dalla possibilità di garantire un’esperienza di download accettabile alla maggioranza degli utenti.
Digital divide
Il problema è che la “maggioranza” non coincide con “tutti”: basi militari, aree rurali e regioni con infrastrutture limitate rischiano di essere tagliate fuori. “Non vuoi lasciare indietro quelle persone”, sottolinea Layden.
La scelta di Sony sta generando un’ondata di critiche sui social, al punto da influenzare anche altri account ufficiali dell’azienda. A complicare il quadro ci sono le voci sul possibile costo di produzione di PS6, stimato intorno ai 960 dollari, che potrebbe tradursi in un prezzo finale vicino ai 1000 dollari.
Il futuro della next‑gen PlayStation appare quindi più incerto che mai.
