Recensione in pillole Flashout 3

Il videogiocatore attempato sa perfettamente di cosa stiamo parlando, i giovani probabilmente no, o forse li conoscono solo per sentito dire.

Stiamo parlando delle futuristiche corse antigravitazionali, che negli anni ’90 e primi anni 2000 erano la concezione stessa del racing arcade. F-Zero e Wipeout sono le saghe che più hanno scritto la storia di questo genere nell’era 3D, e purtroppo il mercato (no, noi videogiocatori) è rimasto orfano di queste meravigliose opere (l’ultima vera iterazione, se escludiamo le riedizioni successive, è quella di Wipeout HD Fury nel lontano 2008).

Il mercato indie però sta cercando di sopperire alla mancanza di investimenti in questo genere, ed è proprio uno studio italiano, i 34BigThings, a comandare questo particolare movimento, con i loro Redout e Redout 2, due titoli validissimi che poggiano su delle basi solidissime.

Flashout 3, disponibile su Steam, terzo capitolo di una saga praticamente sconosciuta, è il tributo dello studio polacco JujuBee a questo sottogenere dei racing arcade, sarà riuscito a dare lustro alle corse antigravitazionali?

Un classico… Sali sali sali, e poi giù a cannone.

Che gioco è?

Flashout 3, come scritto nella prefazione, è un furioso tributo alle corse antigravitazionali, e pesca a piene mani dalla filosofia di Wipeout, con una certa lentezza iniziale nelle gare, che aumenta via via che sblocchiamo le successive classi, ed un arsenale atomico per spazzare via gli avversari.

A fianco alla classiche modalità di gioco come corsa semplice ed un apprezzatissimo quanto vintage split screen, si erge il cuore pulsante dell’esperienza, la modalità Compagna, composta da 10 tornei differenti, a loro volta formati da una manciata di gare. Per passare alla sfida successiva è necessario classificarsi almeno terzi nella classifica generale di quel torneo, sulla falsariga di un mini campionato con un sistema di punteggio non dissimile da quello utilizzato nella F1.

In ogni torneo dovremo farci largo attraverso le classiche modalità di gioco, come le Gare Standard, le Gare Distruzione (vince chi elimina più navi avversarie), Eliminazione (ogni 30 secondi viene eliminato l’ultimo in classifica) e Giro Veloce.

Oltre al punteggio che si riceve a seconda del piazzamento che avremo, esiste un punteggio dettato dalle nostre azioni in pista, come sorpassi, eliminazioni, vittorie e via discorrendo. Questo punteggio è cumulativo durante la nostra campagna e ci servirà per sbloccare via via nuove navicelle (8 in totale, con 3 variazioni per ognuna a seconda della classe di velocità scelta), nuovi percorsi (10 in totale, percorribili anche al contrario) e nuovi perks da poter montare sul proprio bolide. E’ un sistema di progressione semplice ma comunque valido, che invita il giocatore a gareggiare per il gusto di farlo e che lo farà comunque progredire anche in caso di sconfitta.

I perk a disposizione in Flashout 3 sono a decine e spaziano dai classici missili e mitragliatrici ad attrezzatura più sofisticata come scudi, droni sentinella, bombe appiccicose, onde elettromagnetiche e così via. Nulla di trascendentale ma comunque sufficientemente vari da voler sperimentare un pochino, anche perchè non sarà possibile equipaggiare solo i perk più forti, poichè dovremmo rientrare entro un limite di slot energia utilizzabile che variano da nave a nave, richiedendo al giocatore un minimo di strategia pre gara nella scelta dell’arsenale.

Tutto bello vero? Beh, non proprio, ma andiamo con ordine.

Perchè giocarlo?

Poche righe fa abbiamo accennato alla filosofia Wipeout, ma cosa è precisamente?

Wipeout si differenziava tantissimo dalla serie Nintendo F-Zero, con velocità più moderate (inizialmente), ed una pesantezza delle navi molto più accentuata, che donava forza inerziale alle navicelle, e ciò si traduceva in uno stile di guida molto più riflessivo che istintivo. Ogni dosso, ogni avvallamento, ogni curva, ogni giro della morte, era da approcciare con la giusta inclinazione della nave, peso in avanti e peso all’indietro, aerofreno destro ed aerofreno sinistro, un balletto antigravitazionale per destreggiarsi con grazia tra i dedalici circuiti.

Flashout 3 prova a riproporre questa filosofia, replicando pari pari anche l’avvitamento eseguibile in Wipeout (tramite D-Pad) che ci donava un boost aggiuntivo all’atterraggio dopo un salto. Tutto ciò, sulla carta, dona una certa grazia alle corse antigravitazionali ed è apprezzabile che i JujuBee abbiano scelto questa strada piuttosto che quella di Redout (molto più simile a sua volta a quella di F-Zero), anche grazie ad un buonissimo layout dei circuiti che permettono di interpretare in più modi la corsa.

Da segnalare una graditissima visuale dall’abitacolo capace di donare un nuovo punto di vista di questo genere di corse, piacevole e ben fatta, seppur semplicistica.

La visuale dalla cockpit è un piacevole valore aggiunto

Nella decina di ore necessarie per completare la campagna di Flashout 3 (forse anche meno se vi accontenterete solo della medaglia di bronzo) riuscirete ogni tanto a ritrovare lo stile dello Studio Liverpool dei bei tempi che furono, grazie anche ad un buonissimo livello di sfida, ma purtroppo le analogie finiscono qua…

Perchè no?

Sfortunatmente Flashout 3 è afflitto da un paio di problematiche che pesano come macigni per poterlo premiare come vorremmo anche solo per aver rispolverato il genere delle corse antigravitazionali.

A primo impatto la cosa che fa storcere di più il naso è la quasi totale assenza di fisica delle navicelle, che va a svilire il buon layout dei circuiti.

Dai salti, agli avvitamenti, all’utilizzo degli aerofreni, tutto risulta poco intuitivo e poco piacevole da affrontare. Se ci mettiamo anche uno sbilanciamento eccessivo nei confronti dell’arsenale bellico ecco che spesso ci ritroveremo in gare dove conta più saper mirare che guidare. Il feedback delle navi peggiora ancor di più quando si viene colpiti (e succederà spessissimo), e questo sarà uno dei motivi principali per cui la modalità Giro Veloce sarà probabilmente la vostra preferita. Questa enfasi nelle armi si tradurrà in gare frustranti e sporche, e la vostra totale incapacità a difendervi (pochi sono i perk difensivi, e durano davvero troppo poco) non fa altro che peggiorare nel proseguo della campagna.

Visivamente ci saranno alcuni scorci che risulteranno piacevoli alla vista, nonostante la pochezza poligonale, come a Tokyo, le Hawaii o Miami, che sono assolutamente piacevoli stilisticamente, ma tutto ciò è rovinato dal discutibile design della navicelle e da alcuni problemi di fluidità che vanno ad inficiare la godibilità di quei pochi momenti in cui l’occhio si sente moderatamente appagato. Flashout 3 è molto bello da fermo, ma in movimento porge un pò troppo il fianco.

Un bellissimo screenshot di Vice City

Non proprio un gran biglietto da visita se occhi e mani non sono sufficientemente allietati.

Senza infamia e senza lode la colonna sonora, ma che probabilmente andrete a sostituire con una vostra playlist elettronica, ma questo non è un difetto vero e proprio, i gusti musicali sono assai difficili da accontentare. Fa il suo dovere ma nemmeno eccelle particolarmente.

Non abbiamo potuto provare la modalità VR e i Motion Systems, questa recensione tratta solo il gioco standard senza nessun tipo di periferica.[ndr]

Commento Finale

Flashout 3 tenta di riportare in voga un genere che sta finendo nel dimenticatoio, ma non lo fa nella giusta maniera. Spesso frustrante e sbilanciato, a volte riesce a divertire ma è necessaria una discreta congiunzione astrale, troppo poco per poterlo consigliare senza remore a prezzo pieno (19 €), ma magari a prezzo scontato potete dargli una chance.

La buona volontà è palpabile e la riconosciamo, apprezziamo moltissimo la strada intrapresa dallo studio polacco, ma per dare una svolta alla serie serve una maggiore ricercatezza visiva ed una cura decisamente ulteriore alla fisica delle navicelle. Magari Flashout 4 potrà riuscirci, confidiamo nei JujuBee, il potenziale c’è, è tempo di sprigionarlo.

5.8

Flashout 3


Flashout 3 tenta di riportare in voga un genere che sta finendo nel dimenticatoio, ma non lo fa nella giusta maniera. Spesso frustrante e sbilanciato, a volte riesce a divertire ma è necessaria una discreta congiunzione astrale, troppo poco per poterlo consigliare senza remore a prezzo pieno (19 €), ma magari a prezzo scontato potete dargli una chance.

La buona volontà è palpabile e la riconosciamo, apprezziamo moltissimo la strada intrapresa dallo studio polacco, ma per dare una svolta alla serie serve una maggiore ricercatezza visiva ed una cura decisamente ulteriore alla fisica delle navicelle. Magari Flashout 4 potrà riuscirci, confidiamo nei JujuBee, il potenziale c'è, è tempo di sprigionarlo.


PRO

A volte sa divertire | Buon layout e design dei circuiti | Progressione intelligente

CONTRO

Fisica ed estetica delle navicelle mediocre | La troppa enfasi sulle armi crea gare confusionarie e frustranti | Tecnicamente balbuziente | Niente multiplayer online

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