Recensione in pillole: The Perfect Pencil (Demo)

La salute mentale è sempre una tematica delicatissima. Quello che succede nella nostra testa quando viviamo periodi bui è spesso irrazionale e ci scoraggia oltre ogni modo. The Perfect Pencil ci restituisce l’immaginario di una mente fragile, incerta, che si trova a dover avanzare in un mondo ostile e pericoloso. Grazie ai ragazzi di Studio Cima, piccolo team italiano che abbiamo intervistato qualche mese fa, siamo riusciti a provare in anteprima la demo di questo gioco estremamente promettente.


Versione testata: PC


Che gioco è?

The Perfect Pencil è un metroidvania in 2D nel quale interpretiamo John, un uomo con la testa sostituita da una videocamera. Il nostro protagonista si trova intrappolato in un mondo di paura e insicurezza che dovremo aiutarlo a superare.

Per gli appassionati del genere, il titolo ricorda moltissimo Hollow Knight e altri giochi simili. Le dinamiche di gioco sono piuttosto semplici e immediate da intuire e, anch’esse, sono molto simili a quelle di Hollow Knight. Tuttavia, il titolo di Studio Cima non manca di una sua originalità e di spunti interessanti sia in fatto di gameplay che, soprattutto, di narrazione.

La demo da noi provata ci permette di giocare per un paio di ore, sconfiggere il primo boss e addentrarci in un’ambientazione sempre più onirica e misteriosa. Il mondo di gioco totalmente esplorabile, in realtà, ci consente di fare anche parecchio backtracking rendendo pertanto la demo di The Perfect Pencil anche più longeva delle due ore di gameplay, qualora volessimo cercare tutti i misteri nascosti nei primi scenari.

Perché giocarlo?

The Perfect Pencil, pur in questa veste ancora limitata, è già un titolo che dimostra un potenziale enorme. Il punto forte del titolo è sicuramente la narrazione. John, infatti, sembra essere vittima di una paura che lo blocca e lo confina in questo mondo. Si tratta di una bestia bianca che lo terrorizza e non può essere affrontata. Ciò che abbiamo apprezzato di queste prime ore di gameplay è il modo in cui questa bestia serva da pretesto per parlare di salute mentale.

In molte situazioni di gioco, infatti, emerge un’ottima conoscenza di tematiche quali depressione o ansia. Il nostro personaggio, così come molti altri NPC che si trovano bloccati all’inizio della loro avventura, hanno una costante tentazione di sdraiarsi a letto e non alzarsi più. Un istinto autodistruttivo che li porta ad abbandonare un viaggio forse troppo complesso per rimanere nel confort di una zona “sicura”. L’efficacia con cui queste tematiche sono raccontate dai ragazzi di Studio Cima, a nostro avviso, è uno dei motivi principali per attendere questo titolo con impazienza.

Tuttavia, The Perfect Pencil è molto valido anche sotto l’aspetto del design. Il mondo di gioco presenta delle ambientazioni realizzate interamente a mano e in grado di creare un immaginario coinvolgente sin dal primo istante. Infatti, ci troviamo da subito immersi in questo ambiente sospeso sotto forma di foresta dai contorni onirici. I cuscini che fanno capolino sempre più spesso mentre avanziamo e i nemici che, una volta sconfitti, si accasciano come se dormissero rendono alla perfezione questa atmosfera.

Anche il gameplay, pur non presentando particolari novità rispetto ad altri titoli simili, è ben costruito e non delude. Inoltre, il titolo di Studio Cima introduce un paio di elementi interessanti come la possibilità di scansionare gli oggetti per trovare dei segreti. Questi, in alcuni casi, ci portano a scoprire dei tesori o ad ottenere ulteriori bulbi (la valuta di gioco).

Perché no?

Data la brevità della demo, non c’è molto da segnalare in questa sezione di recensione. The Perfect Pencil non ci ha dato particolari problematiche o mancanze che ci hanno fatto urlare allo scandalo. L’unica cosa di cui siamo realmente dispiaciuti e che certamente migliorerà in futuro, è la mancata possibilità di selezionare altre lingue. Siamo ben consapevoli che orientare un videogioco in un mercato internazionale è senza dubbio un obiettivo importante per ogni studio emergente ma la mancanza della lingua italiana, al momento, è l’unica vera pecca di questo titolo. Se non altro perché, a causa di questo, molti giocatori potrebbero perdersi una vera perla. Ovviamente siamo certi che Studio Cima provvederà a risolvere, ma rimane comunque un peccato l’impossibilità di provare questa demo in italiano.

Un ultimo appunto, sul quale tuttavia ci riserviamo di dare un parere più approfondito nella recensione finale, è l’aver osato poco in termini di gameplay. The Perfect Pencil, infatti, riprende a pieno le meccaniche di Hollow Knight e le fa sue per adattarle al suo comparto tecnico. Ovviamente, non sappiamo ancora quanto il gioco finale si saprà distinguere nelle fasi più avanzate ma, allo stato attuale, l’inizio del gioco restituisce la stessa sensazione di Hollow Knight. Ciò non è necessariamente un male, dal momento che si tratta di un ottimo gameplay ma speriamo comunque che il titolo riesca a trovare una sua originalità anche in questo aspetto.

Commento finale

Queste prime due ore abbondanti di The Perfect Pencil non possono che farci consigliare l’acquisto a chiunque. Il titolo di Studio Cima ha il potenziale per regalare un’esperienza meravigliosa e già dai primi minuti è evidente la profondità della sua narrazione. Ai temi profondi, trattati con efficacia dagli sviluppatori, si unisce anche un design in grado di creare ambientazioni varie e splendide. Già in questa prova, infatti, ci troviamo a vagare in tre scenari totalmente diversi l’uno dall’altro e tutti decisamente interessanti. Dispiace non avere a disposizione dei sottotitoli italiani per questo gioco ma siamo certi che arriveranno presto. Così come speriamo che, nel corso del gameplay, il titolo di Studio Cima riesca a trovare una sempre maggiore originalità nelle meccaniche in modo da distaccarsi maggiormente dai titoli a cui si ispira.

Antonio Rodofile
Già da prima di imparare a scrivere, i miei genitori mi hanno messo un pad tra le mani. Quel pad, nel corso degli anni, ha cambiato forma, dimensioni, peso ma la passione è rimasta invariata. Dopo tanti anni di studi tra media, cinema e videogiochi, sono sbarcato un po' per caso e un po' per destino nella critica videoludica che concilia le mie due più grandi passioni: scrivere e giocare.

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